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"Alimenti; Prosciutto Parma scaduto, ripulito e messo in vendita"  
 Invece di essere smaltiti, venivano ripuliti delle parti marce e infestate dai parassiti. Poi erano 
confezionati, etichettati con una nuova data di scadenza, e rimessi sul mercato, 
nel circuito dei mercati rionali, degli ambulanti e dei market etnici.

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tto da http://notizie.it.msn.com del 23 ottobre 2008 © APCOM

32,5 t sequestrate. Nas indagano su filiera dell'adulterazione

Roma, 23 ott. (Apcom) - Invece di essere smaltiti, venivano ripuliti delle parti marce e infestate dai parassiti. Poi erano confezionati, etichettati con una nuova data di scadenza, e rimessi sul mercato, nel circuito dei mercati rionali, degli ambulanti e dei market etnici. E' questo il percorso che seguivano i salumi sequestrati dai Nas il 21 ottobre negli stabilimenti dell'azienda 'Salumi Val Baganza srl' in provincia di Parma. Circa 32,5 tonnellate di insaccati vari: culatello, salame, pancetta, ma soprattutto prosciutto col marchio di Parma, che finiva in commercio con un prezzo intorno ai 2,5 euro, contro gli otto euro del prodotto sano.

Le indagini sono tuttora in corso, spiega il generale dei Nas Cosimo Piccinno, sottolineando che l'informazione sul sequestro è stata diffusa praticamente "in tempo reale. Noi siamo intervenuti sul segmento centrale, ora bisogna vedere cosa c'è prima e dopo lungo la filiera". Si tratta infatti di individuare come i prodotti, che evidentemente dovevano essere smaltiti attraverso la distruzione, essendo passata la data di scadenza, sono finiti invece in quel deposito. L'ipotesi è che ci sia dietro una organizzazione criminale legata a qualche azienda incaricata dai consorzi di effettuare lo smaltimento. Consorzi che, hanno specificato i Nas, stanno collaborando alle indagini e che hanno tutto l'interesse a smascherare questa frode che compromette la loro immagine e il loro mercato. E' possibile escludere, ha sottolineato Piccinno, che il prodotto adulterato sia finito sugli scaffali dei supermercati, perché il circuito della grande distribuzione organizzata si serve direttamente dai produttori segnalati dai consorzi.

Venti tonnellate di prodotti sono già stati avviati a distruzione, sul resto continuano le analisi. In gran parte si tratta di prodotto scaduto da anni, in alcuni casi dal 2003.

Gli insaccati sono stati sequestrati in uno stabilimento per la lavorazione del prosciutto crudo nel comune di Felino (Parma) e in un deposito a Langhirano (Parma). Entrambe le strutture fanno capo a un unico titolare, che dovrà rispondere di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, di frode in commercio e di uso di segni mendaci.

"La cosa raccapricciante e gravissima - sottolinea il sottosegretario alla Salute Francesca Martini - è che siamo arrivati al maquillage dei salumi. E' grave soprattutto perché viene intaccata in questo modo l'immagine di un marchio famoso in tutto il mondo come il prosciutto di Parma. Si tratta - ha concluso di una delle frodi più vergognose che hanno invaso il nostro Paese".