"La sede del pensiero mistico nelle aree
temporo-parietali"
La
sede del pensiero mistico potrebbe trovarsi nelle aree temporo-parietali di entrambi gli emisferi.
Gli
studiosi
avrebbero individuato la locazione dei circuiti nervosi legati al comportamento e al pensiero
spirituale e trascendente.
tratto da
http://www.ecplanet.com
del 28 febbraio
2010 a firma di Edoardo Captano
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Esiste
un circuito neurale che sottostà alla tendenza a proiettare se stessi in una “dimensione
mistica” e meditativa - cioè a quel tratto caratteriale che viene anche definito
“spiritualità”? Per la prima volta, uno studio tenta di dare una risposta a questa
domanda cercando le relazioni di causa-effetto tra modificazioni dell'attività cerebrale e il
pensiero spirituale. La
ricerca è di un gruppo italiano coordinato dal Polo Friuli e Venezia Giulia dell’Irccs
Eugenio Medea, ed è stata pubblicata su Neuron. Gli studiosi avrebbero individuato la
locazione dei circuiti nervosi legati al comportamento e al pensiero spirituale e trascendente
(che consiste nella rappresentazione del sé fuori dai confini spazio-temporali del proprio
corpo) nella aree temporo-parietali di entrambi gli emisferi. Per
comprendere a cosa si devono le differenze individuali nella propensione alla spiritualità, i
ricercatori hanno formulato un questionario e lo hanno sottoposto a 88 pazienti con cancro
cerebrale, sia prima sia dopo la rimozione chirurgica della massa tumorale (che toccava le
aree anteriori o posteriori dei due emisferi). Il
test - Temperament and Character Inventory - TCI (Cloninger) mirava a valutare tre aspetti
della personalità: “l’oblio creativo del sé”, “l'identificazione tran-spersonale”
e “l'accettazione del mistico”. Punteggi alti nella prima parte sono solitamente ottenuti
da persone che riescono ad immergersi totalmente in una attività come la meditazione, tanto
da non rendersi conto del tempo che passa o dei bisogni fisici; bassi punteggi sono invece
tipici di chi si definisce “concreto” e che difficilmente si lascia coinvolgere da
esperienze astratte, come quelle artistiche. Nella seconda parte, i punteggi più alti sono
ottenuti dai cosiddetti “idealisti”: coloro che si sentono parte integrante di un sistema
e sono disposti a sacrificarsi per un ideale o per il bene comune; coloro che ottengono un
basso punteggio in questa scala sono invece i caratteri più individualisti. Nella terza
parte, i punti vanno a chi crede nel soprannaturale, dai miracoli alla magia, e che è
disposto a soffrire la propria fede; al contrario, chi basa la proprie convinzioni sulle
obiettività empiriche è invece agli ultimi posti della classifica. Dopo
l’asportazione del tumore, chi aveva lesioni nella parte posteriore ha mostrato un aumento
significativo dei punteggi della prima scala, quella dell’auto-trascendenza. Correlando poi
la sede della lesione ai cambiamenti di personalità, i ricercatori hanno trovato che le aree
maggiormente associate a questo aspetto sono quelle temporo-parietali di entrambi gli
emisferi. È
infatti noto che danni alla corteccia temporo-parietale possono portare a disturbi nel senso
di appartenenza del proprio corpo, per esempio la convinzione che un arto paralizzato non
faccia parte dell’organismo (somatoparafrenia). La stimolazione di quest’area può inoltre
indurre l'esperienza di percepirsi al di fuori del proprio corpo. Secondo
Cosimo Urgesi, che ha guidato lo studio, alcuni aspetti della spiritualità sarebbero
strettamente connessi con la percezione del proprio corpo e le differenze individuali
potrebbero dipendere da diversi livelli di attivazione cerebrale nelle regioni individuate. (t.m.) Fonte primaria: galileonet.it / Fonte: segnidalcielo.it |
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