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Quando si crede in qualcosa che non ha un fondamento concreto, o è contrario all'esperienza
comune, si è considerati creduloni, o in preda ad un'evidente fascinazione irrazionale.
Tuttavia, quando tale fascinazione coinvolge moltissime persone, si parla di "credenze
religiose o ideologiche", che, pur se in alcuni aspetti prive di riscontro reale, sono
assunte per "fede". Si ritiene che tali credenze siano abbracciate consapevolmente,
ma esistono casi in cui gli esseri umani accettano realtà assurde o irrazionali,
implicitamente, ovvero senza averne alcuna consapevolezza. Ciò può avvenire per diversi
motivi: perché alcuni aspetti della realtà si ereditano dalla famiglia e non vengono mai
messi in discussione poiché ritenuti implicitamente veri in assoluto, oppure perché l'intero
sistema si articola su quelle presunte verità, e dunque l'individuo avrebbe bisogno di un
lungo impegno su se stesso per comprendere che quel sistema è soltanto uno dei tanti
possibili.
E' il caso dell'attuale assetto economico-finanziario, che presenta aspetti paradossali,
assurdi e irrazionali, eppure viene propagandato come l'unico possibile, e addirittura in
armonia con presunte "leggi". I più eminenti economisti fanno credere che
l'economia sia come un fenomeno naturale, e che sia dovuta al comportamento di milioni di
persone, senza alcuna manipolazione o direzione dall'alto. In realtà l'economia e la finanza
sono settori creati dall'uomo per risolvere problemi materiali, e dunque non possono dirsi
"scienze" e non possono avere leggi di tipo deterministico. Inoltre, è possibile
provare che nella realtà attuale esiste un gruppo ristretto di persone che dall'alto esercita
un potere enorme sulla finanza e sull'economia.
Gli "esperti" economisti tendono a far apparire i concetti difficili, complessi, per
dare ad intendere che soltanto pochi possano affettivamente capirli. In realtà, l'attuale
sistema economico-finanziario può essere ben compreso da chiunque abbia un'intelligenza
media, ma capirlo potrebbe mettere in pericolo l'accettazione e la sopravvivenza del sistema
stesso. Per questo motivo, le persone vengono indotte ad essere passive su queste realtà, ad
accettarle implicitamente, in modo tale da non pretendere di avere voce in capitolo, anche se
si tratta di settori importantissimi per la loro esistenza.
Miliardi di persone sono indotte a credere di vivere all'interno di una realtà finanziaria
che, per motivi che sfuggono alla volontà o imprevedibili, di tanto in tanto produce
"crisi", intese come prive di precisi responsabili. Inoltre, la maggior parte degli
abitanti del pianeta non sa che esistono pochissime persone che stampano denaro con criteri
arbitrari e fanno pagare il valore nominale più gli interessi, truffando e impoverendo
miliardi di persone.
La struttura economico-finanziaria del sistema attuale si basa su un modello di tipo
piramidale: al vertice ci sono poche centinaia di persone che decidono le regole che tutti gli
altri devono accettare. Le organizzazioni su cui si basa questo sistema, le banche e le
imprese, tendono a diventare sempre più grandi e centralizzate, mentre le piccole e le medie
attività economiche sono indotte sempre più a sottostare al potere delle grandi strutture
economico-finanziarie. La concentrazione del potere nelle mani di pochi è stata favorita
negli ultimi decenni dalle misure imposte attraverso istituti come il Fondo Monetario
Internazionale (Fmi),
la Banca Mondiale
(Bm) e l'Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc o Wto). Queste organizzazioni, controllate
dal gruppo dominante anglo-americano, hanno provocato la perdita di potere degli Stati a
favore dell'élite economico-finanziaria al vertice della piramide.
Il legame fra il vertice della piramide (corporation e banche) e la gente comune si basa sul
bisogno materiale. Il gruppo al vertice crea le regole finanziarie e produce i prodotti
alimentari e di altro genere, mentre la gente comune acquista tali prodotti e deve sottostare
alle regole bancarie. Per fare in modo che la gente comune accetti il sistema passivamente,
anche quando lo ritiene iniquo, vengono utilizzati i media. I programmi mediatici e la stessa
produzione culturale sono dovuti alla scelta e agli interessi dello stesso gruppo che si trova
al vertice della piramide. L'intrattenimento, la pubblicità e gran parte della produzione
letteraria, tendono a sottostare al sistema e ne rispecchiano le regole fondamentali. La
regola di base è quella di creare sempre nuovi bisogni materiali e nuovi desideri, in modo
tale da indurre alla dipendenza dai prodotti materiali, anche quelli inutili. La vera cultura,
come libero prodotto della creatività e dello spirito umano, viene sempre più soffocata da
un sistema basato sulla creazione di nuovi bisogni e sul profitto.
L'attuale assetto economico non favorisce l'autostima, la sicurezza e la fiducia, perché
tutti sono costretti ad essere in balìa del mercato, che spesso obbedisce a regole
irrazionali e ingiuste. Tale realtà, dunque, non è realmente di tipo
"capitalistico", perché non si basa sulla capacità imprenditoriale o sulla
competitività, ma sulla legge del più forte, cioè sul potere di un gruppo di persone che si
sono appropriate della maggior parte delle risorse mondiali, e utilizzano il potere
finanziario ed economico per dettare le regole a tutti, anche agli stessi
"capitalisti". Non c'è una vera competitività, né coloro che hanno capacità
imprenditoriali sono sempre avvantaggiati.
Gli economisti danno per scontato che i valori umani non possano essere considerati
all'interno delle questioni economico-finanziarie, è ciò serve a rafforzare l'attuale
sistema, spacciandolo come dovuto a difetti umani, come l'avidità e l'ambizione. L'inganno
sta nel far ritenere che l'assetto sia creato da molti imprenditori e cittadini, mentre in
realtà è creato e voluto soltanto da un ristretto gruppo di persone, e tutti gli altri lo
accettano, indotti a crederlo "naturale" e dunque l'unico possibile.
L'accettazione del sistema finanziario si basa su ragionamenti impliciti o passivi, basati a
loro volta su credenze distorte o false. Questo vuol dire che miliardi di persone che popolano
questo pianeta sono state indotte ad elaborare schemi di pensiero errati circa il sistema
finanziario. Queste persone credono che la moneta sia un oggetto convenzionale creato per
agevolare gli scambi, che i banchieri siano semplici cassieri, e che esistano giuste autorità
e giuste leggi a tutela degli interessi di tutti. Tutto questo è falso. La moneta dovrebbe
certamente essere un mezzo per incentivare e rendere più semplici gli scambi, ma in realtà
essa è stata trasformata in uno strumento di schiavizzazione dei popoli, da personaggi che
avevano (e hanno) l'intento di accrescere il proprio potere e le proprie ricchezze. Dunque, la
situazione attuale del pianeta, che vede miliardi di persone ridotte in miseria o in balìa
dell'insicurezza e della paura, dipende sostanzialmente e paradossalmente da un atto di
accettazione del sistema sulla base di cognizioni distorte o ingannevoli. E' dunque un atto
psicologico di cui non si ha piena consapevolezza, che concede ad un gruppo di persone, ben
nascoste, il potere di ricchezza o di miseria, di vita o di morte.
Questo gruppo di persone si è appropriato del potere finanziario, grazie ad una
condiscendenza implicita o basata sull'errore, e utilizza alcuni espedienti per fare in modo
che le persone continuino e credere a ciò che è funzionale al mantenimento del sistema.
L'intento, come spiega lo scrittore Domenico De Simone, è di condizionare e di accrescere il
potere:
"Quello che interessa alle banche non è che il debito sia restituito, poiché esse
sanno benissimo che in molti non potranno farlo, ma che si viva nella logica del profitto e
della riproduzione del capitale. Alle banche interessa l’anima degli uomini, esse vogliono
indurre comportamenti che presuppongano la logica del profitto".(1)
Il sistema finanziario attuale non è altro che un metodo per creare dipendenza e
condizionamento, in modo da impedire alla gente di organizzarsi come vuole, o di rigettare le
autorità riconosciute inique. Tale meccanismo di condizionamento avviene attraverso l'idea
che questo sistema sia indistruttibile, e attraverso la paura di non farcela a pagare, di non
guadagnare abbastanza, di non avere certezze future, ecc. Si tratta dunque di un meccanismo
perverso basato sulla paura, che alimenta a sua volta la paura, e ci imprigiona in una spirale
di dipendenza da autorità esterne, che hanno tutto l'interesse a mantenerci in queste
condizioni.
