|
Dopo il parere negativo dato dalla commissione regionale Sanità, il
progetto di legge per normare la somministrazione di psicofarmaci ai minori cade sotto i colpi
del Partito democratico. Il parlamentino regionale dell'Emilia Romagna il 12 novembre
2008 ha
respinto il testo con i voti dei democratici, dell'Udc e della lista civica Per l'Emilia-Romagna.
Pioggia di critiche sulla bocciatura voluta dal Pd in Regione alla
legge per limitare e regolare rigidamente la somministrazione di psicofarmaci ai bambini. Il
fenomeno dell'uso e abuso di psicofarmaci sui minori sta assumendo proporzioni ormai
preoccupanti, soprattutto dopo la campagna di marketing e il moltiplicarsi di convegni
scientifici che raccomandano l'uso di metilfenidato, un derivato dell'anfetamina, sui bimbi
che presentano deficit di attenzione, iperattività o difficoltà di apprendimento.
Il Pd, per difendere la propria scelta, ha sostenuto che
"è sbagliato affrontare il problema con un progetto di legge poichè la competenza in
materia è esclusiva dell'Agenzia italiana del farmaco". Ma i promotori della
legge, Verdi e An, hanno spiegato come il testo fosse "conforme
alla divisione delle competenze fra Stato e Regione". "Anche
perchè stabilisce solo degli obiettivi: l'obbligatorietà del consenso informato
nell'utilizzo di psicofarmaci ai minori, demandare la segnalazione dei casi ad un servizio
specializzato e non alle scuole e il controllo delle prescrizioni".
Ma evidentemente il centrosinistra emiliano-romagnolo ha optato per evitare queste
prescrizioni. La capogruppo dei Verdi, Daniela Guerra, ha spiegato che "l'intento
era quello di stabilire rigide condizioni d'uso perchè l'abuso è dietro l'angolo".
Da quando il Ritalin è stato reintrodotto in Italia, ricorda Guerra, "permettendone
l'utilizzo sui minori" ed è stata autorizzata
"la prescrizione del Prozac ai bambini con più di 8 anni", c'è "il
forte timore che crescano anche le diagnosi sui bambini". Ma per il Pd la via
legislativa "è uno strumento eccessivamente rigido". Molto critica sulla scelta
della Regione è anche
la Campagna
"Giù le mani dai bambini".
Il suo portavoce Luca Poma afferma che "è falso sostenere che
la Regione
non ha competenza sul tema psicofarmaci e bambini; da tempo la sanità è materia di
competenza congiunta tra Stato e Regioni e qui non si discute circa l'autorizzazione o meno al
commercio di farmaci nè li si vuole vietare, ma si vuole invece intervenire sui problemi di
carattere etico, che sono eccome di competenza della Regione". "
La Giunta
difende posizioni indifendibili - prosegue Poma - non è certo il miglior esempio di
attenzione al territorio ed ai cittadini".
Il Comitato richiede quindi che il progetto di legge ritorni in commissione, "per
una valutazione di merito, articolo per articolo" conclude Poma.
|