"Vitamina D, altro che Vaccini"
Vaccini, la miglior fonte di informazione sul pianeta sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini.
tratto da http://triskel182.wordpress.com
del 19 settembre 2010 di
triske182
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Dal momento che esiste una sostanza capace di prevenire
l’influenza molto più efficacemente dei vaccini, tutti noi saremmo portati a pensare che
gli scienziati avrebbero fatto di tutto per pubblicizzarla, giusto? In fin dei conti il
nocciolo della questione non dovrebbe essere quello di proteggere bambini e adulti dalla
influenza? Si è trattato di un esperimento randomizzato su due gruppi il quale
ha coinvolto 334 bambini, a metà dei quali sono stati somministrati 1.200 IU al giorno di
vitamina D3, e alla altra metà un semplice placebo. Tale rigoroso studio è stato svolto
seguendo scrupolosamente tutti gli standard scientifici più rigidi. I risultati hanno detto che mentre 31 dei 167 bambini facenti parte
del gruppo “placebo” hanno contratto la influenza durante i quattro mesi nei quali è
proseguito lo studio, solo 18 dei 168 bambini del gruppo “vitamina D” la ha contratta.
Questo significa che la vitamina D è stata responsabile di una riduzione assoluta di quasi
l’8 per cento. I vaccini antinfluenzali – secondo i più recenti dati scientifici
– ottengono un 1 per cento di riduzione dei
sintomi della influenza Ciò significa che la vitamina D sembra essere 800 volte più efficace rispetto ai vaccini per prevenire le infezioni
influenzali nei bambini. Per sostenere ulteriormente questi dati, sarebbe stato necessario
effettuare un ulteriore studio clinico attraverso il quale porre a confronto diretto i supplementi
di vitamina D con i vaccini antinfluenzali, attraverso una sperimentazione su un totale di
quattro gruppi di individui: Gruppo # 1 dovrebbe ricevere un placebo di vitamina D Purtroppo un simile esperimento non potrà mai essere ufficialmente
realizzato perché gli spacciatori di vaccini sanno bene che proverebbe in maniera
definitiva la inutilità dei loro vaccini. Tornando allo studio, un altro affascinante risultato è che per
quei bambini ai quali in passato – prima dell’esperimento – era già stata somministrata
vitamina D da parte dei genitori, i risultati si sono rivelati ancora migliori, in quanto in
tali soggetti la vitamina D ha ridotto il rischio di influenza di quasi due terzi. In altre parole, più di sei bambini su dieci che normalmente
avrebbero contratto la influenza sono risultati protetti dalla vitamina D. Ora, dal momento che la vitamina D3 ha denotato un effetto così
potente nel prevenire l’influenza – 800 volte più efficace dei vaccini – i medici e le
autorità sanitarie non dovrebbero darsi da fare prescrivendo la assunzione di vitamina D
prima che abbia inizio la “stagione influenzale”? Ovviamente dovrebbero. Ma non lo faranno. Perché per costoro non è
una questione di prevenzione della influenza, nè mai lo è stata. A questa gente
interessa solo sfruttare la influenza come buon motivo per vaccinare più persone
possibili, indipendentemente dal fatto che tali vaccini siano realmente utili (o salubri). Nonostante la vitamina D abbia offerto una indiscutibile protezione
contro tutte le infezioni influenzali, costoro ancora non la consigliano. Perché? Perché non credono nel nutrizionismo!
Esso infatti si pone in contrasto con la loro agenda informativa sanitaria, la quale
afferma che i nutrienti sono per lo più inutili, mentre solo i farmaci possiederebbero reali
funzioni curative. Si potrebbero pubblicare un centinaio di studi atti a dimostrare
come la vitamina D sia molte volte più efficace dei vaccini, eppure ancora non la
raccomandano. Sono promotori del dogma medico piuttosto che di soluzioni reali per
aiutare i pazienti. Ma questa è la storia della scienza: un sacco di persone
apparentemente “intelligenti” che commettono errori marchiani su base regolare. Il che
ricorda un pò i progressi della scienza: una nuova idea contesta un vecchio assunto, e dopo
che tutti i difensori del vecchio assunto (sbagliato) muoiono, ecco che viene accettato il
nuovo assunto, il tutto su basi per lo più dogmatiche. Tale atteggiamento si riflette in una citazione del Dr. John Oxford,
professore di virologia al Queen Mary School of Medicine
di Londra, la cui reazione allo studio descritto in questo articolo è stata: (http://www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/scotland/article7061778.ece) Avete notato le sue osservazioni conclusive? Non ha nemmeno preso in
considerazione l’idea che la vitamina D possa sostituire i vaccini.
Piuttosto, afferma che la vitamina D abbia valore solo se somministrata congiuntamente ai
vaccini! Questo ostracismo “dogmatico” è riscontrabile anche in campo
oncologico in merito alle erbe anti-cancro e ad altre sostanze nutritive. Ogni volta che si
riscontra una reale utilità di tali sostanze anti-business, ecco che certa stampa afferma
cose come: “Beh, questa sostanza potrebbe essere utile se somministrata al paziente dopo la
chemioterapia …” ma mai in sostituzione
della chemio, ovviamente. Molti medici tradizionali e scienziati medici sono semplicemente
incapaci di pensare al di fuori del box molto ristretto in cui i loro cervelli sono stati
spinti dopo anni di de-formazione presso le scuole di medicina. Quando hanno a che fare con
elementi contrari a ciò che è stato loro insegnato, essi stupidamente finiscono per
respingerli. di The Vigilant Citizen |
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