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"Lo Sconto Che Cammina"  
tratto da http://www.loscontochecammina.135.it/

Il Progetto

Il progetto SCEC nasce dalla presa di coscienza da parte di un gruppo di cittadini napoletani di un paradosso che l'attuale sistema economico ha generato nella nostra società. Il paradosso di cui parliamo è il fatto che la produzione di beni e servizi non è mai stata così abbondate ma, nonostante ciò, una parte sempre maggiore di cittadini fa sempre più fatica a soddisfare i suoi bisogni più elementari. Un'altra faccia di questo problema è il fatto che nelle nostre città ci sono decine di cose da fare per migliorare la qualità della nostra vita e migliaia di persone che sono disoccupate, che spesso per dare da vivere alle proprie famiglie sono costretti ad emigrare o, nel peggiore dei casi, a delinquere. Noi crediamo che una situazione del genere sia assurda in una società avanzata che dovrebbe avere come obiettivo il benessere collettivo.
L'associazione
ONLUS Masaniello che abbiamo fondato vuole tentare di porre rimedio a questa situazione, utilizzando uno degli strumenti più importanti del nostro sistema economico: la moneta.

La nostra idea è quella di distribuire ad un gruppo di persone il più vasto possibile un buono sconto, che abbiamo chiamato SCEC (Sconto ChE Cammina), che sia in grado di far fronte alla scarsità di moneta che l'attuale sistema economico ha creato nelle nostre società.
Con questo buono sconto vogliamo che ciascuno sia in grado di fare gli acquisti ai quali oggi è costretto a rinunciare, e mettere in moto un circolo virtuoso grazie al quale rilanciare l'economia locale per il benessere della collettività.
Per fare ciò l'Associazione Masaniello propone un patto tra commercianti e consumatori: i commercianti, accettando una percentuale dei pagamenti in SCEC, daranno modo alle persone di acquistare beni e servizi ai quali prima erano costrette a rinunciare; in questo modo i commercianti riusciranno a vendere più facilmente i loro prodotti e ad aumentare la propria clientela ma, a differenza di un normale circuito di sconti, non perderanno gli SCEC che hanno incassato, perché a loro volta potranno spenderli presso le altre attività commerciali e presso tutti quei consumatori che sceglieranno di offrire le loro capacità accettando gli SCEC.
Naturalmente ciascun iscritto può decidere liberamente la percentuale di SCEC che intende accettare, ed in qualsiasi momento sospenderne l'accettazione.

Per favorire la circolazione degli SCEC, essi hanno un periodo di validità limitato, al cui termine l'Associazione provvederà a cambiarli con una nuova emissione, trattenendone una percentuale. In questo modo, gli SCEC continueranno ad essere distribuiti a tutti gli associati e potranno ritornare velocemente ai commercianti che partecipano al circuito, ovviamente accompagnati dagli euro che portano con sé.

Perché aderire

A chi non è mai capitato di arrivare a fine mese con difficoltà? I negozi sono stracolmi di merce eppure non riusciamo ad avere abbastanza denaro da spendere per comprare anche beni di prima necessità.
E come lo risolvete, voi, questo problema della mancanza di denaro? Qualcuno di noi "tira la cinghia", riduce le spese e i già pochi momenti di svago che oggi si concede. Altri, per mantenere un tenore di vita accettabile, sono costretti ad indebitarsi nei confronti delle decine di piccole e grandi finanziarie senza scrupoli, che prestando piccole somme ai soggetti più deboli ed in difficoltà della nostra società realizzano enormi profitti, applicando tassi da usurai. Per non parlare poi di chi alla fine di tutto ciò, agli usurai più comunemente detti, vi si rivolge davvero.
Non volendo più sopportare questa situazione, ci è venuta un'idea...
Nella vita di tutti i giorni ognuno di noi si rivolge ad un amico che, nel venderci qualcosa, ci fa uno sconto: se una cosa costa 100, ce la fa pagare 80.
Bene immaginate di far parte di un gruppo di amici, nel quale ognuno vende le proprie capacità e i beni che produce, sempre con uno sconto.
Non stiamo parlando di solidarietà, anzi fin qui sembra più che altro un normale circuito di sconti. Tuttavia il circuito che abbiamo pensato di creare ha una particolarità...

Quando al nostro amico paghiamo 80 quello che altri ci farebbero pagare 100, i restanti 20, non li paghiamo in euro ma, in segno di riconoscenza, glieli rendiamo in buoni sconto. In questo modo il nostro amico che potrà rispendere a sua volta i 20 SCEC in un altro esercizio del gruppo di amici.

