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Il
Progetto
Il progetto SCEC nasce dalla presa di coscienza da parte di un gruppo di
cittadini napoletani di un paradosso che l'attuale sistema economico ha generato nella nostra
società. Il paradosso di cui parliamo è il fatto che la produzione di beni e servizi non è
mai stata così abbondate ma, nonostante ciò, una parte sempre maggiore di cittadini fa
sempre più fatica a soddisfare i suoi bisogni più elementari. Un'altra faccia di questo
problema è il fatto che nelle nostre città ci sono decine di cose da fare per migliorare la
qualità della nostra vita e migliaia di persone che sono disoccupate, che spesso per dare da
vivere alle proprie famiglie sono costretti ad emigrare o, nel peggiore dei casi, a
delinquere. Noi crediamo che una situazione del genere sia assurda in una società avanzata
che dovrebbe avere come obiettivo il benessere collettivo.
L'associazione ONLUS
Masaniello che abbiamo fondato vuole tentare di porre
rimedio a questa situazione, utilizzando uno degli strumenti più importanti del nostro
sistema economico: la moneta.
La nostra idea è quella di distribuire ad un gruppo di persone il più
vasto possibile un buono sconto, che abbiamo chiamato SCEC (Sconto ChE Cammina),
che sia in grado di far fronte alla scarsità di moneta che l'attuale sistema economico ha
creato nelle nostre società.
Con questo buono sconto vogliamo che ciascuno
sia in grado di fare gli acquisti ai quali oggi è costretto a rinunciare, e mettere in moto
un circolo virtuoso grazie al quale rilanciare l'economia locale per il benessere della
collettività.
Per fare ciò l'Associazione Masaniello
propone un patto tra commercianti e consumatori: i commercianti, accettando una percentuale
dei pagamenti in SCEC, daranno modo alle persone di acquistare beni e servizi ai quali
prima erano costrette a rinunciare; in questo modo i commercianti riusciranno a vendere più
facilmente i loro prodotti e ad aumentare la propria clientela ma, a differenza di un normale
circuito di sconti, non perderanno gli SCEC che hanno incassato, perché a loro volta
potranno spenderli presso le altre attività commerciali e presso tutti quei consumatori che
sceglieranno di offrire le loro capacità accettando gli SCEC.
Naturalmente ciascun iscritto può decidere
liberamente la percentuale di SCEC che intende accettare, ed in qualsiasi momento
sospenderne l'accettazione.
Per favorire la circolazione degli SCEC, essi hanno un periodo di
validità limitato, al cui termine l'Associazione provvederà a cambiarli con una nuova
emissione, trattenendone una percentuale. In questo modo, gli SCEC continueranno ad
essere distribuiti a tutti gli associati e potranno ritornare velocemente ai commercianti che
partecipano al circuito, ovviamente accompagnati dagli euro che portano con sé.
Perché
aderire
A chi non è mai capitato di arrivare a fine mese con difficoltà? I
negozi sono stracolmi di merce eppure non riusciamo ad avere abbastanza denaro da spendere per
comprare anche beni di prima necessità.
E come lo risolvete, voi, questo problema
della mancanza di denaro? Qualcuno di noi "tira la cinghia", riduce le spese e i già
pochi momenti di svago che oggi si concede. Altri, per mantenere un tenore di vita
accettabile, sono costretti ad indebitarsi nei confronti delle decine di piccole e grandi
finanziarie senza scrupoli, che prestando piccole somme ai soggetti più deboli ed in
difficoltà della nostra società realizzano enormi profitti, applicando tassi da usurai. Per
non parlare poi di chi alla fine di tutto ciò, agli usurai più comunemente detti, vi si
rivolge davvero.
Non volendo più sopportare questa situazione,
ci è venuta un'idea...
Nella vita di tutti i giorni ognuno di noi si
rivolge ad un amico che, nel venderci qualcosa, ci fa uno sconto: se una cosa costa 100, ce la
fa pagare 80.
Bene immaginate di far parte di un gruppo di
amici, nel quale ognuno vende le proprie capacità e i beni che produce, sempre con uno
sconto.
Non stiamo parlando di solidarietà, anzi fin
qui sembra più che altro un normale circuito di sconti. Tuttavia il circuito che abbiamo
pensato di creare ha una particolarità...
Quando al nostro amico paghiamo 80 quello che altri ci farebbero pagare 100, i restanti 20,
non li paghiamo in euro ma, in segno di riconoscenza, glieli rendiamo in buoni sconto.
In questo modo il nostro amico che potrà rispendere a sua volta i 20 SCEC in un altro
esercizio del gruppo di amici.
Ad esempio: io vendo pane, invece di farlo pagare un euro, lo faccio
pagare 80 cent e quegli altri 20 cent li riceverò in "sconto che cammina" (questo
è il nome che abbiamo dato a questo sconto) e quei 20 centesimi posso utilizzarli (insieme
con gli euro) per comprare un cornetto dal pasticciere aderente al gruppo di amici. E lo
stesso pasticciere potrà riutilizzare quei 20 centesimi per andare a comprare qualche altra
cosa. E così via!
