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Tra i primi a dirlo, nel 1500, fu il medico-filosofo Girolamo Mercuriale: la
ginnastica, sosteneva nel suo De arte gymnastica, è
fondamentale per preservare la salute e guarire dalle malattie. Da allora, la scienza lo ha
provato senza ombra di dubbio: con l’esercizio fisico ed una dieta adeguata, confermano i
dati pubblicati recentemente sulla rivista Science,
si possono evitare il 70 per cento dei casi di tumore del colon, il 70 per cento di ictus
cerebrali, l’80 per cento di infarti e il 90 per cento di casi di diabete dell’adulto. Ma
secondo i più recenti sondaggi gli italiani sono pigri: il 41 per cento della popolazione non
muove un dito e toccherà a medici di famiglia, pediatri, geriatri «prescrivere» un po’ di
ginnastica.
MENO MALATTIE E TAGLIO DEI COSTI PER IL SSN - Numerosi studi
hanno dimostrato che l'attività fisica previene le malattie cardiovascolari, tumorali,
metaboliche, abbassa colesterolo e pressione e recupera la non autosufficienza dell’anziano.
Il tutto con un forte risparmio: un precedente progetto condotto a Perugia su 200 pazienti
diabetici, ad esempio, ha dimostrato che una costante attività fisica nell'arco di due anni
porta ad una riduzione di 660 euro a malato in spesa per farmaci. Altri studi, invece, hanno
fornito le prove dell’utilità dello sport come strategia difensiva contro i tumori: nella
prevenzione del cancro del seno e del retto, ad esempio, il 30 per cento è dovuto alla buona
attività fisica.
Insomma, sarebbe buona regola fare almeno mezz’ora al giorno di esercizio, alternando lo
sport alla semplice attività motoria come passeggiare o salire le scale, con l’obiettivo di
mantenere un giusto peso corporeo (anche una scorretta alimentazione e l’obesità sono in
relazione diretta con l’aumentata mortalità per alcune neoplasie quali colon, mammella,
utero, prostata). L'attività fisica, infine, si è rivelata fondamentale per aiutare i
pazienti oncologici a ritrovare il benessere psico-fisico dopo le cure.
LO SPORT COME FARMACO - È partendo da queste acquisizioni
scientifiche, la cui conseguenza diretta è anche un risparmio in termini economici per il
Sistema sanitario nazionale, che l’Azienda
Usl di Ferrara, in collaborazione con
la Regione Emilia
Romagna e l’Università di Ferrara, ha dato il via al progetto L’esercizio fisico come
farmaco - il movimento come strumento di prevenzione e cura. Di che si tratta? In pratica,
11mila pazienti a rischio individuati nella popolazione sedentaria (7.500 diabetici, 2.500
ipertesi, 1.000 anziani fragili) si vedranno consegnare dal proprio medico di base un
contapassi e la prescrizione di un medicinale inedito: attività motoria personalizzata. I
medici, che riceveranno un incentivo per la realizzazione del progetto, monitoneranno i
pazienti ogni due mesi e fra un anno saranno valutati i primi risultati dell’iniziativa. Si
tratta, ha spiegato il direttore generale della Usl di Ferrara Fosco Foglietta, di un «progetto
sperimentale, unico in Italia, per la cura di diabete e ipertensione con l’attività fisica».
I BENEFICI ATTESI - Il progetto coinvolgerà 300 medici di
famiglia e 11mila persone a rischio con l’obiettivo, appunto, di migliorare i parametri di
salute ed arrivare ad una considerevole diminuzione del numero dei farmaci assunti da tali
pazienti. Il tutto, ha detto Foglietta, «prevedendo un forte risparmio sulla spesa
farmaceutica». I benefici attesi per gli «arruolati del nuovo stile di vita», infatti, se
manterranno per un anno il programma di attività motoria, sono: riduzione del peso, della
pressione, della frequenza cardiaca e del colesterolo. Nei diabetici è attesa la riduzione
della glicemia di base. Per tutti i partecipanti allo studio si punta poi ad una progressiva
riduzione del rischio di contrarre malattie da inattività e cardiovascolari. A favore dello
sport come medicina si è espresso anche il sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio, che
ha definito quello di Ferrara come un modello da applicare anche ad altre regioni, annunciando
anche che si sta valutando la possibilità di includere l’attività fisica come farmaco di
prevenzione gratuito nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), per quelle categorie che ne
possono beneficiare, che possono includere giovani, pazienti con patologie cardiovascolari e
diabete o con problemi di salute mentale.
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