Il denaro non ha in sé un valore, ma nasce per agevolare gli scambi o per pagare il salario.
Se per convenzione accettiamo una moneta significa che riteniamo che essa abbia valore.
Accettando l'attuale moneta riconosciamo il potere di chi la emette. In realtà essa non ha
alcun valore perché non nasce in seno alla società che la utilizza, e non viene stampata
sulla base di criteri di valore chiari e precisi, come il valore delle merci, della produzione
o del lavoro. Quindi la moneta che utilizziamo attualmente non ha valore reale, ma lo
acquisisce nel momento in cui la accettiamo. E noi la accettiamo in seguito ad un atto
psicologico: cioè crediamo che essa abbia valore.
In realtà, accettando l'attuale moneta accettiamo una forma di schiavizzazione da parte di un
gruppo di famiglie, che attraverso
la Federal Reserve
(Fed) e
la Banca Centrale
Europea (Bce) si arroga la sovranità monetaria, sottraendola ai popoli.
La Federal Reserve è una società privata controllata da gruppi bancari privati. Tali gruppi sono: Rothschild Bank of
London, Warburg Bank of Hamburg, Rothschild Bank of Berlin, Lehman Brothers of New York,
Lazard Brothers of Paris, Kuhn Loeb Bank of New York, Israel Moses Seif Banks of Italy,
Goldman, Sachs of New York, Warburg Bank of Amsterdam, Chase Manhattan Bank of New York.
La Banca Centrale Europea è controllata da società private (2) e dunque è essa
stessa una società privata. Esistono persino tre Banche centrali (di Danimarca, di Svezia e
d'Inghilterra) che pur non avendo, nel loro paese, adottato l'euro, guadagnano dal signoraggio
europeo. In altre parole, paghiamo parte delle nostre tasse alle persone che posseggono queste
banche, senza ricevere nulla in cambio.
Le banconote in euro, dunque, non appartengono ai popoli, ma alla Banca Centrale Europea,
organo che è sottratto al controllo dei popoli europei.
La Banca d'Italia è controllata da Banche private e istituti di assicurazione privati, che
caricano il costo nominale della valuta stampata, più gli interessi, sul debito pubblico,
costringendo tutti i cittadini a pagare carta straccia, che non ha nessun corrispettivo
valore. Per almeno l'85%, il debito pubblico è dovuto a titoli di Stato (BOT, CCT ecc.)
concessi alla Banca Centrale in cambio di denaro pagato al valore nominale più gli interessi.
La Banca d'Italia, possiede una quota della Bce, ma i relativi profitti vanno alle società
private, banche ed assicurazioni, che posseggono la banca per il 95%.
La perdita della sovranità monetaria è in contrasto col principio sostenuto dall'Articolo 1
della Costituzione italiana, secondo il quale "la sovranità appartiene al popolo".
E' in contrasto anche con l'Articolo 117 della Costituzione che dice: "Lo Stato ha
legislazione esclusiva nelle seguenti materie:... e) moneta, tutela del risparmio e mercati
finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello
Stato; perequazione delle risorse finanziarie". Tutti i cittadini comprenderebbero che il
signoraggio è una truffa, se fossero correttamente informati a tale proposito.
La Bce stampa le banconote e non riconosce che esse appartengono al popolo sovrano
dell’Unione Europea, dunque pretende di avere il potere di farle pagare sulla base del loro
valore nominale, aggiungendo anche gli interessi. Ad esempio, una banconota da 100 euro viene
fatta pagare ai cittadini 102,5 euro, ovvero il valore nominale più gli interessi. Se si
sottrae il costo della produzione della banconota, all'incirca 0,30, si ottiene il guadagno di
102,2.(3) La banca, dunque, si comporta come depositaria del potere di creare valore dal
nulla, e invece non è altro che una tipografia che stampa pezzi di carta. Il signoraggio è
dunque un potere usurpato al popolo e diretto contro il popolo. Ciò che le banche danno è in
realtà un debito, che si basa sul nulla. E' come se fossimo costretti ad assumere il debito
di qualcun altro senza aver acquistato nulla e senza poter obiettare all'imposizione. Per
questo motivo la realtà attuale non può essere né "democratica" né
"libera", e tutti i popoli sono costretti a rimanere bloccati nel progresso morale e
materiale, che potrebbero avere se non vi fosse l'attuale tirannia finanziaria.
Nel sistema attuale, un gruppo di banchieri ha il potere di controllare i flussi di denaro
circolanti, e può creare crisi ogni volta che lo ritiene conveniente. Alla gente comune viene
fatto credere che si tratti di un sistema complesso, con aspetti difficilmente prevedibili. Le
crisi, la fame nel mondo, le guerre, la miseria, la disoccupazione ecc., non sono calamità
naturali ma sono dovute a scelte economiche e finanziarie attuate non dai popoli ma da una
ristretta cerchia di persone, che spadroneggia sul pianeta in virtù del fatto che soltanto
poche persone sono in grado di capire qual'è l'attuale situazione di potere.
Il meccanismo del debito serve a controllare lo stato economico di un paese, e per esercitare
potere sulle sue istituzioni, in modo tale che il benessere per le classi popolari sia sempre
di modesta entità, e che si possano scatenare crisi o guerre qualora l'assetto di potere
venisse messo in discussione o fosse in pericolo.
Tale assetto condiziona la vita economica dell'intera società. Ad esempio, le piccole e medie
imprese, per poter lavorare, hanno bisogno di prestiti dalle Banche, e quindi accettano di
pagare i relativi interessi, che incideranno, insieme al livello fiscale (con le tasse pagano
ancora in gran parte le Banche), sullo sviluppo dell'impresa stessa, potendo decretarne
l'espansione o il fallimento.
Il sistema finanziario è congegnato in modo tale da gravare sul costo di qualsiasi prodotto.
Infatti, gli imprenditori piccoli e medi dovranno gonfiare il prezzo di ogni prodotto in modo
tale da poter pagare gli interessi alle banche per i prestiti o i mutui. Dunque, se i governi
fossero liberi di stampare la propria valuta, tutto costerebbe meno e ci sarebbe crescita
economica e maggiore benessere per tutti. Il denaro sarebbe utilizzato semplicemente come
mezzo di scambio utile alla comunità, e non come un mezzo di dominio attraverso il debito. Le
banche non danno nulla ma impongono un debito, e su quel debito ruota l'intero sistema
economico, che si troverà bloccato dal fatto di dover pagare lautamente il nulla dato dalle
banche.
Per pagare il debito pubblico i governi tagliano la spesa pubblica, aumentano le imposte e,
anziché diminuire, l’indebitamento rimane costante o addirittura aumenta. Tutti i
cittadini, inevitabilmente, sono impoveriti da questo sistema.
Com'è possibile che un inganno di tale gravità non venga scoperto e non vi si ponga fine?
Come possono miliardi di persone essere prigionieri di un'assurda accettazione?
I media fanno apparire questa realtà come ovvia, o come insostituibile, nascondendo
l'imbroglio del potere manipolatorio di poche persone. Migliaia di economisti, storici o
politici raccontano frottole per accreditare il sistema. I politici utilizzano un linguaggio
funzionale a reggere l'inganno e a mantenere le persone nell'accondiscendenza psicologica. Ad
esempio, quando si ebbe il crack Parmalat, alcuni politici furono chiamati a spiegare cosa si
potesse fare per non far accadere mai più una cosa del genere, e a chiarire le responsabilità
della Banca d'Italia. Molti di essi reagirono come se Bankitalia fosse una sorta di Dio
infallibile. Piero Fassino, alla domanda "Tremonti propone un’autorità unica che
vigili sul risparmio. Perché siete contrari?" rispose:
"Perché non funzionerebbe. Sarebbe una concentrazione di potere enorme, che non
garantirebbe né la trasparenza né i risparmiatori, anzi".(4) Con queste parole egli
sostenne in modo implicito che l'attuale sistema sia da considerare trasparente e non
concentrato, mentre in realtà è il contrario, e tutti potrebbero facilmente scoprirlo se
rinunciassero a credere a quello che dicono i politici di regime e i mass media.
