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"VITAMINE A TAVOLA MA NON IN FARMACIA"  
Gli studiosi di Harvard avvisano: esagerata la fiducia negli integratori
Usa, in discussione bustine e tavolette che promettono salute e longevità. "E' molto meglio l'arancia di una pillola"
Tratto da "LA REPUBBLICA" del 16/01/2006 a firma Elena Dusi

ROMA – Le vie dei farmaci sono misteriose. Ma quelle degli integratori alimentari, che ricadono nella categoria dei medicinali da banco, lo sono ancora di più. L’università di Harvard comincia a mettere in dubbio bustine e tavolette che promettono flaconi di salute e longevità. E citano l’esempio del calcio, sostanza essenziale per mantenere in salute le ossa e combattere l’osteoporosi. Nei paesi dove si consumano più latticini, come quelli scandinavi, le fratture all’anca sono più frequenti che a Singapore, dove tra gli adulti non c’è l’abitudine a bere latte. “E’ il paradosso del calcio – spiega Walter Willet, preside della cattedra di nutrizione all’università di Harvard in un’intervista con il settimanale Newsweek – i paesi dove l’apporto di calcio è più alto hanno i maggiori tassi di fratture alle ossa. Il contrario di quello che ci aspetteremmo”. Sono una quarantina le vitamine e i micronutrienti presi in considerazione dagli istituti scientifici che si occupano di nutrizione. Nessuno studio però è mai riuscito a isolare gli effetti di una di queste sostanze prese in sè. Un'arancia infatti non contiene solo vitamina C, ma anche una costellazione di micronutrienti in gran parte sconosciuti. Assumere vitamina C pura, sintetizzata in laboratorio, potrebbe non avere gli stessi effetti del mangiare un'arancia. "Il paradosso del calcio - ci mette in guardia. Vitamine e micronutrienti funzionano in maniera subdola, il loro percorso all'interno del nostro corpo è ancora più intricato di quello dei farmaci. Invece di dare effetti prevedibili alle dosi stabilite agiscono secondo criteri molto complessi, che stiamo iniziando a scoprire solo ora. Abbandonare l'abitudine dell'arancia quotidiana in favore di una pasticca di vitamina C vuol dire rinunciare a una serie di altre sostanze nutrienti che proteggono il cuore, combattono il cancro e ci difendono dalle infezioni". Esistono alcuni fra i percorsi complessi seguiti dalle sostanze nutritive nel nostro organismo su cui la scienza ha gettato luce. Uno di questi riguarda proprio il calcio, e potrebbe spiegare almeno in parte il paradosso degli scandinavi. Il calcio da solo serve a poco, se non intervengono altri fattori come la vitamina D e l'esercizio fisico per rafforzare le ossa. Proprio la vitamina D, che la nostra pelle produce quando è esposta al sole e che ordina all'intestino di assorbire il calcio, è carente nei paesi poco assolati. Se il binomio vitamine e salute pareva inscindibile ora dagli alimenti sta emergendo una nuova categoria di sostanze salvavita. Sono i cosidetti antiossidanti, una galassia di micronutrienti su cui c'è ancora molto da scoprire. Ma si sa per certo che ne sono ricchi frutta e verdura, in particolare broccoli, uva (vino compreso) e cioccolato. E che proteggono i tessuti dall'invecchiamento e dagli attacchi dei tumori.

LATTICINI

Sotto accusa per essere grassi, ma rappresentano una fonte privilegiata di calcio, hanno proteine e vitamine

PESCI GRASSI

Il salmone, il tonno e le acciughe sono tra i pesci più ricchi di grassi buoni per l'organismo gli omega-3.

NOCCIOLE

Se consumate in bassa quantità noci, nocciole, mandorle e pinoli aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo

UOVA

Riabilitate nonostante abbiano colesterolo. Forniscono proteine, non superare le due a settimana

CRACKERS

Con i grissini vengono usati come elementi dietetici in alternativa al pane. Ma hanno più calorie del pane

CIOCCOLATA

E' un mito che faccia venire i brufoli. Non è nociva alla salute, anzi contiene molte sostanze antiossidanti