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FIRENZE - Sarà
Patch Adams, il medico americano inventore della clownterapia, il cuore scientifico del
congresso che riunisce le associazioni italiana ed europea di psicoterapia (Fiap e Eat) a
discutere su 'Umorismo e altre strategie per sopravvivere alle crisi emozionali', in programma
al Palacongressi di Firenze da venerdi' 15 fino a domenica 17 giugno.
A Patch Adams, che chiuderà i lavori con una lectio magistralis, è affidata la sezione su
humor and healt ma con lui affronteranno temi specifici alcuni dei maggiori esperti europei e
italiani in una serie di tavole rotonde, sessioni di lavoro e focus sui temi che vanno dallo
studio dei benefici della clownterapia alle possibili controindicazioni, l' analisi delle
strategie applicate alla pediatria, l' applicazione dell' humour nella terapia del dolore dei
bambini.
Oltre a Patch Adams, sarà il pediatrico Meyer il protagonista assoluto dei lavori, una
session "capace - ha detto il direttore Carlo Barburini - di contribuire concretamente al
progetto che stiamo portando avanti al Meyer e rafforzare il legame già costituito tra
pediatrico e Fiap". Tra i relatori, alcuni esperti europei e internazionali provenienti
dai cinque continenti. A oggi le iscrizioni sono oltre 1100, 50 i relatori in rappresentanza
di Europa, Usa, Australia, Africa. Al termine del convegno è prevista una cena di gala e di
beneficienza con la presenza di Patch Adams.
Chi è Patch Adams
E' considerato il padre della
comicoterapia. Oggi ha superato la soglia dei cinquanta e va in giro per il mondo a fare
visita ai bambini negli ospedali.
Hunter Patch Adams esiste davvero, non solo sullo schermo cinematografico che l'ha reso famoso
grazie all'interpretazione di Robin Williams.
La
sua storia reale comincia proprio da un ospedale psichiatrico, dove Patch, ancora adolescente,
viene ricoverato dopo aver tentato il suicidio. Anche su di lui si è abbattuto il male oscuro
della depressione. Qui aiuta un malato, suo compagno di stanza, a superare le fobie ricorrendo
a un gioco divertente. Improvvisamente capisce di avere un dono: sa aiutare chi soffre creando
un rapporto fatto di allegria e complicità.
Decide allora di studiare medicina al Medical College in Virginia, da cui esce diplomato nel
1971. Sono anni difficili epr lui quelli universitari, perché il mondo accademico non accetta
il modo rivoluzionario con cui Patch Adams intende curare i pazienti.
"La
medicina è uno scambio d'amore, non un business. L'antidoto a tutti i mali è
l'umorismo" ha dichiarato in un'intervista.
Animato dalla volontà di mettere in pratica questo suo ideale, Patch Adams dopo la laurea
trasforma la casa dove vive in una clinica aperta a chi soffre. Assieme a un gruppo di
volontari riesce, in dieci anni, a prestare cure gratuite a circa 15000 malati e nel '77
compra un terreno nel North Carolina, dove progetta di costruire una clinica vera e propria.
Vista
dall'alto la costruzione, nelle intenzioni di Patch Adams, deve riprodurre la sagoma di un
clown. A questo scopo fonda l'associazione Gesundheit1(in tedesco significa salute) Institute,
che raccoglie fondi destinati alla realizzazione della clinica. Si tratta di un progetto
ambizioso, anche dal punto di vista economico, 15 milioni di dollari il costo previsto.
Progetto che non ha mancato di sollevare polemiche. I suoi detrattori, infatti, lo accusano di
essere inconcludente, perché pare che dal 1983 Patch Adams non abbia più visitato un
paziente per dedicarsi anima e corpo a cercare i finanziamenti(mancherebbero ancora 7 milioni
di dollari).
Lui
però si sente investito di una missione da compiere, viaggia in tutto il mondo per far
conoscere la teoria sul potere terapeutico del sorriso e il suo progetto di un ospedale che di
essa sia veicolo concreto.
Tra i suoi obiettivi, ha fatto sapere, c'è anche "Clown One", un aereo pronto ad
atterrare laddove ci sia un'emergenza umanitaria.
Comicoterapia
tratto da http://www.managerzen.it/comicoterapia/comicoterapia.htm
Ma
chi lo dice?
