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Il vaccino per
l'influenza stagionale non riduce, numeri alla mano, i rischi di decesso tra le persone
anziane: è una doccia fredda, in vista della prossima stagione invernale, lo studio dei
ricercatori canadesi della scuola di salute pubblica dell'università canadese dell'Alberta.
Rileggendo la letteratura scientifica sul tema, gli scienziati definiscono
"esagerati" i supposti benefici della vaccinazione. E in base a una ricerca
condotta su 700 anziani, la metà dei quali vaccinata e l'altra no, gli epidemiologi canadesi
concludono che "ogni eventuale beneficio è di poco conto, e dunque non
statisticamente significativo". "Forse frutto - ipotizzano sulle
pagine dell'American journal of respiratory and critical care medicine - di altri
comportamenti salutari adottati da chi ha anche deciso di vaccinarsi».
Dunque, argomentano i ricercatori, "i benefici precedentemente attribuiti al vaccino
erano invece non direttamente riconducibili alla vaccinazione contro l'influenza, ma ad altri
fattori non ben specificati".
E per suffragare queste affermazioni rilevano come, a fronte di percentuali di vaccinazione
aumentate negli ultimi 20 anni tra il 15% e il 65% nella popolazione anziana, "ne' le
percentuali di accessi in ospedale, ne' quelle di mortalità, sono proporzionalmente diminuite".
In più, rilevano gli epidemiologi canadesi, "solo il 10% dei decessi tra gli over 65
registrati in Usa durante la stagione invernale sono attribuibili all'influenza. Di
conseguenza, l'affermazione secondo cui il vaccino contro l'influenza riduce la mortalità
del 50% non è fondata".
Ciononostante gli scienziati suggeriscono ancora la vaccinazione per alcune categorie a
rischio, per esempio per chi ha malattie respiratorie o deficit immunitari, o per i loro
familiari a stretto contatto. Ma al contempo i ricercatori suggeriscono a queste stesse
persone "di adottare stili di vita più salutari e
accorti". Tra cui "il lavaggio frequente delle mani e lo stare
alla larga da bambini malati e ospedali".
Tratto da: ilmessaggero.it
INFLUENZA:
INDAGINE, SOLO UN MEDICO SU QUATTRO SI VACCINA
[27.03.2006]
Solo un medico su quattro decide di vaccinarsi contro l'influenza. E' quanto risulta da una
indagine condotta dall' istituto di virologia dell' università di Milano, presentata a un
convegno a San Marino sui sistemi sanitari e l' innovazione. A 1.150 farmacisti, medici e
infermieri sono stati consegnati dei questionari lo scorso autunno per comprendere il loro
comportamento in vista della stagione vaccinale. Gli italiani che quest' anno si sono
vaccinati sono stati più che nel passato: 16,5 milioni contro i 12 dello scorso anno. Il
questionario ha chiesto a medici, farmacisti e infermieri se erano a conoscenza dei rischi
dell' influenza stagionale. I più informati si sono dimostrati i medici (80%), seguiti dai
farmacisti e infermieri (per entrambi il 60%-70% circa). I più convinti sull' efficacia del
vaccino sono stati i farmacisti: 90% contro il 70% delle altre due categorie. Ma a scegliere
la vaccinazione sono state percentuali molto più piccole: solo il 25% dei medici, che
peraltro hanno consigliato nel 70% dei casi la vaccinazione ai propri pazienti, e il 20% di
farmacisti e infermieri.
By BR/ARS
Aumentato rischio di Sindrome
di Guillain-Barre dopo vaccinazione antinfluenzale
Sono stati condotti 2 studi clinici utilizzando dati di abitanti della provincia
dell’Ontario, in Canada, con l’obiettivo di verificare la sicurezza della vaccinazione
antinfluenzale.
Nel primo studio, l’end point era rappresentato dalla verifica dell’esistenza di
un’associazione temporale tra vaccinazione antinfluenzale e successiva ospedalizzazione a
causa della sindrome di Guillain-Barre.
Il secondo studio, invece, aveva come obiettivo quello di verificare se l’istituzione di un
programma di immunizzazione universale contro l’influenza nell’ottobre 2000 fosse
associato ad un successivo aumento di ricoveri ospedalieri per il manifestarsi della sindrome
di Guillain-Barre.
