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Armi
e solidarietà tengono unite Finmeccanica, la più grande industria italiana produttrice di
armi, e la Comunità di sant'Egidio, l'associazione laicale fondata da Andrea Riccardi nel
1968. Il colosso armiero infatti – rivela il settimanale dei missionari comboniani "Nigrizia"
–, è uno dei finanziatori del progetto Dream, un programma di prevenzione e cura dell'Aids
in Africa, avviato da Sant'Egidio nel 2000 [luca kocci, Adista].
Finmeccanica – si legge nel sito internet dell'azienda guidata da
Pierfrancesco Guarguaglini – "ha già reso possibile l'acquisto di un immobile per la
realizzazione di un centro Dream presso la città di Conakry, in Guinea, nonché l'inizio dei
lavori di ristrutturazione e dei corsi di formazione per gli operatori coinvolti nel
progetto". L'azienda armiera avrebbe donato alla Comunità 280mila euro fra il 2004 e il
2005 mentre, precisano i dirigenti di Sant'Egidio, nel corso del 2006 il finanziamento sarebbe
stato interrotto. Inoltre, Finmeccanica e Comunità di Sant'Egidio hanno collaborato anche
alla ricostruzione della scuola di Kamala, in Indonesia, distrutta dallo tsunami del 26
dicembre 2004.
Gli sponsor ‘ambigui' di Sant'Egidio
Ma Finmeccanica non è l'unico sponsor ‘ambiguo' del programma Dream e delle altre attività
della Comunità di Sant'Egidio che, del resto, da anni mantiene relazioni e riceve
finanziamenti da aziende dai comportamenti non del tutto irreprensibili: nel 2002, infatti, la
"Fondazione per la pace" di Sant'Egidio venne sponsorizzata dalla Nestlé
(multinazionale svizzera sottoposta da decenni a un boicottaggio internazionale per violazione
del codice internazionale di commercializzazione del latte in polvere che ha causato, seppur
indirettamente, la morte di migliaia di bambini), dalla Fincantieri (costruttrice della
portaerei militare "Cavour") e da diverse ‘banche armate', cioè quegli istituti
di credito che svolgono operazioni di riscossione di pagamenti per conto delle industrie
armiere (v. Adista n. 23/02). Ed oggi, fra gli sponsor del programma Dream, oltre a
Finmeccanica, figurano Farmindustria (la federazione delle oltre 200 aziende farmaceutiche
italiane associate a Confindustria) e le multinazionali farmaceutiche Bayer, Glaxo, Boehringer
e Merck (tutte aderenti al cartello di 39 industrie che nel 1998 avviarono una causa contro il
presidente del Sudafrica Nelson Mandela che, l'anno precedente, aveva concesso alle aziende
locali di produrre farmaci anti-Aids a basso costo aggirando così lo strapotere delle
multinazionali che commercializzavano le medicine ad altissimo prezzo),
la Microsoft
di Bill Gates e il gruppo Unicredit, la quarta ‘banca armata' italiana che nel
2005 ha
effuttuato 61 operazioni di appoggio al commercio di armi made in Italy per un valore
complessivo di 101 milioni di euro.
Le armi solidali di Finmeccanica
Se
la Comunità
di Sant'Egidio non si sente affatto in imbarazzo a promuovere iniziative di solidarietà
internazionale anche con i soldi che le vengono donati da industrie armiere e ‘banche
armate', sull'altro versante nemmeno Finmeccanica trova contraddittorio esportare in mezzo
mondo elicotteri militari e missili da guerra e, contemporaneamente, finanziare attività
umanitarie di varia natura.
"La solidarietà non ha confini", si legge nella sezione "sociale" del
sito internet di Finmeccanica, che è "la prima realtà italiana operante a livello
globale nei settori aerospazio, difesa e sicurezza" ed "uno dei principali operatori
al mondo nell'elicotteristica e nell'elettronica per la difesa, oltre ad essere leader europeo
nei servizi satellitari e spaziali", con un organico di oltre 56mila dipendenti e un
fatturato di 11,5 miliardi di euro. "Con questo principio saldamente collocato tra i
propri valori essenziali – cioè la "solidarietà senza confini", ndr –,
Finmeccanica rivolge la propria attività di charity, necessariamente declinata al plurale,
laddove le necessità si manifestano con maggiore urgenza e nitidezza – è il caso
dell'Africa devastata dall'Aids, o della ricostruzione successiva allo tsunami nel Sud Est
asiatico – così come a supporto di situazioni più ‘piccole' ma lo stesso meritevoli di
cura, attenzione, sviluppo. Le azioni che Finmeccanica produce in prima persona come azienda,
tenendo fede a un ruolo di partecipazione attiva e sensibile al sociale, poggiano spesso su un
rapporto di collaborazione e reciproca fiducia con soggetti attivi nel campo della solidarietà,
come
la Comunità
di Sant'Egidio e l'International Childcare Trust, la cui storia parla chiaro in termini di
passione e affidabilità". E infatti, oltre a Sant'Egidio, fra i beneficiari della
generosità della più grande industria armiera italiana, c'è
la Comunità
di San Patrignano di Andrea Muccioli, "Watoto Kenya" (onlus che lavora con i bambini
poveri del Kenia),
la Fondazione
"Gigi Ghirotti" e la "Ligue Nazionale contre le Cancer" (associazioni che
fanno ricerca e assistenza ai malati di cancro e alle loro famiglie).
E non solo con le sponsorizzazioni sociali Finmeccanica punta a dare di sé un'immagine di
azienda bellica attenta alla solidarietà e alla pace: da oltre un anno, infatti –
nonostante le proteste di diversi membri laici dell'ordine –, la pubblicità del gruppo
guidato da Guarguaglini compare spesso sulla rivista mensile dei francescani del Sacro
Convento di Assisi, "S. Francesco patrono d'Italia", che, fra l'altro, aderisce alla
Tavola della Pace. (luca kocci)
Tratto da
http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=29235
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