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"Scec - Solidarietà ChE Cammina"
I Buoni Locali di Solidarietà SCEC (Solidarietà ChE Cammina) nascono dall’esperienza e dallo studio di oltre 4.000 
esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo, compreso il circuito WIR svizzero e il Regio tedesco.

tratto da http://veneto.arcipelagoscec.net 

Il progetto Arcipelago

I Buoni Locali di Solidarietà SCEC (Solidarietà ChE Cammina) nascono dall’esperienza e dallo studio di oltre 4.000 esempi di monete complementari presenti in tutto il mondo, compreso il circuito WIR svizzero e il Regio tedesco.
La situazione economica, a causa dell’esasperato aumento del debito delle famiglie e delle imprese e della esagerata creazione monetaria ex nihilo, oltre al progressivo impoverimento delle economie locali a causa della globalizzazione, ha determinato la necessità di attivare un’esperienza del genere anche in Italia.
Obiettivo è quello di mantenere nel territorio la ricchezza attraverso due strumenti:

1. Il Buono Locale di Solidarietà che aumenta il potere di acquisto delle famiglie e agevola l’economia locale circolando in un territorio limitato a fianco dell’euro come percentuale di prezzo (es. 10-20%)
2. L’attuazione di progetti aziendali per rivitalizzare il settore agroalimentare http://www.progettotau.org/presentation1/ilsaporedelcuore.html , oggi a rischio di collasso e le produzioni locali e artigianali http://www.progettotau.org/presentation1/filiereinrete.html che rischiano anch’esse di scomparire. Collaborazione tra imprese, riduzione delle filiere produttive, creazione di economie di scala e gruppi di acquisto per settori merceologici per aumentare il potere contrattuale con i fornitori, sono elementi che aiuteranno il prodotto locale a competere con i prodotti di importazione in termini di prezzo e qualità.

1) Il Buono Locale è uno strumento che ha un rapporto di parità con l’euro (1:1), non è convertibile in euro, è gratuito e viene distribuito con criteri univoci e trasparenti, uguali in tutte le zone d’italia che aderiscono al progetto Arcipelago.
Il Buono Locale è una percentuale di prezzo pagata (min. 10%) sul prezzo di un bene e può essere riutilizzato dal commerciante all’interno delle imprese, professionisti, produttori ecc. che aderiscono al circuito in tutta Italia.
Il Buono Locale essendo
distribuito gratuitamente non crea debito come accade per la creazione monetaria cartacea e elettronica. Ancora al territorio tutto l’importo (anche quello pagato in euro) e circolando nel circuito locale consente di aumentare e reinvestire questa ricchezza nel territorio.
Il Buono Locale
aumenta il potere di acquisto delle famiglie per la percentuale di Buoni accettata (il pensionato con 500 euro avrà un potere si acquisto maggiorato di 100 euro nel caso la percentuale media accettata sia del 20%)

Fiscalmente il Buono Locale è assimilabile ad un abbuono http://it.wikipedia.org/wiki/Abbuono e come tale non concorre alla determinazione della base imponibile. Essendo solo una piccola percentuale del prezzo pagato in euro non si corre nemmeno il rischio di creare inflazione, poiché i Buoni acquisiscono valore insieme all’euro e non ne sono indipendenti.

Il progetto
Arcipelago prevede che ogni isola che adotta i buoni possa scambiare con le altre le eccedenze produttive e i flussi turistici, ogni isola infatti potrà pagare nella percentuale accettata con i Buoni che circolano nella propria zona (i Buoni avranno una faccia comune nazionale e una locale anche regionale). Ogni isola sarà garante nei confronti delle altre della qualità dei prodotti e dei servizi scambiati, ad esempio di un prodotto agro-alimentare o di un servizio di ristorazione e alberghiero, insomma una sorta di certificazione di qualità spontanea e veritiera.