Ad esempio: io vendo pane, invece di farlo pagare un euro, lo faccio pagare 80 cent e quegli altri 20 cent li riceverò in "sconto che cammina" (questo è il nome che abbiamo dato a questo sconto) e quei 20 centesimi posso utilizzarli (insieme con gli euro) per comprare un cornetto dal pasticciere aderente al gruppo di amici. E lo stesso pasticciere potrà riutilizzare quei 20 centesimi per andare a comprare qualche altra cosa. E così via!
Insomma abbiamo pensato ad uno sconto che stia a braccetto con l'euro e che dia la possibilità a tutto il gruppo di amici di fare commercio, di svegliarsi la mattina e poter comprare qualche cosa per sé o per i proprio figli, con uno sconto, come se acquistasse sempre da un amico.
Ebbene, se entrate a far parte del gruppo di noi amici avrete assicurato sempre una persona che vi sorride e vi consegna quello sconto che potrete andare ad utilizzare nel circuito che si verrà a creare.
Chiunque possiede una capacità da mettere a disposizione del gruppo di amici. Quella capacità sarà pagata in parte con l'euro, e in parte con lo "Sconto ChE Cammina", sconto che potrà essere riutilizzato sempre e comunque nel gruppo di amici, un gruppo di amici allargato, ma tutti con lo stesso obiettivo, far ripartire l'economia del nostro territorio.
E voi commercianti, pensate al gruppo di amici anche come ad un bacino di utenza dove le vostre merci e i vostri servizi saranno privilegiati, viaggeranno in prima classe, mentre coloro che non vi partecipano resteranno indietro. Proprio perché voi fate parte del gruppo, a voi guarderanno le persone per fare i loro acquisti. Unendovi al circuito avrete maggiori possibilità di essere scelti per gli acquisti altrui e darete agli altri maggiori possibilità di scelta per i loro personali acquisiti! Inoltre, gli sconti che incasserete, potrete rispenderli nel circuito come un qualunque altro partecipante, oppure farne altri usi sui quali stiamo lavorando.

Già sento dire: "ok, ma sta pazziella quanto ce costa?"
E qui viene il bello: il costo dello "sconto che cammina" sarà solo un contributo di pochi euro per la stampa dei buoni e delle altre piccole spese di gestione.
Vi starete quindi chiedendo: "ma dove é il trucco? Voi che ci guadagnate? Perché lo fate?"
Questa è un'ottima domanda. E' naturale pensare che sotto ci sia chissà quale magagna. Sgombriamo il campo dai malintesi: nelle nostre "tasche" non entra un centesimo. I costi di gestione saranno trasparenti e serviranno solamente per coprire le spese. Non intendiamo raccogliere i soldi e poi scappare in qualche isola sperduta!
Vogliamo vivere in questa terra, che amiamo e rispettiamo. Vogliamo vivere tra le persone che condividono la nostra cultura, la nostra lingua e le nostre tradizioni, tra quelle persone che fanno parte del nostro stesso tessuto sociale, tra quelle persone che hanno tutta la forza per ripartire, per non obbligare noi stessi o i nostri figli a diventare una nuova generazione di emigranti, affinché in questa terra si possa lavorare e crescere come si deve.
A
bbiamo visto troppe persone che valgono non "andare al Nord", ma "scappare al Nord", ma chi non può o semplicemente non vuole, che fa? Deve morire lentamente?
Eppure abbiamo tanti "eroi" nella nostra regione! Persone che si sono battute perché amavano la terra in cui erano nate e che non volevano piegarsi davanti allo sconforto. A quelle persone abbiamo dedicato il nostro "sconto che cammina", coloro che hanno fatto grande la nostra regione nel mondo sono il nostro simbolo, a dimostrare che questo non è un posto da cui fuggire, ma un luogo dove combattere con dignità per andare avanti.
E questo non è un discorso campanilistico, è un discorso che nasce dall'esigenza di guardarci dentro, sederci attorno ad un tavolo, come si fa quando in famiglia c'è un problema, e capire dove vogliamo andare e quali sono le cose da fare per vivere in armonia. E abbiamo questa necessità perché a chiunque ci siamo rivolti non abbiamo trovato altro che poco amore verso la nostra terra e molto amore per il proprio tornaconto.
E' questa la motivazione che ci spinge a fare quello che facciamo. Se avete qualche dubbio o perplessità potete tranquillamente contattarci e sottoporci tutte le domande e le critiche che desiderate. Siamo pronti ad ogni tipo di confronto, per il bene di questa città.

Chi può aderire?

Tutti possono aderire! Artigiani, commercianti, liberi professionisti, pensionati, dipendenti pubblici, casalinghe, disoccupati, sono invitati a farlo, e ciascuno troverà la propria convenienza.
Non vi sono limiti di età, cultura, reddito e residenza. Anche se l'iniziativa nasce e si sviluppa nel territorio cittadino di Napoli, nulla vieta a chi abita nella provincia, o anche in altre parte della regione, o addirittura d'Italia, di iscriversi e partecipare al circuito. Certamente chi vive e lavora a Napoli potrà usufruire in pieno dei vantaggi che il circuito intende promuovere, ma chiunque pensa di poter partecipare attivamente sarà il benvenuto.

