"Troppa TV facilità l'insorgenza della
depressione"
il successivo sviluppo, all'inizio dell'età adulta, di sintomi depressivi, soprattutto nei
maschi.
tratto da http://lescienze.espresso.repubblica.it
del 3 febbraio 2009
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Secondo
i ricercatori, ciò avviene perché viene sottratto troppo tempo ad attività sociali,
intellettuali e atletiche che hanno un ruolo protettivo. Una elevata
esposizione alla televisione e ad altri media elettronici nel corso dell'adolescenza può
favorire il successivo sviluppo, all'inizio dell'età adulta, di sintomi depressivi,
soprattutto nei maschi. Lo afferma una ricerca condotta da psicologi della University
of Pittsburgh School of Medicine che illustrano il loro studio in un articolo sugli
Archives of General
Psychiatry. Per valutare
questa possibile componente i ricercatori hanno considerato 4242 adolescenti che al momento
dell'inizio dello studio, nel 1995, non erano depressi. Fra i media considerati vi erano
televisione, videocassette, giochi al computer, radio e DVD e Internet. La media di
esposizione risultante era di 5,58 ore al giorno, di cui 2,3 di televisione, 0,62 di
videocassette, 0,41 di videogame e 2,34 di
radio. Sette anni
dopo, fra i partecipanti (che avevano raggiunto un'età media di 21,8 anni) è stata
riscontrata una prevalenza di depressione del 7,4 per cento. "Una
volta ponderato, il modello ha mostrato un significativo aumento del rischio di sviluppare una
depressione per ogni ora in più giornaliera passata davanti alla televisione", osservano
gli autori. Peraltro, a parità di esposizione, il rischio è più elevato per i maschi che
per le femmine. All'origine
di questa correlazione, osservano gli autori, possono esserci vari fattori, ma è probabile
che vi sia in primo luogo il fatto che l'impegno con i media elettronici rimpiazzi quello
rivolto ad attività sociali, intellettuali e atletiche che possono essere protettive nei
confronti della depressione. Un secondo
studio conferma che la televisione rappresenta un rischio anche per la salute fisica: una
ricerca condotta da Daheia Barr-Anderson e collaboratori all'Università del Minnesota e
pubblicata sul "Journal of
Behavioral Nutrition and Physical Activity" ha stabilito che il livello di
esposizione alla televisione durante l'infanzia è fortemente correlata allo sviluppo di
cattive abitudini alimentari negli anni successivi. (gg)
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