2) Le imprese che producono beni e artigianato hanno il problema della visibilità delle proprie merci e la creazione di mercato. In questo caso la riduzione delle filiere e la razionalizzazione dei processi di produzione e vendita portano ad offrire un prezzo concorrenziale aumentato dall’utilizzo del Buono e quindi concorrerà a richiamare consumatori distogliendoli dal prodotto di importazione. L’interazione con la piccola distribuzione permetterà ai produttori locali di ottenere anche visibilità e mercato per la propria produzione. La creazione di piccoli supermercati locali dove i produttori potranno far confluire i loro spacci aziendali e dove i produttori agro-alimentari potranno vendere direttamente concorrerà a migliorare l’offerta. Nell’agro-alimentare la qualità sarà un processo naturale visto che la vendita dei prodotti avverrà nel territorio e quindi le aziende dovranno essere aperte ad essere visitate dai consumatori.
Da sottolineare anche che, se i produttori, soprattutto agricoli, ricevono una giusta remunerazione del proprio lavoro si potrà richiedere in contropartita l’emersione del lavoro nero nei campi, specialmente diffuso al sud.
Le imprese potranno beneficiare di una piattaforma on-line per i contatti diretti, la formazione di gruppi di acquisto sia per settore che per singoli prodotti, la gestione professionale di ogni aspetto che possa migliorare la logistica degli iscritti e altri servizi professionali, ma open source.
Sarà al tempo stesso il portale di accesso per gli utenti , dove troveranno tutte le possibilità di spesa dello SCEC in beni e servizi ; integrato ad esso è in corso di sperimentazione un sistema per l’ottimizzazione e l’abbattimento dei costi per le aziende di trasporto che offriranno i loro servizi in Buoni ; viste le dinamiche del prezzo del petrolio è indispensabile agire anche su questo fronte.

Dal punto di vista sociale, la distribuzione dei Buoni Locali anche agli immigrati e come abbiamo visto attraverso l’emersione dello sfruttamento, opera un’integrazione che fa scemare tensioni sociali inevitabili. Aumentando il potere di acquisto delle famiglie e dei pensionati ha la funzione di un ottimo ammortizzatore sociale.
Si possono mettere in piedi anche forme di solidarietà fornendo beni di prima necessità (ricavati dalle rimanenze dei punti vendita diretti e della piccola distribuzione del circuito, come pane, pasta ortofrutta ecc.) alle famiglie meno abbienti.
Allo stesso modo sarà facile organizzare il servizio a domicilio della spesa agli anziani soli, organizzando magari alla domenica pranzi e occasioni di ritrovo in strutture messe appositamente a disposizione dalle amministrazioni locali.

Per i malati lungodegenti e anche per quelli terminali anche sulla scorta di esperienze di altre associazioni, si sta elaborando un progetto da presentare alle Regioni per l’assistenza domiciliare.
Il progetto permetterà notevoli risparmi per la sanità pubblica e creerà posti di lavoro e ai malati darà l’opportunità di rimanere nelle loro case, con i loro cari.
Il servizio in parte sarà pagato dalla regione e parte dalle famiglie con una percentuale in Buoni.

Lo scopo e l’obiettivo dei Buoni Locali possiamo dire sia quello di far intravedere alle persone che li usano che esiste la possibilità di un altro modo di relazionarci con il prossimo, facendo anche una sana economia. Uno stimolo a non vedere l’altro come un nemico, ma come parte di una comunità armonica.
E’ un progetto fatto dalla gente per la gente e ha costi irrisori oltre ad essere semplice e pratico.

Ricapitolando, l’insieme delle misure adottabili, cioè i due piani aziendali con l’ausilio della piattaforma informatica e l’ottimizzazione dei trasporti con il collante dei Buoni, sono la risposta immediata alle necessità di qualunque impresa, persona, territorio che voglia realmente uscire da questo stallo, grazie a idee chiare e una prospettiva di medio periodo.

Attualmente sono numerose le città che stanno lavorando a questo progetto:
Torino, Milano, Bergamo, Verona, Mantova, Pordenone, Genova, Bologna, Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Viareggio, Massa Carrara, Arezzo, Terni, Pesaro, Roma, Napoli, Acerra, Portici, Crotone, Foggia, Taranto, Salaparuta (TP) e anche in Sardegna.
Molte di queste partiranno entro Aprile 2008, l’associazione Arcipelago è in fase di costituzione.
Le realtà attualmente già operanti sono Roma, Napoli e Portici, Salaparuta.

I buoni locali

Cosa sono:


I Buoni locali sono delle “cartonote” molto semplici e si usano insieme agli Euro. Il funzionamento è intuitivo. I Buoni (SCEC) vengono stampati dalle Associazioni locali e consegnati gratuitamente agli iscritti e alle famiglie. Questi Buoni Locali danno diritto ad una riduzione sui prezzi di listino. Arcipelago Calabria coordina questa fase.