Tra aprile 1992 e marzo 2004. ci sono stati in Ontario 1601 ricoveri ospedalieri per sindrome
di Guillain-Barre.
In 269 pazienti, la sindrome di Guillan-Barre è stata diagnosticata entro 43 settimane dopo
la vaccinazione antinfluenzale.
I dati dello studio sembrano indicare un piccolo, ma significativo aumento del rischio di
ospedalizzazione per sindrome di Guillain-Barre dopo vaccinazione antinfluenzale. ( Xagena_2006 )
Juurlink DN et al, Arch Intern Med 2006; 166: 2217-2221
Nuovi
casi di Sindrome di Guillain-Barre dopo vaccinazione con
Menactra
L’FDA ( Food and Drug Administration ) ed i CDC ( Centers for Disease Control and Prevention
) hanno aggiornato i dati dell’ottobre 2005 riguardo ai casi di sindrome di Guillain-Barre
dopo somministrazione del vaccino coniugato meningococcico A, C, Y e W135, prodotto da
Sanofi-Pasteur.
Un totale di 15 casi, confermati, di sindrome di Guillain-Barre sono stati riscontrati tra i
soggetti di età compresa tra 11 e 19 anni, entro 6 settimane dalla somministrazione del
vaccino Menactra.
Due ulteriori casi sono stati confermati in persone di 20 anni di età ed oltre.
I casi riportati hanno indicato un piccolo aumento del rischio di sindrome di Guillain-Barre
dopo immunizzazione con Menactra, ma né l’FDA né i CDC sono in grado di definire con
esattezza se Menactra aumenta il rischio di sindrome di Guillain-Barre nelle persone che
vengono vaccinate con questo vaccino. ( Xagena_2006 )
Fonte. FDA, 2006
Il vaccino per l'influenza "inattivato",
per via nasale, ha aumentato significativamente il rischio di paralisi facciale di Bell.
In Svizzera sono stati riportati 46 casi di paralisi di Bell, insorta in seguito
all’assunzione per via nasale di un vaccino per l'influenzale inattivato.
La paralisi di Bell è una forma di paralisi facciale, caratterizzata da danneggiamento del 7°
nervo cranico facciale.
Contrariamente ai vaccini somministrati per via parenterale, il vaccino per via nasale ha
aumentato in modo significativo il rischio di paralisi di Bell ( odds ratio aggiustata, OR=
84.0 ).
Questo studio ha dimostrato che esiste una forte correlazione tra il vaccino dell’influenza
inattivato, somministrato per via nasale , impiegato in Svizzera, e la paralisi di Bell.
Questo vaccino non è più in uso clinico.
By Xagena2004 - Mutsch M et al, N Engl J Med 2004; 350: 896-903
L’utilità della vaccinazione antinfluenzale nella
comunità è molto modesta
La vaccinazione contro l’influenza di individui anziani è raccomandata a livello mondiale.
Uno studio coordinato dal Cochrane Vaccines Field della ASL 20 di Alessandria ha avuto come
obiettivo quello di revisionare le evidenze circa l’efficacy e l’effectiveness dei vaccini
anti-influenzali nei soggetti con 65 anni di età o più.
Sono stati analizzati 5 database e sono stati selezionati 5 studi randomizzati, 49 studi di
coorte e 10 studi caso-controllo che valutavano l’efficacy del vaccino antinfluenzale (
riduzione dei casi confermati in laboratorio ) o l’effectiveness del vaccino contro malattie
simili all’influenza ( riduzione dei casi sintomatici ). Gli Autori hanno espresso l’efficacy
o l’effectiveness del vaccino come una proporzione, utilizzando la formula VE = 1- rischio
relativo ( RR ) o VE * = 1 – odds ratio ( OR ).
Sono stati analizzati i seguenti outcome: influenza, malattia simil-nfluenzale, ricovero
ospedaliero, complicanze e morte.
Negli individui anziani che non vivono in comunità l’effectiveness dei vaccini contro la
malattia simil-influenzle è stata del 23%, mentre non è stata osservata significatività nei
confronti dell’influenza ( RR = 1.04 ).
