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Discorso tenuto dalla dott.ssa Sujata Kenjale sulla MEDICINA AYURVEDICA. La storia, le applicazioni e la relazione con lo Yoga.
Tratto da http://www.sahajayoga.it/verona/ayurveda/conferenza.htm

Verona, 1/10/96

Buonasera a tutti. Oggi ci siamo incontrati per parlare della storia, dei principi di base, dei metodi di diagnosi e di trattamento dell'Ayurveda. E infine della sua relazione con lo yoga e in particolare con Sahaja Yoga. L'argomento è molto interessante e spero che tutti voi possiate apprezzarlo.

Per prima cosa vediamo la storia dell'Ayurveda. Esso è un dono che la natura ci ha fatto, è una scienza molto antica che ha le sue radici in India e veniva usata già nel 4000 A .C. Secondo la tradizione indiana l'Ayurveda è stato donato dagli dei. Brahma è il fattore primordiale nella, creazione dell'universo, ed è colui che ha creato l'Ayurveda. Questa conoscenza fu trasmessa ad altri dei come Daksha, Prajapati o gli Ashwin. Quindi Indra, re degli dei, ricevette questa conoscenza e la comunicò ai suoi discepoli, Atreya, Bharadwaja, Kashyapa e Dhanyantari che la trasmisero ai propri discepoli facendola giungere sulla terra nella forma dell'Ayurveda per servire l'umanità. Fu poi suddivisa in otto parti, per poterla studiare meglio, per esempio, chirurgia generale o medicina interna.

Esistono molti libri sul'argomento: i più famosi sono la Charak Samhita e la Sushrut Samhita. L'Ayurveda è anche parte della scienza dei Veda. I Veda sono una scienza spirituale integrale sotto forma di libri sacri, la quale dona la conoscenza riguardo la vita. L'Ayurveda tratta l'aspetto fisico, mentale e spirituale della vita.

Questa è la storia dell'Ayurveda; vediamo ora cosa significa la parola Ayurveda. Ayurveda è una parola sanserita composta da Ayus e Veda. Ayus significa vita e Veda significa conoscenza. Pertanto l'Ayurveda è la scienza della vita o la conoscenza della vita. Nell'Ayurveda il corpo non è considerato solamente sotto l'aspetto fisico: anche i sensi, la mente e l'anìma sono inclusi in esso. Perciò secondo l'Ayurveda la salute non è solo uno stato dì libertà dalla malattia, ma uno stato in cui si gioisce di ininterrotta felicità fisica, mentale e spirituale. Il principale fine dell'Ayurveda è quello di aiutare le persone malate a curare le loro malattie o stati di squilibrio, e le persone sane a ricuperare il proprio stato positivo e a prevenire le malattie.

Quando si visita una persona essa viene considerata come un tutto integrato, indivisibile. Ad esempio se ci feriamo a una gamba, sgorgano lacrime dagli occhi, non certo dal piede. Questo mostra che tutti gli organi sono connessi gli uni agli altri. Nell'Ayurveda quindi non esiste un trattamento sintomatico ma un trattamento globale di corpo, mente e anima. L'Ayurveda mette a fuoco ogni aspetto della vita: la vita quotidiana, la dieta, l'esercizio fisico, la psicologia e la spiritualità. Secondo il maestro Atreya la natura viene definita Prakrú e il corpo umano Purush. Purush, il corpo umano, è una piccola parte di Prakrti, la natura. Questa natura è costituita da cinque elementi (Panchamahabhuta). acqua, fuoco , terra, aria ed etere. Nel corpo umano i cinque elementi sono rappresentati nella forma di Dosha, Dhatu e Maia.

(Inizia la proiezione delle diapositive: l'Ayurveda o la scienza della vita, Brahma il creatore dell'universo e dell'Ayurveda, i Veda, libri sacri indiani e il dio della medicina Dhanvantari)

Questi sono i tre elementi presenti nel corpo (umori), i Dosha. Sono le parti mobili e attive del corpo, responsabili per tutte le funzioni di crescita e decadimento dei corpo. Il primo è Vata (elemento aria), il secondo è Pitta (fuoco), e il terzo è Kapha (acqua e terra). Questi umori si trovano nel corpo in maggiore o minore quantità. L'equilibrio di questi elementi è responsabile della buona salute. Il loro aumento o diminuzione dipende dall'età, dal giorno, dal mese e dalla stagione. Ad esempio nell'infanzia l'elemento Kapha è prevalente. Nella mezza età Pitta predomina e nell'anzianità Vata è il maggiore.