Insomma abbiamo pensato ad uno sconto che stia
a braccetto con l'euro e che dia la possibilità a tutto il gruppo di amici di fare commercio,
di svegliarsi la mattina e poter comprare qualche cosa per sé o per i proprio figli, con uno
sconto, come se acquistasse sempre da un amico.
Ebbene, se entrate a far parte del gruppo di noi amici avrete assicurato
sempre una persona che vi sorride e vi consegna quello sconto che potrete andare ad utilizzare
nel circuito che si verrà a creare.
Chiunque possiede una capacità da mettere a disposizione del gruppo di
amici. Quella capacità sarà pagata in parte con l'euro, e in parte con lo "Sconto
ChE Cammina", sconto che potrà essere riutilizzato sempre e comunque nel gruppo di
amici, un gruppo di amici allargato, ma tutti con lo stesso obiettivo, far ripartire
l'economia del nostro territorio.
E voi commercianti, pensate al gruppo di amici anche come ad un bacino di
utenza dove le vostre merci e i vostri servizi saranno privilegiati, viaggeranno in prima
classe, mentre coloro che non vi partecipano resteranno indietro. Proprio perché voi fate
parte del gruppo, a voi guarderanno le persone per fare i loro acquisti. Unendovi al circuito
avrete maggiori possibilità di essere scelti per gli acquisti altrui e darete agli altri
maggiori possibilità di scelta per i loro personali acquisiti! Inoltre, gli sconti che
incasserete, potrete rispenderli nel circuito come un qualunque altro partecipante, oppure
farne altri usi sui quali stiamo lavorando.
Già sento dire: "ok,
ma sta pazziella quanto ce costa?"
E qui viene il bello:
il costo dello "sconto che cammina"
sarà solo un contributo di pochi euro per la stampa dei buoni e delle altre piccole spese di
gestione.
Vi starete quindi chiedendo: "ma dove é il trucco? Voi che ci guadagnate? Perché lo fate?"
Questa è un'ottima domanda. E' naturale
pensare che sotto ci sia chissà quale magagna. Sgombriamo il campo dai malintesi: nelle
nostre "tasche" non entra un centesimo. I costi di gestione saranno
trasparenti e serviranno solamente per coprire le spese. Non intendiamo raccogliere i soldi e
poi scappare in qualche isola sperduta!
Vogliamo vivere in questa terra, che amiamo e
rispettiamo. Vogliamo vivere tra le persone che condividono la nostra cultura, la nostra
lingua e le nostre tradizioni, tra quelle persone che fanno parte del nostro stesso tessuto
sociale, tra quelle persone che hanno tutta la forza per ripartire, per non obbligare noi
stessi o i nostri figli a diventare una nuova generazione di emigranti, affinché in questa
terra si possa lavorare e crescere come si deve.
Abbiamo visto troppe persone che valgono non
"andare al Nord", ma "scappare al Nord", ma chi non può o semplicemente
non vuole, che fa? Deve morire lentamente?
Eppure abbiamo tanti "eroi" nella
nostra regione! Persone che si sono battute perché amavano la terra in cui erano nate e che
non volevano piegarsi davanti allo sconforto. A quelle persone abbiamo dedicato il nostro
"sconto che cammina", coloro che hanno fatto grande la nostra regione nel mondo
sono il nostro simbolo, a dimostrare che questo non è un posto da cui fuggire, ma un luogo
dove combattere con dignità per andare avanti.
E questo non è un discorso campanilistico, è un discorso che nasce
dall'esigenza di guardarci dentro, sederci attorno ad un tavolo, come
si fa quando in famiglia c'è un problema, e capire dove vogliamo andare e quali sono
le cose da fare per vivere in armonia. E abbiamo questa necessità perché a chiunque ci siamo
rivolti non abbiamo trovato altro che poco amore verso la nostra terra e molto amore per il
proprio tornaconto.
E' questa la motivazione che ci spinge a fare
quello che facciamo. Se avete qualche dubbio o perplessità potete tranquillamente contattarci
e sottoporci tutte le domande e le critiche che desiderate. Siamo pronti
ad ogni tipo di confronto, per il bene di questa città.
Chi può
aderire?
Tutti possono aderire! Artigiani, commercianti, liberi
professionisti, pensionati, dipendenti pubblici, casalinghe, disoccupati, sono invitati a
farlo, e ciascuno troverà la propria convenienza.
Non vi sono limiti di età, cultura, reddito e
residenza. Anche se l'iniziativa nasce e si sviluppa nel territorio cittadino di Napoli, nulla
vieta a chi abita nella provincia, o anche in altre parte della regione, o addirittura
d'Italia, di iscriversi e partecipare al circuito. Certamente chi vive e lavora a Napoli potrà
usufruire in pieno dei vantaggi che il circuito intende promuovere, ma chiunque pensa di poter
partecipare attivamente sarà il benvenuto.