I vaccini combinati sono stati in grado di prevenire la polmonite ( VE = 46% ), il ricovero
ospedaliero ( VE = 45% ), la morte per influenza o polmonite ( VE = 42% ), ed hanno ridotto la
mortalità per qualsiasi causa ( VE = 60% ).
Nei pazienti anziani che vivono nella comunità, i vaccini non sono risultati
significativamente efficaci contro l’influenza ( RR = 0.19 ), la malattia simil-influenzale
( RR = 1.05 ) o la polmonite ( RR = 0.88 ).
Vaccini combinati hanno prevenuto il ricovero ospedaliero per influenza e polmonite ( VE = 26%
) e la mortalità per qualsiasi causa ( VE = 42% ).
Dopo aggiustamento per fattori confondenti, la performance vaccinale è migliorata riguardo al
ricovero ospedaliero per influenza o polmonite ( VE* = 27% ), malattie respiratorie ( VE* =
22% ) e malattie cardiache ( VE* = 24% ), ed alla mortalità per qualsiasi causa ( VE* = 47%
).
Lo studio ha dimostrato che l’utilità della vaccinazione antinfluenzale nella comunità è modesta.
Nelle strutture di cura a lungo termine, la vaccinazione combinata permette invece di ridurre
le complicanze.
( Xagena_2005 )
Jefferson T et al, Lancet 2005 ; 366 : 1165-1174
Premessa
L'influenza è una sindrome
specifica, provocata da uno specifico agente virale, appunto il virus dell'influenza (NdR: cosi'
ci raccontano i medici allopati, ma le cose NON stanno cosi' !).
I sintomi dell'influenza,
possono essere molto seri e persino mortali in persone che si trovano in condizioni generali
di debolezza.
Sono state studiate finora due famiglie principali di influenza, il Tipo A e il Tipo B, ma ci
sono molte varianti di questi virus nonché delle continue mutazioni del virus stesso. È
quindi estremamente difficile poter prevedere quale sarà l'agente causale di una futura
epidemia influenzale e, nello stesso tempo, è ancora più difficile produrre il
corrispondente vaccino.
La costante mutazione del virus, (NdR: balle dei medici allopati)
l'imprevedibilità di quale virus si manifesterà, dove e quando questo avverrà, fanno
dell'intero business della vaccinazione antinfluenzale una colossale partita a poker.
(NdR: PER CUI E' impossibile CREARE un Vaccino in ANTICIPO,
COME AVVIENE regolarmente e comunque ogni anno !)
Tra le credenze più diffuse, quella maggiormente nota è che chi fa la vaccinazione non
prenda poi l'influenza.
Quella che noi conosciamo come influenza è in realtà una sindrome para-influenzale, con
sintomi quali febbre, brividi, dolori muscolari o alle giunture, mal di testa, naso che cola e
uno stato di malessere generale.
Questo tipo di malattia non ha in realtà niente a che vedere con la vera influenza, né tanto
meno può essere prevenuta con una semplice vaccinazione. Così, quando un medico garantisce
ai propri pazienti che non avranno l'influenza dopo aver fatto la famosa iniezione compie una
vera e propria manipolazione amorale della verità: questa rappresenta la base su cui si fonda
il profitto sia di quanti producono il vaccino che di quelli che lo somministrano.
A parte la manipolazione della verità, il punto fondamentale è ora quello di capire
l'efficacia e la sicurezza di questo vaccino.
L'Efficacia
La mancanza di efficacia del vaccino antinfluenzale è
ben descritta in uno studio olandese (1), condotto in una casa di riposo per anziani, dove a
dispetto della vaccinazione di circa 2/3 della popolazione residente venne colpita da una
forte influenza una percentuale pari al 49% di questi (con patologie molto critiche quali
infezioni batteriche e polmoniti ed una elevata mortalità, circa il 10%). La prima importante
notazione è che circa il 50% della popolazione vaccinata contrasse l'influenza, a fronte del
48% circa di quella non vaccinata. In aggiunta, la dotazione di anticorpi collegati
all'influenza Tipo A era positiva nel 41% delle persone vaccinate contro il 36% di quelle non
vaccinate. Questi primi dati dimostrano chiaramente che la vaccinazione non ha avuto affatto
una funzione protettiva.