In Ayurveda ci sono sei gusti del cibo: dolce, salato, pungente, astringente, amaro, acido. Questi sei gusti possono far aumentare o diminuire i tre umori. Ad esempio Pitta è aumentato dal gusto pungente e ridotto dall'amaro.

Il primo elemento, Vata (aria), situato principalmente nell'intestino. nelle ossa, nella regione pelvica. Governa principalmente le funzioni nervose e ha origine da ogni movimento dei corpo. Ci sono 80 malattie dovute a disturbi a questo umore (artrosi, paralisi, rigidità, problemi di cuore, ipertensione). Vata è suddiviso in cinque parti dipendenti dalla posizione e dalla funzione:

  • Prana e Udana si trovano nella testa e nella parte superiore dei torace e sono responsabili della voce e del respiro.

  • Samana si trova nell'intestino e aiuta la digestione.

  • Apana è situato nella regione pelvica ed è responsabile delle funzioni escretorie.

  • Vyana è situato nel cuore e aiuta a pompare il sangue.

Il secondo elemento, Pitta (fuoco) è situato nell'intestino, nello stomaco, nel fegato. Regola la secrezione degli enzimi e degli ormoni nel corpo, la digestione, la temperatura corporea, la pigmentazione. Esistono 40 malattie dovute a un Pitta diturbato come l'itterizia, l'acidità, la sensazione di bruciore, la faringite. Pitta è suddiviso in cinque parti dipendenti dalla posizione e dalla funzione:

  • Alochaka risiede negli occhi ed è responsabile della visione.

  • Sadhaka è presente nel cervello ed è responsabile della memoria e dell'intelligenza.

  • Ranjaka risiede nel Fegato e nella milza ed è responsabile della formazione e colorazione del sangue.

  • Pachaka risiede nell'intestino e aiuta la digestione.

  • Bhrajaka è responsabile del colore della pelle, dove risiede.

Il terzo elemento, Kapha (acqua) è situato principalmente nel cuore, nello stomaco, nella lingua ed è responsabile di una solida natura corporea, della lubrificazione delle articolazioni, della forza. Ci sono 20 malattie dovute a un Kapha disturbato: anoressia, pigrizia, espettorazione mucosa, obesità. Kapha è suddiviso in cinque parti:

  • Tarpaka protegge il cervello e il midollo spinale dalle ossa.

  • Bodhaka dona la percezione dei gusto.

  • Avalambaka è nel torace e sostiene poirnoni e cuore.

  • Kledaka è nello stomaco e aiuta la digestione.

  • Shìeshaka lubrifica le articolazioni.

Questi erano i tre umori del corpo. Anche la mente ha tre qualità: Sattva, Raja e Tamas (le triguna). In Ayurveda tutte le malattie dipendono dai tre umori e dalle tre guna. In Ayurveda la diagnosi di una malattia dipende da un breve esame del paziente effettuato sostanzialmente in tre parti: Darshana (osservazione visiva). Sparshaiia (osservazione effettuata toccando il paziente). Prashna (esame orale). Un'altro esame importante in Ayurveda è Prakriti Nidan: prakriti è la costituzione fisica e psichica dei corpo, diversa in ogni persona a seconda dei tre umori. Ci sono sette tipi di costituzioni: alcune persone possiedono un umore più dominante (Vata, Pitta o Kapha), altre ne possiedono due predominanti (circa in uguale proporzione), altri tutti e tre gli umori sono presenti in uguale quantità. Quest'ultima è la costituzione migliore ed è la più rara. Ci sono quattro fattori all'origine della costituzione: il fattore inatemo, quello paterno, lo stato di gravidanza e la stagione, e il cibo assunto durante la gravidanza. In base alla costituzione, le persone hanno qualità fisiche e psicologiche diverse. Vediamole.

VATA

  • Costituzione: alti, magri, ossa sporgenti

  • Occhi: piccoli, spenti, scuri, instabili

  • Memoria: notano le cose velocemente e altrettanto velocemente le dimenticano

  • Emozioni: paurosi, nervosi, depresse

  • Sonno: dormono poco, insonnia

  • Malattie: sistema nervoso (dolori, artrosi, problemi mentali)

