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"Solarium sotto accusa per il melanoma"  
 Pericoli dell'abbronzatura artificiale. Uno studio australiano produce dati molto 
allarmanti sul rischio. Gli esperti "Valutare con prudenza i dati"

tratto da www.corriere.it del 14 gennaio 2008 a firma di Emanuela Di Pasqua

SYDNEY – Basta una sola lampada solare nella vita e il rischio di melanoma della pelle aumenta del 22 per cento: è quanto sostiene uno studio allarmante dell’Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency. Cedere alla tentazione di avere una pelle dorata anche nei grigi mesi invernali può costare la vita insomma secondo le preoccupanti statistiche dei ricercatori australiani e in generale se si fa uso continuativo di lampade artificiali il rischio coinvolge il 98 per cento degli under 35 che frequentano i centri solari.

LE STATISTICHE - Secondo Louisa Gordon, del Queensland Institute of Medical Research (QIMR), ogni anno in Australia sono diagnosticati 9.500 melanomi, che in 1.100 casi portano alla morte. Dai 12 ai 62 casi di questi decessi, secondo gli esperti, sono attribuibili all’utilizzo di apparecchi artificiali e il solarium è tra i primi indagati. Dunque basterebbero norme più restrittive, soprattutto per quanto riguarda i minori, e un provvedimento necessario, secondo Louisa Gordon dovrebbe essere proprio il divieto di abbronzatura artificiale per i ragazzini sotto i diciotto anni. Del resto già in molti paesi le sedute abbronzanti sono vietate ai minori e l’organizzazione Mondiale per la Sanità ha chiesto di estendere il divieto anche ad altri paesi, incoraggiata da una classe medica che da tempo auspica una legislazione più protettiva in merito.

RADIAZIONI PERICOLOSE - Stando ai dati diffusi dall'Istituto Superiore di Sanità, solo in Italia sarebbero 4 o 5 mila gli individui a essere colpiti ogni anno da melanoma e centomila i nuovi casi di basaliomi e spinaliomi (meno gravi ma pur sempre forme tumorali). Le cause di tali incrementi sarebbero da imputare proprio alla mania dilagante dell’abbronzatura artificiale, poiché i raggi UV artificiali sono molto più potenti di quelli solari e ne moltiplicano di conseguenza gli effetti nocivi.

IL PARERE DEGLI ESPERTI – I dermatologi confermano un generico danno portato dall’abuso di lampade artificiali, ma sulle stime australiane invitano alla cautela. Per la professoressa Riccarda Serri, specialista in dermatologia dell’Università di Milano, i dati dei ricercatori dell’Australian Radiation Protection and Nuclear Safety Agency sono comunque troppo allarmanti: «A parte che nel dibattito non si tiene conto di tutti coloro che per varie patologie (prurito, vitiligine, psoriasi, ecc) devono sottoporsi a elioterapie, facendo uso di lampade abbronzanti, va anche detto che l’aumento galoppante dei melanomi di cui si parla è in parte imputabile al fatto che si tratta di un tumore molto più diagnosticato al giorno d’oggi, grazie a un controllo più vigile sui nei». Se bastasse una lampada nella vita, secondo la professoressa Serri, sarebbe una catastrofe e il dato australiano appare decisamente forzato, anche perché la causa maggiore dei melanomi continua a essere riconducibile a una predisposizione genetica. Diverso invece il fatto che esistano ancora molti centri che propongono lampade assolutamente non controllate. Come sempre il buon senso aiuta: dosare le lampade e scegliere quelle che emettono uno spettro simile a quello del sole sono indubbiamente due buone regole».


LAMPADE UV UN PERICOLO SOLO PER LA PELLE ?
tratto da
http://www.hcmagazine.it/ del 29 novembre 2007

Davvero le lampade abbronzanti possono mettere in pericolo la nostra vita? L''allarme lanciato dal prof. Monti. Secondo gli esperti le abbronzature artificiali sottopongono non solo l’epidermide ma anche il metabolismo ad uno stress, quasi impercettibile per una persona perfettamente sana. Non così, invece, per chi soffre di una malattia importante. A tutt’oggi, però, nessun centro estetico richiede un certificato medico prima di sottoporre un cliente ad un trattamento abbronzante.

Spiega il prof. Marcello Monti, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas e docente di Dermatologia all''Università degli Studi di Milano, responsabile dell’Unità Operativa di Dermatologia di Humanitas e docente di Dermatologia all''Università degli Studi di Milano: “Le lampade abbronzanti, sempre più potenti, possono essere estremamente dannose per la pelle, soprattutto se se ne abusa.
Da molto tempo sono disponibili dati clinici che dimostrano come i raggi UV delle lampade abbronzanti aumentino la probabilità dell’insorgenza di carcinomi cutanei. Ma non è solo questo, soggetti che soffrono di malattie autoimmuni come l’eritematode, ricevono danni enormi dall’esposizione alle lampade. Infine molti farmaci, compresa la pillola anticoncezionale, e alcuni cosmetici potenziano l’azione di danneggiamento dei raggi UV.

Purtroppo la scalata della potenza della lampada per ottenere una abbronzatura veloce o addirittura l’effetto ‘bruciato’ che va di moda tra i giovani espone a rischi fino a oggi non conosciuti. L’energia UV che penetra attraverso la pelle è così forte da provocare la sintesi di nuovi composti - si chiama fotosintesi - prima non presenti e questo si traduce in un rischio di reazione allergica fino allo shock anafilattico con pericolo di vita. Anche per questo la classe medica auspica da tempo una legislazione chi protegga meglio che vuole recarsi ai centri d’abbronzatura”.

Di Monica Florianello
Info: www.humanitasalute.it