Ulteriori esami di laboratorio hanno confermato che mentre la formazione di anticorpi contro
il vaccino rientrava nella norma, il virus causante l'influenza Tipo A non aveva praticamente
reagito al vaccino nei pazienti iniettati.
Un paragone fra questo caso ed una situazione ambientale similare di un secondo ospizio (1988)
dimostra come in quest'ultimo sia la patologia che la mortalità risultassero
significativamente minori, rispettivamente il 37% ed il 3%. La differenza sostanziale fra i
due casi era, neanche a dirlo, la mancata vaccinazione nel secondo.
L'introduzione di anticorpi in persone anziane non supera mai il 52/67% (2): Morris afferma
persino che l'efficacia non supera il 20% (3).
Errori di produzione, trasporto, conservazione e distribuzione possono contribuire ad una
ulteriore perdita di efficacia (4).
Sicurezza
Le domande riguardo la sicurezza dei vaccini non sono purtroppo una novità. Fin da prima del
1973, Robin scriveva che tra il 1966 ed il 1970 quasi tutti i vaccini antinfluenzali prodotti
in USA erano tossici (5). Vedremo nel seguito i principali effetti collaterali riscontrati.
(I) Complicazioni neurologiche
Per diversi anni le complicazioni neurologiche di questa vaccinazione sono state semplicemente
NEGATE. Nel 1966 Stuart e Harris scrivevano: - c'è una lieve evidenza che alcuni di questi
disturbi, durante e dopo la malattia, siano direttamente correlabili al virus dell'influenza
-. (6).
Nel 1971 Wells scriveva ancora che: - al momento non esiste la possibilità di provare o meno
una relazione eziologica in questo senso -. (7).
Successivi studi condotti negli USA hanno dimostrato una relazione fra entrambi: quanto
osservato durante e dopo la campagna di vaccinazione di massa con vaccino "A/New
Jersey" del 1976 è stato riportato in una serie di statistiche. Gli autori hanno
calcolato la frequenza delle complicazioni neurologiche rispettivamente in 1 caso su 0,7
milioni di dosi (influenza Tipo B) e in 1 caso su 1,3 milioni di dosi (influenza Tipo A):
chiaramente sono stati presi in considerazione solo i casi documentati, mentre, come accade
regolarmente, non tutti i casi sono stati diagnosticati e riportati correttamente. Il quadro
reale è quindi ben più ampio.
La prima sindrome ad essere collegata alla vaccinazione è la paralisi di Guillaine Barrè
(1977) - GBS.
Solo un anno più tardi i ricercatori scoprirono che le complicazioni neurologiche non
rimanevano circoscritte a questa patologia ma, al contrario, emersero un numero considerevole
di affezioni neurologiche aggiuntive. Hennessen et. al. definiscono questo insieme di sindromi
come "straordinariamente ampio" e osservano che nel corso di un processo di
infezione post-vaccinica non è raro che queste si manifestino in varie forma combinate.
Sebbene le prime sindromi fossero state diagnosticate dopo la campagna di vaccinazione di
massa con il vaccino "A/New Jersey" le complicazioni post-vacciniche non possono
essere attribuite o limitate esclusivamente a questo particolare farmaco.
Tutti i 28 casi descritti da Hennessen et. al. erano stati trattati con un vaccino che non
conteneva il ceppo "A/New Jersey". Nei dati epidemiologici raccolti dagli autori di
questa ricerca emerge che l'incidenza delle affezioni era significativamente alta in autunno
(da settembre a novembre), 4 volte maggiore normalmente nei maschi rispetto alle femmine e in
tutte le fascie di età (da
16 a
73 anni, con una media di 38,9).
L'intervallo di tempo fra la vaccinazione e i primi sintomi variava da 24 ore a 4 settimane,
con una media di 11,3 giorni, (8). Prendiamo in considerazione quindi le complicazioni
osservate.