Fassino, come altri politici, si guarda bene dallo spiegare agli italiani che una Banca
gestita da società private non può vigilare su quelle stesse società, ma induce a credere
ad un ruolo della Banca a favore dei risparmiatori. La maggior parte dei politici non ci
racconta le gravi malefatte delle grandi banche, eppure molte truffe sono state accertate. Ad
esempio, nel gennaio del 2007, Andrea Cinquegrani, giornalista de "
La Voce
della Campania", ha notificato un esposto alla procura di Milano dell’associazione dei
consumatori Adusbef, in cui risulta che
la Goldman Sachs
ha truffato lo Stato italiano (cioè tutti noi):
"Approfittando delle differenti legislazioni fiscali in vigore nei paesi europei,
Goldman Sachs International ha attuato una ingegnosa truffa ai danni dello Stato italiano per
la somma di 202 milioni di euro. Mediante un ingegnoso ma fraudolento sistema, Goldman Sachs
poco prima del distacco delle cedole, effettuava il trasferimento in altri Paesi
-prevalentemente in Inghilterra- delle azioni di società italiane quotate in borsa, detenute
anche da investitori istituzionali (fondi pensione e altro) in modo da creare le premesse per
eludere la doppia imposizione fiscale. In questo modo partiva la richiesta di rimborso, ma
subito dopo i titoli tornavano in Italia.... nonostante tali pesanti accuse di frode ai danni
dello Stato, Goldman Sachs continua a godere in Italia di inusitati privilegi, e invece di
essere sospesa dall’Albo delle banche di riferimento del ministero dell’Economia in via
cautelare, è stata scelta come banca capofila lo scorso settembre in occasione del bond
lanciato dal Governo italiano per 3 miliardi di dollari e con scadenza 20 settembre 2016. Come
mai il Tesoro continua ad avvalersi di Goldman Sachs in qualità di lead manager, assieme a
Citigroup e JP Morgan anche nel caso dell’ultima emissione, la più fresca operazione del
ministero dell’Economia avvenuta il 24 ottobre 2006? Come mai si privilegia Goldman Sachs
invece delle banche italiane ed europee? Come mai il ministro Padoa Schioppa, così rigoroso
nella gestione dei conti dello Stato, ha rinnovato il mandato alla Goldman Sachs, che vede il
professor Mario Monti come alto dirigente per l’Europa, invece di depennarla per giusta
causa dall’elenco delle banche di riferimento?".
I continui messaggi, impliciti ed espliciti, dei politici, giornalisti e intellettuali di
regime, hanno l'obiettivo di mantenerci in questa sorta di ipnosi collettiva. Certamente
esistono persone nelle istituzioni ignare dell'imbroglio, tuttavia, il più delle volte i
messaggi non sono casuali, ma provengono da tecniche messe in atto da chi, evidentemente,
conosce la nostra psiche assai meglio di quanto la conosciamo noi stessi.
Ciò nonostante, sempre più persone si accorgono che il sistema economico-finanziario attuale
ha qualcosa che non quadra, sentono di essere derubate, ma non sanno chi le sta derubando e
come.
La Banca si arroga anche il potere di emettere "credito frazionale", ossia prestare
50 volte di più rispetto a quello che possiede. Ad esempio, se incassa 100 euro, ne può
prestare 5000. Dunque, quando fornisce un mutuo, presta denaro che non ha, e si limita
semplicemente a digitare sul computer una cifra. Il debitore dovrà lavorare molto per
restituire il denaro con gli interessi, eppure egli in realtà non ha ricevuto nulla, la
differenza sta nel ritenere di aver ricevuto, e nel riconoscere alla Banca quel potere che
essa non dovrebbe avere, poiché l'ha usurpato alla comunità.
Mentre i cittadini non possono sottoscrivere assegni "senza provvista" in quanto
considerato illegale e soggetto a disciplina penale, le Banche centrali possono emettere
titoli di credito privi di un valore corrispondente.
Dunque, quello che è proibito al cittadino possono farlo le Banche. Se una persona comune
emette un assegno in bianco diventa un criminale, mentre le Banche si arricchiscono sempre più
grazie a questo potere.
Questo sistema protegge e sostiene soltanto tutto ciò che lo rafforza, mentre risulta
spietato verso le persone comuni. Infatti,
la Banca
presta cifre spropositate alle grandi aziende come
la Parmalat
o
la Fiat
, ma se deve elargire denaro ad un operaio che vuole contrarre un mutuo, diventa assai
esigente e rigida. La differenza è che le grandi aziende sono protette dal sistema, e se
hanno problemi possono essere ricapitalizzate con denaro pubblico, invece, se l'operaio perde
il lavoro e non può pagare il mutuo, immediatamente perderà anche la casa, poiché i soldi
pubblici vengono dati soltanto a chi fa parte del sistema e non a chi lo subisce senza
comprenderlo.
Per creare una realtà non facilmente comprensibile, i grandi banchieri fondano società e
finanziarie in molti paesi del mondo, e tramite esse si impadroniscono di importanti società
o banche locali. In tal modo essi accrescono potere in quasi tutti i paesi del mondo,
rimanendo nascosti dietro sigle o nomi di società con sedi a Lussemburgo o nei paradisi
fiscali. Si crea dunque un intreccio fra banche e imprese, e le solite persone possono
controllare numerose banche e imprese, con diverse denominazioni societarie. Il sistema
finanziario è congegnato in modo tale da non far apparire la caratteristica di essere
completamente nelle mani di un gruppo ristretto di persone. Molti italiani sono convinti che
il governatore della Banca d'Italia sia a servizio del paese, e invece egli svolge la sua
attività a servizio delle banche, dunque soltanto a favore di un ristretto gruppo di persone.
All'interno di un sistema siffatto può esistere soltanto una realtà di insicurezza, in cui
la stragrande maggioranza delle persone sarà in preda a problemi materiali, e ignorerà la
vera causa di tali problemi, credendo possa essere "normale" vivere nell'infelicità
e nella prigionia mentale e materiale.
La crisi economica viene creata dalle banche, che cercano di fare in modo che vi sia quanto
meno possibile denaro in circolazione. Ciò serve ad accrescere il loro potere, e ad indurre
le persone ad avere uno stato d'animo depresso o assorbito dai problemi economici. Una tale
condizione assoggetta ancora di più gli individui al sistema.
Per spezzare questo meccanismo infernale basterebbe che ogni nazione si riappropriasse della
propria sovranità monetaria e decidesse liberamente i criteri da utilizzare per emettere
moneta. Finché il potere monetario non sarà nelle mani dei popoli non ci potrà essere
alcuna prosperità né sicurezza.
La distruzione di questo assurdo e immorale sistema è dunque nell'atto di non riconoscimento
della moneta emessa arbitrariamente dalle banche.
Il gruppo dominante, consapevole che il suo potere può crollare da un momento all'altro, sta
elaborando complessi modi per impaurire, indurre all'insicurezza o intimidire. Allo stesso
tempo si prepara a scatenare una grande guerra, nel tentativo disperato di trascinare gli
esseri umani in una situazione talmente grave da scoraggiare il cambiamento. Ma anche questo
dipenderà dalla volontà dei popoli. Infatti, se la maggior parte di persone si rifiuterà di
andare in guerra, il gruppo di potere non potrà attuare il suo piano.
In ultima analisi, non è un ristretto gruppo di persone a determinare la realtà ma i popoli
stessi, nella loro disponibilità a credere agli inganni del potere, o a causa della loro
inclinazione psicologica a ritenere che le autorità scelte dall'alto possano essere
autorevoli e benigne.
Occorre diventare coscienti delle vere caratteristiche del sistema attuale, e comprendere che
esso non è l'unico possibile. L'umanità è ricca di risorse sociali, culturali e spirituali,
e può creare un sistema migliore, che permetta a tutti una dignitosa e costruttiva esistenza.
Ma per farlo si dovrà smascherare l'ingiusto e incredibile dominio di alcune famiglie, che
attraverso i secoli hanno trasmesso il potere per eredità, e hanno acquisito una conoscenza
della psiche umana talmente elevata da indurre i popoli ad accettare ciò che non è loro
favorevole. Uscire dal condizionamento da loro indotto è un aspetto fondamentale del futuro
dell'umanità.