PITTA

  • Costituzione: media, peso medio, buoni muscoli

  • Occhi: medi, sottili, arrossati, penetranti

  • Memoria: acuta, ricordano a lungo

  • Emozioni: irritabili

  • Sonno: sonno moderato, si svegliano ma si riaddormentano

  • Malattie: febbre, infiammazioni, infezioni

KAPHA

  • Costituzione: bassi, tendono all'obesità

  • Occhi: grandi, sporgenti, un-àdi, attraenti

  • Memoria: capiscono lentamente, ma quando lo fanno non dimenticano più

  • Emozioni: calmi e sentimentali

  • Sonno: profondo, difficoltà a svegliarsi

  • Malattie: problemi del tratto respiratorio (asma, bronchite), diabete

Tutte queste qualità sono dovute alla presenza eccessiva di uno dei tre umori nel corpo. Per cui vengono usate delle medicine per riequilibrarli. Un altro importante metodo di analisi è il Nadi Pariksha (esame del polso). Viene effettuato sull'arteria radiale: i dosha (umori) disturbati vengono percepiti con le dita indice, medio e anulare della mano destra. Dopo la diagnosi viene il trattamento, la parte più importante, il quale può essere di due tipi:

  1. Per le persone sane, viene chiamato Rasayana o Vajikarana, ed è finalizzato alla prevenzione delle malattie e al recupero delle energie positive. Vengono dati tonici e consigliato l'esercizio fisico.

  2. Il trattamento delle persone malate, è a sua volta di due tipi:

    • il primo è detto Sbobbana o Panchakarma e consiste nell'eliminazione dei dosha in eccesso e include anche il massaggio con oli medicamentosi;

    • il secondo è detto Shamana, e consiste nel riequilibrare i dosha in eccesso o in difetto per mezzo dei medicinali.

In Ayurveda minerali, metalli purificati, erbe sono usati come medicinali poichè sono naturali. Infatti secondo l'Ayurveda tutto ciò che esiste in natura si trova anche nel corpo perciò l'Ayurveda è basato sulla cura per mezzo di cose naturali. Questi medicinali possono avere la forma di succhi, polveri, pastiglie, infusi, decotti a seconda della necessità dei pazienti. Anche le modalità di preparazione dei medicinali sono pure e naturali, si basano sulla tradizione ed escludono qualsiasi aggiunta di elementi prodotti chimicamente. Ogni medicina possiede determinate qualità e agisce in modo molto efficace se usata nel modo giusto. La maggior parte dei medicinali sono tonici e non hanno effetti collaterali. Vanno alla radice della malattia e la rimuovono completamente. Ora vedremo diapositive riguardano alcune erbe e le loro qualità.

  • La prima rappresenta gli esercizi di respirazione (Pranayama) facenti parte di Rasayana e Vajikarna (per persone sane) La seconda, il Metodo tradizionale di preparazione dei medicinali

  • Questa è un'erba detta Amalaki (emblica officinalis): il suo frutto è usato come medicinale è ricco di vitamina C ed è termostabile. Eccellente per nutrire il corpo, per la vista, i capelli, problemi dermatologici, per il diabete e per le emorragie.

  • Questo è Trikatu: un composto di tre erbe, zenzero, pepe e pippali (piper longum). Riduce Kapha, Vata e i grassi. Stimola la digestione ed è utile nelle bronchiti, faringiti, sinusiti.

  • Haridra (curcuma): la sua radice viene usata come medicinale. Usata per problemi della pelle, asma, allergie, emorragie, è un tenue antibiotico.

  • Brahmi (centella asiatica): aiuta il sonno e la memoria, usata in casi di epilessia ed esaurimento nervoso.

  • Tulsi (basilico sacro): aumenta l'immunità, dona serenità mentale.

  • Erand (ricinis communis): radice, foglie e semi sono usati come medicinali. L'olio ottenuto dai suoi semi viene usato in problemi reumatici. Utile nell'artrite reumatoide, nella gotta.

  • Guduchi (tinospora cordifolia): ottima per febbri croniche, in particolare di tipo tubercolare. Buona anche per fegato e milza.

  • Kumari (aloe): stimolante, tonico per il fegato. Regola i movimenti peristaltici nell'intestino, aiutando la digestione ed eliminando la costipazione.

  • Gokshur (tributis terrestris): agisce come diuretico, utile in caso di calcoli, diabete e problemi uterini.

