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"Lo sport come un farmaco, prescritto dai medici"  
  L’attività fisica aiuta a prevenire tumori, infarti, ictus e diabete. Il sottosegretario alla salute Fazio propone 
d’includerlo gratis nei Lea.
Al via a Ferrara un progetto di Usl, Regione e Università su 11mila pazienti.

 tratto da www.corriere.it del 26 novembre 2008 di V.M.

Tra i primi a dirlo, nel 1500, fu il medico-filosofo Girolamo Mercuriale: la ginnastica, sosteneva nel suo De arte gymnastica, è fondamentale per preservare la salute e guarire dalle malattie. Da allora, la scienza lo ha provato senza ombra di dubbio: con l’esercizio fisico ed una dieta adeguata, confermano i dati pubblicati recentemente sulla rivista Science, si possono evitare il 70 per cento dei casi di tumore del colon, il 70 per cento di ictus cerebrali, l’80 per cento di infarti e il 90 per cento di casi di diabete dell’adulto. Ma secondo i più recenti sondaggi gli italiani sono pigri: il 41 per cento della popolazione non muove un dito e toccherà a medici di famiglia, pediatri, geriatri «prescrivere» un po’ di ginnastica.

MENO MALATTIE E TAGLIO DEI COSTI PER IL SSN - Numerosi studi hanno dimostrato che l'attività fisica previene le malattie cardiovascolari, tumorali, metaboliche, abbassa colesterolo e pressione e recupera la non autosufficienza dell’anziano. Il tutto con un forte risparmio: un precedente progetto condotto a Perugia su 200 pazienti diabetici, ad esempio, ha dimostrato che una costante attività fisica nell'arco di due anni porta ad una riduzione di 660 euro a malato in spesa per farmaci. Altri studi, invece, hanno fornito le prove dell’utilità dello sport come strategia difensiva contro i tumori: nella prevenzione del cancro del seno e del retto, ad esempio, il 30 per cento è dovuto alla buona attività fisica.
Insomma, sarebbe buona regola fare almeno mezz’ora al giorno di esercizio, alternando lo sport alla semplice attività motoria come passeggiare o salire le scale, con l’obiettivo di mantenere un giusto peso corporeo (anche una scorretta alimentazione e l’obesità sono in relazione diretta con l’aumentata mortalità per alcune neoplasie quali colon, mammella, utero, prostata). L'attività fisica, infine, si è rivelata fondamentale per aiutare i pazienti oncologici a ritrovare il benessere psico-fisico dopo le cure.

LO SPORT COME FARMACO - È partendo da queste acquisizioni scientifiche, la cui conseguenza diretta è anche un risparmio in termini economici per il Sistema sanitario nazionale, che l’Azienda Usl di Ferrara, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e l’Università di Ferrara, ha dato il via al progetto L’esercizio fisico come farmaco - il movimento come strumento di prevenzione e cura. Di che si tratta? In pratica, 11mila pazienti a rischio individuati nella popolazione sedentaria (7.500 diabetici, 2.500 ipertesi, 1.000 anziani fragili) si vedranno consegnare dal proprio medico di base un contapassi e la prescrizione di un medicinale inedito: attività motoria personalizzata. I medici, che riceveranno un incentivo per la realizzazione del progetto, monitoneranno i pazienti ogni due mesi e fra un anno saranno valutati i primi risultati dell’iniziativa. Si tratta, ha spiegato il direttore generale della Usl di Ferrara Fosco Foglietta, di un «progetto sperimentale, unico in Italia, per la cura di diabete e ipertensione con l’attività fisica».

I BENEFICI ATTESI - Il progetto coinvolgerà 300 medici di famiglia e 11mila persone a rischio con l’obiettivo, appunto, di migliorare i parametri di salute ed arrivare ad una considerevole diminuzione del numero dei farmaci assunti da tali pazienti. Il tutto, ha detto Foglietta, «prevedendo un forte risparmio sulla spesa farmaceutica». I benefici attesi per gli «arruolati del nuovo stile di vita», infatti, se manterranno per un anno il programma di attività motoria, sono: riduzione del peso, della pressione, della frequenza cardiaca e del colesterolo. Nei diabetici è attesa la riduzione della glicemia di base. Per tutti i partecipanti allo studio si punta poi ad una progressiva riduzione del rischio di contrarre malattie da inattività e cardiovascolari. A favore dello sport come medicina si è espresso anche il sottosegretario alla salute Ferruccio Fazio, che ha definito quello di Ferrara come un modello da applicare anche ad altre regioni, annunciando anche che si sta valutando la possibilità di includere l’attività fisica come farmaco di prevenzione gratuito nei Livelli essenziali di assistenza (Lea), per quelle categorie che ne possono beneficiare, che possono includere giovani, pazienti con patologie cardiovascolari e diabete o con problemi di salute mentale.