Per l'iscrizione abbiamo pensato a tre diverse possibilità per
chi vuole avvicinarsi alla nostra iniziativa. Chi possiede un'attività commerciale che vuole
promuovere, può iscriversi come commerciante: per farlo basta decidere la quantità di
"sconto" che intende applicare per i soci del circuito (sconto che però non perderà
perché lo riceverà in "sconto che cammina" e che quindi potrà rispendere) e
inserire i dati della sua attività commerciale per vederli, nel giro di poche ore, pubblicati
sul sito all'interno del database. Inoltre iscrivendosi il commerciante usufruirà anche di
tutti i vantaggi elencati in seguito per i consumatori.
Chi non ha una vera e propria attività commerciale, ma ha
comunque una competenza particolare che desidera offrire agli appartenenti al circuito sotto
forma di lavoro, può iscriversi come privato. Ovviamente anche il privato dovrà decidere una
percentuale di sconto che intende applicare per i soci del circuito e, inserendo i suoi dati
personali nell'apposita pagina di iscrizione, avrà un posto nel nostro database dedicato ai
privati. A ciascun privato, quando partirà il progetto, l'associazione verserà a titolo di
reddito di cittadinanza una certa quota di "sconto che cammina" che insieme alla
percentuale di "sconto" che riceverà quando offrirà il suo servizio all'interno
del circuito, servirà ad aumentare la propria capacità di spesa.
Infine abbiamo pensato anche a tutti quei lavoratori dipendenti,
ma anche ai pensionati e alle casalinghe, che non hanno tempo o pensano di non avere nessuna
competenza da offrire al circuito, ma che credono nella nostra iniziativa e sono quindi
disponibili a dare fiducia allo "sconto che cammina" usandolo per fare i loro
acquisti e per trarne quindi gli ovvi vantaggi in termini di possibilità di spesa. A tutti
voi abbiamo offriamo la possibilità di iscrivervi come semplici ma altrettanto importanti
"consumatori",
perché crediamo che se da una parte c'é qualcuno che lavora per offrire un bene o un
servizio, la vera ricchezza si crea solo se contemporaneamente vi sono persone che di quel
bene hanno bisogno, e hanno la possibilità materiale di poterlo acquistare. A tutti i
consumatori l'associazione verserà periodicamente a titolo di reddito di cittadinanza una
certa quantità di "sconto che cammina". Magari, per motivi di equilibrio del
sistema, non sarà altissima la quota che saremo in grado di offrirvi, ma sempre meglio che
niente!
La
spesa che migliora gli acquisti
di Beniamino Altezza
tratto da http://www.ilconsapevole.it
Fare la spesa oggi assume
sempre più un carattere concretamente politico, e può fare la differenza. Ogni euro che
abbiamo in tasca è un voto di cui disponiamo e scegliere di spenderlo, anche per comprare
generi di prima necessità, come di investirlo in banche, aziende o fondi, contribuisce a
determinare il tipo di società che abbiamo in mente.
Anche se è un gesto quotidiano a cui non attribuiamo molta importanza, decidere se servirsi
presso le grosse catene di supermercati
o dai piccoli produttori ed esercenti
locali, significa scegliere tra due
modi alternativi di intendere il consumo e quindi la produzione.
La Grande Distribuzione
Organizzata (GDO) ricorre a
sofisticate tecniche psicologiche per indurci a consumare anche quello di cui non abbiamo
bisogno; i prodotti che offre sono fatti più per essere belli e seducenti piuttosto che buoni
e salutari; vengono privilegiate le coltivazioni e gli allevamenti
intensivi perchè in grado di rifornire il mercato di grandi quantità a basso
prezzo. Non solo, l'ampliamento dell'offerta porta a consumare merci prodotte dall'altra parte
del pianeta, con costi crescenti per quel che riguarda l'inquinamento e le infrastrutture di
trasporto. Il prevalere del monouso e dell'usa e getta crea quella montagna di rifiuti
che non si sa come smaltire, mentre la presenza di grosse multinazionali
del settore fa sì che la ricchezza prodotta si allontani dai luoghi di origine per essere
convogliata verso grandi e sconosciuti azionisti.
E' indubbio che questo modello genera delle economie di scala che permettono di ridurre i
costi unitari al cliente finale: la scelta della
GDO prevale nella maggioranza dei consumatori, specie in quelli più attenti
al portafoglio (sconti e promozioni, spesso civetta, non mancano mai tra le corsie del
supermercato).
In questi tempi di dura crisi, poter risparmiare qualche euro sulla spesa è essenziale per
chi fa fatica ad arrivare a fin del mese.
Ma questa scelta potrebbe aggravare
la crisi o comunque estenderla a quei commercianti, artigiani e piccoli produttori che -
vedendo diminuire il numero dei loro clienti - rischiano a loro volta la chiusura. C'è
da chidersi allora se il cittadino comune possa fare qualcosa per contrastare questo
modello imperante e standardizzante, superando le tradizionali campagne di boicottaggio.