Fin qui abbiamo visto l'aspetto medicinale dell'Ayurveda, ma per curare problemi mentali e spirituali l'Ayurveda utilizza un altro metodo detto Yoga. Secondo l'Ayurveda, lo spirito, parte dell'energia suprema, che risiede nell'essere umano, è responsabile della buona salute e della pace. Quindi bisogna vivere in accordo con il fine della propria anima, dello spirito. Spesso la malattia indica che abbiamo perso il contatto con lo Spirito. L'Ayurveda afferma che per essere sani bisogna seguire i quattro principi, i quattro fini della vita. Il primo è il dharma, cioè agire nel modo giusto, sia per noi stessi che per la società. Il secondo è artha, il benessere, ovvero il possesso dei mezzi di sostentamento. Il terzo è karma, ovvero la soddisfazione dei propri desideri, nei limiti del giusto comportamento (dharma). Il quarto è moksha, cioè realizzazione del sè, lo stato più importante per l'essere umano.

Realizzazione del sè significa unione del sè spirituale presente dentro di noi con il potere divino. Secondo l'Ayurveda, al di là del corpo fisico esiste un corpo sottile, composto da una forza vitale, o una forza spirituale detta Kundalini. Come esistono dei canali nel corpo attraverso i quali i fluidi e le secrezioni scorrono, così esistono canali dei corpo sottile (detti Nadi) attraverso i quali passa quest'energia spirituale. Ci sono tre canali nel corpo: centrale, destro e sinistro. Nella scienza moderna questi canali corrispondono al sistema nervoso centrale e simpatico. Essi attraversano vari centri di energia, detti Chakra, i quali corrispondono ai plessi nervosi. Nell'India antica, per conoscere questi canali, chakra e l'energia spirituale della Kundalini, e per ottenere la Realizzazione del sè, era usato il metodo dello Yoga. Esso è molto importante nell'Ayurveda per la cura di problemi mentali, fisici e spirituali e per mantenere la persona sana. Inoltre Ayurveda e Yoga hanno origine dalla stessa scienza spirituale già menzionata, sotto forma di libri sacri (Veda).

E' una grande fortuna che nei teinpi moderni Shri Mataji Nirmala Devi, nata in una famiglia cristiana in India, abbia scoperto un nuovo yoga chiamato Sahaja Yoga. La parola Sahaj significa innato o spontaneo e Yoga significa unione. Perciò in Sahaja Yoga l'energia spirituale dentro di noi si solleva spontaneamente, attraversa l'osso della fontanella sulla sommità del capo e dona l'unione con il potere divino, cioè la realizzazione del sè. Il risveglio della Kundalini non è un'ipotesi o una supposizione ma è un evento che si realizza a livello del sistema nervoso centrale. Sahaja Yoga è stato provato a livello medico all'univerità di medicina di Delhi, in India; molte nazioni lo hanno accettato e hanno conferito premi a Shri Mataji per questo grande lavoro. Ora Sahaja Yoga è presente in più di 85 paesi del mondo. Io ho praticato Sahaja Yoga per 21 anni e ho visto che attraverso Sahaja Yoga i nostri canali e i chakra si puliscono.

Molte malattie fisiche come asma, leucemia, epilessia, problemi cardiaci e mentali sono stati curati. Quando nel corpo sottile tutti i centri di energia e i canali sono puliti le malattie non fanno presa. Shri Mataji mi ha detto di imparare l'Ayurveda perchè Yoga e Ayurveda sono molto vicini. Lei conosce molto bene l'Ayurveda avendo Lei stessa studiato medicina. Le medicine Ayurvediche sono totalmente naturali e senza effetti collaterali e quindi molto utili durante la pratica dello Yoga. Quando una persona possiede questa energia spirituale risvegliata e i suoi canali sottili e i centri sono illuminati, le medicine Ayurvediche agiscono in modo più efficace e rapido. Direi di terminare qui e cogliere l'opportunità di conoscere Sahaja Yoga spierimentando la realizzazione del sè, che è il vero fine della vita umana. Ringrazio l'associazione Sahaja Yoga per avermi dato la possibilità di parlare di Ayurveda e della sua relazione con lo Yoga.

Grazie.

PRAKRITI

(Costituzione fisica e mentale)

 