Lo dice la saggezza popolare e lo dicono i proverbi: "il riso fa buon sangue"
Nell'Antico Testamento il lato comico invece è trascurato, così come nel Vangelo e
nei Padri della Chiesa. Il motivo? Il comico nasce da un'incongruenza, da uno scarto rispetto
alla consuetudine, alla normalità, al prevedibile. Perciò andava limitato e regolato.
Nel Medio Evo poi guai a ridere…ricordate i monaci e Aristotele nel Nome della
Rosa?!? La commedia era assolutamente proibita e perciò non si poteva ridere…ma quelli
erano decisamente tempi bui…
Per fortuna si sono schiariti…e già Thomas Sydenham, autorevole medico del XVII secolo,
affermava che "l'arrivo di un buon clown esercita, sulla salute di una città,
un'influenza benefica superiore a quella di venti asini carichi di medicinali". Qualche
secolo più tardi, lo stesso Freud, riteneva così rilevanti i motti di spirito da
dedicarvi un intero libro. In epoca moderna è a partire dagli anni Sessanta che sono
cominciati i primi studi sistematici sulle virtù terapeutiche della risata.
Veniamo a noi...
Negli anni '80, il caso di Norman Cousins fece
scalpore in tutti gli Stati Uniti.
Cousin era un noto giornalista scientifico che improvvisamente venne colpito da spondilite
anchilosante, una grave alterazione delle articolazioni che porta progressivamente alla
paralisi e alla morte. Il giornalista decise di curarsi seguendo un'insolita terapia:
il ridere (tre-quattro ore al giorno di film comici) e la vitamina C (
25 g
al dì, assunti per flebo). A dispetto di ogni previsione, in capo a un anno, guarì
completamente.
Da allora clown e film comici sono entrati nel novero delle medicine in grado di stimolare il
sistema immunitario e potenziare il processo naturale di autoguarigione presso alcuni ospedali
negli Stati Uniti e in Francia.
In questo contesto si colloca anche l'esperienza di Patch Adams il rivoluzionario
medico-clown americano, fautore di un'assistenza sanitaria vista come servizio e incentrata
sui reali bisogni dei pazienti, dove la comicità è utilizzata per creare familiarità con i
malati e ridurre il disagio e l'alienazione dei degenti.
In Italia Jacopo Fo è promotore di un appello semiserio al ministero della Sanità per
il riconoscimento della comicoterapia come filosofia e vera e propria cura da introdurre nelle
strutture sanitarie.
A tal proposito Jacopo Fo si interroga e si risponde sul valore terapeutico dello sghignazzo:
"Ma il ridere è solo una delle tante emozioni positive?
Se l'ira è il peggior nemico della salute, il ridere è il miglior alleato. Infatti ridere
è una ginnastica psichica, fisica, mentale ed emotiva.
Durante una crisi di riso, succede un vero e proprio miracolo fisiologico. Nel riso si
impegnano più di 60 muscoli, per piangere ne usiamo meno di 20.
Si modifica la respirazione, si usa il diaframma (pochi lo fanno normalmente), si rinnovano le
riserve di aria nei polmoni (come durante lo sbadiglio).
Si mobilitano le fasce muscolari più profonde (semi involontarie), soprattutto del ventre,
creando un tonificante automassaggio rilassante.
Il cervello si "distrae", i pensieri negativi perdono il loro potere paranoico, la
mente si distende, la vita sembra migliore. Come il sonno, il ridere migliora la capacità
del cervello di pensare lucidamente, scioglie la paura, esorcizza i cattivi pensieri.
Infine il ridere è un atto filosofico, un atteggiamento verso la vita. Crea una coscienza
diversa del proprio rapporto con la vita e con la morte. Ingenera il sospetto che sotto le
apparenze, il mondo sia diverso, suggerisce altri valori esistenziali.
Per questo ridere è zen. Anzi, come dicono alcuni maestri, ridere è lo ZEN."
E se ridere fa bene (dimostrato scientificamente) oltre che essere uno spasso di per sé… bè
allora facciamolo il più possibile!?! Quindi perché non con i colleghi di lavoro?
Insomma, trascorriamo in loro compagnia i due terzi delle nostre giornate! Rendiamoceli
utili… :-) :-):-)!!!
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