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Studi
etnologici ed esperimenti con gruppi di volontari (carcerati o degenti in ospedale) hanno
dimostrato che l’uso di quantità anche non eccessive di zucchero raffinato (più è
raffinato, peggio è) crea un terreno favorevole per la malattia (diabete, disturbi al sistema
nervoso, malattie cerebrali, ulcera allo stomaco, ecc.) è la causa diretta di alcune malattie
(beri-beri, scorbuto, carie ai denti, osteoporosi, ecc.) e induce sonnolenza, ansie,
arteriosclerosi, obesità, ecc. Gli stessi studi hanno mostrato che chi consuma succo di canna
da zucchero appena pressata non soffre di questi disturbi.
Il motivo di questa differenza tra zucchero bianco raffinato (generalmente proveniente dalla
barbabietole) e succo di canna integrale è che la raffinazione dello zucchero elimina tutte
le parti “buone” (vitamine e minerali) e lascia solo saccarosio puro, che viene anche
chiamato “calorie rigorosamente vuote”. Questo saccarosio, da solo, è “pura caloria”,
cioè energia, ma si tratta di un’energia concentrata dannosa, un cibo incompleto che viene
spesso confuso con i “carboidrati” che invece possiedono un significato molto più ampio.
Si potrebbe fare l’analogia con gli effetti benefici del sole paragonati ai danni prodotti
dai suoi raggi concentrati con una lente d’ingrandimento o da un’esposizione eccessiva.
L’assimilazione
dello “zucchero” (si intende qui “zucchero bianco” o puro saccarosio) richiede
all’organismo un grande apporto di altri minerali, che vengono prelevati dai tessuti e dalle
ossa (favorendo quindi osteoporosi e decalcificazioni).
Va
anche segnalato che l’industria della raffinazione dello zucchero impiega ingenti quantità
di acidi (acido solforico) e soda caustica, di cui rimangono certamente tracce (almeno a
livello omeopatico) nello zucchero bianco raffinato.
Negli anni ’70 uno studio firmato dai premi nobel Professor Waldorf e Professor Walburg
mostrava che una sana alimentazione poteva essere un potente mezzo per contrastare il dilagare
delle malattie tumorali e aggiungeva: “Nell’alimentazione lo zucchero svolge un ruolo
fondamentale, perché le cellule cancerogene sono avide di zucchero… una forte riduzione del
consumo di zucchero rende difficile l’insediamento di tumori..”, ma con “zucchero” qui
si intende lo zucchero raffinato o di barbabietola; infatti, alla fine dello stesso testo,
leggiamo: “Il cancro è incapace di utilizzare lo zucchero di canna” (e in questo caso si
intende zucchero di canna integrale).
Faccio un’ulteriore osservazione: chi ha nozioni di medicina cinese sa che questa riconosce
il tumore come l’espressione dell’eccesso di energia espansiva e che gli zuccheri (sotto
tutte le loro forme, quindi anche il miele o la frutta) sono molto espansivi. Questo non
significa che il miele o gli zuccheri provochino i tumori, ma che creano un terreno più
“favorevole” alle patologie. Segnalo che il sale è contrattivo, motivo per il quale la
macrobiotica fa uso abbondante di sale.
Per questi motivi, le persone che cercano di combattere un tumore dovrebbero evitare il
consumo di zucchero e dolciumi. Inoltre, per quanto possibile, e come spiegato nella parte
finale di questo libro, dovrebbero cercare di fare delle colazioni salate.
I
consigli riguardanti lo zucchero sono i seguenti:
1) Evitare sempre lo zucchero (soprattutto quello raffinato e di barbabietola) ed eliminare
tutti i cibi in cui viene mascherato o aggiunto. I produttori di alimenti aggiungono zucchero
(bianco) quasi dappertutto (verdure in scatola, pane, sughi, succhi, cereali, ecc.). Preferire
i cibi con la scritta “senza zucchero”, ma che siano anche privi di edulcoranti chimici.
Questo significa, tra l’altro, che occorre eliminare le bevande zuccherine gassate, che in
certe famiglie costituiscono il maggior rapporto di saccarosio. Si segnale che tra i
produttori di cibi biologici c’è “
La Finestra
Sul
Cielo”, che ha assunto l’impegno nei confronti dei consumatori di non mettere in vendita
prodotti contenenti aggiunte di zucchero (sotto qualsiasi forma).
Non
buttatevi alla cieca sugli zuccheri etichettati (purtroppo anche in negozi di alimentazione
biologica) come “zucchero integrale di canna”.
Lo
zucchero di canna veramente integrale non può essere né giallo molto chiaro, né secco: deve
necessariamente essere giallo scuro o marrone e, soprattutto, umido. Alcune aziende
etichettano come “grezzo”, “greggio” o “integrale” un prodotto cristallizzato
giallo, che è totalmente o parzialmente raffinato, cristallizzato a caldo, ricoperto poi da
un leggero strato di caramello o melassa e che ha dunque perso quasi tutte le vitamine e i
minerali, pur mantenendo il pregio di essere di canna ed, eventualmente, di agricoltura
biologica.
Lo zucchero integrale ha un leggero retrogusto di liquirizia, non è cristallizzato, è
polveroso o granuloso, deve essere scuro e umido, è anche chiamato “panela”,
“mascobado” o “Rapadura”, cioè è il primissimo zucchero che si estrae dal succo di
canna.
