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"E' SCIENTIFICO: LA PASSIONE DURA UN ANNO"  
Studio sulla molecola dell'amore. Così regola i tempi dell'innamoramento
Ricerca italiana: individuata una sostanza che si moltiplica nelle fasi iniziali dell'incontro con l'altra persona. Poi torna a livelli "normali"
Tratto da "LA REPUBBLICA" del 29/11/2005 a firma di Enrico Franceschini

LONDRA - Qualcuno lo sostiene da un pezzo, senza bisogno di prove di fatto: "C'è qualcosa di inesprimibilmente affascinante nell'innamoramento, ma non è una condizione che dura a lungo", scriveva Molierè nel "Don Giovanni". Adesso il cinismo del grande commediografo trova una conferma scientifica: la reazione chimica che si produce nel cervello durante l'innamoramento, afferma il primo studio condotto in questo campo, si affievolisce con il trascorrere dei mesi, scomparendo del tutto entro un anno. Come dire che, primo, l'amore è inspiegabile razionalmente, e che, secondo, è destinato a esaurirsi piuttosto in fretta.
La scoperta sulla "chimica dell'amore" proviene da una equipe di ricercatori italiani, guidati dal dottor Enzo Emanuele dell'Università di Pavia, che l'hanno pubblicata sulla rivista britannica Psychoneuroendocrinology, di cui la stampa londinese ha anticipato ieri le conclusioni. La fonte dell'amore, secondo gli autori della ricerca, è una molecola chiamata Ngf (Nerve Growth Factor), su cui la chimica si era concentrata finora solo per comprendere il suo impatto sul sistema nervoso e su malattie come il morbo di Alzheimer. Lo studio dell'università di Pavia suggerisce però anche un legame diretto tra il Ngf e l'amore. Gli scienziati italiani hanno esaminato una sessantina di coppie, comprese tra 18 e i 31 anni di età, che si erano recentemente innamorate, confrontandone il livello di Ngf con quello di coppie che stanno insieme da molto tempo o di "single". Ebbene, negli innamorati da meno di 6 mesi hanno riscontrato 227 unità di Ngf contro le 123 unità presenti nelle coppie di lungo corso o nei "single": quasi il doppio. Non solo: più un uomo e una donna confidavano ai ricercatori di essere follemente innamorati, più il loro livello di Ngf risultava alto.
Ma quando le stesse coppie sono state esaminate di nuovo, sei mesi più tardi, il livello di Ngf era tornato per così dire alla norma, intorno a quota 123: la stessa delle relazioni di lunga durata o dei "single".
In altre parole, la ricerca suggerisce che nel nostro cervello, quando ci innamoriamo, si scatena una tempesta chimica; ma nel giro di un anno quella bufera si spegne, "più o meno nello stesso tempo - ironizza il quotidiano Independent - necessario a scoprire che la persona tanto amata lascia sempre aperto il tubetto del dentifricio in bagno", o altre piccole irritazioni quotidiane, sntomo della fine della fase romantica priva di qualsiasi fastidio. Il ruolo esatto giocato da questa "molecola dell'amore" non è ancora del tutto chiaro: ma è possibile, secondo la ricerca, che l'aumento e il declino del Ngf siano determinati da fattori psicologici o emozionali, conseguenti all'innamoramento. La buona notizia, per chi crede nell'amore eterno, è che la medesima molecola sembra svolgere una parte cruciale in un'altra reazione chimica - quella che distingue le relazioni a lungo termine. Il passaggio, insomma, dall'innamoramento all'amore: il sentimento che proviamo quando, dopo aver perso la testa per il nostro partner, di colpo la ritroviamo.

 
POLITI, AUTORE DEL TEST
"La biochimica non uccide i sentimenti"
MILANO - "Non abbiamo studiato la "proteina dell'amore romantico". E non intendiamo ridurre un sentimento a sola biochimica. Ci siamo semplicemente limitati a misurare la presenza della proteina Ngf (Nerve Growth Factor) in tre gruppi. Il primo composto da persone in fase di amore acuto, il secondo in fase di amore cronico, cioè con un rapporto stabile da lungo tempo e il terzo composto da persone senza legami d'amore. Nel primo gruppo abbiamo trovato, nel sangue, percentuali decisamente maggiori della proteina in esame. Tutto qui. Nessuna conclusione, per il momento. Lo studio continua". Pierluigi Politi, responsabile dell'indagine condotta dal Cirmc dell'Università di Pavia, Centro interdipartimentale for Research in Molecular Medicine, commenta senza enfasi i risultati della ricerca pubblicata sul numero di novembre della rivista Psychoneuroendocrnology.
I sentimenti hanno quindi anche una base organica? "Certo. Altrimenti saremmo puri spiriti. Il corpo umano possiede un organo che si chiama cervello. Non siamo noi a scoprire che alla base dei sentimenti umani ci sono reazioni biochimiche.
Questo non toglie assolutamente valore ai sentimenti. Anzi. Resta affascinante, da approfondire, la scoperta che dopo un anno le concentrazioni plasmatiche della proteina Ngf diminuiscono e si stabilizzando". Perchè? "non lo sappiamo ancora.

 

ADRENALINA

Sudorazione, il battito del cuore che accelera e bocca secca. Sono i primi effetti dell'amore, provocati da adrenalina e cortisolo

SEROTONINA

Mediatore che rende onnipresente la pesona amata nel nostro cervello. Negli innamorati è presente nella stessa quantità delle persone affette da disturbi ossessivo - compulsivi

OSSITOCINA 1

Ormone presente sopratutto nelle donne ed è legato anche "all'amore materno". In entrambi i sessi viene rilasciato in quantità durante l'orgasmo

DOPAMINA

E' un neurotrasmettitore coinvolto nelle sensazioni di piacere e ricompensa. Ha lo stesso effetto sul cervello della cocaina

VASOPRESSINA

Rispetto agli altri mammiferi, nell'uomo non è molto alto. Provoca l'aggressività dei maschi quando un altro pretendente si avvicina alla propria femmina

OSSITOCINA 2

La sua alta concentrazione negli uomini subito dopo l'eiaculazione li rende refrattari a un altro rapporto immediato

IL CERVELLO SI ILLUMINA

Con la scansione del cervello attraverso la risonanza magnetica si possono vedere le aree del cervello che si attivano a seconda delle emozioni: nel caso, sopra, quella dell'affetto filiale e, sotto, della passione amorosa

LE PUPILLE

Durante la passione amorosa si dilatano al comando dell'ipotalamo che indica al corpo di inviare segnali di attrazione

SANGUE ALLA TESTA

Nelle fasi amorose il cuore pompa maggiori quantità di sangue, facendo tra l'altro arrossare il viso

BENESSERE

Se l'altro reagisce positivamente ai segnali fisici lanciati dal nostro corpo, si rafforzano i circuiti cerebrali che collegano la sua presenza alla sensazione di benessere

SUDORE

Tra i segnali della passione, l'aumento della sudorazione che ricopre con un leggero velo la pelle, rendendola più luminosa, e dunque attraente

NUOVI INCONTRI

I livelli di dopamina aumentano, intensificando i segnali del desiderio. Altri ormoni (ossitocina, vasopressina) danno le emozioni che portano all'affetto o alla spinta alla fedeltà (il cui mantenimento dipende dall'endorfina) prodotta dalla vicinanza del partner