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ROMA (9 luglio) - Il Senato
ha approvato in via definitiva, con 154 voti favorevoli, un astenuto e uno contrario il
disegno di legge sullo sviluppo, collegato in materia di energia alla Finanziaria, che prevede
tra l'altro il rilancio del nucleare civile in Italia. Tra gli altri punti cardine, il ritorno
della class action, ma senza effetto retroattivo, e la liberalizzazione delle Ferrovie.
L'Udc ha votato a favore mentre Pd e Idv dopo aver
annunciato il voto contrario, viste le assenze nella maggioranza, non hanno partecipato al
voto nel tentativo di far mancare il numero legale.
Nucleare. Il governo avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà
definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure
compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Per la
costruzione di centrali saranno necessari anni, ma l'iter sarà velocizzato. Viene poi creata
una agenzia per la sicurezza del nucleare.
Posa prima pietra centrale entro fine 2013. «Individueremo dei criteri precisi - ha specificato ikl
ministro dello Sviluppo Scajola - per la collocazione dei siti ma poi sarà il mercato a
decidere portando nel processo organizzativo anche i territori che avranno vantaggi
dall'ubicazione delle centrali». Il ministro ha poi ribadito che la prima pietra per una
nuova centrale nucleare sarà posata «entro la fine di questa legislatura».
Proteste degli ambientalisti. Mentre il governo esulta, con al fianco Enel,
Edison
e le altre aziende interessate al business dell'atomo, Verdi, ambientalisti, associazioni dei
consumatori e amministratori locali protestano. «Con grande soddisfazione questo governo oggi
plaude a se stesso per aver raggiunto un antico obiettivo: tornare alla preistoria energetica
e spendere soldi in grandiose e fragili cattedrali per la produzione di energia nucleare di
terza generazione», afferma in una nota Legambiente.
Una tecnologia, quella voluta dall'Italia sul nucleare «che Barak Obama - continua
Legambiente - si è rifiutato di finanziare perché inquinante e insicura».
Class action. È stata modificata la normativa sulla class action che però esclude la
possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari
del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è
prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto anti-crisi, al primo
gennaio 2010.
I consumatori: è un aiuto a chi truffa. «Il rinvio e la nuova stesura della class action, confermati nel ddl sviluppo,
sono una manovra contro chi viene truffato e un aiuto a chi ha volutamente truffato». È
questo il giudizio di Federconsumatori dopo l'approvazione del ddl sviluppo
la Senato.
«La modifica del testo della class action - spiega la nota - è stata confermato nel ddl
sviluppo, affossando così definitivamente spirito e contenuti della norma precedente, che
invece abbiamo sempre giudicato accettabile».
«A questo punto i consumatori preferiscono
rinunciare alla class action e invitano il Parlamento a non introdurla nel nostro ordinamento»,
afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi, sottolineando il che disegno di legge sullo
sviluppo «non solo ha rinviato al
2010 l
'entrata in vigore dell'azione collettiva, ma ne limita fortemente il campo d'azione,
impedendo numerose cause come quelle relative ai crac finanziari». «È evidente come i
nostri politici e i nostri governanti abbiano ceduto alle pressioni di Confindustria, che ne
ha influenzato fortemente le scelte - prosegue Rienzi -. Semmai si volesse proseguire nello
sciagurato proposito di introdurre questa class action difettata e da terzo mondo, consigliamo
di introdurne la decorrenza solo a partire dall'anno 2043, così da non creare fino a tale
data problemi alle imprese».
Risparmi energetici. Accolti due emendamenti del Pd che escludono dal mercato, gradualmente, gli
elettrodomestici inferiore alla classe A e le lampadine ad incandescenza.
Robin tax finanzia editoria. Ripristinati i fondi per il periodo 2009-2010. Vale 140 milioni e viene finanziato
con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere.
Niente proroga tetto gas. Salta il tetto che prorogava al 2015 il tetto antitrust per la distribuzione del
gas, con un impatto soprattutto per l'Eni
che è il maggiore tra i distributori in Italia. Rimane l'attuale tetto del 61% fino a tutto
il 2010. Il provvedimento, comunque, delega il governo a modificare entro un anno la normativa
sui tetti distributivi del gas.
Fs private sì ma italiane. Il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri
potrà avvenire «esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia o,
qualora siano controllate, da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi
di reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione».
Rivalutazione contabile. Le società che non adottano ancora i principi contabili internazionali (IAS)
potranno rivalutare alcuni titoli - ad esempio azioni - detenuti in modo non permanente, senza
dover inviare la prevista relazione al collegio sindacale, così come previsto dai criteri
fissati dalla Consob.
Sconti benzina. In arrivo sconti sulla benzina per le regioni che ospitano impianti di estrazione
di gas e petrolio. Arriva poi l'obbligo, per gli impianti di carburante che servono gli
autotrasportatori, di comunicare i prezzi al ministero dello Sviluppo con l'obiettivo di fare
una mappa on line e favorire la concorrenza.
Aeroporti e liberalizzazioni. Il grado di
liberalizzazione dei servizi di terra degli aeroporti sarà verificato con cadenza semestrale
da parte del ministro delle Infrastrutture che dovrà presentare una relazione in Parlamento.
Assicurazioni poliennali. Arrivano le polizze poliennali: garantiranno un qualche sconto agli automobilisti
ma lo vincoleranno con un contratto ad essere assicurati per 5 anni con la stessa compagnia.
Contraffazione. Inasprite multe e pene che possono arrivare fino a 6 anni di carcere e 50.000
euro per le contraffazioni di tipo sistematico.
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