Per provare a competere con
la GDO
sul suo stesso terreno, e per promuovere l'economia
locale, a Napoli, l'associazione Masaniello
ha inventato lo SCEC (lo Sconto Che Cammina), un'iniziativa che coinvolge negozianti,
piccoli imprenditori, artigiani e professionisti, ma soprattutto la gente comune.
Come funziona? Ogni attività economica che aderisce al circuito garantisce a tutti gli altri
associati uno sconto su tutti gli
acquisti. Non c'è una percentuale stabilita di sconto, ma si è deciso di non poter scendere
al di sotto del 10%.
Lo sconto è testimoniato da un buono
cartaceo (che a Napoli non poteva che essere un asso di denari) che il negoziante incassa e
che può essere speso da quest'ultimo presso tutti gli altri soci.
L'associazione emette i buoni gratuitamente e li distribuisce in parti uguali a tutti i suoi
associati. L'obiettivo è di giungere ad emissioni mensili di SCEC,
che costituirebbero una vera e propria integrazione al reddito dei soci.
Il sitema - in pratica - conviene sia al semplice associato in veste di cliente, che ha uno
sconto reale sulla merce acquistata (perchè le emissioni sono gratuite, come l'iscrizione
all'Associazione), sia al venditore che incassa i buoni e li può spendere a sua volta.
Le spese di gestione, poi, sono coperte da donazioni volontarie che sono già sufficienti e
che si presume aumenteranno, visto il successo dell'iniziativa. L'esperimento è attivo da
circa sei mesi e sembra aver portato benefici concreti sia ai consumatori che ai negozianti.
Sinora risultano iscritte 190 attività economiche, e piú di 1.000 consumatori; ogni iscritto
poi (e ad ora sono già più di 200), può fornire altri servizi personali come doposcuola o
realizzazione di pagine web, accettando pagamenti al 100% in Scec.
Ci si avvia dunque a coprire quote via via più considerevoli della spesa mensile, tenendo
anche conto che l'Associazione promuove altre iniziative: come l'appena conclusa raccolta
volontaria delle olive finanziata interamente in Scec e in natura - cioè in olio extravergine
Vaccilento.
In questi mesi la crescita dell'Associazione è stata rapidissima, spinta dal passaparola e
dall'attenzione dei media locali e nazionali; guardando
al futuro è immaginabile che il circuito si allarghi sempre di più, e si può
pronosticare che molte filiere inizieranno a chiudersi, cioè molti processi produttivi e
distributivi avranno al loro interno fornitori che aderiscono al circuito i quali a loro volta
si riforniranno da altri soci, e così via.
Si ceerà una circolazione legale di buoni del tutto simile a quella di una vera moneta
locale. Altro che lotta all'inflazione, a Napoli si sta pensando seriamente a come poter fare
la spesa senza usare gli euro; e direi che in tempi di ristrettezze economiche non è un fatto
di poco conto.
Chi fosse interessato può contattare l'associazione o iscriversi attraverso il sito
internet www.progettoscec.com.
E
spunta la banconota dei grillanti
L'idea
parte da Napoli, la moneta si chiama «scéc» come nel film di Totò.
tratto da http://www.lastampa.it
il 20/09/2007 a firma di Flavia Amabile
ROMA.
Uno può pensarla come vuole e bollare Grillo e i suoi grillanti o grillini che dir si voglia
come un simpatico gruppo di goliardi e inutili chiacchieroni, poi scopre che a Napoli da più
di quattro mesi circola una moneta parallela, a Roma altrettanto e che altre stanno per essere
immesse in tutt’Italia. Insomma un migliaio di persone in questo momento paga con euro ma
anche con banconote alternative. A Napoli li chiamano scéc, da pronunciare trascinando le
lettere perché è la partenopeizzazione del francesissimo cheque. A Roma, con meno fantasia,
li chiamano buoni sconto ma il meccanismo è identico.
L’idea è nata da quattro napoletani, Aniello De Gennaro, 51 anni, Nello per gli amici,
artigiano nel settore dell'impiantistica elettrica; Vittorio Di Resta, mago di t-shirt e boxer
irriverenti, comunque in grado di strappare un sorriso; Luca Vannetiello, protagonista delle
lotte alla discarica di Serre; Giacomo Faiella detto Alef; Fabio Filippi.
Il nome «scec» l’hanno scippato a Totò che in «Miseria e nobiltà» finge di avere soldi
a volontà e annuncia: «noi adoperiamo gli scèc!». Ma la goliardia alla Totò si ferma qui
perché la battuta è diventata un acronimo serissimo: sta per Sconto che cammina o Simbolo
Cartaceo Econometrico. A Napoli lo usano 508 iscritti, di cui 120 privati e 95 esercizi
commerciali, per un totale di 31700 banconote in circolazione, il corrispettivo di oltre 30
mila euro.