Paralisi
Sindrome di Guillaine Barrè (GBS). La relazione fra vaccinazione antinfluenzale e GBS è
stata dimostrata dopo la vaccinazione di massa con il vaccino "A/New Jersey", negli
USA. In 11 stati, confrontando campioni di persone vaccinate e non, è emerso che in quelle
vaccinate compariva
la GBS
in 1,55 casi su 1 milione, rispetto ai 0,17 casi su 1 milione dei non vaccinati (ben 9,11
volte più frequente). Hennessen fa riferimento ad un quadro leggermente diverso, riportando 8
casi su 1 milione nei vaccinati rispetto a 1,8 casi su 1 milione nei non vaccinati (8). Il 31%
dei casi comparivano in soggetti al di sopra dei 60 anni: solo il 7% avveniva nel giro di 7
giorni dopo la vaccinazione, il 74% tra gli 8 e i 28 giorni successivi, il 14% anche dopo 9
mesi.
La maggior parte dei casi veniva quindi diagnosticata tra la 2° e la 4° settimana dopo la
vaccinazione: solo casi sporadici si manifestavano dopo 9 settimane. Ehrengut e Allerdist
affermano che, entro 3 settimane dalla vaccinazione, la frequenza è già superiore a 3,12
casi per milione (4), il che porterebbe il fattore di rischio al valore ragguardevole di
18,35. Gli stessi autori hanno descritto il caso di un paziente colpito da una paralisi alle
estremità con un progressivo interessamento dei muscoli intercostali ed una paralisi
facciale, (4).
Questo tipo di complicazioni si manifestano normalmente in individui sani non affetti da
nessuna patologia in precedenza. Altri casi sono stati descritti durante un simposio IABS a
Ginevra, 1977 (10)
Paralisi facciale. Questa sintomatologia si manifesta in combinazione di una GBS, (4, 8).
Paralisi delle estremità. Il caso di un uomo di 40 anni che ha sviluppato una paralisi
multipla agli arti superiori, con uno stato di sofferenza particolarmente grave, atrofia dei
deltoidi e ipoestasia del braccio destro, a fronte di una iniezione di antinfluenzale fatta
sull'avambraccio sinistro, (4). In un altro caso, un uomo di 58 anni, abbiamo la paresi di
entrambi gli arti inferiori, (4). Wells descrive a sua volta due casi di mielite trasversa,
(7).
Sindrome
di Landry.
Paralisi del nervo ipoglosso.
Ipoestasia
Parestesia (formicolio e torpore), (4, 8)
Nevralgie: Nevralgia del trigemino, (8) Ischialgia (lateralizzata destra), (8) Nevralgie
intercostali (dolori al petto), (8) Neuropatia sensoriale al plesso brachiale (sindrome di
Personage-Turner), (8, 12, 13).
C. Meningiti. L'infezione meningea e il torcicollo, con perforazione lombare sono tutti
sintomi che possono sussistere indipendentemente o come parte di una GBS, (4).
D. Encefaliti. Sono state documentate encefalomieliti ed encefalopatie in genere: un caso è
stato descritto da Ehrengut e Allerdist, con iniziale perdita della vista e progressiva e
completa perdita di coscienza fino alla paralisi finale, (4). Il caso descritto da Hannessen
(caso 10) manifestava encefalite con disturbi centrali del N. Vestibolare, (8). Nello stesso
studio troviamo anche un'encefalite (caso 13). In altri casi (20 e 21) era stata diagnosticata
una meningoencefalomielite. Woods descrive un caso di encefalite in una bambina di 7 anni,
1963 (14), come Warren nel 1956 (15): altri due casi sono stati documentati nel 1962, (16).
E. Sclerosi multipla (MS). Alcuni autori descrivono una "sindrome encefalomielitica
ricorrente" dopo la vaccinazione, (17, 18). Hennessen et. al. parlano di un caso simile,
dove si poteva fare una diagnosi certa di MS, (8).
Una accentuazione dei sintomi è stata riscontrata in un caso su 93 pazienti affetti da MS
vaccinati contro l'influenza, (19, 20).
