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Quando
sentiamo parlare di Yoga la prima cosa che ci viene in mente sono quelle strane posture che
solo i più fortunati (o ‘elastici’) di noi riescono mettere in pratica. Ma lo yoga ha
molte frecce al suo arco ed ecco che, oggi, sentiamo anche parlare di yoga in cucina. “Yoga
in cucina? Forse vi siete sbagliati: volevate dire yogurt
in cucina!” No. Volevamo proprio dire yoga.
Lo yoga in cucina, ci spiega Swami Jnaeswariananda,
direttrice del Centro Yoga Vedanta Sivananda di Roma, è un braccio dell’intero corpo
della scienza dello yoga secondo cui “la pratica dello yoga comprende tutti gli aspetti
della vita quotidiana. Da quelli fondamentali come respirare, mangiare, fare esercizio e il
rilassamento fino a quelli più alti: pensare e sviluppare l’intelletto. Il nostro fondatore
Swami Vishnu-devananda, usava l'analogia dell'automobile per spiegare come ognuno di questi
aspetti è importante per la nostra pratica. Ogni veicolo necessita di un impianto
elettrico,di carburante, lubrificante, impianto di raffreddamento e un buon guidatore per
dirigere l'automobile nella direzione giusta. Così è per il nostro corpo: il respiro
funziona come impianto elettrico; il cibo come carburante; l'esercizio come lubrificante; il
rilassamento come l'impianto di raffreddamento e la nostra mente e il nostro intelletto sono
il conducente. Quindi così come è indispensabile usare il carburante adeguato al tipo di
veicolo, allo stesso modo dobbiamo alimentare il nostro corpo affinché funzioni bene”.
Ecco quindi che anche in cucina possiamo praticare lo yoga perché, come ci ricorda Swami J.,
la cucina yoga necessita di cibi facilmente digeribili e assimilabili, che forniscono gli
elementi necessari per il corpo e garantiscono un corpo sano e una mente calma. La dieta
yogica esclude i cibi troppo stimolanti e anche quelli che causano letargia e intorpidiscono
la mente. Siamo ciò che mangiamo. Questo riguarda sia il corpo fisico (quello che gli yogi
chiamano involucro alimentare che è composto dalle parti fisiche del cibo che mangiamo) che
la mente (che è composta dalla parte più sottile del cibo).
Mangiare cibo ‘sattvico’ (puro) sviluppa la calma, l'equilibrio e la concentrazione.
Cibo ‘sattvico’? domandiamo. “I cibi sattvici sono cereali integrali, legumi, noci,
semi, frutta e verdura fresca e matura, spezie leggere ed erbe aromatiche. Questo tipo di cibo
è facile da digerire e ci fa sentire leggeri e pieni di energia; non stanchi e pronti ad
andare a dormire. Idealmente si dovrebbero eliminare l'alcol, i cibi processati, raffinati o
troppo cotti, i cibi troppo speziati, le uova, la carne e il pesce.” chiarisce Swami J.
Il cibo, si dice, che sia ‘Prana’, energia. Quali alimenti al giorno d'oggi sono ancora
ricchi di energia vitale? “Il cibo, l'acqua e l'aria sono importanti fonti di prana per il
nostro corpo. Le piante ottengono il prana direttamente dal sole, mentre gli animali erbivori
ottengono il prana dalle piante che mangiano. Più scendiamo lungo la catena alimentare,
minore è la quantità di prana che troviamo negli alimenti. È per questo che gli yogi
credono che mangiando prodotti vegetali si possa ottenere una maggiore quantità di prana. Il
cibo troppo cotto, processato industrialmente o surgelato è privo di prana. Il cibo deve
essere fresco, senza modificazioni genetiche e senza conservanti o aromi artificiali . Il cibo
deve essere consumato nello stato più naturale possibile, non troppo cotto e non
riscaldato”.
Ecco quindi che, inaspettatamente, possiamo avvalerci delle virtù dello yoga anche in cucina
senza credere di doversi mettere con le gambe sul collo, o chissà che altro, per poter
mangiare.
Per approfondire: “Il libro della cucina yoga –
cibo sano per il corpo e la mente” a cura dei Centri Sivananda Yoga Vedanta.
Edizioni Il Punto D’incontro.
(Luigi Mondo e Stefania Del Principe)
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