NOTE
1) De Simone Domenico, "Un’altra moneta. I Titan, la rivoluzione della finanza",
Edizioni Malatempora, Roma 2003, p. 11.
2) I proprietari della BCE sono: Banca del Belgio (2,83%), Banca Danimarca (1,72%), Banca
della Germania (23,40%), Banca della Grecia (2,16%), Banca della Spagna (8,78%), Banca della
Francia (16,52%), Banca d’Irlanda (1,03%), Banca d'Italia (14,57%), Banca Lussemburgo
(0,17%), Banca d’Olanda (4,43%), Oesterreichische Nationalbank (2,30%), Banca del Portogallo
(2,01%), Suomen Pankki (1,43%), Banca di Svezia (2,66%), Banca d’Inghilterra (15,98%)
3) http://www.signoraggio.com/index_ilproblema.html
4) http://www.dsonline.it/stampa/documenti/dettaglio.asp?id_doc=15448
PSICOLOGIA DELLA FINANZA PARTE II Le diverse maschere delle famiglie dominanti
Da molto tempo i banchieri si impadroniscono delle ricchezze del mondo attraverso il
meccanismo del debito, ma soltanto negli ultimi secoli il meccanismo è diventato sempre più
perverso, fino a far credere in presunti "cicli economici naturali", come se la
finanza fosse un prodotto della natura. L'oligarchia dominante paga gli economisti per fare in
modo che essi predichino ciò che è funzionale al loro potere, cioè falsità e inganni. Essi
parlano di "cicli economici naturali", per fare in modo che la gente non possa
capire che dietro alle crisi ci sono precise responsabilità. I banchieri progettano a
tavolino i momenti di prosperità e i successivi crolli. Mettono in circolazione una certa
quantità di valuta per incoraggiare la richiesta di nuovi prestiti da parte di imprenditori e
di gente comune. Quando tutti sono indebitati con le banche negano altri prestiti, alzano gli
interessi, creano crolli in Borsa o chiedono il repentino pagamento dei prestiti insoluti. Da
tutto questo deriva la drastica diminuzione della valuta circolante e la successiva
"crisi". Alcuni imprenditori falliranno, molte famiglie si ritroveranno sul
lastrico, e a quel punto le banche potranno impadronirsi dei loro beni: case, aziende, terre,
ecc. I governi non faranno nulla per evitare tutto questo perché sono controllati dagli
stessi banchieri, che finanziando i partiti ne posseggono il controllo, e scelgono i candidati
politici che appoggeranno completamente i loro interessi, e che proteggeranno la loro usurpata
sovranità monetaria.
Nei momenti di crisi anche lo Stato si indebita con le banche, e dunque le tasse si alzeranno,
e l'intera popolazione si impoverirà ulteriormente. In altre parole, le strategie truffaldine
dei banchieri servono ad accrescere il loro potere impoverendo la gente comune, e facendo
crescere il valore del denaro, su cui essi hanno un potere esclusivo, sottratto alla sovranità
popolare.
Il sistema bancario,
la Borsa
e il sistema detto "capitalistico" hanno al loro interno aspetti paradossali, che
siamo indotti ad accettare come "normali" o "essenziali". Ad esempio,
vengono istituiti organismi di "vigilanza" o di "controllo", che però
sono assurdi in quanto lo stesso gruppo di persone è controllore e controllato.
Si tratta di organismi-truffa, creati per far apparire ciò che non è, ossia che esista un
sistema onesto, trasparente e a tutela delle persone comuni. Ci si deve chiedere come possa
Bankitalia vigilare sugli Istituti di Credito italiani se questi ultimi sono i suoi stessi
azionisti. Il controllato è anche il controllore. La proprietà della Banca è divisa in
quote azionarie possedute quasi del tutto dai principali gruppi bancari italiani (Banca Intesa
S.p.A., UniCredito Italiano S.p.A., Sanpaolo IMI S.p.A., Banco di Sicilia S.p.A., Capitalia,
Banca Nazionale del Lavoro S.p.A., ecc.) è dunque controllata dai grandi banchieri, quelli su
cui dovrebbe "vigilare".
La Commissione Nazionale per le Società e
la Borsa
(Consob) è stata creata con la legge n. 216 del 7 giugno 1974, allo scopo di tutelare gli
investitori del mercato mobiliare italiano. In precedenza era il Ministero del Tesoro ad avere
tali mansioni. Con la legge n. 77 del 1983,
la Consob
acquisiva possibilità di controllo su tutte le operazioni relative al risparmio pubblico, e
nel 1991, acquisiva ulteriori poteri di controllo.
Alla Consob si attribuisce la competenza a vigilare sui mercati regolamentati "al fine di
assicurare la trasparenza del mercato, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela
degli investitori", ma in realtà questo non avviene, anche perché non tutto ciò che
accade in Borsa è reso noto alle persone comuni o agli operatori. Infatti, le banche
manovrano dall'alto il sistema e si guardano bene dal far capire a tutti tale realtà.
La Consob è formata da cinque membri (in carica per cinque anni) nominati dal Presidente
della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio, previa deliberazione del Consiglio.
Dunque
la Consob
è controllata dal governo, che a sua volta è controllato da chi controlla le Banche e
la Borsa. Negli
ultimi decenni, non a caso, diversi politici provengono dalle banche d'investimento, come
la Goldman Sachs
, o
la Carlyle Group.
Queste banche, in molte parti del mondo, finanziano i più grandi partiti e le loro campagne
elettorali, garantendosi la vittoria comunque vadano le elezioni. In tal modo avranno il
potere di far approvare una legislazione favorevole ai loro interessi, penalizzando o
danneggiando gravemente gli interessi dei popoli.
In altre parole, non c'è un vero controllo delle banche poiché chi dovrebbe controllarle è
da esse stesse controllato. Di conseguenza non ci sono veri controlli nemmeno sulle Borse,
tranne alcuni casi di persone o società non protette dai banchieri. Talvolta
la Consob
commina multe irrisorie rispetto al danno causato, per dare ad intendere che esercita i suoi
poteri.
La Società Italiana Borsa S.p.A. è in gran parte nelle mani di Banche e Istituti di Credito
(circa 82%), oltre che da emittenti e intermediari (Sim 6% circa, Società Emittenti Titoli
6,5% circa, Soggetti vari 5,5% circa). I principali azionisti bancari sono: Sanpaolo IMI,
UniCredit, Bnl, Intesa-Bci e Banca di Roma.
Le cosiddette agenzie di rating, come Standard & Poors, Fitch e Moody’s, sono in realtà
a servizio dei controllati e non degli investitori. Sono finanziati da corporation e banche, e
nel consiglio di amministrazione siedono personaggi che rappresentano quelle corporation e
quelle banche d’affari, come Citigroup, J. P. Morgan Chase, su cui dovrebbero
"vigilare". E' come se a carnevale indossassimo un costume e una maschera da Zorro,
è ovvio che noi sappiamo chi siamo, ma se la maschera ci copre il volto possiamo nascondere
la nostra identità agli altri. Allo stesso modo, il gruppo dominante sa di essere sempre lo
stesso, anche quando si traveste da "Consob", "agenzia di rating" o
"Borsa italiana S.p.A.", l'inganno è rivolto agli altri, al popolo. Queste persone
non stanno festeggiando il carnevale ma stanno truffando i popoli. Attraverso questi diversi
travestimenti si appropriano del potere di gestire, controllare e regolamentare ciò che ha un
valore per tutti i cittadini.
Perché mai questo gruppo di persone creerebbe istituti così paradossali se non avesse la
necessità di mantenere i comuni cittadini nell'inganno?
I travestimenti servono a mantenere potere e controllo, ed evitare che venga effettivamente
istituito un organo di controllo autonomo, perché in tal caso tutta l'impalcatura truffaldina
potrebbe crollare come un castello di carte.
Si tratta dunque di una vera e propria messinscena, architettata in modo tale da far credere
alle persone ciò che esse sono abituate a credere: che l'attuale sistema sia voluto dal
popolo, sia a servizio del popolo o comunque l'unico possibile.
Ciò significa che l'accettazione psicologica da parte dei cittadini è talmente importante
per mantenere il sistema da far modellare l'intera "realtà" istituzionale, in modo
tale che le persone continuino ad essere persuase ad accettarlo. Il sistema viene dunque
basato sull'imbroglio, dato che dipende essenzialmente dalle credenze collegate a tale
imbroglio.