Il meccanismo è semplice. Ci si iscrive all’Associazione e si ottiene gratis una certa
quantità di scec. Esistono banconote da quattro tagli: da 1 da 2 da 5 e da 10, realizzate
prendendo come spunto le carte napoletane, precisamente l'asso, il due, il cinque ed il 10 del
seme di denari. Gli Scec possono essere utilizzati negli esercizi commerciali che aderiscono
all’iniziativa. L’elenco e altri dettagli li trovate sul sito www.progettoscec.com. A dare
uno sguardo alla lista si scoprono commercianti di vario tipo (alimentari, sanitari, benessere
personale e altro) ma anche elettricisti, idraulici, pittori, ottici, liberi professionisti.
Ogni esercente o professionista decide quale sconto applicare, chi va ad acquistare presentano
lo scec pagherà il prezzo pieno con lo sconto. «Chi spende risparmia - spiegano i titolari
del progetto - chi vende conquisterà nuovi clienti e a sua volta potrà rispendere gli Scec
che accetta presso tutti gli altri associati». Un mese dopo la nascita lo scec ha avuto la
benedizione ufficiale di Beppe Grillo e ora l’iniziativa si sta estendendo in tutt’Italia.
A Roma c’è EcoRoma (www.ecoroma.org) già attivo con il suo circuito di negozi, artigiani e
professionisti dove andare con i Buoni Spesa dell’associazione. Stanno studiando
l’operazione moneta alternativa anche gruppi di Amici di Grillo di Firenze, Vicenza e
Trieste. Esperimenti identici (progetto Tau e progetto Thyrus) sono presenti a Lucca e a
Terni.
La
moneta e il baratto: SCEC
tratto
da http://lorenzoprosperi.blogspot.com
il mercoledì 10 ottobre 2007
In un'epoca dove
l'economia oramai viene gestita da entita' sovranazionali che operano a livello globale come
in un grosso monopoli e' interessante vedere il nascere di nuovi fenomeni rivoluzionari di
autogestione economica come lo SCEC.
Oramai
sappiamo l'importanza della moneta negli scambi e nell'economia, e' sicuramente una mezzo
efficiente ed efficace per snellire i mercati e il commercio. Col passare del tempo pero' la
moneta ha dovuto sostenere il peso di generare la fiducia dei consumatori e di chi la utilizza
che ne garantiscono il suo valore legale.
Nel 1945 con bretton Woods il dollaro diventò moneta chiave del nuovo sistema di cambi.
Quando l’Europa cominciò a diventare più ricca cominciò a ricomprare l’oro dagli stati
uniti. Nel 1968 gli USA istituirono un doppio mercato dell’oro, uno libero e uno per i
governi. Nel 1971 Nixon annunciò che gli Usa avrebbero abbandonato ogni legame con l’oro.
Oggi le monete nazionali sono completamente slegate all’oro.Questo ha portato in poco più
di 35 anni alla più grande inflazione della storia e contemporaneamente a far salire il
prezzo dell’oro. L’oro da 35 dollari all’oncia è oggi arrivato a oltre 750 dollari.
Negli ultimi 7 anni il prezzo è quasi triplicato.
La FED
da qualche anno non comunica più la quantità di denaro circolante. Non solo quindi la parità
con loro è stata abolita da decenni ma ora non sappiamo neppure quanti dollari circolano sul
pianeta. Questi temi sono di estrema attualità in quanto ben riuscite a comprendere come alla
estrema debolezza del dollaro corrisponda una maggiore inflazione e un prezzo per le materie
prime via via più elevato (ORO IN PARTICOLARE).
Ecco perche' sappiamo bene che la carta con cui e' fabbricata la moneta non rappresenta il
valore della stessa. In un'economia capitalistica del massimo profitto, dello sfruttamento
intensivo delle risorse, del consumo insensato e dell'avidita' dove inevitabilmente
l'inflazione continua a crescere ogni anno portandosi appresso aumento dei prezzi, della
tassazione e chiaramente dell'evasione fiscale e dei reati e' quasi impossibile pensare che
dal basso nascano iniziative rivoluzionarie e indipendenti di autogestione economica. In un
mondo globalizzato dove l'interdipendenza delle economie nazionali e' massima e un minimo
battito d'ali in america produce un uragano in cina l'iniziative dello SCEC e' a dir poco
futurista. Lo «Scec», sta per Sconto che cammina, ed e' un tentativo di barcamenarsi tra la
rigidità dell’euro che ha corso legale, le tassazioni altissime e l’arte di arrangiarsi,
la fantasia applicata al baratto. E' un sistema monetario alternativo, o per meglio dire
complementare, è fondato sull’utilizzo di una moneta popolare, lo Scec. Questo sistema si affiance all'euro perche',
mentre l'euro continua ad essere utilizzato gli viene affiancato lo Scec, se un bene costa un
euro lo si paga per esempio 80 centesimi e gli altri 20 centesimi vengono pagati in Scec. In
questo modo si mette in circolazione un'altra moneta che puo' essere utilizzata per acquistare
da un determinato paniere di beni che viene concordato dai commercianti che aderiscono al
progetto. Piu' gli affiliati al progetto aumentano piu' Scec entra in circolazione e si crea
quell'area fiduciaria intorno al progetto che da quasi valore legale a questa nuova moneta. Il
taglio di questa moneta varia da
1 a
10 euro (di sconto) e a distanza di 5 mesi dall'avvio di questa iniziativa con 850 affiliati
al progetto si sono messi in circolazione circa 36.400 Scec. Esso rappresenta in sintesi una
valuta locale, in questo caso di quartiere perche' l'iniziativa e' partita dall'Associazione
Masaniello a Napoli che ha voluto
rispondere attivamente alla situazione assurda di abbondante produzione di beni di consumo a
fronte di un debolissimo potere di acquisto dei cittadini.