VATA

PITTA

KAPHA

ALTEZZA

Molto basso o molto alto

Medio

Tarchiato, robusto, alto o basso

PESO

Basso, ingrassa difficilmente

Moderato, varia facilmente di peso

Tende a ingrassare, pesante

PELLE

Sottile secca, abbastanza scura, si abbronza facilmente

Pallida, luminosa, lentiggini, si scotta facilmente

Biancastra, spessa, grassa, fredda

CAPELLI

Sottili, scuri, secchi, ricci, crespi

Belli, morbidi, chiari, rossicci

Marroni, spessi, folti, mossi, lucidi

VISO

Allungato, ossuto, mento piccolo

A forma di cuore, mento a punta

Rotondo, grande e pieno

NASO

Piccolo, stretto, storto, asimmetrico

A punta, misura media

Arrotondato, grande

OCCHI

Piccoli, stretti, incavati, scuri, marroni

Medi, nocciola, celesti, grigi, intensa lucentezza

Affascinanti, grandi, marroni chiaro e blu

DENTI

Irregolari, grossi, storti, fragili

Misura media, gengive delicate, giallastri

Gengive sane, forti, bianche

LABBRA

Sottili, strette, serrate, secche

Medie, ben proporzionate, morbide, rosse

Oleose, grosse, piene, lisce

COLLO

Scheletrico, sottile, molto lungo o molto corto

Medio in proporzione al corpo

Solido come un tronco d'albero

MANI

Piccole, sottili, secche, fredde, mobili

Medie, calde, rosa

Larghe, piene, oleose, fredde, ferme

STRUTTURA OSSEA

Leggera, delicata, spalle strette

Media

Grande, spalle larghe

UNGHIE

Piccole, sottili, ruvide, scure

Medie, soffici, rosa

Larghe, solide, levigate, bianche, oleose

MUSCOLI

Poco sviluppati, tendini prominenti

Solidi, ben sviluppati

Solidi, forti

SUDORE

Molto poco, spesso poco odore

Molto quando è caldo, forte odore acido

Moderato, c'è sempre un po' di sudore

FECI

Secche, dure, irregolari, costipate

Morbide, oleose, sciolte, regolari

Abbondanti, oleose, pesanti, lente

APPETITO

Variabile

Forte e intenso

Costante e poco

TEMPERATURA

Preferisce ambienti caldi

Preferisce ambienti freschi

Odia il freddo

CONVINZIONI

Poco profonde, mutevoli

Fanatiche, forti

Profonde, costanti, non cambiano

MEMORIA

Buona a breve termine, scarsa a lungo termine

Buona, rievoca velocemente

Molto buona a lungo termine, lenta

TENDENZE EMOTIVE

Imprevedibile, pauroso, ansioso

Sentenzioso, aggressivo

Possessivo, avido, calmo

SONNO

Irregolare, scarso, interrotto, non riposante

Non lungo ma molto profondo

Prolungato, molto profondo, ama dormire molto

SOLDI

Spendaccione, incauto

Moderato, ama il lusso

Risparmia, prudente, ricco

PENSIERO

Superficiale, poco pratico, teorizza

Logico, preciso, progetta con largo anticipo

Rifiuta di essere spinto alla fretta, lento

DISCORSO

Veloce, mai a corto di parole

Acuto chiaro, tagliente, preciso

Monotono, lento

STILE DI VITA

Senza progetti, erratico, veloce

Progetta in anticipo, frenetico, ambizioso

Costante, regolare, non cambia

PREFERENZE DI LAVORO

Creativo, immaginativo

Intellettuale

Premuroso

LIVELLO DI ATTIVITA'

Impegnativo, coinvolto, irrequieto

Moderato

Letargico, pesante, lento

FERTILITA'

Bassa

Media

Alta

GRANDEZZA ALLA NASCITA

Piccola esile

Media

Grande

RESISTENZA ALLE MALATTIE

Poca resistenza, sistema immunitario debole

Media, tendenza alle infezioni

Buona, sistema immunitario forte

TENDENZA ALLE MALATTIE

Malattie neurologiche, dolori, artrite, problemi mentali

Stati febbrili, infezioni, malattie infiammatorie

Malattie al sistema respiratorio, mucose, edema

REAZIONE AI FARMACI

Veloce, abbisogna di bassi dosaggi, effetti collaterali inusuali

Medio, sensibile all'aspirina

Lenta, abbisogna di alti dosaggi

POLSO(controllato con esame Ayurvedico)

 

 

 

PERCENTUALE IDEALE

33%

33%

33%

TOTALE DEI DOSHA

 

 

 

La PRAKRITI viene definita in base alle percentuali di maggioranza di uno dei 3 dosha

Consigli alimentari per tipi KAPHA

Cibi che aggravano il Dosha.

Frutta: la maggior parte della frutta agrodolee come Avocado, banane, cocco, fichi freschi, pompelmo, kiwi, melone, arance, papaia, ananas, susine, rabarbaro, cocomero.

Ortaggi: la maggior parte di quelli dolci e amari come, cetrioli, olive, patate dolci, zucche, pomodori, zucchini.

