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ROMA (Reuters) - I miglioramenti nel campo della lotta ai pesticidi nei prodotti
ortofrutticoli e derivati sembrano essere un lontano ricordo, secondo il rapporto annuale di
Legambiente sui residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati
in Italia, "Pesticidi nel piatto 2009", presentato stamani a Roma.
L'edizione del 2009 di questo rapporto, basato sui dati ufficiali forniti da
Arpa, Asl e laboratori zooprofilattici, mostra risultati stabili se non peggiori del 2008.
Complessivamente le analisi svolte dai laboratori pubblici provinciali e
regionali hanno preso in esame 8.764 campioni, di cui 109 sono risultati irregolari, pari
all'1,2% del totale, in leggero aumento rispetto al 2008, mentre su 2.410 campioni è stata
rilevata la presenza di uno o più residui.
La frutta si conferma quale categoria "più inquinata", con un
aumento, rispetto all'anno scorso, delle irregolarità. Infatti, su 3.507 campioni di frutta,
81, ovvero il 2,3%, sono irregolari con residui al di sopra dei limiti di legge. Questi dati
confermano il peggioramento rispetto all'anno scorso, con un incremento di residui pari allo
0,7%. Solo il 53,8% della frutta che viene consumata dagli italiani è priva di residui
chimici.
"Gli ultimi dati Istat ci dicono che già nel 2007 la quantità totale dei
fitosanitari distribuiti per uso agricolo in Italia era aumentata del 3% rispetto al
2006", ha spiegato Rosella Muroni, direttrice generale di Legambiente, durante la
conferenza stampa di presentazione. "Un dato preoccupante, questo, perché dimostra come
lo sforzo sinora sostenuto dall'agricoltura italiana per offrire ai consumatori prodotti
sempre più sani e per ridurre l'inquinamento abbia subito uno stop".
Nella classifica dei frutti maggiormente contaminati, le mele si aggiudicano
questo poco invidiabile primato. Preoccupante anche il dato relativo agli agrumi.
"Siamo preoccupati per l'inversione di tendenza dei risultati delle analisi
sui campioni esaminati", ha dichiarato Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del
cittadino. "Ci auguriamo che non ci sia un allentamento dell'attenzione da parte delle
aziende agricole sull'uso delle sostanza chimiche".
Una preoccupazione che si rivolge soprattutto ai bambini. I limiti di legge sui
residui di pesticidi su prodotti ortofrutticoli sono basati su un organismo di un maschio
adulto. Ma alcuni studi hanno rilevato come un organismo in fase di sviluppo sia
particolarmente sensibile agli agenti tossici che interferiscono con l'azione fisiologica
degli ormoni.
In generale, i primi risultati sembrano confermare che l'esposizione durante la
gravidanza a questi pesticidi abbia effetti significativi sui bambini, quali ad esempio la
riduzione della circonferenza cranica e del peso corporeo alla nascita, nonché effetti sullo
sviluppo neurologico.
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