Dal punto di vista macroeconomico all'apparenza si crea inflazione perche' si aumenta la
moneta in circolazione e come conseguenza di cio' inevitabilmente la stessa subisce una
svalutazione tale da ingenerare un aumento dei prezzi e quindi un aumento dell'inflazione. In
realta' dato che lo Scec si affianca all'euro sostituendone una parte di circolante in teoria
fa rimanere l'aggregato monetario pressoche' invariato. La diminuzione del prezzo dei beni e
servizi dovuto al fatto che la parte pagata in euro viene scontata con lo Scec stimola e
aumenta il livello di scambi di beni e servizi.
Inoltre
dato che la moneta non ha corso legale ma solo fiduciario su di essa non c'e' imposizione
fiscale prima di tutto. Se un cittadino riuscisse a farsi pagare il lavoro al 50% con pane,
carne, frutta formaggio, abbigliamento, vacanze, cure mediche ecc ecc non verrei tassato sul
50% del mio lavoro. Quindi il mio guadagno (e dell’intera comunità che partecipa
all’iniziativa) sarebbe sorpendente e non creerebbe certamente inflazione. Nel discorso
entrerebbero anche alcune teorie economiche che vedono nel monopolio dell’emissione di
valuta a corso legale, ora in capo all’Eurosistema, la fonte di un torto al popolo, poiché
lo grava del peso del signoraggio
costituito dalla differenza tra il valore nominale e il valore reale della moneta emessa.
Chiaramente piu' lo Scec si diffonde e piu' il sistema centrale e locale delle entrate fiscali
rischia la drastica diminuzione delle entrate.
Il
dato interessante che manca pero' all'appello e' quello relativo al costo per aderire all'iniziativae
e sopratutto come gli Scec vengono immessi in circolazione sul mercato.
Impatti
sull'economia di questa moneta popolare potrebbe anche averne dal punto di vista dell'offerta
di lavoro e forse della creazione di nuovi lavori e di iniziative che possono aumentare il
benessere generale diminuendo il livello di disoccupazione ed evitando che le persone vadano a
cercare lavoro altrove.
In
Italia, il massimo teorico in materia è il defunto professor Giacinto
Auriti, promotore, qualche anno fa, di un'iniziativa analoga allo scec nel
Lazio, il progetto Simec. In seguito sono nati il Tau in Toscana, l'EcoRoma nella capitale e
il Thyrus in Umbria. Inoltre le teorie di Auriti sembrano aver attecchito in una parte della
destra parlamentare, tant'è vero che sono state di recente menzionate da Alessandra Mussolini
in un dibattito televisivo, nonché da Teodoro Buontempo, deputato eletto nelle file di An e
ora nel gruppo misto, più volte intervenuto alla camera contro il signoraggio bancario.
Peraltro,
uno sguardo oltreconfine svela scenari imprevisti. Sono oltre 200 gli esperimenti di sistemi
monetari alternativi contati nei cinque continenti. Il nord America presenta lo scenario più
variegato. Si va dal Liberty dollar, proposto in una quarantina di versioni in altrettante
città, all'Hour di Ithaca (NY), dove è stato addirittura istituito un fondo sanitario
complementare in Hour in favore della comunità, ai Calgary Dollars e vai dicendo. «Il sogno
è quello di restituire alle economie locali - conclude Gianfranco Florio, uno dei promotori
del circuito EcoRoma - connotati effettivamente tali, senza che la ricchezza in esse generata
sia di esclusiva pertinenza dei poteri forti delle grandi imprese e dei loro azionisti. Con l'EcoRoma
vorremmo trasformare questa illusione in realtà».
Riferimenti:
Qui ci sono i riferimenti
di chi ha parlato prima di me di questo argomento:
[1]
http://mercato-libero.investireoggi.it/scec-e-baratto-ipotesi-rivoluzionario-art5-di-5-327.html#comments
[2]http://beppegrillo.meetup.com/10/messages/boards/view/viewthread?thread=3623378&listpage=60
Il
progetto Arcipelago
tratto da http://www.arcipelagocalabria.it
I Buoni Locali di Solidarietà SCEC (Solidarietà ChE Cammina) nascono dall’esperienza e
dallo studio di oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo,
compreso il circuito WIR svizzero e il Regio tedesco.