Per l'iscrizione abbiamo pensato a tre diverse possibilità per chi vuole avvicinarsi alla nostra iniziativa. Chi possiede un'attività commerciale che vuole promuovere, può iscriversi come commerciante: per farlo basta decidere la quantità di "sconto" che intende applicare per i soci del circuito (sconto che però non perderà perché lo riceverà in "sconto che cammina" e che quindi potrà rispendere) e inserire i dati della sua attività commerciale per vederli, nel giro di poche ore, pubblicati sul sito all'interno del database. Inoltre iscrivendosi il commerciante usufruirà anche di tutti i vantaggi elencati in seguito per i consumatori.

Chi non ha una vera e propria attività commerciale, ma ha comunque una competenza particolare che desidera offrire agli appartenenti al circuito sotto forma di lavoro, può iscriversi come privato. Ovviamente anche il privato dovrà decidere una percentuale di sconto che intende applicare per i soci del circuito e, inserendo i suoi dati personali nell'apposita pagina di iscrizione, avrà un posto nel nostro database dedicato ai privati. A ciascun privato, quando partirà il progetto, l'associazione verserà a titolo di reddito di cittadinanza una certa quota di "sconto che cammina" che insieme alla percentuale di "sconto" che riceverà quando offrirà il suo servizio all'interno del circuito, servirà ad aumentare la propria capacità di spesa.

Infine abbiamo pensato anche a tutti quei lavoratori dipendenti, ma anche ai pensionati e alle casalinghe, che non hanno tempo o pensano di non avere nessuna competenza da offrire al circuito, ma che credono nella nostra iniziativa e sono quindi disponibili a dare fiducia allo "sconto che cammina" usandolo per fare i loro acquisti e per trarne quindi gli ovvi vantaggi in termini di possibilità di spesa. A tutti voi abbiamo offriamo la possibilità di iscrivervi come semplici ma altrettanto importanti "consumatori", perché crediamo che se da una parte c'é qualcuno che lavora per offrire un bene o un servizio, la vera ricchezza si crea solo se contemporaneamente vi sono persone che di quel bene hanno bisogno, e hanno la possibilità materiale di poterlo acquistare. A tutti i consumatori l'associazione verserà periodicamente a titolo di reddito di cittadinanza una certa quantità di "sconto che cammina". Magari, per motivi di equilibrio del sistema, non sarà altissima la quota che saremo in grado di offrirvi, ma sempre meglio che niente!  


La spesa che migliora gli acquisti
di Beniamino Altezza

tratto da
http://www.ilconsapevole.it

Fare la spesa oggi assume sempre più un carattere concretamente politico, e può fare la differenza. Ogni euro che abbiamo in tasca è un voto di cui disponiamo e scegliere di spenderlo, anche per comprare generi di prima necessità, come di investirlo in banche, aziende o fondi, contribuisce a determinare il tipo di società che abbiamo in mente.
 
Anche se è un gesto quotidiano a cui non attribuiamo molta importanza, decidere se servirsi presso le grosse catene di supermercati o dai piccoli produttori ed esercenti locali, significa scegliere tra due modi alternativi di intendere il consumo e quindi la produzione.
 
La Grande Distribuzione Organizzata (GDO) ricorre a sofisticate tecniche psicologiche per indurci a consumare anche quello di cui non abbiamo bisogno; i prodotti che offre sono fatti più per essere belli e seducenti piuttosto che buoni e salutari; vengono privilegiate le coltivazioni e gli allevamenti intensivi perchè in grado di rifornire il mercato di grandi quantità a basso prezzo. Non solo, l'ampliamento dell'offerta porta a consumare merci prodotte dall'altra parte del pianeta, con costi crescenti per quel che riguarda l'inquinamento e le infrastrutture di trasporto. Il prevalere del monouso e dell'usa e getta crea quella montagna di rifiuti che non si sa come smaltire, mentre la presenza di grosse multinazionali del settore fa sì che la ricchezza prodotta si allontani dai luoghi di origine per essere convogliata verso grandi e sconosciuti azionisti.
 
E' indubbio che questo modello genera delle economie di scala che permettono di ridurre i costi unitari al cliente finale: la scelta della GDO prevale nella maggioranza dei consumatori, specie in quelli più attenti al portafoglio (sconti e promozioni, spesso civetta, non mancano mai tra le corsie del supermercato).
In questi tempi di dura crisi, poter risparmiare qualche euro sulla spesa è essenziale per chi fa fatica ad arrivare a fin del mese.
 
Ma questa scelta potrebbe aggravare la crisi o comunque estenderla a quei commercianti, artigiani e piccoli produttori che - vedendo diminuire il numero dei loro clienti - rischiano a loro volta la chiusura. C'è da chidersi allora se il cittadino comune possa fare qualcosa per contrastare questo modello imperante e standardizzante, superando le tradizionali campagne di boicottaggio.
 