Legumi: fagioli comuni, di soía, lenticchie nere.

Latticini: la maggior parte non va bene, specialmente formaggi stagionati.

Cibi animali: manzo, anatra, agnello, maiale, molluschi.

Cereali: avena cotta, riso.

Noci: nessun tipo.

Dolcifícanti: quasi tutti i dolcificanti.

Condimenti: cioccolato, maionese, sale, aceto.

Oli: quasi tutti vanno bene.

Cibi per bilanciare il Dosha.

Frutta: astringente come, mele, albicocche, bacche, ciliege, mirtilli, fichi secchi, pesche, pere, prugne, uvette.

Ortaggi: carciofi, asparagi, barbabietole, broccoli, cappuccio, mais, melanzane, aglio, fagioli, cavolo, rapa, porri, funghi, cipolle, patate bianche, ravanelli, spinaci.

Legumi: la maggior parte dei legumi va bene.

Latticini: siero di latte, formaggio fresco e latte di capra.

Cibi animali: pollo, uova, coniglio, gamberi, cacciagione.

Cereali: orzo, mais, miglio, segale.

Noci: nessun tipo.

Dolcificanti: miele non raffinato.

Condimenti: tutte le spezie vanno bene.

Oli: mandorle, mais, girasole.

Dieta per ridurre Kapha.

Evitate cibi dolci, acidi e salati. Concentratevi su cibi amari speziati e piccanti. Fate pasti caldi e leggeri. Evitate gli eccessi di cibo, non mangiate tra i pasti e non pennettete che problemi emotivi facciano mangiare di più'. Bevete il necessario, evitando specialmente bevande fredde.

Consigli alimentari per tipi PITTA

Cibi che aggravano il Dosha.

Frutta: la maggior parte della frutta acida, albicocca, bacche, ciliegie, mirtilli, pompelmo, uva verde, kiwi, limoni, arance, pesche, ananas, susine.

Ortaggi: verdure piccanti, barbabietole, melanzane, aglio, peperoncini verdi, olive verdi, cipolle crude, peperoni piccanti, ravanelli, pomodori, rape.

Legumi: lenticchie, salsa di soia, Wúrstel di soia.

Latticini: latticini, burro, formaggio, panna acida.

Cibi animali: manzo, anatra, uova (tuorlo), agnello, maiale, molluschi.

Cereali: mais, miglio, avena normale, riso normale.

Noci: nessun tipo.

Dolcificanti: melassa, miele.

Condimenti: niente spezie. acuto

Oli: mandorle, mais, sesamo.

Cibi che bilanciano il Dosha.

Frutta: la maggior parte della frutta dolce, mele, avocado, cocco, uva, mango, pere, prugne, uvetta, cocomero.

Ortaggi: dolci e amari, carciofi, asparagi, barbabietole, broccoli, verdura a foglie, lattuga, cipolle cotte, patate, zucca, gennogli e zucchini.

Legumi: tutti i legumi tranne le lenticchie.

Latticini: siero di latte, burro, formaggio fresco, latte.

Cibi animali: pollo, uovo(albume), pesce fresco e bianco, coniglio, gamberi, tacchino e cacciagione.

Cereali: orzo, avena integrale, riso integrale, frumento.

Noci: cocco.

Dolcificanti: quasi tutti i dolcificanti.

Condimenti: coriandolo, cannella, cardamomo, finocchio.

Oli: cocco, oliva, girasole e soia.

Dieta per ridurre PITTA.

I pitta traggono beneficio da cibi che hanno un effetto rinfrescante. Evitate cibi grassi e speziati, frutta acida burro di arachidi, arance, banane, pomodori e aglio. Non bevete alcool, preferite frutta e ortaggi crudi. Cercate di mangiare in un atmosfera di calma e ordine. Prendete tempo nel mangiare. Bevete acqua fresca succhi di frutta e tè fresco.

Consigli alimentari per tipi VATA

Cibi che aggravano il Dosha.

Frutta: la maggior parte della frutta secca, mele, mirtilli, datteri, fichi secchi, pere, uvetta, prugne secche, cocomero.

Ortaggi: verdure crude, congelate o essiccate, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cappuccio crudo, cavolfiore, sedano, melanzane, funghi, cipolle crude, prezzemolo, piselli crudi, peperoni, patate bianche, spinaci, rape.

Legumi: lenticchie.

Latticini: formaggio stagionato, latte in polvere.

Cibi animali: agnello, maiale, coniglio, cacciagione.

Cereali: orzo, mais, miglio, avena, segale.

