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L’Ayurveda in cucina

03/07/2005 - Natalia De Reggi

L’Ayurveda, l’antica medicina indiana, comprende un vasto sistema di forme di prevenzione, terapie e rimedi naturali che si sono andate sviluppando da circa 3000, ma c’è chi sostiene addirittura 5000, anni fa

Questa affascinate e complessa scienza, oltre ai preparati di erbe e radici di piante, ai massaggi e molti trattamenti disintossicanti e curativi, dà un’enorme importanza all’alimentazione come pratica fondamentale per la salute del corpo e dell’anima. Per poter comprendere meglio gli effetti benefici della cucina ayurvedica, può essere utile conoscere, anche se in maniera forzatamente schematica, la teoria delle energie vitali che sta alla sua base. Secondo l’Ayurveda, l’essenza di ogni creatura è costituita da cinque elementi (terra, acqua, fuoco, aria ed etere), i quali si combino in modo diverso dando luogo a tre tipi di costituzioni o energie (dosha): Vata (predominio di aria ed etere), Pitta (fuoco ed acqua) e Kapha (acqua e terra) o una loro combinazione. A seconda del tipo di energia dominante vengono suggeriti cibi e spezie capaci di equilibrare il proprio dosha. Il menu ayurvedico cerca dunque di rispettare le necessità di ogni singola persona, influendo attraverso il gusto dei cibi sull’equilibrio delle forze che regolano l’organismo. Si identificano sei gusti (rasa) che svolgono un’azione specifica attraverso le loro qualità (guna): - Dolce. E’ costituito dagli elementi terra e acqua ed ha un effetto calmante, soprattutto per chi è dominato da energia Pitta e Vata. Tuttavia può avere un effetto inibitore della digestione. E’ il gusto più umido e pesante. Alimenti che rientrano in questo gusto sono: riso e cereali in genere, patate dolci, chapati (pane non lievitato simile ad una sottile piadina), pasta, dolci. - Acido/Aspro (terra e fuoco). Ha un effetto lievemente riscaldante e favorisce la digestione. Benefico per i tipi Vata, mentre può essere controproducente per Pitta e Kapha. Tra i gusti è il meno umido e pesante. Esempi di cibi aspri sono: limoni e in generale tutti gli agrumi, frutta acida, uva, yogurt, aceto e alimenti sott’aceto. - Salato (fuoco e acqua). Stimola le ghiandole surrenali e in piccole quantità rinforza l’ossatura e aumenta la digestione, mentre diventa dannoso in quantità eccessive. E’ buono per Vata perché lo scalda e Kapha perché lo stimola, mentre può essere aggravante per Pitta. Tra i cibi salati di uso comune ci sono: sale, alghe marine, noccioline, patatine e simili prodotti confezionati, cibi fast-food e cibi in scatola. - Piccante/Pungente (aria e fuoco). Stimola il metabolismo, riscalda e purifica. E’ un perfetto equilibratore per Kapha e in piccole quantità può essere utile a Vata, mentre può aggravare Pitta. E’ un cibo leggero e secco, ne fanno parte: peperoncini, aglio, cipolle e tutte le spezie piccanti. - Amaro (aria ed etere). Purifica e depura, è il cibo più freddo e leggero, utile per Pitta e Kapha, non è consigliato per Vata. Comprende: insalate, ortaggi a foglia scura, alcune erbe aromatiche. L’amaro può stimolare un leggero senso di insoddisfazione che incita a vedere le cose come realmente sono. - Astringente (aria ed etere). La sua freschezza modera il calore di Pitta, mentre la sua qualità leggera e secca aiuta ad equilibrare Kapha, non è invece utile per Vata. Non sono molti gli alimenti che hanno un gusto prevalentemente astringente (melagrane, mirtilli, mele selvatiche e mele cotogne, frutta acerba), tuttavia molti cibi hanno il gusto astringente come secondario (cereali, legumi, verdure). Questi sei gusti si dovrebbero combinare in modo da mantenere o ristabilire l’equilibrio energetico di ciascun individuo. Poiché la cucina ayurvedica è nata in India, essa ha molte cose in comune con la cucina indiana e specialmente con la cucina dell’India del Sud e del Kerala, che rappresenta oggi la regione dove questa scienza è particolarmente sentita e praticata. Si tratta di una cucina prevalentemente vegetariana. I cereali, e il riso in particolare, rappresentano gli alimenti di base, ai quali si accompagnano le verdure, il dhal (piatto di legumi), i chutney (che posso essere diversi tipi di salse speziate con pezzetti di frutta e/o verdura), il chapati (il pane indiano) e il lassi (bevanda a base di yogurt e frutta). Generalmente, tutti i vari alimenti vengono serviti insieme in un grande piatto con attorno i vari chutney accompagnati da altri piattini con le verdure e i legumi. Un pasto equilibrato dovrebbe contenere circa un 40-60% di cereali integrali, 10-20% di proteine di qualità elevata e un 30-50% di verdure e frutta fresche. Ciò che caratterizza questa cucina e la differenzia fortemente dalla cucina occidentale è l’uso delle spezie. Spesso, ai meno esperti, viene subito in mente il curry, che in realtà è un residuo linguistico del colonialismo inglese e rappresenta una miscela (masala) di spezie che può avere molte varianti. Sono proprio le spezie e le erbe aromatiche alla base della cucina ayurvedica, poiché queste possiedono proprietà particolari in grado di rafforzare e stimolare gli organi e le ghiandole del sistema digerente. Nello specifico si tratta di un concentrato di agni (o fuoco gastrico), cioè quella capacità degli organi gastrici di essere attivi, efficaci e coordinati nel loro funzionamento. Le spezie funzionano dunque come un “combustibile” per accendere il fuoco della digestione, non solo infatti stimolano l’appetito e i succhi gastrici, ma svolgono anche un’attività espettorante (per esempio nel caso di bronchiti e sinusiti) e attivatrice del metabolismo. Infine le spezie favoriscono la perdita di peso, stimolano la sudorazione e aumentano la temperatura corporea. E’ importante usarle in modo equilibrato e personalizzato secondo il proprio dosha (Vata, Pitta o Khapa). Ecco allora un classico menu ayurvedico che come per altre cucine salutari, propone prodotti di stagione, sia per la scelta di verdure fresche, sia per favorire l’adattamento climatico dell’organismo. Buon appetito! E non dimenticatevi di masticare a lungo e lentamente…

