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ROMA – Le vie dei farmaci sono misteriose. Ma quelle degli integratori
alimentari, che ricadono nella categoria dei medicinali da banco, lo
sono ancora di più. L’università di Harvard comincia a mettere in
dubbio bustine e tavolette che promettono flaconi di salute e longevità.
E citano l’esempio del calcio, sostanza essenziale per mantenere in
salute le ossa e combattere l’osteoporosi. Nei paesi dove si consumano
più latticini, come quelli scandinavi, le fratture all’anca sono più
frequenti che a Singapore, dove tra gli adulti non c’è l’abitudine
a bere latte. “E’ il paradosso del calcio – spiega Walter Willet,
preside della cattedra di nutrizione all’università di Harvard in
un’intervista con il settimanale Newsweek – i paesi dove l’apporto
di calcio è più alto hanno i maggiori tassi di fratture alle ossa. Il
contrario di quello che ci aspetteremmo”. Sono una quarantina le
vitamine e i micronutrienti presi in considerazione dagli istituti
scientifici che si occupano di nutrizione.
Nessuno studio però è mai riuscito a isolare gli effetti di una di
queste sostanze prese in sè. Un'arancia infatti non contiene solo
vitamina C, ma anche una costellazione di micronutrienti in gran parte
sconosciuti. Assumere vitamina C pura, sintetizzata in laboratorio,
potrebbe non avere gli stessi effetti del mangiare un'arancia. "Il
paradosso del calcio - ci mette in guardia. Vitamine e micronutrienti
funzionano in maniera subdola, il loro percorso all'interno del nostro
corpo è ancora più intricato di quello dei farmaci. Invece di dare
effetti prevedibili alle dosi stabilite agiscono secondo criteri molto
complessi, che stiamo iniziando a scoprire solo ora. Abbandonare
l'abitudine dell'arancia quotidiana in favore di una pasticca di
vitamina C vuol dire rinunciare a una serie di altre sostanze nutrienti
che proteggono il cuore, combattono il cancro e ci difendono dalle
infezioni". Esistono alcuni fra i percorsi complessi seguiti dalle
sostanze nutritive nel nostro organismo su cui la scienza ha gettato
luce. Uno di questi riguarda proprio il calcio, e potrebbe spiegare
almeno in parte il paradosso degli scandinavi. Il calcio da solo serve a
poco, se non intervengono altri fattori come la vitamina D e l'esercizio
fisico per rafforzare le ossa. Proprio la vitamina D, che la nostra
pelle produce quando è esposta al sole e che ordina all'intestino di
assorbire il calcio, è carente nei paesi poco assolati. Se il binomio
vitamine e salute pareva inscindibile ora dagli alimenti sta emergendo
una nuova categoria di sostanze salvavita. Sono i cosidetti
antiossidanti, una galassia di micronutrienti su cui c'è ancora molto
da scoprire. Ma si sa per certo che ne sono ricchi frutta e verdura, in
particolare broccoli, uva (vino compreso) e cioccolato. E che proteggono
i tessuti dall'invecchiamento e dagli attacchi dei tumori. |
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LATTICINI |
| Sotto accusa per
essere grassi, ma rappresentano una fonte privilegiata di calcio,
hanno proteine e vitamine |
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PESCI GRASSI |
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Il salmone, il tonno e
le acciughe sono tra i pesci più ricchi di grassi buoni per l'organismo
gli omega-3. |
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NOCCIOLE |
| Se consumate in bassa
quantità noci, nocciole, mandorle e pinoli aiutano ad abbassare i
livelli di colesterolo |
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UOVA |
| Riabilitate
nonostante abbiano colesterolo. Forniscono proteine, non superare le due
a settimana |
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CRACKERS |
| Con
i grissini vengono usati come elementi dietetici in alternativa al pane.
Ma hanno più calorie del pane |
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CIOCCOLATA |
| E' un mito che faccia
venire i brufoli. Non è nociva alla salute, anzi contiene molte
sostanze antiossidanti |
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