Senza esserne consapevoli, con un atto psicologico di accettazione, siamo indotti a mettere il
nostro destino nelle mani di queste persone, e veniamo ripagati con l'insicurezza, la paura, e
in altri casi, con la miseria e la morte.
Le grandi banche hanno nelle loro mai il potere speculativo della Borsa. La prevedibilità di
questo sistema è nelle mani di chi lo controlla dall'alto, cioè dei grandi istituti bancari.
Il 70% del credito speculativo mondiale è nelle mani di tre grandi banche: Morgan Stanley,
Goldman Sachs e Ubs. Queste banche si valgono di conoscenze di natura sociologica e
psicologica per condizionare i mercati e controllare l'economia. Il loro obiettivo principale
è quello di accrescere ancora di più i loro capitali, in segretezza, spogliando i cittadini
e le istituzioni. Come osserva l’"Economist", i banchieri hanno sempre più
ragioni per far si che il potere "torni nell’ombra".
Le esigenze di accrescimento del capitale si accaniscono contro i salari, contro lo Stato
Sociale e contro gli stessi risparmiatori.
La Borsa è come una luce ad intermittenza irregolare, che pur essendo controllata dall'alto,
dà l'illusione di potere anche a molti operatori e agenti. Fa parte del gioco, come anche il
far credere che ci sia una logica di base o delle regole. In realtà
la Borsa
non ha regole certe, e le azioni non sono collegate alla situazione delle società a cui si
riferiscono, né ad altri parametri chiari. Credere di avere potere investendo in Borsa è
come credere che i banchieri siano a servizio della gente e vogliano condividere con tutti il
potere. Certo, qualcuno può guadagnarci, e anche questo fa parte del gioco.
La Federal Reserve, che ha il potere di alzare o abbassare i tassi di interesse, è stata
fondata da 20 famiglie di banchieri. Fra queste c'erano i Rothschild, i Rockefeller, i Morgan,
i Warburg e gli Schiff. Quando un banchiere muore o va in pensione, il potere viene ereditato
dalla generazione successiva, in tal modo questo ristretto gruppo di famiglie esercita potere
da diversi secoli.
Esso, grazie al sistema attuale, può impoverire qualsiasi area del pianeta, facendo crollare
la valuta o sottraendo il denaro circolante.
Ciò è avvenuto in Argentina, in Messico, nel sud-est asiatico e in molti altri paesi,
costretti a subire un crollo economico gravissimo.
Nel 1991 il peso messicano crollò, e il vantaggio fu soltanto delle grandi banche come
la Chase Manhattan
dei Rockefeller, che aumentarono i profitti vendendo i titoli in pesos prima del crollo.
Coi flussi finanziari si nutre un'economia o la si distrugge, si sceglie chi deve vincere una
guerra, o si decide chi deve vivere e chi morire. Ad esempio, nel 1997, il Fmi dette 17
miliardi di dollari alla Thailandia, 57 alla Corea del Sud e 40 all'Indonesia. Gli interessi
chiesti erano altissimi. Le condizioni poste costringevano questi paesi a svendere le aziende
locali a investitori stranieri. Si prometteva "sviluppo economico", che consisteva
negli investimenti delle aziende straniere che andavano a sfruttare la manodopera locale e
ottenevano agevolazioni fiscali. Inoltre, il Fmi poneva come obbligo la chiusura di alcune
banche e la svalutazione della moneta locale. In tal modo il gruppo di imprese straniere, già
molto forti, acquisiva un potere enorme, e bastava ritirare gli investimenti per far crollare
l'economia e ottenere altre ricchezze locali a prezzi irrisori. Cosa che puntualmente avvenne.
La distruzione delle economie dei paesi asiatici faceva parte di un ampio piano per ridurre la
competitività.
Dunque, anche nel settore finanziario, siamo indotti ad accettare il principio di autorità, e
a sottometterci al gruppo di potere, accogliendo come vere tutte le notizie che ci vengono
date dall'alto. In tal modo carichiamo di potere le dichiarazioni di autorità, come il capo
della Federal Reserve o il governatore della Banca d'Inghilterra. Essendo queste persone a
servizio del gruppo di banchieri (che hanno anche il controllo dei media), e apparendo come
persone attendibili, possono condizionare come vogliono il comportamento degli investitori, e
sottrarre denaro attraverso l'innalzamento dei tassi o il crollo azionario, potendo sempre
giustificare tali eventi con fatti o fenomeni apparentemente estranei alla loro responsabilità.
In altre parole, autorità della Federal Reserve o altri personaggi influenti, sanno che le
loro dichiarazioni avranno effetti, e dunque le utilizzano per produrre esiti a loro
favorevoli, senza alcuno scrupolo. Sanno che il loro potere si basa sulla nostra creduloneria,
ovvero sulla disponibilità a credere che l'economia abbia "cicli naturali" o che
la Borsa
dipenda da fattori completamente non prevedibili.
Chiediamoci come mai le grandi banche non subiscono mai alcun danno dalle cosiddette
"crisi", ma anzi accrescono sempre i loro profitti e si impadroniscono dei beni di
chi non può più onorare i debiti. Il crollo della Borsa li arricchisce, le crisi finanziarie
li arricchiscono, le guerre li arricchiscono. Cosa significa questo? Ovviamente, che sono esse
stesse a manovrare gli eventi, facendoci credere che non è così.
La caratteristica essenziale del sistema attuale è l'indurre la maggior parte di persone a
credere nella scarsità delle risorse, nell'inevitabilità dell'insicurezza economica e
nell'imprevedibilità della situazione finanziaria. La ricchezza, assurdamente, viene
collegata alla mancanza. Gli economisti, a questo proposito, citano il cosiddetto paradosso di
Pantaleoni: "Godrebbe il massimo benessere colui che trovasse disponibili tutti i beni,
corrispondenti ai bisogni, in quantità illimitata. La sua ricchezza, però, sarebbe
nulla".
L'attuale sistema finanziario è strutturato in modo tale da suscitare un forte senso di
mancanza, per poter alimentare insicurezza e paura del futuro. Ciò non accade a caso ma è
scelto sulla base di precise conoscenze della psiche umana, come spiega lo psichiatra del
Tavistock Institute, William Sargant:
"Vari tipi di convincimenti possono essere impiantati nella gente dopo che le funzioni
cerebrali siano state deliberatamente disturbate inducendo accidentalmente o di proposito
sentimenti di paura, rabbia o eccitazione. Tra i risultati causati da disturbi di questo
genere, il più comune è un temporaneo indebolimento nella capacità di giudizio e una
intensificata suggestionabilità. le manifestazioni appartenenti ai più svariati gruppi
vengono talvolta classificate sotto il titolo di "istinto del gregge", e compaiono
nella loro espressione più spettacolare in tempo di guerra, nel corso di gravi epidemie, e
similarmente in tutti i periodi di pericolo collettivo, che incrementano l'ansia e di
conseguenza la suggestionabilità individuale e di massa".(1)
L'obiettivo dei banchieri, dunque, è quello di disorientare e confondere. Gli eventi di Borsa
servono ad incrementare il senso di insicurezza e di pericolo imminente. A far credere che
esistano situazioni non prevedibili né controllabili, che incombono su tutti come una spada
di Damocle. Ad esempio, il governatore della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, nel
momento del pericolo "mutui subprime", si affrettò a dire che i rischi dei mutui
incombevano anche in Europa.
Le autorità della Federal Reserve, come il governatore Ben S. Bernanke, appaiono talvolta
indecisi, e rilasciano dichiarazioni tutt'altro che rassicuranti, dovendo alimentare la
strategia devastatrice del gruppo di banchieri.
Seminare paure serve a tenere ben imbrigliati i popoli, che invece di pensare a come uscire
dall'attuale sistema sono costretti a pensare a come poter andare avanti a pagare mutui e
debiti vari.
