"Vivisezione, approvata nuova direttiva Ue.
Più crudeltà di prima"
E' stata, infatti, introdotta la possibilità di usare la stessa cavia più volte.
tratto da http://www.ilfattoquotidiano.it
del 08
settembre 2010 a firma di Alessio Pisanò
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Secondo molte associazioni la norma peggiorerà il trattamento degli animali su cui si fanno esperimenti scientifici. E' stata, infatti, introdotta la possibilità di usare la stessa cavia più volte. Non
sono servite a nulla le proteste degli animalisti. La nuova
direttiva Ue sulla vivisezione è passata con il sì di una larga maggioranza del Parlamento
europeo. I gruppi dei Verdi hanno provato fino all’ultimo a modificarla con tre
emendamenti che chiedevano maggiori incentivi ai metodi alternativi di ricerca, più
tutele per i primati non umani e la possibilità per gli Stati membri di adottare
misure più restrittive nella sperimentazione sugli animali. Ma tutti e tre gli emendamenti
sono finiti nel cestino. La direttiva approvata oggi senza modifiche è secondo molti
detrattori ”schizofrenica”: se da una parte prevede più ispezioni negli
allevamenti e nei laboratori rispetto al passato, dall’altra limita la possibilità stessa
per i singoli Stati membri di adottare maggiori tutele per i 12 milioni di animali
utilizzati ogni anno in esperimenti scientifici. Direttiva
europea sulla vivisezione: la storia in breve Quanto
c'e' da sapere sulla nuova direttiva europea che regolamenta la vivisezione (versione breve). Introduzione
A
settembre 2010 quasi certamente verrà approvata la versione finale della nuova direttiva
europea sulla vivisezione, che andrà a sostituire quella attuale che risale al 1986. Data
la complessità della materia, e la lunga storia di questa "battaglia" tra la lobby
dei vivisettori e le associazioni antivivisezionista, durata circa 4 anni, vorremmo spiegare
come sono andate le cose, le alterne
vicende di questa lotta, e alcuni risultati positivi ottenuti. Certo, non
positivi come noi vorremmo, sono piccole cose rispetto a quanto vorremmo noi. Non
c'è davvero da rallegrarsi, anzi, c'è da rimanere amaramente delusi da quanto la lobby dei
vivisettori sia più forte di noi e da come gli eurodeputati diano vergognosamente retta più
a loro che agli antivivisezionisti, ma per lo meno rispetto alla direttiva
attuale dei passi avanti sono stati fatti, non certo passi indietro. E'
anche importante sottolineare che dopo l'approvazione finale di questa direttiva, la
battaglia si sposterà a livello nazionale, dove l'attuale legge che
regolamente la vivisezione andrà rivista. E' qui che dovremo cercare di ottenere il più
possibile per gli animali, e sarà davvero dura, visto l'accanimento con cui la lobby
pro-vivisezione si è battuta a livello europeo. Sarà lo stesso probabilmente anche qui, e
seppure sarà più facile seguire l'andamento dei lavori in Italia piuttosto che a Bruxelles,
bisognerà impegnarsi davvero molto, quindi... state tutti all'erta! Allo
stato attuale delle cose, la lobby pro-vivisezione è estremamente più forte di quella
antivivisezionista. D'altra parte, loro lo fanno come lavoro, e si tratta di multinazionali
chimico-farmaceutiche, università, grosse associazioni per la ricerca medica, hanno gioco
facile a convincere gli eurodeputati, vergognosamente influenzabili; quindi non c'è da
stupirsi, anche se c'è da indignarsi e rattristarsi. Finché
non cambierà questo stato di cose, l'abolizione della vivisezione - che è l'unico vero obiettivo cui ciascuno di noi vuole
arrivare - sarà ancora lontana, e dovremo lottare con le unghie e coi denti
per ogni singolo passo, per quanto piccolo, nella giusta direzione, che è quella del salvare animali. Perché ogni vita salvata VALE, non possiamo
trascurarla in nome di un proclama di principio senza riscontri nella realtà. In
questa ottica va letta la battaglia portata avanti. Fin
dal 2006, le associazioni che si sono preoccupate di fare lobby a livello europeo per ottenere
una legislazione migliore dell'attuale (seppure in un contesto in cui la sperimentazione su
animali esiste e continuerà a esistere per chissà quanti decenni), associazioni con le quali
nel nostro piccolo abbiamo collaborato come AgireOra Network, sono state Animal
Defenders International e Noi
certamente non abbiamo le risorse e la possibilità di organizzare un'intensa azione di lobby
a Bruxelles per contrastare i vivisettori, ma abbiamo divulgato in Italia le iniziative di