Per provare a competere con la GDO sul suo stesso terreno, e per promuovere l'economia locale, a Napoli, l'associazione Masaniello ha inventato lo SCEC (lo Sconto Che Cammina), un'iniziativa che coinvolge negozianti, piccoli imprenditori, artigiani e professionisti, ma soprattutto la gente comune.
 
Come funziona? Ogni attività economica che aderisce al circuito garantisce a tutti gli altri associati uno sconto su tutti gli acquisti. Non c'è una percentuale stabilita di sconto, ma si è deciso di non poter scendere al di sotto del 10%.
 
Lo sconto è testimoniato da un buono cartaceo (che a Napoli non poteva che essere un asso di denari) che il negoziante incassa e che può essere speso da quest'ultimo presso tutti gli altri soci.
 
L'associazione emette i buoni gratuitamente e li distribuisce in parti uguali a tutti i suoi associati. L'obiettivo è di giungere ad emissioni mensili di SCEC, che costituirebbero una vera e propria integrazione al reddito dei soci.
 
Il sitema - in pratica - conviene sia al semplice associato in veste di cliente, che ha uno sconto reale sulla merce acquistata (perchè le emissioni sono gratuite, come l'iscrizione all'Associazione), sia al venditore che incassa i buoni e li può spendere a sua volta. 
 
Le spese di gestione, poi, sono coperte da donazioni volontarie che sono già sufficienti e che si presume aumenteranno, visto il successo dell'iniziativa. L'esperimento è attivo da circa sei mesi e sembra aver portato benefici concreti sia ai consumatori che ai negozianti. Sinora risultano iscritte 190 attività economiche, e piú di 1.000 consumatori; ogni iscritto poi (e ad ora sono già più di 200), può fornire altri servizi personali come doposcuola o realizzazione di pagine web, accettando pagamenti al 100% in Scec.
Ci si avvia dunque a coprire quote via via più considerevoli della spesa mensile, tenendo anche conto che l'Associazione promuove altre iniziative: come l'appena conclusa raccolta volontaria delle olive finanziata interamente in Scec e in natura - cioè in olio extravergine Vaccilento. 
 
In questi mesi la crescita dell'Associazione è stata rapidissima, spinta dal passaparola e dall'attenzione dei media locali e nazionali; guardando al futuro è immaginabile che il circuito si allarghi sempre di più, e si può pronosticare che molte filiere inizieranno a chiudersi, cioè molti processi produttivi e distributivi avranno al loro interno fornitori che aderiscono al circuito i quali a loro volta si riforniranno da altri soci, e così via.
 
Si ceerà una circolazione legale di buoni del tutto simile a quella di una vera moneta locale. Altro che lotta all'inflazione, a Napoli si sta pensando seriamente a come poter fare la spesa senza usare gli euro; e direi che in tempi di ristrettezze economiche non è un fatto di poco conto.

Chi fosse interessato può contattare l'associazione o iscriversi attraverso il sito internet www.progettoscec.com.


E spunta la banconota dei grillanti
L'idea parte da Napoli, la moneta si chiama «scéc» come nel film di Totò.

tratto da http://www.lastampa.it il 20/09/2007 a firma di Flavia Amabile

ROMA. Uno può pensarla come vuole e bollare Grillo e i suoi grillanti o grillini che dir si voglia come un simpatico gruppo di goliardi e inutili chiacchieroni, poi scopre che a Napoli da più di quattro mesi circola una moneta parallela, a Roma altrettanto e che altre stanno per essere immesse in tutt’Italia. Insomma un migliaio di persone in questo momento paga con euro ma anche con banconote alternative. A Napoli li chiamano scéc, da pronunciare trascinando le lettere perché è la partenopeizzazione del francesissimo cheque. A Roma, con meno fantasia, li chiamano buoni sconto ma il meccanismo è identico.

L’idea è nata da quattro napoletani, Aniello De Gennaro, 51 anni, Nello per gli amici, artigiano nel settore dell'impiantistica elettrica; Vittorio Di Resta, mago di t-shirt e boxer irriverenti, comunque in grado di strappare un sorriso; Luca Vannetiello, protagonista delle lotte alla discarica di Serre; Giacomo Faiella detto Alef; Fabio Filippi.

Il nome «scec» l’hanno scippato a Totò che in «Miseria e nobiltà» finge di avere soldi a volontà e annuncia: «noi adoperiamo gli scèc!». Ma la goliardia alla Totò si ferma qui perché la battuta è diventata un acronimo serissimo: sta per Sconto che cammina o Simbolo Cartaceo Econometrico. A Napoli lo usano 508 iscritti, di cui 120 privati e 95 esercizi commerciali, per un totale di 31700 banconote in circolazione, il corrispettivo di oltre 30 mila euro.

