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Io faccio il tifo per il vulcano islandese Eyjafjallajökull
. È bene che ogni tanto la natura, indifferente, imparziale e moralmente amorale, ricordi
all’uomo, che nella sua demenziale ubris,
sta diventando la bestia più stupida del Creato, non è il padrone del mondo. Il vulcano
islandese esplose già, con la stessa violenza, due secoli fa ma nessuno se ne accorse tranne
i pochi abitanti di quelle terre lontane, mentre oggi sta mandando in tilt l’intero pianeta.
Due secoli fa gli aeroplani non esistevano. Ma non è solo una questione puramente
tecnologica. Già nel primo secolo a. C. il filosofo greco Posidonio
sapeva che qualsiasi accadimento in qualsiasi parte dell’universo influisce
su qualche altra cosa nell’universo. Quella che era un’intuizione concettuale noi moderni
l’abbiamo fatta diventare una realtà concreta. Abbiamo creato un sistema talmente
complesso, integrato e universale che qualsiasi fatto negativo in qualsiasi parte del mondo lo
inceppa. E questo vale non solo per gli accadimenti imparziali della natura ma anche, e forse
soprattutto, per quanto noi stessi facciamo.
La Grecia
è in crisi? Solo una cinquantina di anni fa la cosa avrebbe riguardato solo i greci e, dato
che non sono quelli antichi, ma quelli di oggi, stupidi come tutti gli uomini di oggi, avremmo
potuto fregarcene. Invece se crolla
la Grecia
crolla economicamente l’Unione europea e, di lì a poco, l’economia mondiale, almeno
quella del mondo industrializzato e di quello che, a calci in culo e magari con l’aiuto di
qualche "bomba blu", stiamo spingendo a forza sulla "via dello Sviluppo".
Siamo stati così cretini, e avidi, noi occidentali, la "cultura superiore", da
voler piegare il mondo intero, o quasi, a un unico modello per cui se per caso, per fatto di
natura o altro, questo si inceppa o si dimostra sbagliato non abbiamo vie di fuga. Qualsiasi
macchina, appena un po’ sofisticata, ha almeno due motori, se se ne rompe uno si va con
l’altro. Noi abbiamo un solo motore, abbiamo omologato il pianeta a un’unica dimensione,
ad un unico sistema, ad un unico modello. Che è sbagliato in
re ipsa perché si basa sulle crescite esponenziali, che esistono in matematica,
non in natura. Verrà il giorno, non più tanto lontano, in cui questo sistema imploderà su
se stesso. Basterà che uno spillo cada in Giappone. Si salveranno solo quei pochi popoli che
ne sono rimasti fuori. Gli indigeni delle isole Andemane che, pur essendo i più vicini, dopo
Sumatra, all’epicentro dello tsunami, non
hanno avuto né un morto né un ferito. Perché non hanno mai accettato di contaminarsi con lo
“sviluppo” e invece di affidarsi a ottusi strumenti tecnologici sanno ancora guardare il
mare con occhio umano, ascoltarlo con orecchie umane, sentirlo con cuore umano. Forza
Eyjafjallajökull.
da il Fatto Quotidiano del 20 aprile
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