Emissione:

Viene fatta dall’associazione senza scopo di lucro costituita ad hoc. Questi buoni danno diritto ad uno sconto medio del 20% (dal 10% fino al 30%) sui prezzi di listino, ma ogni esercente e chiunque sia in grado di offrire una prestazione o un servizio sceglie la percentuale da applicare. I buoni non sono convertibili in euro e hanno la particolarità di ancorare sul territorio, arricchendolo, anche la parte di spesa pagata in euro. Distribuiti direttamente alle famiglie del territorio, oltre che tra gli aderenti, attireranno nel circuito anche coloro che di solito fanno la spesa nella grande distribuzione o in altri paesi.

Distribuzione agli aderenti:

Come detto in precedenza i Buoni vengono distribuiti gratuitamente alle famiglie e agli iscritti. La quantità iniziale sarà di
100 Buoni locali ad iscritto, con la possibilità da parte della associazione di distribuirne quote aggiuntive per attività benemerite per il territorio (raccolta differenziata, assistenza a domicilio, ecc...) e per attività divulgative del progetto Buoni, o per donazioni nei confronti di enti locali che ne facciano richiesta o che operino in partnership con Arcipelago Calabria.

I tagli sono sei:

0,50 – 1 – 2 – 5 – 10 - 50 SCEC.

SCEC, cos’è?

I Buoni locali sono delle “cartonote” molto semplici e si usano insieme agli Euro. Il funzionamento è intuitivo. I Buoni (SCEC, Solidarietà ChE Cammina) vengono stampati dalle Associazioni locali e consegnati gratuitamente agli iscritti e alle famiglie. Questi Buoni Locali danno diritto ad una riduzione sui prezzi di listino. Arcipelago Veneto coordina questa fase.

Emissione:

Viene fatta dall’associazione senza scopo di lucro costituita ad hoc in cui parteciperanno tutte le associazioni di categoria coinvolte, gli Enti Locali ecc. ove questo non sia possibile ogni commerciante e imprenditore aderirà a titolo personale.Questi buoni danno diritto ad uno sconto medio del 20% (dal 10% fino al 30%) sui prezzi di listino, ma ogni esercente e chiunque sia in grado di offrire una prestazione o un servizio sceglie la percentuale da applicare. I buoni non sono convertibili in euro e hanno la particolarità di ancorare sul territorio, arricchendolo, anche la parte di spesa pagata in euro.Distribuiti direttamente alle famiglie del territorio, oltre che tra gli aderenti, attireranno nel circuito anche coloro che di solito fanno la spesa nella grande distribuzione o in altri paesi.

Distribuzione agli aderenti:

Come detto in precedenza i Buoni vengono distribuiti gratuitamente alle famiglie e agli iscritti. La quantità iniziale sarà di 100 Buoni locali ad iscritto, con la possibiltà da parte della associazione di distribuirne quote aggiuntive per attività benemerite per il territorio (raccolta differenziata, assistenza a domicilio..) e per attività divulgative del progetto Buoni, o per donazioni nei confronti di enti locali che ne facciano richiesta o che operino in partnership con Arcipelago Veneto.I  tagli sono sei: 0,50 – 1 – 2 – 5 – 10 - 50 SCEC.

Il Buono locale, distribuito gratuitamente, viene accettato per l’acquisto di beni e servizi all’interno del circuito. Sono semplici da usare e aiuteranno imprese e privati a superare questo periodo di estrema difficoltà. Utilizziamo questi metodi per ridare potere di acquisto a famiglie, piccole imprese, pensionati. Con i Buoni Locali SCEC ( la Solidarietà ChE Cammina), chiunque offra un servizio alla comunità la arricchisce, contribuendo alla fine dell’incubo della quarta settimana.

Ad esempio 100 Buoni Locali aumentano il potere di acquisto delle pensioni di 500 euro del 20%

Come vediamo nell’esempio sotto, il cliente che ha i Buoni, invece di (circa) 36 euro pagherà (circa) 29 in euro e 7 in Buoni.

In questo caso il negoziante batterà uno scontrino di 36 euro con 7 di abbuono. Il negoziante pagherà le tasse e le imposte ovviamente sui 29 euro effettivamente incassati. A questo punto il negoziante potrà riutilizzare i 7 SCEC presso ogni altro aderente al circuito, per soddisfare i suoi bisogni in termini sia di beni che di servizi.