Negli ultimi anni, l'élite ha deciso di promuovere il capitalismo finanziario, che significa
guadagnare denaro sul denaro stesso, senza produrre o lavorare. Fino agli anni Settanta, il
90% del capitale veniva utilizzato per scopi produttivi o commerciali, e soltanto il 10%
serviva a scopi speculativi. Nel 1990 la realtà si era ribaltata: il 90% del capitale era
utilizzato per scopi speculativi e soltanto il 10% per la produzione. Oggi oltre il 90% di
valuta finanziaria viene utilizzato per scopi speculativi, e questo ha completamente cambiato
la situazione del sistema economico mondiale, senza che i popoli, che pagano il prezzo più
elevato per questi cambiamenti, potessero capire e avere voce in capitolo su ciò che stava
accadendo.
Merci importantissime per l'alimentazione, come i cereali, sono trattati dalle Borse, e il
loro prezzo non subisce alcun controllo da parte degli Stati o di organismi preposti alla
difesa dei diritti umani. Per questo motivo, milioni di persone muoiono di fame.
La rivoluzione tecnologica introdotta con l'uso del computer ha reso possibile il passaggio di
valuta da un paese all'altro nel giro di poco tempo. Tutto questo ha indebolito il potere
delle autorità statali che non possono più disporre di grandi capitali, per il passaggio
repentino dei flussi finanziari da un paese all'altro, oltre che per il debito-truffa e per le
privatizzazioni dei beni pubblici. In tal modo è stato creato un sistema in cui la maggior
parte di persone vivono con bassi salari, la quantità reale di denaro in circolazione tende a
diminuire, mentre poche persone dispongono di cifre enormi, che passano dai computer e non
producono alcun benessere fra le popolazioni, rimanendo nelle mani delle stesse poche persone.
Gran parte di queste persone sono a capo di grandi banche, e controllano l'intero sistema
finanziario, potendo concedere prestiti, ritirarli e distruggere le economie di interi paesi.
Questa situazione è stata definita dalla stampa economica come "la nuova età
imperiale".(2)
Negli Stati Uniti, la metà dei titoli di Borsa è nelle mani dell'1% più ricco della
popolazione, e il 10% degli altri ricchi possiede quasi tutto ciò che rimane. Gli investitori
comuni sono dunque nelle mani delle persone che hanno creato il sistema borsistico, che non ha
regole certe, e ciò che accade è voluto da chi controlla i flussi finanziari.
Creando una situazione di grande insicurezza e di impossibilità a sopravvivere dignitosamente
con un solo stipendio, le autorità statunitensi hanno fatto in modo che la gente comune
contemplasse la possibilità di tentare il guadagno, spesso indebitandosi, attraverso canali
rischiosi, come
la Borsa
o i fondi comuni. Ma in tal modo le famiglie si sono esposte ad essere saccheggiate
ulteriormente dalle persone che controllano il sistema.
Alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, il 45% degli americani possedeva azioni, e
negli Stati Uniti si era innescato il meccanismo psicologico di proiezione delle proprie
soddisfazioni o insoddisfazioni negli esiti borsistici: se la borsa saliva si sentivano tutti
felici sennò diventavano infelici. Si era creato un meccanismo di dipendenza dai fenomeni
finanziari, e dunque da chi li manipola.
Grazie alle protezioni governative, molte grandi corporation americane, come
la Disney
, AOL/Time Warner,
la General Electric
e
la Viacom
, possono truccare come vogliono i libri contabili, facendo alzare a piacimento gli indici di
Borsa. Negli ultimi anni, i banchieri hanno fatto una politica di unificazione delle valute,
ridimensionando ancora di più la sovranità degli Stati.
A partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, diverse leggi e regolamentazioni sul mondo
della finanza sono state soppresse, come l'Atto Glass-Steagall (1933), approvato con lo scopo
di limitare i rischi in caso di fallimento del sistema bancario distinguendo le banche
commerciali dalle banche di investimento.
Nel 1999 il Congresso statunitense approvò l’HR10, l’”Atto di Modernizzazione del
Sistema Bancario”, che abrogava l’Atto Glass-Steagall e permetteva a banche, compagnie di
assicurazione e società di intermediazione finanziaria straniere di acquisire altre compagnie
di assicurazione, banche e società di intermediazione finanziaria statunitensi.
I banchieri occidentali hanno dunque creato un sistema in cui è il denaro stesso a generare
altro denaro, accrescendo ricchezza nelle mani dei già ricchi. Tale realtà è stata creata
perché utile a costruire un sistema in cui soltanto pochi hanno un effettivo potere.
L'uso manipolatorio dei mass media riguarda anche il settore finanziario: la "crisi"
o la ricchezza nascono dai media prima di essere creati nella realtà. I banchieri si valgono
di studiosi delle scienze umane per accrescere il loro potere manipolativo. Attraverso i media
ci dicono cosa è "forte" e cosa sta andando verso la "crisi". Creano
convinzioni basate sul fatto che nessuno di noi può andare direttamente a vedere cosa sta
succedendo. Nessuno di noi può controllare le società, nè può vedere come realmente
agiscono i banchieri per indurre a credere una cosa piuttosto che un'altra. Oggi la situazione
economica è stata resa sempre più caotica e incomprensibile. Le società sono come scatole
cinesi e gran parte dell'economia è fittizia. L'attuale sistema viene erroneamente spacciato
per razionale e regolato, ma poi sembra che nessuno abbia la responsabilità degli aspetti
negativi o delle conseguenze distruttive che esso può avere. Ad esempio, da recente, è stato
scatenato l'allarme "crisi mutui", e ci hanno raccontato che alcune banche avevano
concesso mutui con scarse garanzie. Ci hanno messo in allarme dicendoci che
la Federal Reserve
avrebbe potuto alzare i tassi d'interesse a causa di ciò, ma poi ciò non è avvenuto grazie
all'emissione di nuova valuta.
Ma che senso ha tutto questo? Chi avrebbe dato quel denaro per i mutui? In realtà quel denaro
non esiste, e ci hanno allarmati per i mancati introiti di valuta inesistente. La banca
fornisce denaro virtuale, cioè digita sullo schermo la cifra. E quindi la crisi a cosa
sarebbe dovuta? Al denaro inesistente che non rientra come valore reale? Hanno fatto credere
che il mancato rientro di denaro che non è mai uscito dalle loro tasche può scatenare una
crisi. Tale comportamento è assurdo, criminale e gravemente irresponsabile.
La '"crisi dei mutui" è stata un'operazione psicologica: si voleva creare paura e
preparare al peggio, per poi far intervenire "eroicamente"
la Fed
e suscitare sentimenti positivi, di riconoscenza, come se il gruppo di banchieri che la
controlla non c'entrasse nulla con la "crisi". I banchieri hanno dunque acquisito il
potere di condizionare le nostre menti a credere che una cifra scritta su un terminale possa
avere valore concreto e produrre effetti concreti sulla vita di milioni di persone.
Condizionano le menti, le emozioni e le credenze sulla realtà, ed è proprio su questo
condizionamento che si basa il loro potere.
Secondo alcuni esperti di ipoteche, a partire dal marzo 2001, le banche della Fed hanno
iniziato a gonfiare la bolla immobiliare, che scoppiò una prima volta nel 2001-
2002, in
seguito al declino del mercato azionario. Più di 1000 miliardi di dollari, inclusi parecchi
risparmi delle famiglie, sparirono, incassati dalle banche che avevano architettato la truffa.
Altre bolle speculative sono state architettate (come le obbligazioni subprime ), e altre sono
in progetto per il futuro. L'obiettivo è quello di tenere alto il clima di insicurezza e di
ansia, attribuendo a cause non ben precisabili o non prevedibili, i disastri, e in tal modo
nascondere i responsabili.
L'economia degli Stati Uniti è stata devastata dalle politiche economiche imposte dalle
Banche e dalle corporation, che negli ultimi decenni hanno spadroneggiato su tutta la
federazione.
Un'analisi del 2004 dell’United States Census Bureau stimava che 60 milioni di americani
erano costretti a vivere con 7 dollari al giorno. Dunque, un americano su cinque vivrebbe con
2.555 dollari l’anno. Ben 25 milioni di americani vivono grazie ai "buoni-cibo"
(ticket forniti da Comuni e Contee) con cui acquistano scontati i generi di primaria necessità.
Negli Stati Uniti, l’1% della popolazione ha raddoppiato le sue ricchezze negli ultimi
decenni, e si appropria del 16% del reddito nazionale.
