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"Il laser negli occhi: rischi e benefici"  
numerosi gli interrogativi sull'impiego del laser nella correzione dei più comuni difetti della vista.
tratto da http://www.aamterranuova.it del 21 agosto 2007 a firma di Federica Del Guerra

La storia della chirurgia refrattiva non è certo delle più gloriose. Una delle prime versioni, la cheratotomia radiale, introdotta per la prima volta nell’ex Unione Sovietica quasi cinquant’anni fa, da Fjodorov, ha prodotto una tale serie di complicazioni da essere considerata oggi un colossale insuccesso. Eppure, nonostante queste premesse, il ricorso a operazioni chirurgiche per ridurre i problemi di vista è diventato un fenomeno molto rilevante in termini numerici e di interessi economici coinvolti. E quando ci sono interessi economici in gioco, trovare un’informazione obiettiva al riguardo diventa meno facile.

Dei benefici assicurati dagli interventi laser si legge in numerosi articoli apparsi sui diversi media; ma laddove qualcuno si è azzardato ad esprimere dubbi, come in Striscia la Notizia , le lobby del settore, si sono subito messe in moto, facendo partire denunce e querele. La Lasik (Laser in situ keratomileusis) è un intervento chirurgico che utilizza la tecnologia laser per correggere ogni tipo di ametropia (1): miopia, astigmatismo, ipermetropia.

L’idea venne al professore José Barraquer che negli anni ’50, a Bogotà, sperimentò una tecnica chiamata cheratoplastica lamellare. All’epoca Barraquer aveva sviluppato i concetti chirurgici e i calcoli matematici necessari per la risoluzione di questi problemi, ma i suoi studi non avevano avuto un seguito immediato, per la mancanza di strumenti idonei. La cheratomileusi, l’idea di intervento chirurgico nell’occhio, ritornò poi con prepotenza nel 1989 con la comparsa sul mercato di un nuovo laser, il laser ad eccimeri (radiazioni UV 193 nm).Questo laser ancor’oggi in uso, consente di asportare microscopicamente frazioni di cornea, modificando la curvatura della cornea e correggendo i difetti refrattivi di entità modesta. La Lasik oggi potrebbe rappresentare per miopi e affini il sogno finalmente realizzato: svegliarsi la mattina e vedere subito bene, senza impiegare tempo per cercare gli occhiali o per pulire le lenti a contatto.

L’equazione in realtà non è così semplice! Con il miglioramento delle apparecchiature, delle procedure e dei programmi informatici le prime complicazioni post-intervento si vanno riducendo, ma altre se ne stanno manifestando e tuttora in pochi se la sentono di fare delle previsioni sulla salute della cornea dopo dieci-venti anni dall’intervento.
Secondo Wilson (1998), le complicanze della Lasik hanno un tempo di manifestazione che parte da pochi minuti a, presumibilmente, 10-30 anni dall’intervento. Viene riportato che in 1 caso su 17 si manifestano complicazioni talmente rilevanti da far definire l’intervento un insuccesso (Holden, 2000), e va considerato che queste statistiche non tengono conto delle complicazioni che si manifestano parecchio tempo dopo l’intervento.
E gli esempi di danni che si manifestano nel tempo certo non mancano. Con la cheratotomia radiale, per esempio, si è evidenziato un “shift ipermetropico”(2) che si è scoperto solo 4 anni dopo la diffusione della tecnica.

Vietata ai piloti inglesi

Anche se la stampa di settore dà loro scarsa rilevanza, le preoccupazioni circa i danni che possono derivare da interventi laser agli occhi, non sono solo patrimonio di uno sparuto gruppo di igienisti.
Nel Regno Unito, dove la Lasik è utilizzata dal 1995, la Civil Aviation Authority ha sconsigliato i piloti di sottoporsi all’intervento per evitare il rischio di danneggiare la visione per vicino.
Dall’anno scorso poi, la stessa Authority non accetta più piloti che abbiano subito l’intervento per situazioni operative, anche i reparti di polizia e vigili del fuoco del Regno Unito stanno introducendo limitazioni analoghe.
La ragione addotta per l’introduzione di tali limitazioni è la scarsa visione notturna dimostrata, che rende i soggetti sottoposti a Lasik particolarmente inadatti alla guida notturna e a compiti analoghi.
Nonostante ciò, solo nell’ultimo anno il numero di nuovi interventi di Lasik negli Usa è stimato tra il milione e il milione e mezzo. In Italia, non si conosce il numero esatto di interventi effettuati, ma il numero di persone che si sottopongono a Lasik è in grande crescita.
Ciò sta accadendo nonostante che l’intervento di Lasik richieda una tecnica più sofisticata che comporta più tempo per l’apprendimento, e chirurghi esperti per applicarla (Gimbel e coll., 1996).

I rischi

Come funziona l’intervento? Con la Lasik , viene tagliato un “coperchio” di cornea e poi con il laser si brucia lo strato sottostante nella “misura richiesta”. Le complicanze, intra-operatorie e post-operatorie, sono illustrate nelle tabelle fornite dagli studi di Davidorf (tab. 1) e dalla Fda, l’ente statunitense preposto all’autorizzazione della vendita di alimenti, medicine e all’uso di strumenti medicali (tab. 2), in possesso dei dati, forniti dalle stesse aziende produttrici del laser.

Note
1. Soggetti che non vedono bene.
2. Tale fenomeno si manifesta quando dopo la correzione si diventa ipermetropi.
3. Quando, osservando il tabellone dell’ottico, l’occhio perde la capacità di leggere due righe di caratteri, corrispondenti ad altrettanti decimi di vista.