F. Atassia. Un uomo di 34 anni, nove mesi dopo la vaccinazione, sviluppava una marcata
difficoltà di deambulazione: nello stesso periodo era affetto da una polineurite sensoriale
manifestatasi in coincidenza dell'iniezione stessa.. la diagnosi finale parla di Atassia degli
arti inferiori, lateralizzata destra, (8).
G. Mal di testa. Forti mal di testa, (8), sono stati segnalati nelle 24 ore successive alla
vaccinazione: questi sintomi suggeriscono una diagnosi di irritazione del meningeo o cervello.
In questa direzione occorrerebbero ulteriori approfondimenti.
H. Disorientamento locale, (8)
I. Stato di incoscienza. Questi sintomi sono stati descritti da Stör & Mayer, (21).
J. Tremito degli arti superiori, (21)
K. Movimento automatico delle dita (mani e piedi), (21)
L. Afasia (perdita della parola)
(II) Infezioni Respiratorie
A. Bronchiti. Una forte bronchite, con febbre alta è stata riportata nel caso di un giovane
di 29 anni che in un secondo momento ha sviluppato una GBS, (4).
B. Broncopolmoniti. Il caso di un uomo di 41 anni: i sintomi iniziali sono stati quelli di una
parestesia alle punta delle dita. Dopo 14 giorni dalla vaccinazione è subentrata la
broncopolmonite con decesso finale, (8).
(III) Problemi Gastrointestinali
A. Vomito: il caso descritto, (4), è quello di un uomo a 13 giorni dalla vaccinazione, con
successiva sintomatologia paralitica.
B. Nausea, (8)
C. Incontinenza rettale, (8).
(IV) Sintomi Urinari
Disuria o paralisi della vescica: a 13 giorni dalla vaccinazione si manifestano difficoltà e
fastidio nelle normali funzioni urinarie, la diagnosi parla di dilatazione della vescica. Ne
segue una paralisi completa della stessa e si rende necessaria la cateterizzazione con sintomi
di paralisi alle estremità, (4).
(V) Problemi Sessuali
Impotenza: diminuzione della potenza sessuale per più di 3 mesi in un paziente affetto da GBS,
(4). Impotenza, (4).
(VI) ORL
A. Vertigini. Vertigini con tendenza alla caduta sulla destra, 5 giorni dopo la vaccinazione,
accompagnata da encefalite, in un giovane di 18 anni, (4). Vertigini con nistagmo entro pochi
minuti dalla vaccinazione, talmente forti da non far alzare da solo e rimanere in piedi un
ragazzo sano di 13 anni, (4). Affezione del N. Vestibolare in combinazione con encefalite,
(8).
B. Rumori di fondo alle orecchie (sibilo), (8)
C. Sordità parziale, (8)
(VII) Occhi
A. Prooptosi, (8)
B. Edema della retina, (8)
C. Diminuzione della vista (visione sfuocata), (8)
D. Diplopia, (8)
E. Nistagmo, (8)
F. Paralisi dei muscoli oculari (nervi craniali VII e IX), (8)
(VIII) Problemi Circolatori
A. Collasso, (8)
B. Decolorazione transitoria a lividi delle mani, (8)
C. Trombocitofenia allergica: in un uomo di 58 anni, 7 giorni dopo la vaccinazione.
D. Alterazioni della pressione sanguigna (abbassamento ed innalzamento), (8)
E. Angina pectoris, (8)
F. Collasso, (8). Hennessen et. al. hanno descritto alcuni casi, ciascuno su persone anziane
ipo o iper-toniche, un altro in un soggetto giovane affetto da ophistotonus e fitte
tonico-cloniche dopo alcuni minuti dalla vaccinazione.
(IX) Sintomi Generali
A. Febbre: in combinazione con altre sindromi, come ad es. meningite o GBS.
B. Sonnolenza: come parte di una più ampia sindrome neurologica, come ad es. una GBS, (4,8).
C. Fatica: come parte di un generale decadimento della capacità motoria e funzionale, (21).
D. Reazioni Anafilattiche: tipica in questi casi è la brevità del periodo di incubazione.
Ehrengut e Allerdist hanno descritto questo tipo di reazione in un individuo allergico mezzora
dopo la vaccinazione, (4). Warren ha descritto un caso in cui la reazione ha seguito di 4/5
ore l'iniezione, con febbre, coriza e broncospasmi, (15).