Noci: nessun tipo.

Dolcificanti: zucchero bianco.

Condimenti: cioccolato, barbaforte, peperoncini piccanti.

Oli: tutti gli oli vanno bene.

Cibi per bilanciare il Dosha.

Frutta: albicocche, avocado, banane, bacche, ciliegie, cocco, fichi freschi, pompelmo, uva, limone, mango, melone, arance, papaia, pesche, ananas, susine, prugne.

Ortaggi: verdure cotte, asparagi, barbabietole, carote, cetrioli, aglio, fagioli verdi, porri, cipolle, patate dolci, piselli, ravanelli, zucca e zucchine.

Legumi: lenticchie rosse e nere, fagioli.

Latticini: siero di latte e tutti gli altri derivati con moderazione, burro, formaggio fresco.

Cibi animali: manzo, pollo, anatra, uova, molluschi, tacchino.

Cereali: avena cotta, riso, frumento.

Noci: tutti i tipi con moderazione.

Dolcificanti: tutti tranne zucchero bianco.

Condimenti: tutte le spezie vanno bene.

Oli: tutti gli oli vanno bene.

Dieta per ridurre VATA.

Richiede cibi dolci, acidi, umidi e salati. Evitate di mangiare quando siete tesi, ansiosi o nervosi. Cercate di sviluppare abitudini alimentari regolari. Bevete latte, thè speziato o alle erbe. Mangiate frutta dolce, riso integrale.

GLOSSARIO

agni: fuoco corporeo, in particolare il fuoco gastrico.

ahamkara: ego; la nozione dell’ “Io”; la memoria cosmica che registra tutte le vite.

alochaka: fuoco degli occhi; uno dei cinque fuochi di Pitta.

ama: cibo non digerito e maleodorante rimasto nei canali corporei.

apana: una delle cinque arie corporee; l'aria che controlla l'espulsione degli escrementi.

asana: esercizio fisico yoga, il cui scopo è mgliorare il controllo sulla mente e promuovere la salute fisica. La parola significa postura o posizione in sanscrito, l’antica lingua dell’India.

Astanga Hridaya: testo ayurvedico scritto da Vagbhatta.

asti dhatu: tessuto osseo e cartilaginoso.

Atharva Veda: uno dei quattro Veda principali.

Ayurveda: conoscenza della vita; scienza vedica della salute.

bala: forza.

bhasma: letteralmente “cenere”; metallo o minerale ridotto in cenere usato come potente rimedio in polvere.

buddhi: facoltà di saggezza personale; risolutezza della mente; l'intelletto.

Chakra: ruota; sette centri di energia e di coscienza situati nel corpo.

Charaka: antico studioso dell'Ayurveda.

Charaka Samhita: i trattati sull'Ayurveda di Charaka.

churna: polvere.

dharma: giusta azione secondo le leggi della natura.

dhatu: tessuto del corpo.

dosha: letteralmente: “ciò che può andare fuori equilibrio”; umori corporei.

Garam masala: miscela di spezie, da utilizzare con moderazione, tipiche della cucina indiana. In alternativa si può usare il curry in polvere, ma il sapore sarà diverso.

ghi: burro chiarificato. Il burro viene scaldato, poi vengono tolte le parti solide, lasciando unicamente l’olio di burro puro. Disponibile presso alcuni guna: attributo o aspetto come i tre guna di Maya.

guru
: qualità della pesantezza; maestro spirituale; Guru-Giove; divinità che presiede il giovedì.

jaggery: succo concentrato dello zucchero di canna, di colore marrone scuro, ricco di minerali. Disponibile presso i negozi di alimenti orientali.

kapha: umore biologico associato con l'acqua.

karma
: limiti causati dall'azione; causa di rinascita.

kichadi: mistura di riso e fagioli mung.

kledaka: una delle cinque arie sussidiarie.

Krishna: Gopala, protettore delle scritture e maestro di conoscenza del Sé nella Bhagavad Gita.

Kundalini: energia primaria della manifestazione il cui simbolo è un serpente arrotolato all'altezza del coccige.

majja dhatu: tessuto del midollo osseo e dei nervi.

mala
: sostanze di rifiuto del corpo.

mamsa dhatu: tessuto muscolare.

manas: mente.

manda: il riso cotto che rimane sul fondo della pentola.

mantra: suoni sacri; gruppo di suoni designati cosmicamente per stimolare certi centri fisici e psichici del corpo.

marma: punti di riflesso anatomico nel corpo; sede vitale di energia del prana.

masala: combinazione di spezie macinate insieme; mistura di spezie.

maya: potere creativo cosmico; manifestazione, realtà relativa.

medas: grasso.

medas dhatu: tessuto grasso.

nadi: canali sottili all'interno del sistema nervoso costituiti da fili sottili di fluido; riferito alla forna grossolana nel senso dei nervi, vene, etc.

nasya: insufflazione nasale.

ojas
: essenza sublime dei dhatu che si forma quando l'organismo è in condizioni eccellenti; splendore dato dalla buona salute.

