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"Vederci chiaro con il Metodo Bates"  
Nel 1919 Bates elaborò il metodo con lo scopo di curare difetti visivi ritenuti insolubili come miopia, 
ipermetropia, presbiopia, astigmatismo. Basato su una serie di esercizi e metodologie specifiche
il metodo di Bates ritiene sia inutile, o peggio dannoso, utilizzare gli occhiali. 

tratto da
http://www.lastampa.it del 4 marzo 2009 a firma di Luigi Mondo e Stefania Del Principe 

Cerchiamo di vederci chiaro riguardo a un metodo di cura dei difetti della vista che ritiene gli occhiali un pericolo. È il cosiddetto metodo Bates che prende nome dal suo ideatore, il dottor William Horatio Bates (1860 – 1931).
Nel 1919 Bates elaborò il metodo con lo scopo di curare difetti visivi ritenuti insolubili come miopia, ipermetropia, presbiopia, astigmatismo. Basato su una serie di esercizi e metodologie specifiche, il metodo di Bates ritiene sia inutile, o peggio dannoso, utilizzare gli occhiali. La stessa cosa dicasi per gli interventi chirurgici deputati alla soluzione di problemi visivi.
Secondo il dottor Bates la persona che inizia a usare gli occhiali, favorisce inconsapevolmente il peggioramento della vista: difatti, gli occhiali, secondo la sua teoria, innescano un processo che richiede l’utilizzo nel tempo di lenti sempre più potenti.
Egli stesso ebbe a dichiarare che: “gli errori di rifrazione, inclusa la presbiopia, sono dovuti non a cambiamenti organici nella forma del globo oculare o nella costituzione del cristallino ma a un funzionale, e perciò curabile, disturbo nell’azione dei muscoli estrinseci”. Un problema, quindi, che riguarda i muscoli e il loro eventuale allenamento.
 
Ma, per capirne di più, abbiamo chiesto delucidazioni a Laura Canepa, Ortottista, Assistente in oftalmologia e insegnante di Educazione Visiva diplomata presso la Specialità di Oculistica dell'Università di Genova.
Al momento sembrerebbe che nessun lavoro scientifico abbia dimostrato l'efficacia del metodo Bates. Secondo questo metodo gli occhiali non solo non risolvono il problema della vista ma, anzi, lo peggiorano. Può dirci qualcosa in merito?
"Come tutti gli ausili anche gli occhiali dovrebbero essere utilizzati ‘al momento del bisogno’. Per fare un esempio banale: il miope che inizia ad aver bisogno della correzione per vederci da lontano non ha senso che li usi per vederci da vicino poiché qui ci vede bene. In tal modo innesca uno stress da iper-accomodazione che anziché aiutare ‘solo’ al momento del bisogno, costringe l'organo ad adattarsi alla lente anziché il contrario (compensare il deficit ). Basta poco per comprendere che, specie all'inizio dell’insorgere della miopia, non è il caso di tenere l'occhiale anche per ‘guardare nel piatto’. Inoltre, la funzione visiva come tutto il resto della nostra fisiologia, è soggetta a lievi cambiamenti: è una sorta di elastico che può avere dei momenti di defaillance... e si può anche riprendere”.
“Anche la vista, come tutto il nostro corpo, ha bisogno di essere allenata per dare il meglio e anche gli occhi, che sono mossi da ben 12 muscoli oculomotori rispondono alla ‘ginnastica’ con grandi risultati. L’occhiale non favorisce questo movimento poiché la lente ha un campo di visione ristretto nell’ambito del quale l’occhio si muove sempre meno. Meno movimento = meno vista. Quindi, l’occhiale va visto come un ausilio da usare a seconda del bisogno e non come uno strumento da tenere sempre, in modo da lasciare all’occhio la possibilità di rimanere flessibile e superare eventuali momenti di stanchezza.
Fino ad oggi solo gli occhi, rispetto a tutto il corpo, sono stati esclusi dalla terapia riabilitativa. In caso di una distorsione di una caviglia non salterebbe in mente a nessuno di tenere per sempre il tensoplast o il tutore che ha contribuito a superare il momentaneo disagio e guarire".

Come sono fatti gli occhiali a reticolato? Come “funzionano” esattamente?
"Gli occhiali a reticolato sono una vera e propria ‘rete’ con buchi più meno diversi nella loro grandezza che suggeriscono agli occhi il movimento perduto, poiché gli occhi che non vedono bene tendono a ‘fissare’, a bloccare nella tensione nel cercare di vedere meglio. Mentre, invece, più gli occhi sono fermi e peggio vedono. Quindi, gli occhiali a reticolato favoriscono il movimento e questo è utile per tutti i difetti visivi e possono essere utili anche per qualche patologia. Favoriscono quindi una sorta di ‘ginnastica’ passiva fatta in completo relax e non solo. Gli occhi che vedono meglio con l’occhiale a reticolato si rilassano sempre, lasciando andare rigidità e tensioni, nemici della buona vista. Per questo motivo anche la circolazione sanguigna migliorerà, favorita dal movimento e l’intero apparato visivo riceverà più nutrimento e più ossigenazione… favorendo gli scambi metabolici.
Sotto il profilo ‘tecnico’ possiamo dire che attraverso il foro stenopeico la direzione dei fasci luminosi diventa parallela e raggiunge la fovea (punto della macula di migliore risoluzione visiva) senza dover essere fatta convergere su di essa dal cristallino".