Allo stato attuale i buoni soddisfano pienamente tutte le richieste di rivitalizzare il commercio locale, arricchire il territorio e favorire in chi li usa la nascita della consapevolezza sui meccanismi monetari e delle multinazionali.

Il negoziante in possesso di molti Buoni vorrà dire che ha avuto anche un proporzionale incremento di euro e comunque non avrà mai superato il rapporto di 20 SCEC contro 80 Euro. L’importante è che si faccia un’opera di informazione per cui per i negozianti diventi automatico dare e ricevere Buoni e per i clienti diventi un’abitudine portare Buoni in tasca. Il Buono è reale potere di acquisto per chi lo usa.

E’ di fondamentale importanza capire che questo schema di funzionamento, in modo similare, è utilizzato da molti anni nella grande distribuzione. Come ? Con i buoni sconto. I supermercati hanno infatti al loro interno una larghissima gamma di prodotti, raggruppando l’offerta di molti negozi. Possono quindi beneficiare, grazie ai buoni sconto cartacei e alle fidelity card, solo della loro funzione di fidelizzazione della clientela: una volta spesi muoiono li. Nel nostro caso il Buono viene riutilizzato ad ogni acquisto, (nell’esempio il 20% dell’importo), e circolando nel circuito porta ricchezza e clientela a chi ne fa uso. Per capire bene che è veramente semplice vedete cosa fa un qualunque supermercato; il circuito dei Buoni Locali SCEC si comporta in maniera similare.

Come vediamo nell’esempio sotto, il cliente che ha i Buoni, invece di (circa) 36 euro pagherà (circa) 29 in euro e 7 in Buoni.

In questo caso il negoziante batterà uno scontrino di 36 euro con 7 di abbuono. Il negoziante pagherà le tasse e le imposte ovviamente sui 29 euro effettivamente incassati. A questo punto il negoziante potrà riutilizzare i 7 SCEC presso ogni altro aderente al circuito, per soddisfare i suoi bisogni in termini sia di beni che di servizi.

Allo stato attuale i buoni soddisfano pienamente tutte le richieste di rivitalizzare il commercio locale, arricchire il territorio e favorire in chi li usa la nascita della consapevolezza sui meccanismi monetari e delle multinazionali.

Il negoziante in possesso di molti Buoni vorrà dire che ha avuto anche un proporzionale incremento di euro e comunque non avrà mai superato il rapporto di 20 SCEC contro 80 Euro. L’importante è che si faccia un’opera di informazione per cui per i negozianti diventi automatico dare e ricevere Buoni e per i clienti diventi un’abitudine portare Buoni in tasca. Il Buono è reale potere di acquisto per chi lo usa.

E’ di fondamentale importanza capire che questo schema di funzionamento, in modo similare, è utilizzato da molti anni nella grande distribuzione. Come ? Con i buoni sconto. I supermercati hanno infatti al loro interno una larghissima gamma di prodotti, raggruppando l’offerta di molti negozi. Possono quindi beneficiare, grazie ai buoni sconto cartacei e alle fidelity card, solo della loro funzione di fidelizzazione della clientela: una volta spesi muoiono li. Nel nostro caso il Buono viene riutilizzato ad ogni acquisto, (nell’esempio il 20% dell’importo), e circolando nel circuito porta ricchezza e clientela a chi ne fa uso. Per capire bene che è veramente semplice vedete cosa fa un qualunque supermercato; il circuito dei Buoni Locali SCEC si comporta in maniera similare.

Vantaggi

Gli associati sono uniti da un’elemento neutrale, il Buono locale di Solidarietà, che coinvolge gli aderenti per comunione di interessi e per CONVENIENZA. Il meccanismo di unione si autoalimenta senza intervento esterno.

Il progetto dei Buoni locali, è ben più importante di un’iniziativa commerciale. Può assumere connotati di enorme interesse, anche mediatico; lo dimostra il circuito SCEC di Napoli www.progettoscec.com ne hanno parlato giornali come Repubblica, Oggi, Economy, Italia Oggi ecc. e Rai1, Rai2 e Rai3 hanno mandato in onda servizi, interviste e approfondimenti. Oggi oltre 25 città in tutta Italia stanno lavorando a questa splendida idea.