Il meccanismo è semplice. Ci si iscrive all’Associazione e si ottiene gratis una certa quantità di scec. Esistono banconote da quattro tagli: da 1 da 2 da 5 e da 10, realizzate prendendo come spunto le carte napoletane, precisamente l'asso, il due, il cinque ed il 10 del seme di denari. Gli Scec possono essere utilizzati negli esercizi commerciali che aderiscono all’iniziativa. L’elenco e altri dettagli li trovate sul sito www.progettoscec.com. A dare uno sguardo alla lista si scoprono commercianti di vario tipo (alimentari, sanitari, benessere personale e altro) ma anche elettricisti, idraulici, pittori, ottici, liberi professionisti.

Ogni esercente o professionista decide quale sconto applicare, chi va ad acquistare presentano lo scec pagherà il prezzo pieno con lo sconto. «Chi spende risparmia - spiegano i titolari del progetto - chi vende conquisterà nuovi clienti e a sua volta potrà rispendere gli Scec che accetta presso tutti gli altri associati». Un mese dopo la nascita lo scec ha avuto la benedizione ufficiale di Beppe Grillo e ora l’iniziativa si sta estendendo in tutt’Italia. A Roma c’è EcoRoma (www.ecoroma.org) già attivo con il suo circuito di negozi, artigiani e professionisti dove andare con i Buoni Spesa dell’associazione. Stanno studiando l’operazione moneta alternativa anche gruppi di Amici di Grillo di Firenze, Vicenza e Trieste. Esperimenti identici (progetto Tau e progetto Thyrus) sono presenti a Lucca e a Terni.


La moneta e il baratto: SCEC

tratto da http://lorenzoprosperi.blogspot.com il mercoledì 10 ottobre 2007

In un'epoca dove l'economia oramai viene gestita da entita' sovranazionali che operano a livello globale come in un grosso monopoli e' interessante vedere il nascere di nuovi fenomeni rivoluzionari di autogestione economica come lo SCEC.

Oramai sappiamo l'importanza della moneta negli scambi e nell'economia, e' sicuramente una mezzo efficiente ed efficace per snellire i mercati e il commercio. Col passare del tempo pero' la moneta ha dovuto sostenere il peso di generare la fiducia dei consumatori e di chi la utilizza che ne garantiscono il suo valore legale.

Nel 1945 con bretton Woods il dollaro diventò moneta chiave del nuovo sistema di cambi. Quando l’Europa cominciò a diventare più ricca cominciò a ricomprare l’oro dagli stati uniti. Nel 1968 gli USA istituirono un doppio mercato dell’oro, uno libero e uno per i governi. Nel 1971 Nixon annunciò che gli Usa avrebbero abbandonato ogni legame con l’oro. Oggi le monete nazionali sono completamente slegate all’oro.Questo ha portato in poco più di 35 anni alla più grande inflazione della storia e contemporaneamente a far salire il prezzo dell’oro. L’oro da 35 dollari all’oncia è oggi arrivato a oltre 750 dollari. Negli ultimi 7 anni il prezzo è quasi triplicato. La FED da qualche anno non comunica più la quantità di denaro circolante. Non solo quindi la parità con loro è stata abolita da decenni ma ora non sappiamo neppure quanti dollari circolano sul pianeta. Questi temi sono di estrema attualità in quanto ben riuscite a comprendere come alla estrema debolezza del dollaro corrisponda una maggiore inflazione e un prezzo per le materie prime via via più elevato (ORO IN PARTICOLARE).

Ecco perche' sappiamo bene che la carta con cui e' fabbricata la moneta non rappresenta il valore della stessa. In un'economia capitalistica del massimo profitto, dello sfruttamento intensivo delle risorse, del consumo insensato e dell'avidita' dove inevitabilmente l'inflazione continua a crescere ogni anno portandosi appresso aumento dei prezzi, della tassazione e chiaramente dell'evasione fiscale e dei reati e' quasi impossibile pensare che dal basso nascano iniziative rivoluzionarie e indipendenti di autogestione economica. In un mondo globalizzato dove l'interdipendenza delle economie nazionali e' massima e un minimo battito d'ali in america produce un uragano in cina l'iniziative dello SCEC e' a dir poco futurista. Lo «Scec», sta per Sconto che cammina, ed e' un tentativo di barcamenarsi tra la rigidità dell’euro che ha corso legale, le tassazioni altissime e l’arte di arrangiarsi, la fantasia applicata al baratto. E' un sistema monetario alternativo, o per meglio dire complementare, è fondato sull’utilizzo di una moneta popolare, lo Scec. Questo sistema si affiance all'euro perche', mentre l'euro continua ad essere utilizzato gli viene affiancato lo Scec, se un bene costa un euro lo si paga per esempio 80 centesimi e gli altri 20 centesimi vengono pagati in Scec. In questo modo si mette in circolazione un'altra moneta che puo' essere utilizzata per acquistare da un determinato paniere di beni che viene concordato dai commercianti che aderiscono al progetto. Piu' gli affiliati al progetto aumentano piu' Scec entra in circolazione e si crea quell'area fiduciaria intorno al progetto che da quasi valore legale a questa nuova moneta. Il taglio di questa moneta varia da 1 a 10 euro (di sconto) e a distanza di 5 mesi dall'avvio di questa iniziativa con 850 affiliati al progetto si sono messi in circolazione circa 36.400 Scec. Esso rappresenta in sintesi una valuta locale, in questo caso di quartiere perche' l'iniziativa e' partita dall'Associazione Masaniello a Napoli che ha voluto rispondere attivamente alla situazione assurda di abbondante produzione di beni di consumo a fronte di un debolissimo potere di acquisto dei cittadini.