È vero che questi non servono solo a chi ha problemi di vista ma anche a chi è obbligato a stare parecchie ore davanti ad un monitor, a chi soffre di cataratta ecc?
"Nella risposta alla seconda domanda c’è già la soluzione in quanto i citati benefici del movimento sono evidenti in chi è costretto a una visione ravvicinata per molte ora della giornata. L’unica raccomandazione risiede nel buon equilibrio della luminosità del monitor e dell’ambiente e nel buon senso di imparare a utilizzare questo valido aiuto gradualmente poiché è giusto che il nostro sistema nervoso si abitui dolcemente a un nuovo mezzo. Tale ausilio fa fare molto lavoro ai nostri occhi. A tale proposito è bene ricordare che la retina, là dove sono accolte le immagini per essere inviate al cervello, è costituita da ‘materia grigia’, e in quanto tale va trattata con rispetto.
Per ciò che riguarda la cataratta in particolare, vale quanto detto a proposito dei fasci luminosi che raggiungono più facilmente la retina".

Quali esercizi si possono fare, quotidianamente, per migliorare la vista?
"L’educazione visiva è ricca di ‘esercizi’ per alleviare la fatica quotidiana dei nostri occhi ma possiamo ricordare i più semplici e comprensibili:
- Staccare lo sguardo dallo schermo del computer e guardare oltre… Per oltre s’intende una finestra o un bel quadro colorato se la finestra non c’è; un mazzo di fiori, una pianta o comunque qualcosa di colorato e piacevole posto lontano;
- Fare delle piccole pause in cui gli occhi si ‘allenano’” a guardare nelle varie posizioni di sguardo mantenendo la posizione e contando gradualmente aumentando i secondi. Si può partire da 5 per arrivare anche fino a 30. Arrivare delicatamente a un vero e proprio stretching dei muscoli oculari facendo delle ampie rotazioni dello sguardo in tutte le posizioni: quindi destra, sinistra, alto, basso e poi ancora in alto a destra e in basso a sinistra… e così via.
Fare delle pause con il ‘palming’ in cui si chiudono gli occhi e si pongono le mani sugli stessi, appoggiando i gomiti sulla scrivania e contando perlomeno 10 respiri consapevoli per lasciar fluire le tensioni. Si può accompagnare il palming con una visualizzazione se si è imparato a farle con un buon ‘coach della vista’.
Fare delle rotazioni del capo a destra e sinistra, e poi sempre più ampie con gli occhi chiusi e con gli occhi aperti.
Fare dei piccoli movimenti rotatori con le spalle, anche restando seduti al proprio posto di lavoro e mettendo attenzione al respiro;
- Respirare profondamente e consapevolmente pensando al diaframma e al suo movimento, ascoltando il respiro che entra… e il respiro che esce".

Nonostante il metodo Bates si stia diffondendo anche in Italia la scienza ufficiale non gli dà ancora alcuna validità scientifica, eppure molte persone dichiarano di aver ottenuto rapidamente buoni risultati. Il più importante è stato riportato nel 1942 nel libro “The Art of Seeing” scritto da Aldous Leonard Huxley che nonostante fosse quasi cieco, ha riacquistato la vista in soli 3 mesi. Vuoi dirci qualcosa al riguardo?
"Il dr. Bates fu uno grande scienziato poiché ebbe intuizioni straordinarie riguardo alle connessioni occhi mente. Fu lui a studiare lo stress e a scoprire l’adrenalina e i suoi effetti. Gli odierni studi di neuroscienza stanno dimostrando ampiamente queste connessioni che consentono di comprendere meglio la risposta del nostro corpo a tutto quanto viviamo. La connessione corpo mente non può evidentemente ignorare le emozioni e tutto quanto ad esse è collegato.
Bates non parlava di emozioni come le intendiamo oggi ma di ‘sforzo’, di tensione… Gli occhi che si sforzano ‘fissano’ e bloccano il movimento. Tale rigidità riguarda tutto il corpo e i molteplici aspetti del delicato equilibrio dell’essere umano.
Per tutto il 900 la classe medica ha disconosciuto il collega americano forse perché tale tipo di ricerca e di percorso riabilitativo richiede un po’ di tempo e una partecipazione attiva del paziente che deve mettersi in gioco… e che spesso il medico non ha tempo di seguire. Nel mondo però il movimento degli Educatori Visivi ha creato una grande tendenza culturale dedicata a chi desidera essere attore della propria salute e del proprio benessere. Ho comunque la fortuna di conoscere diversi medici favorevoli al metodo rieducativo".

È possibile avere maggiori informazioni contattando Laura Canepa: laura-canepa@libero.it - http://www.vistabates.it 
(Luigi Mondo e Stefania Del Principe)