I costi di realizzazione del circuito Buoni locali sono minimi, anche in relazione al potenziale di successo del progetto. Ogni altra forma di promozione ha costi molto maggiori per la sua realizzazione = RISCHIO MINIMO

Il Buono locale mette in relazione diretta gli aderenti che faranno acquisti reciproci alimentando il meccanismo, creando quella compattezza e identità che deve avere una realtà economico- sociale locale = AUMENTO DELLE VENDITE.

La clientela abituale di ogni aderente sarà incentivata a rimanere nel circuito ottenendo una fidelizzazione ancora maggiore. Di fatto ogni commerciante invoglia la sua clientela abituale a fare acquisti anche dagli altri commercianti che accettano il Buono locale attuando così un interscambio che genera un maggior volume di affari.

Consegnando il Buono locale direttamente ai nuclei familiari si incentivano le persone a fare la spesa sotto casa.

Possibilità di aumentare la % di Buoni locali accettati in particolari momenti come ulteriore promozione commerciale senza sostenere nessun costo aggiuntivo = maggior rotazione di magazzino e minor incidenza delle rimanenze invendute.

Il Buono locale è il volantino di se stesso. Una promozione commerciale, permanente tutto l’anno, che sta nelle tasche della gente, quindi visto,toccato e MEMORIZZATO ad ogni apertura del portafoglio. La circolazione permanente porterà il Buono locale ad essere familiare in breve tempo, e quindi all’uso abitudinario.

Nella Grande Distribuzione solo alcuni articoli, a rotazione studiata ad hoc, sono in offerta. Il Buono locale è una promozione PERMANENTE su TUTTA la gamma dei prodotti che consente di risentire molto meno degli sbalzi di lavoro.

Accanto all’uso del Buono Locale si lavora alla riduzione delle filiere produttive che riducono i prezzi e aumentano gli introiti alle categorie oggi svantaggiate come le imprese agricole. L’uso del Buono Locale induce ad una maggiore qualità dei prodotti che consumati freschi in zona saranno controllati direttamente dai consumatori ; realizzare i piani aziendali visibili su www.centrofondi.it a favore dell’imprenditoria locale organizzata in rete è basilare per i territori locali.

Per questo, a disposizione degli associati sarà attivato un sito dedicato con servizi professionali : pagine verdi per trovare gli aderenti, gestione gruppi di acquisto per settori per piccoli commercianti, gruppi di acquisto temporanei per determinati beni, e-commerce in SCEC, turismo in Buoni, aziende di trasporti SCEC e molto altro.

Domande

…sulla Solidarietà ChE Cammina

Che cosa sono gli SCEC?
Un patto stretto fra persone comuni, imprese commerciali, artigiane, agricole, professionisti e anche Enti Locali, al fine di promuovere localmente lo scambio di beni e servizi accettando in cambio una percentuale del prezzo in SCEC (minimo 10%).

Che rapporto hanno con l’euro? Sono convertibili?
Lo SCEC ha un rapporto 1:1 con l’euro, ma non è convertibile e si utilizza insieme agli euro senza sostituirli.

Quale è lo scopo per cui sono stati introdotti gli SCEC?
Lo scopo è quello di ridare slancio all’economia locale perché circolano in un territorio limitato e permettono così di ancorare la ricchezza al territorio che l’ha prodotta.

Quale è il vantaggio dei consumatori e quello dei commercianti?
I consumatori saranno indotti a usare gli SCEC per convenienza e invece di fare la spesa al centro commerciale, magari di una multinazionale estera, si rivolgono ai negozianti locali. Per i commercianti è un’ottima opportunità di aumentare il giro di affari incrementando il loro numero di clienti.

Si può comprare un bene o un servizio al 100% con gli SCEC?
Non da chi ha partita Iva per ovvi motivi fiscali. I privati invece che ad esempio si scambiano un bene usato, ad esempio un divano, possono decidere liberamente di accettare fino al 100% in SCEC, ma possono essere utilizzati al 100% anche per altre innumerevoli applicazioni che abbiano per oggetto scambi di tempo per mutuo aiuto ai singoli o alla comunità locale (vedi legge 8/3/2000 n. 53)

Gli SCEC si acquistano?
No. Vengono distribuiti gratuitamente a tutti i soci dall’associazione che riunisce persone fisiche e imprese, ma anche enti locali o associazioni di categoria, in base a criteri predeterminati, pubblici e trasparenti

Quando si finiscono gli SCEC come si fa per ottenerne di nuovi?
L’associazione provvederà a fare delle distribuzioni periodiche sempre con criteri ispirati a equità e trasparenza. Gli SCEC potranno anche essere ottenuti tramite servizi alla comunità (cura agli anziani, bambini ecc.) o comportamenti virtuosi (raccolta differenziata, car pooling). Una forma particolare è data dall’anticipazione di SCEC che l’associazione fa a chi ne fa richiesta per permettere ad esempio il pagamento dell’impresa che installa i pannelli solari. In questo caso il richiedente non percepirà altri buoni dalle distribuzioni periodiche fino a concorrenza dell’anticipazione ricevuto, ma potrà comunque procurarseli offrendo servizi alla comunità o adottando comportamenti virtuosi.