Succo di arance e pompelmo

1 pompelmo rosa ben maturo, 2 arance di media grandezza, 1 presa di cardamomo, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaio di succo di zenzero (ricavato da circa 3 cm di zenzero fresco), 2 cucchiai di miele fluido

Spremete il pompelmo e le arance e condite con cardamomo e sale. Aggiungete il succo di zenzero e mescolate. Dolcificare col miele.

Samosa con ripieno di verdure

Ingredienti per la pasta: 2 tazze di farina di frumento, 1 cucchiaino di sale, ¼ di cucchiaio di cumino, ¼ di tazza di ghee (burro fuso), 1 tazza d’acqua fredda, olio d’oliva Ingredienti per il ripieno: 1 cucchiaio di ghee (burro fuso), 1 cucchiaio di zenzero fresco tritato, ¼ di cucchiaino di assafetida, 1 cucchiaino di coriandolo macinato, 1 presa di pepe di Cayenna (dolce) oppure ½ peperoncino verde fresco o pepe nero, 6 patate piccole pelate tagliate a dadini, 4 carote tagliate a dadini, 1 cucchiaio di sale, 2 cucchiaini di succo di limone

Mescolate farina, sale, cumino e ghee con l’acqua fredda fino ad ottenere una pasta di consistenza compatta. Lavorate la pasta in una terrina o su un piano di pietra (evitare legno o plastica) per 8-10 minuti circa, finché non diventa elastica e morbida. Coprite con un panno umido e lasciate riposare al fresco per mezz’ora. In una pentola di media grandezza scaldate il ghee e tostate le spezie per 2-3 minuti. Aggiungete le verdure e cuocete a fuoco basso per circa 15 minuti, mescolando spesso. Poi insaporite con sale e succo di limone e fate freddare in una terrina. Spargete un po’ di farina sul piano di lavoro e suddividete la pasta in una serie di palline grandi come noci. Con ognuna di esse preparate una sfoglia rotonda del diametro di circa 6 cm e tagliatela a metà. Ora arrotolate ciascun pezzo di pasta a forma di cono, inumidendo i bordi che si sovrappongono per chiuderli meglio. Riempite ogni cono con un cucchiaio delle verdure preparate precedentemente e serrate anche il bordo superiore, formando una sorta di tasca. A questo punto potete scegliere di mettere i coni in forno a 200 °C per circa 20 minuti o friggerli in padella. Servire caldi.