Dal punto di vista macroeconomico all'apparenza si crea inflazione perche' si aumenta la moneta in circolazione e come conseguenza di cio' inevitabilmente la stessa subisce una svalutazione tale da ingenerare un aumento dei prezzi e quindi un aumento dell'inflazione. In realta' dato che lo Scec si affianca all'euro sostituendone una parte di circolante in teoria fa rimanere l'aggregato monetario pressoche' invariato. La diminuzione del prezzo dei beni e servizi dovuto al fatto che la parte pagata in euro viene scontata con lo Scec stimola e aumenta il livello di scambi di beni e servizi.

Inoltre dato che la moneta non ha corso legale ma solo fiduciario su di essa non c'e' imposizione fiscale prima di tutto. Se un cittadino riuscisse a farsi pagare il lavoro al 50% con pane, carne, frutta formaggio, abbigliamento, vacanze, cure mediche ecc ecc non verrei tassato sul 50% del mio lavoro. Quindi il mio guadagno (e dell’intera comunità che partecipa all’iniziativa) sarebbe sorpendente e non creerebbe certamente inflazione. Nel discorso entrerebbero anche alcune teorie economiche che vedono nel monopolio dell’emissione di valuta a corso legale, ora in capo all’Eurosistema, la fonte di un torto al popolo, poiché lo grava del peso del signoraggio costituito dalla differenza tra il valore nominale e il valore reale della moneta emessa. Chiaramente piu' lo Scec si diffonde e piu' il sistema centrale e locale delle entrate fiscali rischia la drastica diminuzione delle entrate.

Il dato interessante che manca pero' all'appello e' quello relativo al costo per aderire all'iniziativae e sopratutto come gli Scec vengono immessi in circolazione sul mercato.

Impatti sull'economia di questa moneta popolare potrebbe anche averne dal punto di vista dell'offerta di lavoro e forse della creazione di nuovi lavori e di iniziative che possono aumentare il benessere generale diminuendo il livello di disoccupazione ed evitando che le persone vadano a cercare lavoro altrove.

In Italia, il massimo teorico in materia è il defunto professor Giacinto Auriti, promotore, qualche anno fa, di un'iniziativa analoga allo scec nel Lazio, il progetto Simec. In seguito sono nati il Tau in Toscana, l'EcoRoma nella capitale e il Thyrus in Umbria. Inoltre le teorie di Auriti sembrano aver attecchito in una parte della destra parlamentare, tant'è vero che sono state di recente menzionate da Alessandra Mussolini in un dibattito televisivo, nonché da Teodoro Buontempo, deputato eletto nelle file di An e ora nel gruppo misto, più volte intervenuto alla camera contro il signoraggio bancario.

Peraltro, uno sguardo oltreconfine svela scenari imprevisti. Sono oltre 200 gli esperimenti di sistemi monetari alternativi contati nei cinque continenti. Il nord America presenta lo scenario più variegato. Si va dal Liberty dollar, proposto in una quarantina di versioni in altrettante città, all'Hour di Ithaca (NY), dove è stato addirittura istituito un fondo sanitario complementare in Hour in favore della comunità, ai Calgary Dollars e vai dicendo. «Il sogno è quello di restituire alle economie locali - conclude Gianfranco Florio, uno dei promotori del circuito EcoRoma - connotati effettivamente tali, senza che la ricchezza in esse generata sia di esclusiva pertinenza dei poteri forti delle grandi imprese e dei loro azionisti. Con l'EcoRoma vorremmo trasformare questa illusione in realtà».

