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Ospito questo simpatico reportage di un collega
TORINO (OSPEDALE MOLINETTE)
Preoccupa il numero crescente di infermieri vittime del contagio. Nuovi casi si sono
verificati anche fra le ostetriche ed i fisioterapisti, ma pare che un’alta percentuale di
tutti i professionisti del settore sanitario e sociale siano rimasti colpiti. Il fenomeno
sembrava inizialmente riguardare solo singoli individui isolati, ma di giorno in giorno
vengono segnalati nuovi focolai, in particolare nella zona di Torino, e notizie analoghe
giungono anche da altre parti d’Italia dove risultano colpite varie strutture
socio-sanitarie ed anche altre figure professionali, dai medici agli impiegati amministrativi
ed ai tecnici di laboratorio Le autorità sanitarie sembrano impreparate a gestire la
situazione ed al momento si trincerano dietro un imbarazzato silenzio senza rilasciare
dichiarazioni in merito.
Ci siamo quindi recati alle Molinette, uno dei poli ospedalieri più grandi d’Italia e
d’Europa, per “tastare il polso” della situazione intervistando utenti e dipendenti, ma
abbiamo raccolto pareri contrastanti.
Elvira, infermiera: “Si, è proprio così, ne parlavamo poco fa con le colleghe. Da quando
ho seguito il corso di Shiatsu ed AutoShiatsu al Collegio Ipasvi riesco a rilassarmi di più
ed ho capito l’importanza di piccole cose come tenere la mano del paziente prima
dell’intervento.”
Serafino, tecnico di radiologia: “Sono d’accordo. Conosco lo Shiatsu e mi aiuta anche
nella mia professione. A volte basta un leggero contatto fisico: appoggiando semplicemente una
mano sulla spalla del paziente la persona si tranquillizza ed anche la lastra toracica viene
meglio.”
Spartaco, ortopedico: “Io sono della vecchia guardia. Per me sono tutte stupidaggini. E poi
non c’è nessuna prova scientifica che funzioni.”
Pericle, pediatra: “Ormai da diversi anni lo Shiatsu viene praticato ai neonati prematuri
nei reparti più avanzati di Terapia Intensiva Neonatale. Certo non può sostituire le
terapie, ma è fondamentale per il benessere dei bambini. Tutti i genitori dovrebbero imparare
a praticare lo Shiatsu ai loro figli: ci sono alcune tecniche molto semplici, ma importanti
per sviluppare la relazione affettiva genitore-figlio.”
Osvalda, ostetrica: “E’ uscito un bel libro sullo Shiatsu in gravidanza. Con le colleghe
vogliamo organizzare un corso: so che in altre città l’hanno già fatto. E poi tutte le
mamme dovrebbero impararlo per il loro bambino.”
Magda, maestra: “Sono qui per visitare un parente. Lo Shiatsu? Me ne ha parlato una collega
entusiasta: grazie ad una consulente qualificata hanno realizzato un progetto in classe per
insegnare ai bambini i rudimenti dello Shiatsu. I bambini hanno risposto molto bene ed hanno
capito l’importanza della comunicazione non verbale, dell’ascolto, di essere delicati e
rispettosi con gli altri. L’anno prossimo lo voglio proporre nella mia classe.”
Antenore, pensionato: “Sciasciu? Ma parli come mangi! No guardi, non mi interessa.”
Elpidia, pensionata: “Antenore, smettila! Lo scusi, ma prende tutte quelle medicine per lo
stomaco. Che poi gli brucia lo stesso e lui è sempre arrabbiato. Il dottore dice che è
psicosomatico. Io gli dico sempre di provare lo Shiatsu. Mia sorella va tutte le settimane e
si trova benissimo. Ma lui è un testone e non mi ascolta mai…”
Erminia, educatrice: “Scusi i miei genitori, li sto accompagnando per degli esami, fanno
sempre così, ma si vogliono bene. Io lavoro come educatrice presso un centro diurno per
disabili psichici gravi. Nella nostra struttura abbiamo iniziato un progetto personalizzato di
intervento con operatori Shiatsu qualificati ed i risultati sono molto incoraggianti.
Anch’io vorrei seguire un corso di Shiatsu per sviluppare l’attitudine alla comunicazione
non verbale.”
