"Osteoporosi: prevenire con l'alimentazione
naturale"
Ogni anno solo in Italia sono 70 mila le fratture dovute all’osteoporosi,
la malattia che dopo la menopausa colpisce
una donna su quattro, eppure la scienza medica non ha ancora trovato le cause di questa diffusa
patologia
A firma di Catia Trevisani tratto http://www.aamterranuova.it/
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L’unico
metodo per combatterla è un’efficace prevenzione e in questo l’alimentazione naturale può
svolgere un ruolo di primo piano. Ogni
anno solo in Italia si contano più di 70 mila fratture dovute all’osteoporosi, la malattia
che dopo la menopausa colpisce una donna su quattro, interessa il 30% dei posti letto negli
ospedali italiani e fa spendere ogni anno allo stato (solo per spese ospedaliere) ben 100
miliardi di Lire. L’aspetto più preoccupante di questa patologia è che si tratta di una
malattia in espansione, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che nel La
causa è ancora ignota L’osteoporosi
è la più frequente delle malattie metaboliche delle ossa. Per la medicina allopatica la
causa è ancora sconosciuta. Concretamente si tratta di una riduzione della massa e della
densità dell’osso. In altre parole, si registra una rarefazione della trama, l’osso
colpito si presenta rarefatto, bucherellato, e contemporaneamente vi è una riduzione del
numero e dello spessore delle trabecole dell’osso spugnoso. Non
è solo colpa del calcio Per
molti anni l’osteoporosi è stata legata alla semplice carenza di calcio e all’incapacità
di fissare questo minerale nelle ossa. Le terapie convenzionali erano quindi basate
principalmente sulla supplementazione di calcio, su un’alimentazione ricca di latticini e
sull’assunzione di calcitonina, ormone che stimola la fissazione del calcio sulle ossa. Esercizio
fisico Che
fare, allora? Innanzitutto è molto importante l’esercizio fisico. Praticare ginnastica in
forma dolce è molto utile, poiché l’esercizio è fondamentale per stimolare la fissazione
del calcio nelle ossa. E’ stato dimostrato che donne in menopausa hanno beneficiato di un
aumento di densità ossea delle vertebre lombari pari al 5,2% in seguito a 9 mesi di
ginnastica che consisteva di esercizi della durata di 50-60 minuti per tre volte alla
settimana. L’organismo
funziona sempre in base a delle priorità, una di queste è il calcio ematico circolante
(contenuto nel sangue) che è indispensabile per l’attività del muscolo, quindi anche del
cuore, per la coagulazione del sangue ed altre funzioni vitali. Non è dunque il calcio
presente in questa forma che può essere idoneo a rifornire la matrice ossea, pertanto
consumare il calcio derivante dal latte vaccino e dai suoi derivati non risolve il problema,
anzi in alcuni casi può addirittura peggiorare la situazione. Questo perché un’altra
fondamentale priorità del nostro organismo è il mantenimento del pH del sangue a livelli
leggermente alcalini. Il pH
ideale è compreso tra 7.39 e 7.41, i limiti estremi sono compresi tra 7.1 e 7.8 superando i
quali, con un eccesso di acidità o di alcalinità, compaiono sintomi seri, pertanto esistono
dei meccanismi di compensazione che hanno la funzione di mantenere il pH a livelli adeguati.
L’alimentazione moderna comprende cibi raffinati e molto proteici che lasciano molti residui
acidi che il corpo si trova costretto a neutralizzare in vario modo. In primo luogo,
l’eccesso di acidi viene compensato dal sodio il cui serbatoio naturale è il muscolo; in
seconda istanza viene consumato il fosforo, e se l’acidosi persiste l’ultimo baluardo
della riserva alcalina è proprio il calcio che viene mobilizzato dall’osso. Per questo
motivo un eccesso di latte vaccino e derivati, in quanto acidificanti, può sottrarre calcio
dalla matrice ossea per ristabilire un pH normale all’interno dell’organismo. Se anche il
calcio non basta, per ridurre l’eccesso di acidità l’organismo libera ammonio dai reni,
si tratta però di una soluzione, che crea più danni che benefici, in quanto l’ammonio si
diffonde principalmente nelle strutture adipose e va a legarsi ai ricettori destinati ad
accogliere il GH, un ormone molto importante che svolge una preziosa funzione contro
l’invecchiamento. Sì,
a verdure e cereali integrali In
questo modo, minerali preziosi vengono sottratti all’organismo per tamponare errori
alimentari, il GH non può svolgere la sua importante funzione anti-invecchiamento, i cicli
metabolici vanno in esaurimento e questo apre le porte non solo all’osteoporosi, ma anche
alle più diverse malattie. I
semi in cucina Sesamo
- Da sempre utilizzati in Sicilia, l’unica regione italiana dove vengono ancor oggi
coltivati, per aromatizzare e guarnire il pane, i semi di sesamo, sono forse i meno conosciuti
tra i semi oleosi. In alimentazione naturale, vengono utilizzati sia interi, leggermente
tostati, per guarnire le pietanze, sia finemente macinati e mescolati con il sale (gomasio)
come condimento. Girasole
- Insieme alle mandorle, i
semi di girasole costituiscono il frutto oleoso dotato di minore potere calorico (557 kcal),
grazie al bassissimo tenore di grassi (45,6 %), inferiore a quello di qualsiasi altro seme
oleoso. Elevato risulta invece il contenuto di proteine (20-28%) e di carboidrati (23,5%). Ciò
che distingue i semi di girasole da altri alimenti dello stesso gruppo è il ricchissimo
patrimonio vitaminico, uno dei più elevati del mondo vegetale. In particolare nei semi di
girasole troviamo la rarissima vitamina B12 (4 mcg), pressoché assente negli altri alimenti
di origine vegetale, e un contenuto record di vitamina B1 (1,36-2,2 mg), il più elevato in
assoluto tra tutti gli alimenti. Buoni anche i valori di vitamina A (40 mcg), D (22 mcg), E
(31 mg) e PP (3,3 mg). I semi di girasole si distinguono anche per il ricco tenore di sali
minerali inferiore solo a quello del sesamo. Numerose ricerche hanno evidenziato nei semi di
girasole una cospicua presenza di acido clorogenico, in grado di inibire l’attività della
tripsina e dell’arginasi e quindi l’assimilazione delle proteine e delle vitamine, ma come
altri inibitori degli enzimi digestivi, l’acido clorogenico svolge anche una preziosa azione
di protezione dell’organismo sia come antibatterico e antinfettivo, sia come agente
antitumorale e antimutageno. Zucca
- Una segnalazione meritano
anche i semi di zucca, da sempre considerati tra i semi oleosi i “parenti poveri” del
gruppo. Eppure si tratta di alimenti dotati di un contenuto di proteine (18,7%), carboidrati
(24 %) e grassi (50,5 %) di tutto riguardo. CONTENUTO
DI CALCIO NEI CIBI Semi di
sesamo
1160 Alimenti
Si
(Tratto
da AAM Terra Nuova, dicembre 2000) Il principale intento del libro è quello di stimolare la consapevolezza del "potere
del cibo" e del ruolo fondamentale che una corretta alimentazione può
svolgere per la salute.
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