L’imprenditore che li accetta in pagamento deve pagare tasse e Iva anche sull’importo pagato in SCEC?
No. Tecnicamente lo SCEC è un “buono” che da diritto ad un “abbuono” sul prezzo da pagare e quindi come tale non rientra nel computo dell’imponibile per il calcolo delle tasse e dell’Iva.

La percentuale di abbuono è imposta dall’associazione?
Naturalmente no. Ogni imprenditore, commerciante, professionista ecc. deciderà in quale percentuale accettare gli SCEC, impegnandosi con un minimo di accettazione del 10%. L’Associazione raccomanda una percentuale attorno al 20%.

Ma chi garantisce che il commerciante non aumenterà i prezzi?
Semplicemente il mercato, se i suoi prezzi saranno concorrenziali, grazie anche all’accettazione degli SCEC, allora le sue entrate aumenteranno, se invece i suoi prezzi saranno più alti nonostante l’abbuono concesso ai soci possessori di SCEC, allora nessuno avrà la convenienza a comprare da lui e perderà clienti.

Ma come faranno gli imprenditori a fare prezzi vantaggiosi?
Il compito dell’Associazione sarà anche quello di lavorare sull’accorciamento delle filiere produttive a cominciare da quella alimentare. Eliminando i numerosi passaggi dal produttore al consumatore si potrà ridurre sensibilmente i prezzi dando un giusto prezzo ai produttori e un buon guadagno ai commercianti. Le figure intermedie (grossisti) continueranno a lavorare, ma organizzando i loro clienti commercianti in gruppi di acquisto per avere maggiore peso contrattuale con i fornitori e ottenere prezzi più vantaggiosi, magari convincendoli ad accettare anche loro i buoni della Solidarietà ChE Cammina.

Per il commerciante gli SCEC sono una perdita?
No. Il motivo è semplicemente che lui potrà spendere gli SCEC incassati e, se si servirà dai produttori locali, potrà acquistare anche le sue merci in percentuale in SCEC. Un esempio può essere il ristoratore che si rifornisce dai produttori locali che, oltre a costare meno essere più vicini e dare maggiori garanzie di qualità, accettano anche gli SCEC. Con gli SCEC il commerciante potrà anche pagarsi vari servizi, come la pubblicità organizzata dall’associazione o la spesa direttamente a casa di anziani o malati curata dai membri dell’Associazione. Le possibilità di spesa sono moltissime.

Ma tutti questi SCEC non produrranno inflazione?
I buoni della Solidarietà ChE Cammina vengono spesi solo in una percentuale del prezzo, la parte restante continua comunque ad essere pagata in euro e quindi tutte le problematiche relative all’inflazione e riflessi sui prezzi vengono lasciati, volentieri, alla BCE. Gli SCEC sono solo uno strumento per aumentare il potere d’acquisto delle famiglie e far rifiorire l’economia locale così disastrata e, cosa importante da sottolineare, gli SCEC, al contrario degli euro, non producono debito.

E tutto questo quanto viene a costare?
Questo è un progetto fatto dalla gente per la gente e per questo non ha nessuno scopo di lucro. I soli costi a carico degli associati saranno il rimborso delle spese di stampa dei buoni e altri piccoli costi di gestione per mantenere l’associazione, niente di più.

Mettiamo il caso che tutto finisca che succede?
Nel caso che l’esperienza locale finisca, gli SCEC potranno essere scambiati con altri Buoni Locali degli aderenti al circuito Arcipelago SCEC dei Buoni Locali della  Solidarietà  ChE Cammina. Comunque è bene ricordare che si fa riferimento alla sola percentuale di accettazione degli SCEC, si può tranquillamente  farlo rientrare nel normale esercizio di un’attività imprenditoriale.

