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LONDRA
- Qualcuno lo sostiene da un pezzo, senza bisogno di prove di fatto:
"C'è qualcosa di inesprimibilmente affascinante nell'innamoramento,
ma non è una condizione che dura a lungo", scriveva Molierè nel
"Don Giovanni". Adesso il cinismo del grande commediografo trova
una conferma scientifica: la reazione chimica che si produce nel cervello
durante l'innamoramento, afferma il primo studio condotto in questo campo,
si affievolisce con il trascorrere dei mesi, scomparendo del tutto entro
un anno. Come dire che, primo, l'amore è inspiegabile razionalmente, e
che, secondo, è destinato a esaurirsi piuttosto in fretta.
La scoperta sulla "chimica dell'amore" proviene da una equipe di
ricercatori italiani, guidati dal dottor Enzo Emanuele dell'Università di
Pavia, che l'hanno pubblicata sulla rivista britannica
Psychoneuroendocrinology, di cui la stampa londinese ha anticipato ieri le
conclusioni. La fonte dell'amore, secondo gli autori della ricerca, è una
molecola chiamata Ngf (Nerve Growth Factor), su cui la chimica si era
concentrata finora solo per comprendere il suo impatto sul sistema nervoso
e su malattie come il morbo di Alzheimer. Lo studio dell'università di
Pavia suggerisce però anche un legame diretto tra il Ngf e l'amore. Gli
scienziati italiani hanno esaminato una sessantina di coppie, comprese tra
18 e i 31 anni di età, che si erano recentemente innamorate,
confrontandone il livello di Ngf con quello di coppie che stanno insieme
da molto tempo o di "single". Ebbene, negli innamorati da meno
di 6 mesi hanno riscontrato 227 unità di Ngf contro le 123 unità
presenti nelle coppie di lungo corso o nei "single": quasi il
doppio. Non solo: più un uomo e una donna confidavano ai ricercatori di
essere follemente innamorati, più il loro livello di Ngf risultava alto.
Ma quando le stesse coppie sono state esaminate di nuovo, sei mesi più
tardi, il livello di Ngf era tornato per così dire alla norma, intorno a
quota 123: la stessa delle relazioni di lunga durata o dei
"single".
In altre parole, la ricerca suggerisce che nel nostro cervello, quando ci
innamoriamo, si scatena una tempesta chimica; ma nel giro di un anno
quella bufera si spegne, "più o meno nello stesso tempo - ironizza
il quotidiano Independent - necessario a scoprire che la persona tanto
amata lascia sempre aperto il tubetto del dentifricio in bagno", o
altre piccole irritazioni quotidiane, sntomo della fine della fase
romantica priva di qualsiasi fastidio. Il ruolo esatto giocato da questa
"molecola dell'amore" non è ancora del tutto chiaro: ma è
possibile, secondo la ricerca, che l'aumento e il declino del Ngf siano
determinati da fattori psicologici o emozionali, conseguenti
all'innamoramento. La buona notizia, per chi crede nell'amore eterno, è
che la medesima molecola sembra svolgere una parte cruciale in un'altra
reazione chimica - quella che distingue le relazioni a lungo termine. Il
passaggio, insomma, dall'innamoramento all'amore: il sentimento che
proviamo quando, dopo aver perso la testa per il nostro partner, di colpo
la ritroviamo.
POLITI,
AUTORE DEL TEST
"La biochimica non uccide i sentimenti"
MILANO - "Non abbiamo studiato la "proteina dell'amore
romantico". E non intendiamo ridurre un sentimento a sola
biochimica. Ci siamo semplicemente limitati a misurare la presenza
della proteina Ngf (Nerve Growth Factor) in tre gruppi. Il primo
composto da persone in fase di amore acuto, il secondo in fase di
amore cronico, cioè con un rapporto stabile da lungo tempo e il
terzo composto da persone senza legami d'amore. Nel primo gruppo
abbiamo trovato, nel sangue, percentuali decisamente maggiori della
proteina in esame. Tutto qui. Nessuna conclusione, per il momento.
Lo studio continua". Pierluigi Politi, responsabile
dell'indagine condotta dal Cirmc dell'Università di Pavia, Centro
interdipartimentale for Research in Molecular Medicine, commenta
senza enfasi i risultati della ricerca pubblicata sul numero di
novembre della rivista Psychoneuroendocrnology.
I sentimenti hanno quindi anche una base organica? "Certo.
Altrimenti saremmo puri spiriti. Il corpo umano possiede un organo
che si chiama cervello. Non siamo noi a scoprire che alla base dei
sentimenti umani ci sono reazioni biochimiche.
Questo non toglie assolutamente valore ai sentimenti. Anzi. Resta
affascinante, da approfondire, la scoperta che dopo un anno le
concentrazioni plasmatiche della proteina Ngf diminuiscono e si
stabilizzando". Perchè? "non lo sappiamo ancora. |
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ADRENALINA |
| Sudorazione,
il battito del cuore che accelera e bocca secca. Sono i primi
effetti dell'amore, provocati da adrenalina e cortisolo |
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SEROTONINA |
| Mediatore
che rende onnipresente la pesona amata nel nostro cervello. Negli
innamorati è presente nella stessa quantità delle persone affette
da disturbi ossessivo - compulsivi |
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OSSITOCINA
1 |
| Ormone
presente sopratutto nelle donne ed è legato anche "all'amore
materno". In entrambi i sessi viene rilasciato in quantità
durante l'orgasmo |
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DOPAMINA |
| E'
un neurotrasmettitore coinvolto nelle sensazioni di piacere e
ricompensa. Ha lo stesso effetto sul cervello della cocaina |
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VASOPRESSINA |
| Rispetto
agli altri mammiferi, nell'uomo non è molto alto. Provoca
l'aggressività dei maschi quando un altro pretendente si avvicina
alla propria femmina |
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OSSITOCINA
2 |
| La
sua alta concentrazione negli uomini subito dopo l'eiaculazione li
rende refrattari a un altro rapporto immediato |
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IL
CERVELLO SI ILLUMINA |
| Con
la scansione del cervello attraverso la risonanza magnetica si
possono vedere le aree del cervello che si attivano a seconda delle
emozioni: nel caso, sopra, quella dell'affetto filiale e, sotto,
della passione amorosa |
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LE
PUPILLE |
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Durante la passione
amorosa si dilatano al comando dell'ipotalamo che indica al corpo di
inviare segnali di attrazione |
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SANGUE
ALLA TESTA |
| Nelle
fasi amorose il cuore pompa maggiori quantità di sangue, facendo
tra l'altro arrossare il viso |
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BENESSERE |
| Se
l'altro reagisce positivamente ai segnali fisici lanciati dal nostro
corpo, si rafforzano i circuiti cerebrali che collegano la sua
presenza alla sensazione di benessere |
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SUDORE |
| Tra
i segnali della passione, l'aumento della sudorazione che ricopre
con un leggero velo la pelle, rendendola più luminosa, e dunque
attraente |
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NUOVI
INCONTRI |
| I
livelli di dopamina aumentano, intensificando i segnali del
desiderio. Altri ormoni (ossitocina, vasopressina) danno le emozioni
che portano all'affetto o alla spinta alla fedeltà (il cui
mantenimento dipende dall'endorfina) prodotta dalla vicinanza del
partner |
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