Quando
lo zucchero o il sale sono integrali, sono leggermente umidi e, se lasciati all’aria, si
impaccano e formano un blocco; ciò è dovuto alla presenza di minerali (magnesio e potassio),
che sono igroscopici e che catturano l’umidità dell’aria.
La
certificazione “biologico” garantisce che lo zucchero provenga da coltivazioni in cui non
sono stati usati prodotti chimici dannosi.
Diffidate anche degli zuccheri scuri etichettati come “zucchero integrale” (senza che
vengano specificati i termini “di canna” e “biologico”) e venduti nei supermercati:
spesso questi sono zuccheri (di barbabietola) raffinati, ai quali è stata aggiunta una
percentuale di caramello o melassa. Per essere sicuri, scegliete il prodotto migliore e più
genuino, certificato biologico, etichettato come “zucchero biologico integrale di canna”.
Non
sono l’unico ad aver visto bambini del Sud-America, che vivono vicino a un frantoio di canna
da zucchero e che succhiano tutto il giorno la canna da zucchero o mangiano continuamente “panela”,
che hanno denti stupendi e perfetti, mentre i loro coetanei, anche connazionali, che vivono in
città e mangiano lo zucchero (raffinato) hanno una dentatura disastrosa.
Leggete
bene questo (non state sognando): l’associazione francese di Odontostomatologia Preventiva
ha confermato i lavori di vari dentisti (tra cui il dottor Weston Price e il dottor Beguin),
secondo i quali “lo zucchero integrale di canna rappresenta uno degli elementi essenziali
nella prevenzione della carie dentaria”.
Comunque,
se conducete una vita sedentaria, se potete, eliminate totalmente qualsiasi tipo di
zucchero-saccarosio, sostituendolo con malto (quello di riso ha un gusto meno forte) oppure
miele (a condizione che questo sia certificato biologico o che l’apicoltore vi garantisca di
non aver usato antibiotici nella arnie né nutrito le api con lo zucchero, né aggiunto
sciroppo di zucchero per aumentare la quantità di miele).
2) Non usare edulcoranti. Quasi tutti sono nocivi per l’organismo, che non li riconosce come
prodotti “naturali” e non riesce a elaborarli. Verranno incapsulati e stoccati come
tossine nel tessuto connettivo. Alcuni edulcoranti sono anche sospettati di essere
cancerogeni. Può succedere (nei biscotti non biologici o in bibite “light”) che i
prodotti che recano l’etichetta “senza zucchero” contengano invece edulcoranti nocivi
(aspartame o simili); non comperateli!
Recenti
studi mostrano che l’aspartame facilita o provoca l’insorgenza del morbo di Parkinson.
L’aspartame, prodotto dalla Monsanto, è un neurotossico (vietato in Giappone), che provoca
il degrado dei tessuti nervosi produttori della dopamina (l’antidepressivo naturale del
cervello). Il fruttosio (zucchero estratto dalla frutta) è invece un dolcificante privo di
controindicazioni.
3) Prendere l’abitudine di compensare l’uso di zucchero (se non si riesce a farne a meno),
ingerendo contemporaneamente un pizzico di sale marino integrale. Questo fornirà i minerali
necessari per la digestione dello zucchero, senza che vengano sottratti minerali preziosi
all’organismo.
4) Se proprio si vuole fare uno strappo alla regola e “regalarsi” qualcosa di zuccherato
(come un gelato), è bene prenderlo fuori dai pasti, da solo, in modo da impedirne la
fermentazione e favorirne l’assimilazione immediata.
5) Anche il tabacco (di produzione industriale) costituisce un apporto di zucchero. Questo è
un ulteriore motivo per evitarne il consumo.
6) La melassa (di canna o di barbabietola) è un sottoprodotto della lavorazione dello
zucchero, non adattao alla cristallizzazione, simile alle vinacce e ai vinaccioli,
sottoprodotti del vino. E’ uno sciroppo scurissimo, quasi nero, con un profumo e retrogusto
di liquirizia, di sapore dolce, piacevole, leggermente amaro. Si tratta di un eccellente
alimento salutistico. La sua composizione è questa: saccarosio (44%), altri zuccheri come
fruttosio, glucosio, ecc. (25%), fibre (30%). E’ ricchissimo di vitamine (soprattutto B) e
di minerali. Purtroppo non è facile trovarla in Italia. Attenzione al prodotto messo in
commercio come “melassa di panela”: anche in questo caso c’è un inganno (purtroppo
esistono anche nel mondo del biologico). Non si tratta infatti di melassa, ma di zucchero
panela reso liquido con l’aggiunta di acqua.
Note sull'Autore
Pierre Pellizzari nasce nel 1950 in Belgio, dove si laurea in Ingegneria Mineraria. Quasi
contemporaneamente ottiene un diploma di educatore socio-sanitario. Dopo aver vissuto due in
Ecuador (Sud-America), nel '79 si trasferisce in Italia. Si interessa sempre più di salute,
benessere, consapevolezza, meditazione, seguendo numerosi seminari, corsi e gruppi. Assieme ad
amici crea l'associazione "Il Quarto Chakra" e un metodo di trattamento rilassante
in acqua termale, l'"Aqua-Healing". Dal 1990 decide di dedicarsi totalmente alle
riflessoterapie e segue studi di Naturopatia e di Nuova Medicina.
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