La situazione economica, a causa dell’esasperato aumento del debito delle famiglie e delle
imprese e della esagerata creazione monetaria ex nihilo, oltre al progressivo impoverimento
delle economie locali a causa della globalizzazione, ha determinato la necessità di attivare
un’esperienza del genere anche in Italia.
Obiettivo è quello di mantenere nel territorio la ricchezza attraverso due strumenti:
1. Il Buono Locale di Solidarietà che aumenta il potere di acquisto delle famiglie e agevola
l’economia locale circolando in un territorio limitato a fianco dell’euro come percentuale
di prezzo (es. 10-20%)
2. L’attuazione di progetti aziendali per rivitalizzare il settore agroalimentare
http://www.progettotau.org/presentation1/ilsaporedelcuore.html , oggi a rischio di collasso e
le produzioni locali e artigianali http://www.progettotau.org/presentation1/filiereinrete.html
che rischiano anch’esse di scomparire. Collaborazione tra imprese, riduzione delle filiere
produttive, creazione di economie di scala e gruppi di acquisto per settori merceologici per
aumentare il potere contrattuale con i fornitori, sono elementi che aiuteranno il prodotto
locale a competere con i prodotti di importazione in termini di prezzo e qualità.
1) Il Buono Locale è uno strumento che ha un rapporto di parità con l’euro (1:1), non è convertibile
in euro, è gratuito e viene distribuito con criteri univoci e trasparenti, uguali in tutte le
zone d’italia che aderiscono al progetto Arcipelago.
Il Buono Locale è una percentuale di prezzo pagata (min. 10%) sul prezzo di un bene e può
essere riutilizzato dal commerciante all’interno delle imprese, professionisti, produttori
ecc. che aderiscono al circuito in tutta Italia.
Il Buono Locale essendo distribuito gratuitamente non crea debito come accade per la creazione monetaria
cartacea e elettronica. Ancora al territorio tutto l’importo (anche quello pagato in euro) e
circolando nel circuito locale consente di aumentare e reinvestire questa ricchezza nel
territorio.
Il Buono Locale aumenta il potere di acquisto delle famiglie per la percentuale di Buoni accettata (il pensionato con 500 euro
avrà un potere si acquisto maggiorato di 100 euro nel caso la percentuale media accettata sia
del 20%)
Fiscalmente il Buono Locale è assimilabile ad un abbuono http://it.wikipedia.org/wiki/Abbuono
e come tale non concorre alla determinazione della base imponibile. Essendo solo una piccola
percentuale del prezzo pagato in euro non si corre nemmeno il rischio di creare inflazione,
poiché i Buoni acquisiscono valore insieme all’euro e non ne sono indipendenti.
Il progetto Arcipelago prevede che ogni isola che adotta i buoni possa scambiare con le altre le eccedenze
produttive e i flussi turistici, ogni isola infatti potrà pagare nella percentuale accettata
con i Buoni che circolano nella propria zona (i Buoni avranno una faccia comune nazionale e
una locale anche regionale). Ogni isola sarà garante nei confronti delle altre della qualità
dei prodotti e dei servizi scambiati, ad esempio di un prodotto agro-alimentare o di un
servizio di ristorazione e alberghiero, insomma una sorta di certificazione di qualità
spontanea e veritiera.
2) Le imprese che producono beni e artigianato hanno il problema della visibilità delle proprie
merci e la creazione di mercato. In questo caso la riduzione delle filiere e la
razionalizzazione dei processi di produzione e vendita portano ad offrire un prezzo
concorrenziale aumentato dall’utilizzo del Buono e quindi concorrerà a richiamare
consumatori distogliendoli dal prodotto di importazione. L’interazione con la piccola
distribuzione permetterà ai produttori locali di ottenere anche visibilità e mercato per la
propria produzione. La creazione di piccoli supermercati locali dove i produttori potranno far confluire i loro spacci aziendali e dove i produttori
agro-alimentari potranno vendere direttamente concorrerà a migliorare l’offerta.
Nell’agro-alimentare la qualità sarà un processo naturale visto che la vendita dei
prodotti avverrà nel territorio e quindi le aziende dovranno essere aperte ad essere visitate
dai consumatori.
Da sottolineare anche che, se i produttori, soprattutto agricoli, ricevono una giusta
remunerazione del proprio lavoro si potrà richiedere in contropartita l’emersione del
lavoro nero nei campi, specialmente diffuso al sud.
Le imprese potranno beneficiare di una piattaforma on-line per i contatti diretti, la
formazione di gruppi di acquisto sia per settore che per singoli prodotti, la gestione
professionale di ogni aspetto che possa migliorare la logistica degli iscritti e altri servizi
professionali, ma open source.