(X) Problemi Mentali
A. Difficoltà di pensiero, (21)
B. Perdita di iniziativa, (21)
C. Stato confusionale, (14)
D. Allucinazioni, (14).
(XI) Problemi Emozionali
Tristezza, (21).
(XII) Morte
Un uomo di 41 anni muore dopo 4 settimane dalla vaccinazione, dopo progressiva polineuropatia
e broncopolmonite, (4). La morte sopraggiunge nel giro di 4 giorni, (7).
Distribuzione per fasce di età
I molti casi descritti e disponibili nella letteratura medica dimostrano che tutte le fasce di
età sono suscettibili ad effetti collaterali. Particolarmente importante è la frequenza di
soggetti con effetti collaterali dopo la vaccinazione a fronte di lunghi periodi precedenti
(anni) in cui hanno goduto di buona salute.
Questo significa, se non altro, che la mancanza di effetti collaterali dopo una prima
vaccinazione non garantisce affatto verso una seconda iniezione fatta in un periodo
successivo. Nei casi di GBS dopo la vaccinazione, l'11% riguardava persone al di sotto dei 30
anni, il 58% tra i 30 e i 59 anni ed il restante 31% 60 e più anni.
Eziologia (ricerca della causa della malattia)
Diversi meccanismi possono giocare un ruolo importante nello sviluppo di una neuropatia
post-vaccinica.
a) Reazione ipersensitiva del sistema nervoso: è riscontrabile in un gran numero di casi.
Poser e Fowler descrivono delle similitudini fra GBS e malattie da siero.
b) Reazioni tossiche: possono aversi subito dopo l'inoculazione del paziente, anche in assenza
di allergie specifiche.
c) Infezioni virali del cervello, da virus contenuti nel vaccino, (4) o da riattivazione di
germi latenti, (21).
d) Attivazione di malattie autoimmunitarie latenti (chiamasi slatentizzazione), (21).
Il fatto che vaccini diversi, provenienti da case produttrici differenti, portino a
complicazioni così similari fra loro, suggerisce che tali conseguenze non sono tanto un
problema di impurezza del prodotto, quanto piuttosto un rischio insito in questi farmaci.
Controindicazioni
Ciascun deterioramento del sistema immunitario dovrebbe, in buona sostanza, essere considerato
come una controindicazione del vaccino.
a) Allergie: specialmente alle sostanze contenute nel vaccino. Allergie alle proteine, latte
di mucca, ecc., febbre da fieno. Costituzioni allergiche spesso portano a reazioni
ipersensitive, (8).
b) Infezioni acute, con o senza febbre devono costituire una ragione importante per
posticipare o abbandonare la vaccinazione.
c) Un danneggiamento cronico del sistema immunitario (malattie autoimmunitarie) implica un
aumento dei rischi nel caso di vaccinazione.
Infezione del virus influenzale nel II e III trimestre di gravidanza
Lo studio aveva l'obiettivo di
valutare se l'infezione del virus influenzale nel corso del II e III trimestre di gravidanza
produceva trasmissione del virus al feto attraverso la placenta.
L'11% di 1659 donne gravide prese in considerazione sono state infettate dal virus
influenzale.
I ricercatori non hanno trovato alcuna trasmissione del virus influenzale attraverso la
placenta da madre a figlio.
Tuttavia il gruppo colpito da infezione influenzale ha presentato
complicanze durante la gravidanza.
(Irving WL et al, BJOG 2000, 107: 1282-1289)
Consultare: www.e-vaccini.it
- www.e-ginecologia.it
(Xagena 2000) Venerdì 3 Novembre 2000, 11:00
Commento NdR: Ora per imporlo per legge (obbligare alla vaccinazione per l'influenza)
"inventeranno" un vaccino per tutte le influenze e scateneranno delle epidemie di
influenza nel mondo ed i mass media al loro servizio, ne parleranno come influenze mortali.....questo
per spaventare la gente e per far si che si introducano leggi per l'obbligo di vaccinale.....senza
resistenza.....per il bussines si fa questo ed altro....
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