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SYDNEY – Basta una sola lampada solare nella vita e il rischio
di melanoma della pelle aumenta del 22 per cento: è quanto sostiene uno studio allarmante
dell’Australian
Radiation Protection and Nuclear Safety Agency. Cedere alla tentazione di avere
una pelle dorata anche nei grigi mesi invernali può costare la vita insomma secondo le
preoccupanti statistiche dei ricercatori australiani e in generale se si fa uso continuativo
di lampade artificiali il rischio coinvolge il 98 per cento degli under 35 che frequentano i
centri solari.
LE STATISTICHE - Secondo Louisa Gordon, del Queensland Institute of
Medical Research (QIMR), ogni anno in Australia sono diagnosticati 9.500 melanomi, che in
1.100 casi portano alla morte. Dai 12 ai 62 casi di questi decessi, secondo gli esperti, sono
attribuibili all’utilizzo di apparecchi artificiali e il solarium è tra i primi indagati.
Dunque basterebbero norme più restrittive, soprattutto per quanto riguarda i minori, e un
provvedimento necessario, secondo Louisa Gordon dovrebbe essere proprio il divieto di
abbronzatura artificiale per i ragazzini sotto i diciotto anni. Del resto già in molti paesi
le sedute abbronzanti sono vietate ai minori e l’organizzazione Mondiale per
la Sanità
ha chiesto di estendere il divieto anche ad altri paesi, incoraggiata da una classe medica che
da tempo auspica una legislazione più protettiva in merito.
RADIAZIONI PERICOLOSE - Stando ai dati diffusi dall'Istituto Superiore
di Sanità, solo in Italia sarebbero 4 o 5 mila gli individui a essere colpiti ogni anno da
melanoma e centomila i nuovi casi di basaliomi e spinaliomi (meno gravi ma pur sempre forme
tumorali). Le cause di tali incrementi sarebbero da imputare proprio alla mania dilagante
dell’abbronzatura artificiale, poiché i raggi UV artificiali sono molto più potenti di
quelli solari e ne moltiplicano di conseguenza gli effetti nocivi.
IL PARERE DEGLI ESPERTI – I dermatologi confermano un generico danno
portato dall’abuso di lampade artificiali, ma sulle stime australiane invitano alla cautela.
Per la professoressa Riccarda Serri, specialista in dermatologia dell’Università di Milano,
i dati dei ricercatori dell’Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency sono
comunque troppo allarmanti: «A parte che nel dibattito non si tiene conto di tutti coloro che
per varie patologie (prurito, vitiligine, psoriasi, ecc) devono sottoporsi a elioterapie,
facendo uso di lampade abbronzanti, va anche detto che l’aumento galoppante dei melanomi di
cui si parla è in parte imputabile al fatto che si tratta di un tumore molto più
diagnosticato al giorno d’oggi, grazie a un controllo più vigile sui nei». Se bastasse una
lampada nella vita, secondo la professoressa Serri, sarebbe una catastrofe e il dato
australiano appare decisamente forzato, anche perché la causa maggiore dei melanomi continua
a essere riconducibile a una predisposizione genetica. Diverso invece il fatto che esistano
ancora molti centri che propongono lampade assolutamente non controllate. Come sempre il buon
senso aiuta: dosare le lampade e scegliere quelle che emettono uno spettro simile a quello del
sole sono indubbiamente due buone regole».
LAMPADE UV UN PERICOLO SOLO PER
LA PELLE
?
tratto da http://www.hcmagazine.it/
del 29 novembre 2007
Davvero le lampade abbronzanti possono mettere in
pericolo la nostra vita? L''allarme lanciato dal prof. Monti. Secondo gli esperti le
abbronzature artificiali sottopongono non solo l’epidermide ma anche il metabolismo ad uno
stress, quasi impercettibile per una persona perfettamente sana. Non così, invece, per chi
soffre di una malattia importante. A tutt’oggi, però, nessun centro estetico richiede un
certificato medico prima di sottoporre un cliente ad un trattamento abbronzante.
Spiega il prof. Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia di
Humanitas e docente di Dermatologia all''Università degli Studi di Milano, responsabile
dell’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas e docente di Dermatologia
all''Università degli Studi di Milano: “Le lampade abbronzanti, sempre più potenti,
possono essere estremamente dannose per la pelle, soprattutto se se ne abusa.
Da molto tempo sono disponibili dati clinici che dimostrano come i raggi UV delle lampade
abbronzanti aumentino la probabilità dell’insorgenza di carcinomi cutanei. Ma non è solo
questo, soggetti che soffrono di malattie autoimmuni come l’eritematode, ricevono danni
enormi dall’esposizione alle lampade. Infine molti farmaci, compresa la pillola
anticoncezionale, e alcuni cosmetici potenziano l’azione di danneggiamento dei raggi UV.
Purtroppo la scalata della potenza della lampada per ottenere una abbronzatura veloce o
addirittura l’effetto ‘bruciato’ che va di moda tra i giovani espone a rischi fino a
oggi non conosciuti. L’energia UV che penetra attraverso la pelle è così forte da
provocare la sintesi di nuovi composti - si chiama fotosintesi - prima non presenti e questo
si traduce in un rischio di reazione allergica fino allo shock anafilattico con pericolo di
vita. Anche per questo la classe medica auspica da tempo una legislazione chi protegga meglio
che vuole recarsi ai centri d’abbronzatura”.
Di Monica Florianello
Info: www.humanitasalute.it
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