queste associazioni, serie e capaci, in modo da sostenerle, perché per
"portare a casa" qualcosa per gli animali era molto importante il sostegno del
pubblico dei singoli stati membri. E grazie alla partecipazione di tanti di
voi, è stato utile! Va
sottolineato comunque che nessuna petizione, azione via mail o qualsiasi forma di protesta
serve, se non c'è poi qualcuno che usa questo "sostegno di base" per fare lobby
attiva a Bruxelles, contattando sul posto i singoli eurodeputati e membri della Commissione e
del Consiglio. Ogni azione di questo tipo è fine a se stessa sfogo personale, non serve
davvero, se non c'è nessuno che fa lobby, mentre per chi fa lobby, il sostegno popolare è
utilissimo, quindi questi due aspetti devono sempre andare assieme! Il
progetto di sostegno in Italia a questa battaglia a livello europeo da parte di AgireOra è
stato chiamato "Sostituzione degli esperimenti su animali in Europa" ed è descritto
alla pagina: Visto
che le cose da dire sono davvero tante, abbiamo preparato due resoconti (linkati
vicendevolemente), uno più breve e uno più dettagliato. Leggete l'uno o l'altro a seconda
del tempo che avete e dell'interesse per la materia. Ciascuno
è diviso in tre sezioni: Tutto
questo aggiornato ad agosto 2010. Per
quel poco che si potrà ancora fare a
settembre prima del voto del Parlamento europeo in plenaria (poco perché
ormai la discussione è andata avanti per anni, e quello che si poteva fare di sostanziale è
stato fatto dal E chiederemo a tutti la vostra partecipazione, massiccia com'è stata finora! Ricordiamo
che la manifestazione virtuale "Rendiamo
la sperimentazione animale storia passata" è ancora attiva, chi non ha ancora
firmato può farlo! Grazie
a tutti, 1
- La storia dal 2006 al 2010 Occorre
innanzitutto sapere che l'approvazione della direttiva è passata attraverso i vari organismi
dell'UE: prima In
ciascuno di questi passi la direttiva ha subito peggioramenti o miglioramenti. Gennaio 2007 Novembre 2008 Febbraio 2009 3 marzo 2009 13 marzo 2009 18 marzo 2009 Aprile 2009 Maggio 2009 1 settembre 2009 11 settembre 2009 7 dicembre 2009 Inizio 2010 Maggio 2010 Questa
verrà votata a settembre dal Parlamento Europeo in sessione plenaria. 2
- Confronto tra la vecchie e la nuova direttiva: le novità positive Dove è "migliore" la direttiva vecchia In
un punto solo, cioè sulla questione animali randagi, la direttiva vecchia è migliore, perché
pone un divieto totale di uso, mentre quella nuova pone lo stesso divieto ma prevede una
deroga per "casi eccezionali" e documentabili. Sarà necessario, in sede di
implementazione nazionale, far sì che questa deroga non sia prevista. Dove è migliore la nuova Esiste
invece una lunga serie di punti positivi della nuova direttiva rispetto alla vecchia, che sono
importanti specie per quelle nazioni che non hanno una legislazione più restrittiva, ma che
semplicemente implementano la vecchia direttiva. In Italia abbiamo già una situazione
favorevole perché in diversi campi (ma non in tutti) si implementano già norme più
restrittive, ma in tanti paesi questo non avviene, quindi la nuova direttiva porterà in
questi paesi dei miglioramenti. Anche
per l'Italia, comunque, vi saranno miglioramenti, specie per la parte che riguarda il rilascio
delle autorizzazioni. Ecco
una breve panoramica delle novità positive della direttiva che sta per essere approvata, in
ordine sparso. Queste sono tutti aspetti che nella direttiva vecchia NON ESISTONO e vengono
introdotti solo con la nuova. - Autorizzazione obbligatoria e istituzione di comitati nazionali consultivi E'
da notare che ad oggi, né a livello europeo né a livello italiano esiste questo obbligo, e
che quasi tutte le procedure sperimentali avvengono in regime di notifica, cioè lo
sperimentatore notifica al Ministero della salute il fatto che inizierà una sperimentazione,
ma non deve attendere nessuna autorizzazione, può procedere già subito all'esperimento. - Classificazione della sofferenza E'
previsto, e prima non esisteva, l'obbligo di indicare sulla richiesta di autorizzazione il
"livello di sofferenza". Più alto è, maggiori sono gli obblighi per il rilascio
dell'autorizzazione. - Valutazione retrospettiva Per
ogni progetto deve essere eseguita una valutazione dopo la fine del progetto che espliciti
quanto questo sia risultato "utile". Questo è non obbligatorio solo nel caso di
progetti con sofferenza "lieve" o del tipo "non risveglio" (l'animale