Riferimenti:
Qui ci sono i riferimenti di chi ha parlato prima di me di questo argomento:

[1] http://mercato-libero.investireoggi.it/scec-e-baratto-ipotesi-rivoluzionario-art5-di-5-327.html#comments

[2]http://beppegrillo.meetup.com/10/messages/boards/view/viewthread?thread=3623378&listpage=60


Il progetto Arcipelago

tratto da http://www.arcipelagocalabria.it

I Buoni Locali di Solidarietà SCEC (Solidarietà ChE Cammina) nascono dall’esperienza e dallo studio di oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo, compreso il circuito WIR svizzero e il Regio tedesco.
La situazione economica, a causa dell’esasperato aumento del debito delle famiglie e delle imprese e della esagerata creazione monetaria ex nihilo, oltre al progressivo impoverimento delle economie locali a causa della globalizzazione, ha determinato la necessità di attivare un’esperienza del genere anche in Italia.
Obiettivo è quello di mantenere nel territorio la ricchezza attraverso due strumenti:

1. Il Buono Locale di Solidarietà che aumenta il potere di acquisto delle famiglie e agevola l’economia locale circolando in un territorio limitato a fianco dell’euro come percentuale di prezzo (es. 10-20%)
2. L’attuazione di progetti aziendali per rivitalizzare il settore agroalimentare http://www.progettotau.org/presentation1/ilsaporedelcuore.html , oggi a rischio di collasso e le produzioni locali e artigianali http://www.progettotau.org/presentation1/filiereinrete.html che rischiano anch’esse di scomparire. Collaborazione tra imprese, riduzione delle filiere produttive, creazione di economie di scala e gruppi di acquisto per settori merceologici per aumentare il potere contrattuale con i fornitori, sono elementi che aiuteranno il prodotto locale a competere con i prodotti di importazione in termini di prezzo e qualità.

1) Il Buono Locale è uno strumento che ha un rapporto di parità con l’euro (1:1), non è convertibile in euro, è gratuito e viene distribuito con criteri univoci e trasparenti, uguali in tutte le zone d’italia che aderiscono al progetto Arcipelago.
Il Buono Locale è una percentuale di prezzo pagata (min. 10%) sul prezzo di un bene e può essere riutilizzato dal commerciante all’interno delle imprese, professionisti, produttori ecc. che aderiscono al circuito in tutta Italia.
Il Buono Locale essendo
distribuito gratuitamente non crea debito come accade per la creazione monetaria cartacea e elettronica. Ancora al territorio tutto l’importo (anche quello pagato in euro) e circolando nel circuito locale consente di aumentare e reinvestire questa ricchezza nel territorio.
Il Buono Locale
aumenta il potere di acquisto delle famiglie per la percentuale di Buoni accettata (il pensionato con 500 euro avrà un potere si acquisto maggiorato di 100 euro nel caso la percentuale media accettata sia del 20%)

Fiscalmente il Buono Locale è assimilabile ad un abbuono http://it.wikipedia.org/wiki/Abbuono e come tale non concorre alla determinazione della base imponibile. Essendo solo una piccola percentuale del prezzo pagato in euro non si corre nemmeno il rischio di creare inflazione, poiché i Buoni acquisiscono valore insieme all’euro e non ne sono indipendenti.

Il progetto
Arcipelago prevede che ogni isola che adotta i buoni possa scambiare con le altre le eccedenze produttive e i flussi turistici, ogni isola infatti potrà pagare nella percentuale accettata con i Buoni che circolano nella propria zona (i Buoni avranno una faccia comune nazionale e una locale anche regionale). Ogni isola sarà garante nei confronti delle altre della qualità dei prodotti e dei servizi scambiati, ad esempio di un prodotto agro-alimentare o di un servizio di ristorazione e alberghiero, insomma una sorta di certificazione di qualità spontanea e veritiera.

2) Le imprese che producono beni e artigianato hanno il problema della visibilità delle proprie merci e la creazione di mercato. In questo caso la riduzione delle filiere e la razionalizzazione dei processi di produzione e vendita portano ad offrire un prezzo concorrenziale aumentato dall’utilizzo del Buono e quindi concorrerà a richiamare consumatori distogliendoli dal prodotto di importazione. L’interazione con la piccola distribuzione permetterà ai produttori locali di ottenere anche visibilità e mercato per la propria produzione. La creazione di piccoli supermercati locali dove i produttori potranno far confluire i loro spacci aziendali e dove i produttori agro-alimentari potranno vendere direttamente concorrerà a migliorare l’offerta. Nell’agro-alimentare la qualità sarà un processo naturale visto che la vendita dei prodotti avverrà nel territorio e quindi le aziende dovranno essere aperte ad essere visitate dai consumatori.
Da sottolineare anche che, se i produttori, soprattutto agricoli, ricevono una giusta remunerazione del proprio lavoro si potrà richiedere in contropartita l’emersione del lavoro nero nei campi, specialmente diffuso al sud.
Le imprese potranno beneficiare di una piattaforma on-line per i contatti diretti, la formazione di gruppi di acquisto sia per settore che per singoli prodotti, la gestione professionale di ogni aspetto che possa migliorare la logistica degli iscritti e altri servizi professionali, ma open source.
Sarà al tempo stesso il portale di accesso per gli utenti , dove troveranno tutte le possibilità di spesa dello SCEC in beni e servizi ; integrato ad esso è in corso di sperimentazione un sistema per l’ottimizzazione e l’abbattimento dei costi per le aziende di trasporto che offriranno i loro servizi in Buoni ; viste le dinamiche del prezzo del petrolio è indispensabile agire anche su questo fronte.