(Tratto da Salute è, Settembre 2002)

Testimonianze in prima persona

Tratto da www.metodobates.it

Prima testimonianza Una persona miope, operata all'estero ad entrambi gli occhi con la metodologia LASIK (quella attualmente più avanzata) racconta la sua esperienza dopo 15 giorni, dopo due mesi e dopo tre mesi.

Quindici giorni dopo

Caro Maurizio,
ti scrivo in un momento di relativa calma. E sei il primo a cui scrivo.
Sono passati quindici giorni dall'operazione e la vista comincia un po' a stabilizzarsi.All'inizio c'era molta oscillazione tra momenti di quasi totale incapacità di vedere e momenti di chiarezza quasi insopportabile.

Ho riprovato delle sensazioni di quando ho messo gli occhiali per la prima volta: una sensazione di "troppo", troppo intenso, una cosa che ti toglie il fiato.
E ho capito che è questa la ragione per cui non ho mai voluto le lenti a contatto: mi dicevo che mi davano fastidio alla cornea, ma la realtà è che mi sentivo troppo "fuori", esposto, senza difese. E adesso ho proprio la sensazione di non potere più scappare, di dovere affrontare il mondo, che mi piaccia o no.

Da tutto ciò capirai che anche la mia emotività passa attraverso grossi sbalzi: dal sentirmi sicuro e fiducioso al piombare nell'angoscia.
Comunque, non sono pentito. Solo che sono molte le cose che non ti dicono: per esempio c'è durante l'operazione un momento in cui diventi totalmente cieco, non vedi neanche la luce, e ti viene l'ovvia fantasia che il laser.... ti abbia accecato!
E poi gli analgesici che ti danno sono insufficienti: per un paio di giorni non c'è verso di dormire.

Due mesi dopo

Caro Maurizio,
sono disponibilissimo a raccontarti quel che mi è successo dopo l'operazione di due mesi fa.

Sono andato a farmi visitare, da un chirurgo oculista italiano. Dopo una visita sommaria, mi ha dato del pazzo e mi ha detto che mi avevano rovinato, cosa da verificare ma che temo sia in parte vera.
Io sono contento di essermi operato perché non uso più gli occhiali, anche se l'operazione non e' venuta come programmata e mi ha lasciato un - 2,5 di astigmatismo sul dx (che non avevo essendo solo miope); e un - 2 di miopia sul sx, che pero' peggiora con il buio quando la pupilla si allarga per effetto dell'oscurità e incontra un velo di detriti!!! lasciato all'interno della cornea.

Per cui di sera ho qualche difficoltà visiva soprattutto nella guida.

Nota: i "detriti", cioè tessuto cicatriziale, producono un effetto chiamato "Haze" corneale: questo è il termine usato dagli specialisti. Lo Haze è comune in tutte le operazioni fatte con il laser a eccimeri (vedi nella pagina di documentazione in inglese), meno in quelle fatte con il sistema LASIK.

Tre mesi dopo

Caro Maurizio,
mi scrivi:

"I problemi di visione notturna ci sono praticamente sempre (ma non te lo dicono mai) e si attenuano molto ma molto gradualmente nel giro di 6 mesi- due anni. Questo, secondo la letteratura sull'argomento. L'astigmatismo poi è molto frequente e imprevedibile per il gioco delle tensioni che si instaura sulla cornea."

Davvero tutti quelli che si operano hanno problemi di miopia notturna.? Nel mio caso, chi mi ha visitato dice che c'è come uno strato di polvere (detriti) nella cornea, e per quanto riguarda l'astigmatismo sono sicuro che si tratta di un errore chirurgico perché sin dai primi istanti dopo l'operazione, mi sono reso conto che qualcosa non andava nell'occhio destro e io pensavo che fosse dovuto al trauma con necessità di assestamento.
Al termine del trauma operatorio, non c'è stato nessun miglioramento, anzi aggiungo che sono sicuro che hanno sbagliato l'intervento e che per correggere la miopia (cosa peraltro riuscita) mi hanno reso oltre che astigmatico anche presbite da un occhio.

Nota: Dopo i 40 anni si tende a diventare presbiti: il cristallino diventa più rigido e ha difficoltà a contrarsi per vedere da vicino.
Se si è miopi, il cristallino è già rigido, ed è anche già troppo contratto.
Eliminando totalmente la miopia con l'operazione si crea questa alternativa: o i muscoli ce la fanno a contrarre ulteriormente il cristallino (con il rischio di una ripresa della miopia), oppure no e allora non si riesce a leggere, si diventa presbiti.

Seconda testimonianza Marcello Badali è anche lui sulla strada della ricerca della visione con mezzi naturali.

Devo anticipare innanzitutto che mi sono sottoposto al laser per la miopia un paio d'anni fa`. Diciamo che adesso posso girare senza lenti ma di notte ho ancora bisogno degli occhiali per guidare. A due mesi dall`operazione vedevo spaventosamente bene, ma è durato poco, a mio avviso per tre motivi.

Il primo è che ho il tipico occhio secco, una scarsa lacrimazione che si ripercuote sulla vista (il film lacrimale è considerata una sorta di prima lente, vedi gli esercizi di ammiccamento del metodo Bates).
Il secondo è che le mie cattive abitudini nel vedere non sono state ovviamente eliminate con l`operazione e quindi continuo a fissare lo sguardo, soprattutto con l`occhio sinistro, che è sempre stato il mio punto debole e continua ad esserlo (deve essere un curioso tipo di masochismo congenito che mi spinge a mettere continuamente alla prova i miei punti deboli, con il risultato di indebolirli ulteriolmente).

Un`ultima ragione di carattere squisitamente tecnico è che il laser non cura l`astigmatismo come la miopia e quel leggero astigmatismo che avevo mi è rimasto ma non mi sembra piu` cosi` leggero, visto che la miopia è diminuita drasticamente.