Om: il simbolo OM è il simbolo sacro dello yoga. La sillaba OM è il mantra originale, la radice di tutti i suoni e di tutte le lettere e quindi di ogni lingua e pensiero. Per cantare il mantra OM, il suono “O” viene generato nella profondità del corpo e gradualmente portato verso l’alto per congiungersi con il suono “M” che risuona in tuttocongiungersi con il suono “M” che risuona in tutto il capo.

pachaka: uno dei cinque fuochi di Pitta; fuoco della digestione presente nello stomaco.

pancha karma: cinque terapie di purificazione dell'Ayurveda. Terapia emetica, del clistere (in due forme), purgativa e nasale.

phala: frutta.

pinda sveda: terapia di fomentazione con l'uso di una poltiglia avvolta a palla in una stoffa.

pitta: umore biologico associato al fuoco.

prakriti: prima crazione; costituzione individuale.

prakruti: la costituzione originale di ogni singolo individuo, determinata dal tipo di dosha.

prana: respiro vitale; la prima delle cinque arie del corpo; forza vitale; aria del cuore.

pranayama: esercizi di respirazione yogica.

puja: cerimonia religiosa.

purvakarma: pre-purificazione; pulizia esterna offerta ai pazienti prima del panchakarma, e che comprende l’applicazione di olio e una terapia con bagno di vapore.

rajas (rajasico): attività della forza aggressiva della creazione; uno dei tre guna.

rakta dhatu
: tessuto sanguigno.

rakta moksha: (mokshana) salasso terapeutico.

rasa: sapore iniziale nei tre stadi del sapore; letteralmente "bellezza esteriore" o "maturità".

rasa dhatu: tessuto plasmatico.

rasayana: terapia ringiovanente.

sadhana: attività salutare praticata con consapevolezza di mente in armonia con la natura; aiuta a ravvivare e risvegliare la memoria cognitiva.

sadhu: persona semplice.

samadhi: respiro silenzioso.

samhita: testo.

samskara: impressione karmica proveniente da vite passate immagazzinata nel corpo sottile.

sattva (sattvico): aspetto centrale dei tre guna; forza cosmica di equilibrio e contentezza.

shakti: forza cosmica femminile; potere, energia, potere della coscienza.

shirodhara: fare gocciolare un decotto medicato sulla fronte.

Shiva: puro essere o pura coscienza.

shodhana: terapia che consiste in procedure di eliminazione; trattamento di purificazione.

shukra dhatu: sperma.

sleshma: un altro nome di Kapha o flemma.

srota: canali, come i tredici canali di circolazione.

Surya: Sole; divinità che governa la domenica.

Sushruta: antico studioso dell'Ayurveda.

svedana: sudorazione o fomentazione del corpo; terapia che provoca il sudore.

swami: rinunciante; una persona che ha realizzato l'identità tra il Sé e il Brahman.

tamas (tamasico): aspetto inerte della creazione; uno dei tre guna.

tejas: fuoco sottile universale; sottile, fuoco della mente.

tridosha: i tre dosha nello stato di equilibrio.

udana: aria della gola; una delle cinque arie di Vata.

udvartana: massaggio con olio o a secco per i disturbi di Kapha.

upadhatu
: tessuti secondari del corpo.

Upanishad: antiche scritture vedantiche dell'India.

vamana: vomito terapeutico; terapia emetica.

vayu: aria o vento; un altro nome di vata.

veda: conoscenza.

Veda: antichi libri di conoscenza che contengono la scienza spirituale della consapevolezza; prima conoscenza rivelata sulla terra.

vipaka: effetto post-digestivo delle erbe.

virechana
: terapia purgativa; una delle cinque azioni di pulizia usate nel pancha karma.

virya: effetto energetico delle erbe, riscaldante o rinfrescante.

yoga: pratiche psico-fisiche che favoriscono la conoscenza del Sé.

yogin (yogi)
: una persona che ha dedicato la vita alla pratica delle sadhana per ottenere l'unione con Dio.