Dal punto di vista sociale, la distribuzione dei Buoni Locali anche agli immigrati e come abbiamo visto attraverso l’emersione dello sfruttamento, opera un’integrazione che fa scemare tensioni sociali inevitabili. Aumentando il potere di acquisto delle famiglie e dei pensionati ha la funzione di un ottimo ammortizzatore sociale.
Si possono mettere in piedi anche forme di solidarietà fornendo beni di prima necessità (ricavati dalle rimanenze dei punti vendita diretti e della piccola distribuzione del circuito, come pane, pasta ortofrutta ecc.) alle famiglie meno abbienti.
Allo stesso modo sarà facile organizzare il servizio a domicilio della spesa agli anziani soli, organizzando magari alla domenica pranzi e occasioni di ritrovo in strutture messe appositamente a disposizione dalle amministrazioni locali.

Per i malati lungodegenti e anche per quelli terminali anche sulla scorta di esperienze di altre associazioni, si sta elaborando un progetto da presentare alle Regioni per l’assistenza domiciliare.
Il progetto permetterà notevoli risparmi per la sanità pubblica e creerà posti di lavoro e ai malati darà l’opportunità di rimanere nelle loro case, con i loro cari.
Il servizio in parte sarà pagato dalla regione e parte dalle famiglie con una percentuale in Buoni.

Lo scopo e l’obiettivo dei Buoni Locali possiamo dire sia quello di far intravedere alle persone che li usano che esiste la possibilità di un altro modo di relazionarci con il prossimo, facendo anche una sana economia. Uno stimolo a non vedere l’altro come un nemico, ma come parte di una comunità armonica.
E’ un progetto fatto dalla gente per la gente e ha costi irrisori oltre ad essere semplice e pratico.

Ricapitolando, l’insieme delle misure adottabili, cioè i due piani aziendali con l’ausilio della piattaforma informatica e l’ottimizzazione dei trasporti con il collante dei Buoni, sono la risposta immediata alle necessità di qualunque impresa, persona, territorio che voglia realmente uscire da questo stallo, grazie a idee chiare e una prospettiva di medio periodo.

Attualmente sono numerose le città che stanno lavorando a questo progetto:
Torino, Milano, Bergamo, Verona, Mantova, Pordenone, Genova, Bologna, Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Arezzo, Terni, Pesaro, Roma, Napoli, Acerra, Portici, Crotone, Foggia, Taranto, Salaparuta (TP) e anche in Sardegna.
Molte di queste partiranno entro Aprile 2008, l’associazione Arcipelago è in fase di costituzione.
Le realtà attualmente già operanti sono Roma, Napoli e Portici, Salaparuta.

I buoni locali

Cosa sono:


I Buoni locali sono delle “cartonote” molto semplici e si usano insieme agli Euro. Il funzionamento è intuitivo. I Buoni (SCEC) vengono stampati dalle Associazioni locali e consegnati gratuitamente agli iscritti e alle famiglie. Questi Buoni Locali danno diritto ad una riduzione sui prezzi di listino. Arcipelago Calabria coordina questa fase.

Emissione:

Viene fatta dall’associazione senza scopo di lucro costituita ad hoc. Questi buoni danno diritto ad uno sconto medio del 20% (dal 10% fino al 30%) sui prezzi di listino, ma ogni esercente e chiunque sia in grado di offrire una prestazione o un servizio sceglie la percentuale da applicare. I buoni non sono convertibili in euro e hanno la particolarità di ancorare sul territorio, arricchendolo, anche la parte di spesa pagata in euro. Distribuiti direttamente alle famiglie del territorio, oltre che tra gli aderenti, attireranno nel circuito anche coloro che di solito fanno la spesa nella grande distribuzione o in altri paesi.

Distribuzione agli aderenti:

Come detto in precedenza i Buoni vengono distribuiti gratuitamente alle famiglie e agli iscritti. La quantità iniziale sarà di
100 Buoni locali ad iscritto, con la possibilità da parte della associazione di distribuirne quote aggiuntive per attività benemerite per il territorio (raccolta differenziata, assistenza a domicilio, ecc...) e per attività divulgative del progetto Buoni, o per donazioni nei confronti di enti locali che ne facciano richiesta o che operino in partnership con Arcipelago Calabria.

I tagli sono sei:

0,50 – 1 – 2 – 5 – 10 - 50 SCEC.


Lo Sconto Che Cammina


SCEC