Odoacre, tecnico: “Mai sentito. Cos’è? Una di quelle robe che vanno di moda adesso?
Scriva piuttosto che qui siamo sotto di personale e non si riesce a coprire i turni e le
malattie. Poi vanno a buttare i soldi per quelle robe lì.”
Empedocle, epidemiologo: “Guardi, ho sentito quello che diceva la persona che ha
intervistato prima di me, ma non sono d’accordo. Dal punto di vista scientifico è ormai
accertato che il costo dello stress per le aziende è altissimo perchè causa malattie,
assenteismo e rende l’ambiente di lavoro inefficiente ed insopportabile. Lo Shiatsu e le
discipline orientali sono una valida risposta. Lo chiamiamo in gergo‘Il Fattore S’, ma io
preferisco il termine ‘Le 2 S’: o Shiatsu o Stress. O c’è uno o c’è l’altro: è
matematico!”
Ingrid, ricercatrice: “Io vengo di Austria. Noi abbiamo legge per Shi-Atsu, ya. Molto buono
per benezzere und prevenzione, ya. Tutti dice così adesso.”
Kevin, studente: “Shatzu? Sarebbe? … Tipo… una ginnastica?”
Geremia, geriatra: “Per gli anziani, per tutti gli anziani, anche se disabili e non
autosufficienti, lo Shiatsu è un vero toccasana, una ricarica di energia ed un momento di
profondo relax. Certo, molti di loro non sanno proprio di cosa si tratti, ma dopo averlo
provato stanno meglio e non vogliono più smettere. Lavoro anche presso una RSA dove da anni i
pazienti ricevono regolarmente trattamenti Shiatsu e posso dire che anche gli anziani con
gravi patologie croniche possono trarre grande beneficio dallo Shiatsu.”
Filemone, fisioterapista: “Alcuni miei colleghi non sono d’accordo, ma io lavoro a stretto
contatto con un Operatore Shiatsu ed ho capito che facciamo cose diverse, in modi diversi, con
obiettivi diversi e con strumenti diversi. Io mi occupo di riabilitazione e lui del benessere
delle persone. Come dicono i politici? E’ una bella sinergia.” Suor Salesia, caposala:
“E’ una vera benedizione. Sono qui per un convegno. Da noi all’Hospice vengono dei bravi
Operatori Shiatsu Professionisti e non sa quanto bene fanno ai nostri ricoverati.”
Gualtiero, insegnante di Shiatsu: “Pratico ed insegno lo Shiatsu negli ospedali e nelle
strutture socio-sanitarie da una decina d’anni. Chi lavora quotidianamente a stretto
contatto con la sofferenza spesso, pur essendo molto preparato tecnicamente, non ha strumenti
e non trova risposte soddisfacenti ai suoi bisogni umani fondamentali ed a quelli dei suoi
pazienti. Un numero sempre crescente di professionisti della sanità e del sociale si pone
questo problema e cerca strumenti evolutivi. Queste persone sono speciali, sono gli alfieri
della rivoluzione umana nella sanità. Per loro concetti come ‘umanizzazione delle cure’ o
‘benessere organizzativo’ non sono degli slogan, ma un impegno ed una ricerca quotidiani
con i pazienti e con i colleghi.” Abdul, ricoverato: “Non so. A mio paese è diverso,
povero, ma tutte persone è contento. Qui sempre prendi medicina. Poi viene male di pancia.
Meglio se gente sorride. Ciao.”
La nostra impressione finale è che, ancora una volta come in altri recenti episodi, il
pericolo, malgrado gli interventi allarmistici degli esponenti delle case farmaceutiche
amplificati da certa stampa, si riveli alla prova dei fatti semplicemente inconsistente. Ci
sembra di poter invece affermare con sicurezza che i professionisti della sanità colpiti
dallo Shiatsu rappresentano un’avanguardia di persone attente al proprio benessere ed al
benessere dei pazienti, interessate a migliorare la loro capacità di comunicazione non
verbale, impegnate nell’umanizzazione delle cure e nella creazione di un ambiente di lavoro
sereno ed armonioso.
Auguriamoci che il contagio si diffonda ulteriormente!
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