Gli statunitensi, percependo salari sempre più bassi e avendo condizioni lavorative sempre più
precarie, sono stati incoraggiati a contrarre debiti per mantenere un elevato livello di
consumo, per comprare la casa, l'automobile o anche per pagare le vacanze, il college per i
figli, ecc. Negli ultimi anni le Banche avrebbero erogato sempre più mutui anche senza
garanzie ("subprime"). Nel 2000 sarebbero stati concessi mutui per 138 miliardi di
dollari, e nel 2006, per 640 miliardi di dollari. La maggior parte di questi mutui sono a
tasso variabile, e dunque, al rialzo dei tassi, centinaia di migliaia di famiglie sono
diventate insolventi.
Tale situazione è stata utilizzata per far esplodere una crisi, che ha seminato panico nelle
Borse di tutto il mondo, e che ancora rappresenta una minaccia.
La Federal Reserve
, si è mostrata ingannevolmente estranea a tali macchinazioni e ha mostrato di voler
"risolvere" la questione tagliando di mezzo punto il tasso di sconto.
La Banca Centrale
Europea ha emesso 7,7 miliardi di euro, ma, come
la Fed
, non ha fatto luce sulla situazione e sulle responsabilità, dimostrando in tal modo la
complicità verso chi specula e semina panico al fine di saccheggiare i piccoli risparmiatori
e sottrarre ulteriori ricchezze ai paesi.
I mutui subprime sono quelli concessi ai cittadini a basso reddito, che sono ormai gran parte
dei cittadini americani. Le Banche hanno concesso finanziamenti senza garanzia perché tanto
il denaro che esse elargiscono nemmeno esiste, però produce effetti devastanti per i
cittadini, che poi si troveranno ad essere i soli responsabili. Le istituzioni governative
sono complici del sistema attuale, e per difendere il gruppo dominante assumono comportamenti
ambigui, che mostrano chiaramente la loro corruzione.
I mutui subprime furono elargiti con la piena approvazione delle agenzie di rating, proprio
per creare una situazione poco chiara, che doveva generare una grande insicurezza. I mutui
sono stati poi "cartolarizzati" cioè convertiti in titoli obbligazionari e
collegati a prodotti finanziari di difficile comprensione, per creare una situazione che il
cittadino comune non può non temere.
Tutto questo serve a permettere al gruppo di banchieri di minacciare in modo indiretto e
subdolo le popolazioni, generando insicurezza e una situazione non chiara, in cui un possibile
disastro non avrebbe responsabili ben identificabili e trascinerebbe milioni di persone verso
la rovina.
La Federal Reserve non notifica più l'ammontare delle banconote stampate e messe in
circolazione, negli ultimi tre anni, ha alzato i tassi di interesse da 1,25% a 5,25% (in
seguito alla "crisi dei mutui" il tasso è sceso al 4,50%), facendo aumentare
enormemente la rata del mutuo a tasso variabile. Molte famiglie americane si sono trovate in
difficoltà e le loro case sono state pignorate e messe all’asta. Di conseguenza, nel
mercato immobiliare c'è stato un forte abbassamento dei prezzi, e dunque anche le
obbligazioni possedute dai fondi di investimento e dai fondi pensione sono crollate. Questa
svalutazione ha fatto crollare anche gli indici di Borsa, facendo perdere molti risparmi alle
famiglie già in difficoltà. Da tutto questo, le banche escono vincenti, si appropriano delle
perdite dei risparmiatori, e non vengono danneggiate dalle rate non pagate, perché hanno dato
valuta inesistente, e ciò nonostante, possono impossessarsi dei beni di chi non può pagare
il mutuo.
Le autorità politiche, se da un lato cercano di rassicurare, dall'altro, essendo complici del
sistema, non sono disposte a far nulla di serio per difendere i cittadini. Il governatore
della banca d'Italia Mario Draghi si è limitato a dire: "Quella scaturita dai mutui
subprime non è una crisi ma sono soltanto turbamenti dei mercati finanziari
internazionali". Ci spieghi cosa significhi "turbamenti dei mercati finanziari
internazionali", e ci spieghi anche che poteri concreti avrebbe di tutelare gli italiani,
dato che egli in realtà è a servizio del gruppo di banchieri.
Bush ha inscenato un'improbabile filantropia sostenendo di voler aiutare le famiglie in
difficoltà, ma non ha spiegato chi ha ridotto le famiglie americane al collasso finanziario,
come se non vi fossero responsabili.
Il presidente americano ha annunciato un "piano del governo (che) prevede di rendere il
mercato dei mutui subprime più trasparente, più accessibile e più giusto". Si
tratterebbe di attingere a 22 miliardi di dollari dalla Federal Housing Administration,
riserve che servirebbero a coprire eventuali insolvenze delle famiglie ridotte sul lastrico.
Il presidente, però, non dice ai cittadini che l'oligarchia dominante ha fatto in modo da
diminuire il più possibile il denaro circolante, proprio per creare situazioni in cui occorra
elargire altro denaro accrescendo il debito pubblico. E' una catena di potere che si
attorciglia al collo di tutti i cittadini, statunitensi ed europei.
Le Borse sono società private, che si autoregolano e si autoproteggono. Il sistema borsistico
è stato descritto come avente un modello di "gironi" concentrici, in cui attorno
alle imprese si pongono gli intermediari finanziari (fondi privati, banche d’investimento,
venture capitalist), e nel girone più ampio ci sono le grandi banche, come Morgan Stanley,
Goldman Sachs e Ubs. Le piazze borsistiche dovrebbero essere pubbliche, e invece i legami fra
un girone e l'altro sono principalmente privati, e spesso segreti.
I banchieri si garantiscono il controllo di tutto ciò che può influire sulla Borsa, come la
politica, gli eventi finanziari, le notizie dei media, ecc.
Ad esempio, nel
2006, l
'ex governatore della Fed, Alan Greenspan, rilasciò dichiarazioni allarmanti circa l'aumento
del petrolio. Nel settembre del 2007 lo stesso personaggio, che gode di enorme considerazione
negli ambienti finanziari, dichiarò che gli Stati Uniti stavano perdendo capitali stranieri,
e prevedeva "un ribasso dei prezzi dell'immobiliare negli Stati Uniti più rilevante del
previsto, con un ulteriore crollo del 2 o del 3%". Greenspan, incurante delle
conseguenze, annunciò anche che
la Fed
e
la Banca Centrale
Europea, in futuro, avrebbero dovuto alzare i tassi di interesse a più del 10%, al fine di
contrastare l'inflazione. Per questo egli prevedeva una grave recessione con l'esaurirsi del
mercato del credito in seguito alla crisi dei "subprime". A rafforzare la credibilità
di queste dichiarazioni, negli stessi giorni, il prezzo del petrolio subì un rialzo,
arrivando a 80,50$, e
la Goldman Sachs
annunciò che alla fine dell'anno potrebbe arrivare a 85 dollari a barile, e nel primo
trimestre del prossimo anno a 90$. Si preannunciava dunque una svalutazione del dollaro sino a
1,70€ , scatenando una grande recessione.
Quello che i media non mettono in evidenza è che Greespan, come tutti i personaggi di primo
piano della finanza, è complice dei banchieri, e che il prezzo del petrolio è stabilito
dallo stesso gruppo di persone che controlla le Banche, le finanziarie e
la Borsa. Sono
sotto il loro controllo anche i giornali, come il "Financial Times", attraverso i
quali i personaggi influenti rilasciano interviste. Dunque, queste persone hanno il potere di
scatenare panico e di far crollare le Borse, dove vogliono e quando vogliono, mettendo in
ginocchio paesi interi. Questo accade perché i popoli riconoscono loro legittimità e
autorevolezza, e non li identificano come una banda di criminali truffatori, non avendo
conoscenze necessarie per smascherare il sistema e vederlo per quello che esso è.
Dal 1978 ad oggi sono state approvate in Italia leggi relative alla Borsa e al mercato dei
titoli di Stato, indipendentemente, e senza un disegno "istituzionale" chiaro e
unitario. Le riforme sono state fatte soprattutto per adeguare il sistema agli standard posti
dall'Unione Europea, e per collegare i mercati italiani a quelli statunitensi ed europei. Gli
standard posti dall'oligarchia occidentale prevedevano l'affidamento del sistema al gruppo di
persone che posseggono le grandi banche e creano il sistema finanziario nel suo complesso.
