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Una microturbina per l'energia eolica in vendita da B&Q
"PINZE, martello, una manciata di chiodi e una turbina
eolica". A fare un'ordinazione del genere in un negozio di ferramenta italiano si
verrebbe presi per pazzi, ma in Gran Bretagna non è così. Il crescente interesse per la
microgenerazione di elettricità ha finalmente fatto fare alle fonti rinnovabili l'atteso
balzo dal mercato di nicchia a quello della grande distribuzione.
Da qualche giorno" B&Q", una delle catene per il "fai da te" più
grandi del Regno Unito (simile all'italiana Bricofer) ha messo infatti in vendita micropale
eoliche e pannelli per il solare termico come fossero un qualsiasi articolo di ferramenta. E
anche il prezzo, seppure non esattamente alla portata di tutti, non è certo proibitivo.
Sborsando poco meno di 1.500 sterline (circa 2.200 euro) negli oltre 300 negozi a marchio
"B&Q" sparsi per il paese è possibile acquistare una microturbina in grado,
promettono i venditori, di tagliare la bolletta media di una famiglia del 30 per cento.
Nel prezzo è inclusa inoltre la consulenza burocratica e tecnica per l'installazione (oviamente
si deve abitare in un posto sufficientemente esposto al vento), il montaggio e anche
l'assistenza legale per cercare di ottenere gli incentivi statali previsti per le rinnovabili
(circa un 30% della spesa iniziale).
Le turbine, realizzate dalla ditta Windsave, sono capaci di produrre fino a un KW di energia
che l'impianto elettrico di casa inizia a "succhiare" fino ad esaurimento prima di
attaccarsi alla rete principale in caso di bisogno. Garantite dieci anni, alte due metri e
larghe 1,75, le pale sono poco invasive, anche se naturalmente il tipo di edilizia britannica,
con le caratteristiche case uni e bifamiliari, ne aiuta notevolmente la diffusione e
potrebbero presto diventare parte del normale panorama, come lo sono diventate ormai le
parabole satellitari.
Oggi in Gran Bretagna, secondo stime giornalistiche, le famiglie dotate di un impianto di
microgenerazione elettrica da fonti rinnovabili (eolico, solare, geotermico o
microidroelettrico) sono 80 mila, ma è già stata fata molta strada da quando nel novembre
scorso la stampa inglese raccontava la storia di Donnachadh McCarthy's, il primo londinese ad
aver installato sul tetto della sua casa una turbina a vento. "In questo anno - racconta
oggi il pioniere - con le mie pale ho prodotto il 20 per cento in più di energia rispetto a
quella che ho acquistato dalla rete".
Anche il leader dei Tory David Cameron, che ha fatto dell'impegno ambientalista il cavallo di
battaglia per rinnovare l'appannata immagine dei conservatori, ha annunciato l'intenzione di
piazzare un'elica e pannelli fotovoltaici per generare corrente sul tetto della sua villa
londinese. Secondo alcuni giornali come il Daily Mail il governo di Tony Blair starebbe persino pensando di rendere le microturbine
eoliche obbligatorie sui tetti di tutte le case.
"Il punto di svolta nella diffusione delle energie rinnovabili è stato finalmente
toccato", ha annunciato pochi giorni fa Cristopher Flavin, il presidente della
prestigiosa istituzione ambientalista americana World Watch Institute. "Rimane ancora
moltissimo da fare - ha spiegato Flavin - ma credo che un giorno, guardando indietro agli anni
2005, 2006 e 2007 diremo: 'Ecco, quello è stato il momento'".
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