Gli SCEC sembrano garantire molti vantaggi, possibile che nessuno ci abbia pensato prima?
Certamente! Questi sistemi sono già in uso in diverse parti del mondo (esistono circa 6.000 esperimenti  nel mondo, oltre 600 solo in Germania) con notevole successo. Attualmente, le particolari condizioni economiche in cui ci troviamo stanno favorendo la nascita di Buoni Locali anche in Italia.

Domande & Risposte Tecniche

Ci sono obblighi particolari per i soci dell’Associazione Arcipelago Veneto?
No, nessun obbligo particolare. Il solo obbligo è quello di accettare in pagamento in SCEC, nella percentuale precedentemente stabilita all’atto dell’iscrizione all’Associazione.

Se non sono convertibili con gli euro, chi ne garantisce il valore?
Gli SCEC non sono convertibili in euro ma convertibili in beni e servizi del circuito. Se ci pensate bene l’euro in cosa è convertibile? La riserva aurea non c’è più, per cui è convertibile anche lui in beni e servizi. O in altra carta-moneta (dollaro, sterline, ecc.). Lo SCEC, al contrario dell’euro, non produce debito e siamo noi a dargli valore accettando gli SCEC nei nostri scambi commerciali.

Cosa faccio se mi trovo con troppi SCEC fermi in cassa?
La risposta è la creazione del mercato che rafforzi il “valore” degli SCEC, vale a dire la possibilità di essere spesi per un vasto range di prodotti per di più con prezzi concorrenziali. All’inizio è più che normale avere una circolazione difficoltosa. Come ogni novità ha bisogno del suo tempo di lancio, di assestamento e poi di crescita continua. L’accortezza nella emissione e distribuzione sarà di mantenersi sempre sotto la saturazione del mercato, ma non perché se si mettono in circolazione più SCEC si crea inflazione, ma semplicemente perché si rischia di eccedere il potere di spesa in euro delle famiglie e quindi non avendo euro da spendere, gli SCEC giacerebbero “inattivi” nel cassetto, perdendo il loro valore di accrescere il potere di acquisto.

Gli SCEC possono essere falsificati? Cosa può comportare?
La falsificazione degli SCEC in un primo momento è un falso problema. Essi circolano a fianco dell’euro, per cui chi volesse falsificarli avrebbe solo un beneficio minimo dovendo versare una ben più sostanziosa percentuale in euro. La cosa acquista un peso diverso nel caso si inizi a pagare parte delle tasse comunali o altri tributi, energia ecc. in SCEC. Questi acquisirebbero valore monetario e per questo abbiamo già previsto nella stampa dei Buoni Locali metodi antifalsificazione e sistemi di validazione tramite timbratura a secco non falsificabile.

Nel territorio coperto dagli SCEC non ci sono fornitori per la mia categoria merceologica: come posso fare?
Stiamo lavorando con l’obiettivo di favorire e coordinare la diffusione degli SCEC su tutto il territorio italiano e poi permettere, avendo la stessa struttura e gli stessi criteri di emissione e distribuzione, di potersi scambiare le merci e i servizi in eccesso fra le varie realtà oppure avere fornitori “fuori zona” pagando ognuno in percentuale in SCEC della propria località di origine. Questo permetterebbe di ricreare in poco tempo una economia nazionale, non più dipendente dalle assurde e dannose logiche della globalizzazione, portare ricchezza pura non gravata dal debito e dimostrare che esiste un altro modo di fare economia.

E’ necessaria una spesa minima per utilizzare gli SCEC?
Visto che il taglio minimo è quello da 0,50 SCEC è opportuno utilizzarli con una spesa minima di 2,50- 5 euro per facilitare il più possibile il loro uso.

Quali sono i tagli degli SCEC ? Come arrotondare le cifre in caso di decimali?
Sono in circolazione SCEC del taglio di 0,50 -1 – 2 – 5 – 10 - 50, ovviamente un arrotondamento è necessario. In caso di arrotondamento della cifra da riscuotere in SCEC si arrotonda per difetto fino allo 0,25 - 0,75 e per eccesso dallo 0,26 – 0,76.

Esempio 11 euro con 20% di accettazione = 8,80 euro + 2,20 Buoni diviene : 9 euro e 2 Buoni
Esempio 18 euro con 10% di accettazione = 16,20 euro + 1,80 Buoni diviene : 16 euro e 2 Buoni

 


Lo Sconto Che Cammina


Arcipelago Scec