|
Le
disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni, rientrano
all'interno di un offensiva che mira a soffocare la rete come strumento di libera
informazione. È il giudizio del network "Diritto alla Rete" che ha indetto un
cyberazione per il 14 luglio contro il decreto ammazza-internet.
Gli ultimi mesi sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative
legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma
collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà
della politica di soffocare ogni giorno di più
la Rete
come strumento di diffusione e di condivisione libera dell’informazione e del sapere.
Il cosiddetto "obbligo di rettifica"
imposto al gestore di qualsiasi sito informatico appare chiaramente come un pretesto, un
alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di
gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il
decreto una nuova legge ammazza-internet.
Rispetto ai tentativi precedenti questo è perfino più insidioso e furbesco, perché anziché
censurare direttamente i siti e i blog li mette in condizione di non pubblicare più o di
pubblicare molto meno, con una norma che si nasconde dietro una falsa apparenza di
responsabilizzazione ma che in realtà ha lo scopo di rendere la vita impossibile a blogger e
utenti di siti di condivisione.
I
blogger sono già oggi del tutto responsabili,
in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun
bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi
non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano.
La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le
radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell’uomo e
del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e
la democrazia.
Con
il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande
giornale al più piccolo blog.
Per questo chiediamo ai blog e ai siti italiani di fare una giornata di silenzio, con un logo
che ne spiega le ragioni, nel giorno in cui anche i giornali e le tv tacciono. E' un segnale
di tutti quelli che fanno comunicazione che, insieme, dicono al potere: "Non vogliamo
farci imbavagliare".
Invitiamo quindi tutti i cittadini che hanno un blog o un sito a pubblicare il 14 luglio
prossimo questo logo e a tenerlo esposto per l’intera giornata, con un link a questo
manifesto.
Non si tratta di difendere la stampa, la tv, la radio, i giornalisti o
la Rete
ma di difendere con fermezza la libertà di informazione e con questa il futuro della nostra
democrazia.
Alessandro
Gilioli
Guido
Scorza
Enzo
Di Frenna
Per
ulteriori informazioni:
http://dirittoallarete.ning.com/
|