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L’Agenzia
Europea del Farmaco (EMEA) termina la revisione sul Ritalin®: “aritmie, possibili arresti
cardiaci, ischemie cerebrali, psicosi e forme maniacali, alterazioni del pensiero e paranoie,
tossicità per la crescita”. (Poma, Giù le Mani dai Bambini®): “Dopo aver trovato
conferma a tutti i rischi potenziali di questo psicofarmaco sui bimbi, l’EMEA conclude che
comunque va mantenuto in commercio. L’Agenzia del Farmaco non dipende dalla Direzione Sanità
dell’U.E., ma dalla Direzione Industria: questa report ne è una prova lampante, invece di
difendere gli interessi dei bimbi difendono gli interessi dei produttori”
Il
22 giugno 2007
la Commissione Europea
aveva chiesto l’avvio di una procedura di deferimento al CHMP (Comitato
per i Medicinali ad uso Umano dell’EMEA) per tutti i medicinali contenenti
metilfenidato, il principio attivo del Ritalin®, il contestato psicofarmaco
a base di metanfetamina che anche in Italia viene somministrato a bimbi troppo agitati e
distratti.
La Commissione
aveva ritenuto infatti che andassero valutati alcuni dubbi
sulla sicurezza, comprendenti disordini cardiovascolari e cerebrovascolari, potenzialmente
associati al trattamento con questi psicofarmaci. Nel suo report finale, l’EMEA ha
presentato le sue conclusioni. In sintesi: “L’analisi
dei dati (…) mostra effetti del metilfenidato (…) costituiti perlopiù da aritmie
cardiache (compresa tachicardia), ipertensione,
arresto cardiaco, ischemia, con qualche segnalazione di morte improvvisa (…) E’ parere
del CHMP/EMEA che, dal riesame dei dati emergano prove sufficienti per sospettare
l’esistenza di una relazione di causa-effetto tra uso di metilfenidato e tali reazioni, e
sono emerse prove precliniche di un effetto diretto del metilfenidato sulla struttura dei
tessuti cardiaci. Le revisioni condotte sulla letteratura scientifica pubblicata e sui
dati epidemiologici sono pervenute alla stessa conclusione (…) ed è
stato riconosciuto che esiste un rischio potenziale (…). E’ emerso che le
segnalazioni di eventi cerebrovascolari riguardavano principalmente: accidente
cerebrovascolare, ictus, infarto cerebrale e ischemia
cerebrale (…), occlusione arteriosa cerebrale ed
occlusione dell’emisfero cerebrale destro. I dati
presentati suggerivano che gli eventi si fossero verificati entro le dosi raccomandate (normale
dosaggio terapeutico, ndr). Gli eventi avversi a
livello psichiatrico correlati al metilfenidato e segnalati negli studi clinici comprendevano aggressività,
comportamento violento, psicosi, forme maniacali, irritabilità e suicidarietà, quelli emersi
più frequentemente nelle segnalazioni spontanee erano comportamento anormale, alterazione del
pensiero, rabbia, ostilità, aggressività, agitazione, tic, irritabilità, ansia, pianto,
depressione, sonnolenza, ADHD aggravata, iperattività psicomotoria, disordine emotivo,
nervosismo, disordine psicotico, variazioni dell’umore, pensieri morbosi, disturbo
ossessivo-compulsivo, cambiamento/disturbo della personalità, irrequietezza, stato
confusionale, allucinazioni, letargia, paranoia e suicidarietà. Il riesame dei dati
pre-clinici indica che il metilfenidato causa mutazioni comportamentali (…) consistenti
principalmente in iperattività e comportamento
stereotipato. Negli studi pre-clinici sono emerse alcune prove di un effetto del
metilfenidato su alcuni parametri della crescita, sulla
maturazione sessuale e sugli ormoni collegati (…) nonché potenziale tossicità per lo
sviluppo (…)”. Infine, conclude l’EMEA, in base ai dati presentati “sono
stati individuati i rischi significativi derivanti da un uso off-label,
da un uso improprio o dalla diversione del medicinale”. Pur considerando assieme tutti
questi elementi, il CHMP/EMEA ha comunque concluso che “il
rapporto rischi/benefici dei prodotti contenenti metilfenidato per il trattamento dei bambini
dai 6 anni di età in su è favorevole”, ed ha raccomandato “il
mantenimento dell’autorizzazione all’immissione in commercio,
modificando però il riassunto delle caratteristiche del prodotto e del foglio illustrativo
conformemente a quanto emerso dalla rivalutazione”. Commenta la notizia Luca
Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini®”, il più rappresentativo
Comitato per la farmacovigilanza pediatrica nel nostro paese (www.giulemanidaibambini.org),
che riunisce Università, ASL, Ordini dei medici ed associazioni di promozione sociale: “Delle
due l’una: o l’EMEA non riconosceva i rischi del metilfenidato, o se li riconosceva – e
li ha riconosciuti chiaramente – avrebbe dovuto bloccarne la commercializzazione o comunque assumere
determinazioni ben più drastiche che non delle semplici modifiche al foglio illustrativo.
Questa vicenda ci chiarisce una volta di più, se mai fosse necessario, chi mira a tutelare
l’Agenzia Europea del Farmaco, che dipende stranamente dalla Direzione Industria e non dalla
Direzione Sanità e che è continuamente bersaglio delle potenti lobby farmaceutiche: in
questo caso tutela le aziende ed i loro interessi finanziari, non certamente i piccoli
pazienti”. Il Ritalin®, prodotto dalla multinazionale Novartis® in questi anni è
stato un vero e proprio “blockbuster”: un basso
costo per confezione ha permesso
la Sua
diffusione massiccia nel mondo, con oltre 20 milioni di prescrizioni all’anno per sedare
comportamenti “difficili” di bambini ed adolescenti e per migliorarne le performance
scolastiche.
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