viene anestetizzato, usato, e poi ucciso prima che si risvegli). - Pubblicazione delle informazioni sui progetti Anche
questa è una novità importante: per ogni progetto che usa animali deve essere reso pubblico
il suo contenuto, senza ovviamente dati personali o riservati, ma deve esserci una descrizione
del progetto, degli animali usati e tutte le revisioni successive (che mostrano se quel
progetto ha raggiunto i risultati cercati o se è stato inutile). In questo modo ci sarà
maggior possibilità di agire legalmente contro la realizzazione dei vari progetti. - Valutazione costi/benefici Ogni
richiesta di autorizzazione deve obbligatoriamente prevedere una valutazione dei costi (in
termini di sofferenza degli animali) rispetto ai benefici attesi per la salute umana o
animale. Questo deve essere fatto a cura di persone NON responsabili del progetto, per
mantenere una reale indipendenza. - Forme fetali di mammiferi e cefalopodi Sono
stati inclusi anche questi nell'ambito della direttiva, perché a oggi non sono compresi nella
protezione e quindi su di loro poteva essere fatta qualsiasi cosa. - Didattica e indagini medico legali Questi
2 campi sono stati inclusi nella direttiva, prima non lo erano, il che significa che per
esempio nella didattica non esisteva alcuna norma a livello europeo, quindi in tutti gli stati
in cui non è stata inserita una norma apposita, si possono usare animali nell'insegnamento
pre e post laurea senza alcuna regola, senza dover chiedere permessi o mandare notifiche agli
organi di controllo. - Scimmie antropomorfe E'
stato inserito il divieto di uso di scimmie antropomorfe (non TUTTE le scimmie, solo gorilla,
scimpanzé, bonobo, gibboni, orangutan) tranne in casi eccezionali. Questo è utile perché
per alcuni esperimenti i vivisettori sostengono che solo queste specie (scimpanzé, in
particolare) possono essere usate, e se vi è un divieto, di fatto questi esperimenti non si
faranno più. - Ispezioni Anche
qui alcune novità. Nelle vecchia direttiva non si prevedeva alcun obbligo sulle ispezioni in
stabilimenti che utilizzano o allevano animali. Nella nuova sono previste ispezioni
obbligatorie e a sorpresa, per almeno 1/3 degli stabilimenti utilizzatori deve esserci
un'ispezione annuale, e per tutti quelli che usano scimmie l'ispezione è obbligatoria (ad
oggi le ispezione non vengono fatte praticamente mai). Inoltre l'UE ha facoltà di controllare
chi esegue le ispezioni per vigilare sul suo lavoro. - Reinserimento degli animali che non saranno più usati in esperimenti Esiste
un articolo che parla esplicitamente di questo aspetto (nella vecchia direttiva esisteva solo
mezza frase) e che obbliga, per tutte quelle specie in cui il reinserimento è consentito, che
gli stabilimenti di allevamento e utilizzatori offrano la possibilità agli animali di
socializzare. - Metodi alternativi Seppure
non siano stati ottenuti in questo settore i risultati che si speravano, ci sono comunque
novità positive nella nuova direttiva. 3
- Quello che si voleva ottenere e non è stato ottenuto Abbiamo
visto sopra le cose positive ottenute. Quello
che invece si voleva ottenere e non è stato ottenuto nonostante l'enorme ed encomiabile
lavoro delle associazioni internazionali che hanno fatto lobby antivivisezionista a Bruxelles
è qui elencato: -
Limiti restrittivi sul riuso degli animali in esperimenti successivi. -
Restrizioni sugli esperimenti sulle scimmie, per evitare il loro utilizzo in "esperimenti
non essenziali che non riguardano situazioni di vita o di morte di condizioni debilitanti per
gli esseri umani".
-
Divieto di eseguire esperimenti che provocano sofferenze gravi -
Metodi alternativi Conclusioni
Come
già detto nell'introduzione, a causa della disparità di forze tra l'industria della
vivisezione e gli attivisti antivivisezionisti, l'obiettivo finale, il solo che vogliamo,
dell'abolizione della vivisezione è ancora lontanissimo, ed è molto difficile anche ottenere
dei passi avanti per far uccidere meno animali. Nonostante
questo, grazie all'impegno serio e costruttivo di alcune associazioni, e al sostengo di
tantissime persone in tutta Europa, è stato possibile porre un freno ai danni che stavano
facendo i vivisettori e alla loro influenza sugli eurodeputati, ottenend a livello europeo
qualcosa di positivo, dei piccoli passi nella direzione giusta, anche se rimane molto
deludente che siamo ancora così lontani dagli obiettivi anche minimi che vorremmo. |
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