"In Italia esistono circa 7 milioni di vegetariani, con una tendenza in
continuo aumento"
I
risultati da uno studio tutto italiano: "I bimbi vegetariani hanno difese immunitarie
migliori rispetto agli onnivori, i quali seguono un'alimentazione che favorisce una risposta
infiammatoria più forte". Ma è importante che ci sia una corretta integrazione.
Parma, 21
feb. (Adnkronos Salute) - Dieta vegetariana 'promossa' fin da
piccolissimi: secondo una ricerca italiana questo regime alimentare, adottato nella
prima infanzia, non altera l'andamento della crescita. Anche se sarebbe bene che il menù
'verde' fosse attentamente seguito e pianificato dal pediatra, per assicurare un buono
sviluppo dei piccoli. E' quanto emerge da uno studio tutto italiano, condotto su 95 bambini di
1-2 anni da Leonardo Pinelli, presidente della Società
scientifica nutrizionale italiana (Ssnv).
"In precedenti studi - ricorda l'esperto - si è
visto infatti che, seguendo un menù vegetariano, ci si ammala molto
meno all'asilo: i bimbi vegetariani hanno difese immunitarie
migliori rispetto agli onnivori, i quali seguono un'alimentazione che favorisce una
risposta infiammatoria più forte". Il medico ha presentato le sue conclusioni nei giorni
scorsi a Parma, in occasione della V edizione delle Giornate pediatriche 'A. Laurinsich',
organizzata dalla Società italiana di pediatria preventiva e sociale e dalla Clinica
pediatrica dell'Università di Parma.
"In Italia -
ricorda all'Adnkronos Salute - esistono circa 7 milioni di vegetariani,
con una tendenza in continuo aumento". Lo studio è stato condotto su 95 bambini tra il
primo e il secondo anno di vita, nutriti con un regime alimentare esclusivamente vegetariano e
nel 10% vegano (che esclude anche latte e uova)". Tutti i piccoli osservati non erano
controllati o seguiti nell'alimentazione dal pediatra, "il cui parere era per lo più
contrario alla scelta vegetariana. I genitori, da parte loro, si affidavano principalmente
all'esperienza o ricorrevano a libri o siti Internet, cosa che - spiega Pinelli - ha portato a
errori fondamentali di impostazione. Ad esempio, se ci si basa sui testi online occorre
considerare che sono redatti spesso in inglese per altri Paesi, come gli Usa, in cui i cibi
arricchiti sono molto più diffusi di quanto non accada in Italia".
Dunque menù vegetariano sì, ma a patto che "sia
messa in campo una corretta integrazione. In questo modo i
piccoli potranno avere importanti benefici", avverte l'esperto. Nello studio sui bimbi si
è visto che, nonostante gli errori 'dietetici' di base, tutti i bambini vegetariani osservati
presentavano "una crescita normale, e nei 21 bimbi
sottoposti ad analisi di laboratorio i valori dei micronutrienti sono risultati
regolari".
Solo in pochi casi, prosegue Pinelli, si sono
riscontrate alterazioni del ferro e della vitamina B12, "in linea comunque col tipo di
alimentazione comune in Italia". I bambini che hanno preso parte allo studio provenivano
dal Centro e dal Nord Italia e la scelta di un'alimentazione prettamente vegetariana era
legata nel 60% dei casi a un orientamento etico dei genitori, nel 32% a motivi di salute, nel
4% a motivi religiosi ed infine, per un altro 4%, a motivazioni legate all'ambiente.
Questo studio ha dimostrato come, "anche in età pediatrica, una dieta
alimentare di tipo vegetariano - sintetizza l'esperto - non risulta dannosa, anche se dovrebbe
essere ben pianificata da pediatri specializzati, affinchè
possa essere sicura e valida per una buona crescita e un buon sviluppo dei piccoli. Dunque è
necessario che i pediatri di famiglia non solo non ostacolino la scelta vegetariana da parte
dei genitori - conclude - ma raggiungano con il tempo un livello di formazione tale da poter
supportare le famiglie, senza costringerle a un pericoloso fai da te".
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