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La campagna nazionale "Giù le mani dai bambini" denuncia: in Italia,
due bimbi in terapia per ADHD cui veniva somministrata atomoxetina (Strattera ®) hanno
manifestato idee suicidarie. L’Agenzia Italiana del Farmaco non ha ritenuto di informare
tempestivamente la cittadinanza.
Il comunicato di "Giù le mani
dai bambini"
A pagina sette dell’ultimo numero
del “Bollettino di farmacovigilanza AIFA”
l’Agenzia Italiana del Farmaco informa circa le idee suicidarie di due bambini, una bimba
piemontese di 9 anni, ed un bimbo sardo di 10 anni. Entrambi i minori erano in trattamento
nel 2008 con atomoxetina (nome commerciale “Strattera”®,
psicofarmaco prodotto dalla multinazionale farmaceutica
Eli Lilly), la bimba da sette mesi ed il bimbo da dieci mesi. Il bambino è stato
ricoverato in ospedale con diagnosi di “agitazione psicomotoria ed ideazione suicidaria”, e successivamente dimesso dopo
una terapia specifica, mentre per quanto riguarda la bambina non vi sono attualmente notizie
circa l’esito finale della vicenda. “E’
sconcertante – ha commentato Luca Poma, giornalista e Portavoce nazionale di ‘Giù le
Mani dai Bambini’, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza
pediatrica – che l’agenzia del farmaco non abbia
emesso un comunicato nell’immediatezza del fatto, al fine di informare la cittadinanza, ma
renda noto ciò che accaduto solo mesi e mesi dopo:
lo Strattera è – purtroppo – lo psicofarmaco più utilizzato in Italia per sedare i
bambini troppo agitati e distratti, nonostante siano noti i gravi profili di rischio di questa
molecola. Ritengo che l’AIFA avrebbe dovuto,
nel rispetto della privacy delle due famiglie coinvolte,
permettere agli altri genitori di maturare scelte equilibrate al riguardo, conoscendo pro
e contro di questi trattamenti”. In un documento dell’agenzia di controllo sanitario
inglese (British Medicines and Healthcare Regulatory Agency) reso noto su richiesta del
giornalista investigativo svedese Janne Larsson, si riportavano già a fine 2005 ben 130
rapporti su tentativi di suicidio da parte di pazienti trattati con Strattera®, oltre a 760
rapporti per problemi cardiaci, 172 rapporti per danni al sistema epatico e circa 20 rapporti
per suicidi effettivi. Il colosso farmaceutico Eli Lilly in origine cercò
senza successo di far approvare Strattera® dalla Food & Drug Administration USA come
antidepressivo, per poi riciclarlo come trattamento
per l’Adhd,
la Sindrome
di Iperattività e Deficit di Attenzione, con significativi profitti finanziari (circa 665
milioni di dollari di giro d'affari annuo). Da allora, si sono succeduti diversi avvisi
urgenti della FDA relativi alla potenziale induzione al suicidio dell’atomoxetina, qualora
somministrata ad organismi in via di sviluppo, ma la molecola non è mai stata rimossa dal
mercato. L’AIFA, nel rapporto sui due bambini italiani che hanno maturato progetti suicidari,
dichiara anche che “l’insorgenza
di ideazione suicidaria sembra essere significativamente più frequente nei bambini in terapia
con atomoxetina”. “E’ incomprensibile il motivo per cui – ha concluso Poma – nonostante
le ormai conclamate evidenze di pericolosità di questo psicofarmaco, riconosciute anche
dall’AIFA, l’organismo di controllo non intervenga
chiedendo all’Agenzia Europea del Farmaco un’immediata revisione dell’autorizzazione al
commercio di questa molecola, come già sollecitato anche in più occasioni da esponenti
del nostro Parlamento”.
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