Dunque tali "riforme" miravano ad accentrare il potere di controllo sulla Borsa e a
permettere alle società formate ad oc di avere potere pressoché assoluto sulle regole da
imporre, senza alcuna conseguenza per i banchieri in caso di irregolarità o di vere e proprie
truffe .
PSICOLOGIA DELLA FINANZA PARTE II
Con la motivazione di voler "migliorarne la competitività a livello internazionale"
i mercati finanziari sono stati sempre più concentrati e deregolamentati, con la conseguenza
che
la Borsa
è diventata un luogo di saccheggio impunito per le grandi banche, che operano attraverso
istituti creati e protetti dai governi. In tal modo risulta sempre più facile per un
ristretto gruppo di persone, avere la possibilità di controllare un enorme flusso
finanziario, e creare "crisi" o "espansione" a piacimento. Sono state
messe al bando possibili leggi antitrust, controlli da parte di organismi indipendenti, o
regole chiare che limitino il potere delle banche e sanzionino in modo serio tutte le loro
truffe. La parola "competitività" è diventata la formula magica per la creazione
di un sistema caotico e privo di regole, ma controllato dall'alto da un gruppo di persone,
che, oltre ad impadronirsi del grosso della torta, si curano a che tale sistema non trovi
alcun ostacolo ad espletarsi. Il mercato "globale" viene dunque ad essere quel
mercato in cui poche persone possono avere un potere finanziario e di controllo delle economie
mai avuto prima nella Storia del pianeta.
Il Decreto legislativo detto “Eurosim” , n.415 del 23 luglio 1996 (entrato in vigore il 1°
settembre 1996), ha adattato il mercato mobiliare italiano alle regole imposte a tutti i paesi
europei. Si trattava di privatizzare e riorganizzare i mercati, in linea con le
caratteristiche del nuovo assetto, dominato dal potere illimitato delle banche e
caratterizzato dall'ampliamento del mercato, possibile grazie all'uso delle nuove tecnologie.
Con la delibera n. 10464 del 23 gennaio 1997,
la Consob
ha approvato la creazione, da parte del Consiglio di Borsa, della “Borsa Italiana S.p.A.”,
che acquisirà il compito di organizzare e gestire
la Borsa
valori, il mercato ristretto e il mercato per la negoziazione degli strumenti finanziari
previsti dall’articolo 1, comma 1, ossia i "contratti futures su strumenti finanziari,
su tassi d’interesse, su valute, su merci, e sui relativi indici, anche quando
l’esecuzione avvenga attraverso il pagamento di differenziali in contanti".
Tale società privata con fini di lucro, come le altre europee e statunitensi, non subisce
controlli né regolamentazioni pubbliche, essendo l'intervento pubblico limitato alla
"vigilanza" e alla "procedura di autorizzazione". In altre parole, le
Borse possono utilizzare metodi informatici complessi, oppure conoscenze psicologiche e
sociologiche, o diffondere informazioni attraverso i media allo scopo di lucrare, ossia di
sottrarre denaro alle famiglie, alle imprese o agli Enti, senza incorrere ad alcuna sanzione.
E' una rapina legalizzata e mascherata.
Si parla di "conflitto di interesse" quando non c'è separazione fra chi ha la
proprietà, chi fa le regole e chi "vigila". E' il caso lampante del sistema Banche
e del sistema Borsa, in cui chi possiede la società, crea le regole e gestisce il mercato, è
anche chi emette titoli, chi stampa il denaro e chi decide il valore di tutte le emissioni,
attraverso sofisticati metodi tecnologici.
Molti credono che sia la collettività a creare la realtà della Borsa o dell'economia,
credendo alla teoria dell'incontro fra domanda e offerta, oppure alle teorie sull'espansione o
sulla contrazione dei mercati. In realtà tutto questo è una colossale truffa, in quanto la
collettività non possiede né sovranità monetaria, né esiste un mercato libero in cui
ognuno può gestire la propria attività senza il sostegno bancario. Dunque i banchieri
possono fare il buono e il cattivo tempo per le imprese e per i cittadini, avendo le redini
dell'intero sistema.
Il decreto Eurosim, come anche il Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione
finanziaria (TUF), il decreto legislativo n. 58 del 24 febbraio 1998, e
la Delibera Consob
n. 11522 del luglio 1998, avrebbero dovuto evitare i disastri finanziari che hanno danneggiato
molti investitori italiani: il deprezzamento dei bond argentini in seguito al crollo
la Repubblica Argentina
nel dicembre 2001, il crack Parmalat, Cirio, ecc.
Con la nuova situazione finanziaria, le possibilità di crack sono enormemente aumentate. La
mancanza di regole chiare e certe relative alla tutela del risparmio e alle tipologie di
investimento e di indebitamento, hanno favorito illegalità e truffe. In Italia, dal 1984 al
1996, i crack delle società finanziarie hanno interessato 234.740 persone per cifre intorno
ai 5.160 miliardi di vecchie lire (senza contare i crack degli anni successivi, come Parmalat
e Cirio). Quasi sempre i responsabili non pagano o hanno pene irrisorie, e anche gli organismi
di "tutela" dei risparmiatori la fanno franca.
E' stato creato uno pseudo-capitalismo, basato sulla finanza, caotico nelle regole e nelle
responsabilità, e con un vertice occulto che manovra gli eventi a proprio piacimento e
secondo i propri interessi. Tutto ciò ha svilito la realtà economica dei lavoratori e delle
piccole e medie imprese, annullando i reali obiettivi di crescita e di sviluppo delle nazioni.
Per svegliarsi dal condizionamento occorre chiedersi: "chi detta le regole?", oppure
"chi impedisce che le cose possano cambiare utilizzando i media e il controllo
politico?"
La creazione di mercati finanziari confusi e complessi è funzionale al potere dei banchieri,
che rendendo tali mercati instabili possono a piacimento farli crollare e assorbire altre
risorse finanziarie, sottraendole ai risparmiatori, e accrescendo la penuria di valuta
circolante. Dietro tutti questi traffici finanziari c'è il vuoto, l'inganno, la truffa. Una
truffa che ha un costo sempre più alto per le persone comuni.
Finché crederemo che la realtà sia frutto della libera scelta umana o che ci sia una
razionalità nell'attuale sistema finanziario, risponderemo alle loro sceneggiate in modo
conforme alle loro aspettative. Ma se decideremo di capire qual'è la vera realtà, allora
inizieremo ad essere mentalmente attivi e a chiederci "chi decide ciò che ha
valore?", "in base a che cosa?", "chi ha ridotto l'economia ad sistema
centralizzato creato per controllare, affamare o corrompere?"
Quando diventeremo consapevoli della realtà non reagiremo più in modo stereotipato alle loro
manipolazioni, e percepiremo il livello d'inganno che c'è nei nostri telegiornali o nei
discorsi dei nostri politici. Percepiremo il bisogno viscerale che questo sistema ha di
condizionare e manipolare, per poter continuare a sopravvivere. Capiremo anche che l'attuale
sistema di potere esiste perché consentiamo che esso esista, con la nostra delega delle
responsabilità e la disponibilità a crederlo un sistema accettabile o insostituibile.
Antonella Randazzo
Fonte: http://antonellarandazzo.blogspot.com/
Link: http://antonellarandazzo.blogspot.com/2007/11/psicologia-della-finanza-parte-ii.html
7.11.07
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e-mail giadamd@libero.it
PER APPROFONDIRE
CRBM/Manitese (a cura di), "Tutte le bugie del libero commercio", Terredimezzo
Editore, 2005.
De Simone Domenico, "Un’altra moneta. I Titan, la rivoluzione della finanza",
Edizioni Malatempora, Roma 2003.
De Simone Domenico, "Parmacrack - non piangete sul latte versato", Malatempora, Roma
2004.
Randazzo Antonella, "Dittature.
La Storia
occulta", Il nuovo Mondo, Padova 2007.
Salanitro Niccolò, "Società per azioni e mercati finanziari", Giuffrè, Milano,
1998.
Tarquini Bruno, "La moneta, la banca e l’usura", Ed. Controcorrente, Napoli 2001.
NOTE
1) Sargant William, "Battle for the Mind: A Physiology of Conversion and Brain-Washing",
Baltimore, Penguin Books 1961.
2) Chomsky Noam, "Capire il potere", Il Saggiatore, Milano 2007, p. 468.
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