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"Tumori: Inchiesta de L'Espresso, in Italia casi aumentati del 40%"  
tratto da http://www.noipress.it/ del 24 maggio 2007

In Italia la crescita dei casi di tumore è a 'livelli da epidemia'.
Lo afferma un'inchiesta del settimanale 'L'Espresso' in edicola domani.
Secondo i dati raccolti dalla rivista, rispetto agli anni Ottanta alcuni tipi di tumori sono cresciuti fino al 40%, e gli aumenti riguardano in maniera particolare i bambini.

Questi i numeri dell'inchiesta: tra il 15 e il 20% in più i casi di linfomi e leucemie; 37% di casi in più nelle donne per i mesoteliomi; aumentano il cancro della mammella (piu' 27%), del cervello (tra l'8 e il 10%) e del fegato (tra il 14 e il 20%).
Ancora più alte le cifre riguardo ai bambini: il confronto tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Novanta mostra, usando come campione la Regione Piemonte , un'impennata del 72% del neuroblastoma, del 49% nei tumori del sistema nervoso centrale, del 23% per le leucemie.

Secondo il settimanale, l'aumento dei casi di tumore, pur essendo generalizzato, si concentra in 54 aree che comprendono 311 comuni, tutti vicini a siti industriali.
Nella mappa tracciata da 'L'espresso' queste zone di crisi disegnano una radiografia della Penisola avvelenata che corre da Pieve Vergonte, un paese all'ombra della fabbrica Enichem nel profondo Nord della provincia di Verbania, alla punta inferiore della Sicilia, con Gela e il suo petrolchimico voluto da Enrico Mattei per regalare un futuro industriale all'isola.
'I nuovi casi aumentano costantemente da cinquant'anni', spiega Renzo Tomatis, che ha diretto l'Agenzia del cancro di Lione (Iarc) e che ha passato in rassegna centinaia di sostanze, eleggendone circa 400 al ruolo più o meno certo di cancerogeno ambientale.
Così abbiamo scoperto il collegamento tra pesticidi, che entrano nella catena alimentare di tutti, e tumori della mammella, del sistema nervoso centrale, del pancreas, di linfomi, sarcomi e leucemie.
'Quattrocento sostanze note sono un'inezia, se pensiamo che le sostanze chimiche oggi in circolazione sono circa 60-70 mila, di cui sappiamo ben poco', spiega.

E non c'è solo l'inquinamento chimico: le radiazioni sono collegate pressochè a tutti i cancri: dalla mammella allo stomaco, al colon, ai linfomi e leucemie.L'aumento delle leucemie infantili potrebbe essere collegato all'esposizione cronica ai campi elettromagnetici, sia a quelli ad alta frequenza dei ripetitori radiofonici e televisivi, sia a quelli a 50 Hertz delle linee elettriche.

Il condizionale, in questo caso, è d'obbligo. Aree siderurgiche e chimiche, porti e raffinerie: qui si concentrano gli eccessi di mortalità per malattie respiratorie, per tumori alla laringe e ai polmoni, al fegato, alla vescica, leucemia e linfomi. Lo raccontano gli studi sempre più numerosi sulle acciaierie di Genova, Piombino e Taranto, sui petrolchimici siciliani di Gela, Priolo e Augusta, così come sulle raffinerie di Sarroch, Porto Torres e Portoscuso in Sardegna.

E poi la Campania , fra Napoli e Caserta, dove uno studio dell'Oms, ISS e CNR di Pisa ha riscontrato nelle popolazioni a ridosso delle discariche abusive gestite dalla camorra, eccessi di mortalità per tumori al polmone, fegato e stomaco. E il rischio per alcune malformazioni alla nascita superiore dell'80% la media regionale.