Sarà al tempo stesso il portale di accesso per gli utenti , dove troveranno tutte le
possibilità di spesa dello SCEC in beni e servizi ; integrato ad esso è in corso di
sperimentazione un sistema per l’ottimizzazione e l’abbattimento dei costi per le aziende
di trasporto che offriranno i loro servizi in Buoni ; viste le dinamiche del prezzo del
petrolio è indispensabile agire anche su questo fronte.
Dal punto di vista sociale, la distribuzione dei Buoni Locali anche agli immigrati e come abbiamo visto
attraverso l’emersione dello sfruttamento, opera un’integrazione che fa scemare tensioni
sociali inevitabili. Aumentando il potere di acquisto delle famiglie e dei pensionati ha la
funzione di un ottimo ammortizzatore sociale.
Si possono mettere in piedi anche forme di solidarietà fornendo beni di prima necessità
(ricavati dalle rimanenze dei punti vendita diretti e della piccola distribuzione del
circuito, come pane, pasta ortofrutta ecc.) alle famiglie meno abbienti.
Allo stesso modo sarà facile organizzare il servizio a domicilio della spesa agli anziani
soli, organizzando magari alla domenica pranzi e occasioni di ritrovo in strutture messe
appositamente a disposizione dalle amministrazioni locali.
Per i malati lungodegenti e anche per quelli terminali anche sulla scorta di esperienze di
altre associazioni, si sta elaborando un progetto da presentare alle Regioni per
l’assistenza domiciliare.
Il progetto permetterà notevoli risparmi per la sanità pubblica e creerà posti di lavoro e
ai malati darà l’opportunità di rimanere nelle loro case, con i loro cari.
Il servizio in parte sarà pagato dalla regione e parte dalle famiglie con una percentuale in
Buoni.
Lo scopo e l’obiettivo dei Buoni Locali possiamo dire sia quello di far intravedere alle
persone che li usano che esiste la possibilità di un altro modo di relazionarci con il
prossimo, facendo anche una sana economia. Uno stimolo a non vedere l’altro come un nemico,
ma come parte di una comunità armonica. E’ un progetto fatto dalla gente per la gente e ha costi irrisori oltre ad essere semplice e pratico.
Ricapitolando, l’insieme delle misure adottabili, cioè i due piani aziendali con
l’ausilio della piattaforma informatica e l’ottimizzazione dei trasporti con il collante
dei Buoni, sono la risposta immediata alle necessità di qualunque impresa, persona,
territorio che voglia realmente uscire da questo stallo, grazie a idee chiare e una
prospettiva di medio periodo.
Attualmente sono numerose le città che stanno lavorando a questo progetto:
Torino, Milano, Bergamo, Verona, Mantova, Pordenone, Genova, Bologna, Firenze, Prato, Pistoia,
Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Arezzo, Terni, Pesaro, Roma, Napoli, Acerra, Portici,
Crotone, Foggia, Taranto, Salaparuta (TP) e anche in Sardegna.
Molte di queste partiranno entro Aprile 2008, l’associazione Arcipelago è in fase di
costituzione.
Le realtà attualmente già operanti sono Roma, Napoli e Portici, Salaparuta.
I buoni locali
Cosa sono:
I Buoni locali sono delle “cartonote” molto semplici e si usano insieme agli Euro. Il
funzionamento è intuitivo. I Buoni (SCEC) vengono stampati dalle Associazioni locali e
consegnati gratuitamente agli iscritti e alle famiglie. Questi Buoni Locali danno diritto ad
una riduzione sui prezzi di listino. Arcipelago Calabria coordina questa fase.
Emissione:
Viene fatta dall’associazione senza scopo di lucro costituita ad hoc. Questi buoni danno
diritto ad uno sconto medio del 20% (dal 10% fino al 30%) sui prezzi di listino, ma ogni
esercente e chiunque sia in grado di offrire una prestazione o un servizio sceglie la
percentuale da applicare. I buoni non sono convertibili in euro e hanno la particolarità di
ancorare sul territorio, arricchendolo, anche la parte di spesa pagata in euro. Distribuiti
direttamente alle famiglie del territorio, oltre che tra gli aderenti, attireranno nel
circuito anche coloro che di solito fanno la spesa nella grande distribuzione o in altri
paesi.
Distribuzione agli aderenti:
Come detto in precedenza i Buoni vengono distribuiti gratuitamente alle famiglie e agli
iscritti. La quantità iniziale sarà di 100 Buoni locali ad iscritto, con la possibilità da parte della associazione di distribuirne
quote aggiuntive per attività benemerite per il territorio (raccolta differenziata,
assistenza a domicilio, ecc...) e per attività divulgative del progetto Buoni, o per
donazioni nei confronti di enti locali che ne facciano richiesta o che operino in partnership
con Arcipelago Calabria.
I tagli sono sei:
0,50 – 1 – 2 – 5 – 10 - 50 SCEC.
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Lo
Sconto Che Cammina
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SCEC
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