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ROMA
- E' un'industria che in Italia vale in tutto 20 miliardi di dollari, 240
negli Usa e 550 nel mondo intero (pari a 442 miliardi di euro), che negli
Stati Uniti è cresciuta del 225 per cento negli ultimi 15 anni, in Gran
Bretagna del 164, in Italia del 35. A spingerla è spesso il motore di un
marketing aggressivo, che ha imparato a vendere farmaci come fossero
detersivi e a considerare i pazienti alla stregua di clienti. Dal connubio
fra industria farmaceutica e libero mercato deriva l'anomalia dei
"venditori di malattie".
Al "disease mongering" (catena perversa composta da medici,
produttori di farmaci e media) dedica il suo ultimo numero la rivista
"Public Library
of Sciences, Medicine". A Newcastle, in Australia, è in corso
contemporaneamente una conferenza dedicata a questo corto circuito fra
aumento delle risorse materiali e salutismo nevrotico. "A nostro
avviso - spiegano nell'editoriale di apertura Ray Moynihan e David Henry
dell'università di Newcastle - disease mongering vuol dire allargare i
confini della patologia per ampliare il mercato dei farmaci". La
strategia consiste nel trasformare persone sane in pazienti. Lo strumento
principe è un'opportuna campagna di informazione. "Aspetti ordinari
della vita come la menopausa - spiegano i due medici australiani -
diventano bersaglio di trattamenti medici. Un banale intestino irritabile
viene ingigantito fino a diventare una vera e propria patologia. Stesso
discorso vale per fattori di rischio come il colesterolo alto o
l'osteoporosi". Una correlazione stretta viene evidenziata fra il
crollo dell'allattamento al seno alla fine degli anni 50 e le campagne
pubblicitarie a favore degli alimenti per neonati. Iniziative di
sensibilizzazione per determinati disturbi sponsorizzate dalle industrie
farmaceutiche oppure - laddove sono ammessi come negli Usa o in Nuova
Zelanda - gli spot pubblicitari sono le armi in mano ai venditori di
malattie. "La depressione è un problema grave ma curabile".
"Entro il 2020 la depressione sarà la principale causa di
invalidità nel mondo" o addirittura: "Il 15 per cento dei
depressi arriva al suicidio", sono messaggi pensati per incrementare
il business degli psicofarmaci più che per compiere una meritoria opera
di sensibilizzazione, spiega Melissa Raven della Flinders University ad
Adelaide.
Ma è il sesso la terra di conquista più ghiotta per i venditori di
malattie. "Il Viagra - spiega Joel Lexchin dell'università di York,
Canada - nasce come medicina per i problemi di disfunzione erettile legati
a patologie come il diabete. Una campagna pubblicitaria mirata l'ha
trasformato in una generica pillola per migliorare le performance
sessuali". Anche la vita intima delle donne rischia di trasformarsi
in business. "Abbiamo assistito - spiegano Moynihan e Henry - a un
tentativo deprecabile di convincere il pubblico americano che il 43 per
cento delle donne convive con una disfunzione sessuale. Queste operazioni
avvengono in un momento in cui le case farmaceutiche non riescono a
immettere nel mercato farmaci veramente utili e innovativi". C'è poi
la malattia più grave, che attende soluzione: "E' sempre fatale, si
manifesta con una molteplicità di sintomi e gli scienziati si affannano
inutilmente per trovarvi rimedio. Il suo nome: invecchiamento".
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«Farmaci
che ammalano» Ray
Moynihan, Alan Cassels, pagine 219, 2005.
E'
un’analisi provocatoria, sconcertante e approfondita di come le
multinazionali farmaceutiche creano e poi sfruttano, per lucro, le
malattie.
Il risultato è un'enorme e incontrollata espansione del mercato
dei medicinali che, oltre a generare miliardi di nuovi profitti,
sta creando migliaia di nuovi pazienti.
Per acquistarlo: http://www.disinformazione.it/libreria/medicina.htm
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IMPOTENZA |
| Aspetti
della normale vita quotidiana vengono trasformati in malattie e
trattati con farmaci. Così accade per menopausa o disfunzione
erettile |
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IPERATTIVITA' |
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Anche disturbi
trascurabili (come l'iperattività in alcuni bambini) vengono
trasformati in malattie da affrontare a colpi di medicinali |
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PSICHIATRIA |
| Le
malattie psichiatriche hanno spesso confini incerti. E' facile
sfociare in un eccesso di diagnosi, come per il disturbo bipolare
nei bambini |
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GAMBE |
| L'incidenza
di disturbi lievi, come la sindrome delle gambe senza riposo, viene
ampliata nelle campagne stampa per moltiplicare i potenziali
pazienti |
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COLESTEROLO |
| Il
rilassamento può aiutare a tenere il diabete sotto controllo. Al
contrario, lo stress fa aumentare i livelli di cortisolo ed
epinefrina e, di conseguenza, la quantità di glucosio nel
sangue |
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