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Eccoci al supermercato, di corsa, come al solito. Tra mezz'ora arrivano gli
ospiti a cena. Oppure siamo stufi, dopo dieci ore fuori casa non vediamo l'ora di riposare, e
in cinque minuti dev'essere tutto pronto.
Sono i tempi moderni, a costringerci. Ma forse, possiamo non sentirci in obbligo di
approfittare proprio di tutte le comodità alimentare che ci vengono offerte. Per esempio...
Insalate in busta
Le foglie devono essere lavate, perfette, sterilizzate, all'apparenza fresche. Qual è il vero
prezzo di tutto ciò? Dosi sempre più abbondanti di pesticidi e fungicidi vanno spruzzate
anche nelle insalate di serra a ridosso le une alle altre; i veleni di cinque anni fa non
funzionano più. E se c'è un solo afide l'intero raccolto verrà rifiutato dai supermercati.
Dopo la raccolta si passa al lavaggio al cloro. Che oltre a eliminare i batteri elimina anche
il sapore dell'insalata fresca, ben noto a chi ha assaggiato insalata appena raccolta.
Inoltre, questi composti clorurati non lasceranno residui sulle foglie?
Infine, alle catene d'imbustamento, dove spesso le si confezionano in atmosfera modificata
(cioè, privata di ossigeno e satura d'anidride carbonica). Peccato che secondo una ricerca
dell'Istituto nazionale per la nutrizione di Roma, vitamine C ed E, polifenoli ea altri
micronutrienti paiono scomparire nelle insalate a foglia verde dopo soli tre giorni di
confezionamento in anidride carbonica? Cioè, i valori nutritivi calerebbero sia nelle foglie
tenute in condizioni normali sia in quelle in atmosfera modificata, solo che le prime
s'afflosciano e imbruniscono, le altre..... danno ancora un'illusione di freschezza.
Piatti pronti
Un'ampia gamma di pietanze già pronte, confezionate con cura da "chef" di tutte le
cucine del mondo, ammicca nelle corsie dei supermarket. E anche se le diciture sulla
confezione garantiscono "ricette tradizionali" o "fatte a mano", in
realtà gli alimenti trasformati sono solitamente ricchi di grassi raffinati, in genere
derivati (senza scriverlo) da oli di soia, colza o palma, zuccheri e amidi raffinati...
L'industria alimentare s'è data molto da fare per vivisezionare soia e mais e trasformare le
loro componenti in applicazioni redditizie. Sono onnipresenti amidi, sciroppo di glucosio (che
proviene dal mais), grassi idrogenati (oli liquidi induriti artificialmente che diventano
"trans")....
E i surgelati?
Secondo il Wuppertal Institut il cibo surgelato ha un costo energetico-ambientale triplo
rispetto all'omologo fresco. Seppure la surgelazione preservi alcuni nutrienti, molto dipende
poi da come vengono cucinati, scongelati e preparati. Ma lameno, per legge, non possono
contenere additivi conservanti: inutile quindi cercar con la lente d'ingrandimento nella lista
degli ingredienti.
Anche se nelle insalate in busta e nei piatti pronti da agricoltura biologica alcuni
trattamenti vengono evitati, è l'idea stessa di tagliare, spezzettare, preparare verdure per
conservarle ad essere sbagliata. Per non perdere tempo, si perdono nutrienti preziosi.
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