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La
storia della chirurgia refrattiva non è certo delle più gloriose. Una delle prime versioni,
la cheratotomia radiale, introdotta per la prima volta nell’ex Unione Sovietica quasi
cinquant’anni fa, da Fjodorov, ha prodotto una tale serie di complicazioni da essere
considerata oggi un colossale insuccesso. Eppure, nonostante queste premesse, il ricorso a
operazioni chirurgiche per ridurre i problemi di vista è diventato un fenomeno molto
rilevante in termini numerici e di interessi economici coinvolti. E quando ci sono interessi
economici in gioco, trovare un’informazione obiettiva al riguardo diventa meno facile.
Dei
benefici assicurati dagli interventi laser si legge in numerosi articoli apparsi sui diversi
media; ma laddove qualcuno si è azzardato ad esprimere dubbi, come in Striscia
la Notizia
, le lobby del settore, si sono subito messe in moto, facendo partire denunce e querele.
La Lasik
(Laser in situ keratomileusis) è un intervento chirurgico che utilizza la tecnologia laser
per correggere ogni tipo di ametropia (1): miopia, astigmatismo, ipermetropia.
L’idea venne al professore José Barraquer che negli anni ’50, a Bogotà, sperimentò una
tecnica chiamata cheratoplastica lamellare. All’epoca Barraquer aveva sviluppato i concetti
chirurgici e i calcoli matematici necessari per la risoluzione di questi problemi, ma i suoi
studi non avevano avuto un seguito immediato, per la mancanza di strumenti idonei. La
cheratomileusi, l’idea di intervento chirurgico nell’occhio, ritornò poi con prepotenza
nel 1989 con la comparsa sul mercato di un nuovo laser, il laser ad eccimeri (radiazioni UV
193 nm).Questo laser ancor’oggi in uso, consente di asportare microscopicamente frazioni di
cornea, modificando la curvatura della cornea e correggendo i difetti refrattivi di entità
modesta.
La Lasik
oggi potrebbe rappresentare per miopi e affini il sogno finalmente realizzato: svegliarsi la
mattina e vedere subito bene, senza impiegare tempo per cercare gli occhiali o per pulire le
lenti a contatto.
L’equazione
in realtà non è così semplice! Con il miglioramento delle apparecchiature, delle procedure e dei
programmi informatici le prime complicazioni post-intervento si vanno riducendo, ma altre se
ne stanno manifestando e tuttora in pochi se la sentono di fare delle previsioni sulla salute
della cornea dopo dieci-venti anni dall’intervento.
Secondo Wilson (1998), le complicanze della Lasik hanno un tempo di manifestazione che parte
da pochi minuti a, presumibilmente, 10-30 anni dall’intervento. Viene riportato che in 1
caso su 17 si manifestano complicazioni talmente rilevanti da far definire l’intervento un
insuccesso (Holden, 2000), e va considerato che queste statistiche non tengono conto delle
complicazioni che si manifestano parecchio tempo dopo l’intervento.
E gli esempi di danni che si manifestano nel tempo certo non mancano. Con la cheratotomia
radiale, per esempio, si è evidenziato un “shift ipermetropico”(2) che si è scoperto
solo 4 anni dopo la diffusione della tecnica.
Vietata
ai piloti inglesi
Anche se la
stampa di settore dà loro scarsa rilevanza, le preoccupazioni circa i danni che possono
derivare da interventi laser agli occhi, non sono solo patrimonio di uno sparuto gruppo di
igienisti.
Nel Regno Unito, dove
la Lasik
è utilizzata dal 1995,
la Civil Aviation
Authority ha sconsigliato i piloti di sottoporsi all’intervento per evitare il rischio di
danneggiare la visione per vicino.
Dall’anno scorso poi, la stessa Authority non accetta più piloti che abbiano subito
l’intervento per situazioni operative, anche i reparti di polizia e vigili del fuoco del
Regno Unito stanno introducendo limitazioni analoghe.
La ragione addotta per l’introduzione di tali limitazioni è la scarsa visione notturna
dimostrata, che rende i soggetti sottoposti a Lasik particolarmente inadatti alla guida
notturna e a compiti analoghi.
Nonostante ciò, solo nell’ultimo anno il numero di nuovi interventi di Lasik negli Usa è
stimato tra il milione e il milione e mezzo. In Italia, non si conosce il numero esatto di
interventi effettuati, ma il numero di persone che si sottopongono a Lasik è in grande
crescita.
Ciò sta accadendo nonostante che l’intervento di Lasik richieda una tecnica più
sofisticata che comporta più tempo per l’apprendimento, e chirurghi esperti per applicarla
(Gimbel e coll., 1996).
I
rischi
Come
funziona l’intervento? Con
la Lasik
, viene tagliato un “coperchio” di cornea e poi con il laser si brucia lo strato
sottostante nella “misura richiesta”. Le complicanze, intra-operatorie e post-operatorie,
sono illustrate nelle tabelle fornite dagli studi di Davidorf (tab. 1) e dalla Fda, l’ente
statunitense preposto all’autorizzazione della vendita di alimenti, medicine e all’uso di
strumenti medicali (tab. 2), in possesso dei dati, forniti dalle stesse aziende produttrici
del laser.
Note
1. Soggetti che non vedono bene.
2. Tale fenomeno si manifesta quando
dopo la correzione si diventa ipermetropi.
3. Quando, osservando il tabellone
dell’ottico, l’occhio perde la capacità di leggere due righe di caratteri, corrispondenti
ad altrettanti decimi di vista.
(Tratto
da Salute è, Settembre 2002)
Testimonianze
in prima persona
Tratto da www.metodobates.it
Prima
testimonianza Una persona miope, operata all'estero ad entrambi gli occhi con la metodologia
LASIK (quella attualmente più avanzata) racconta la sua esperienza dopo 15 giorni, dopo due
mesi e dopo tre mesi.
Quindici giorni dopo
Caro
Maurizio,
ti scrivo in un momento di relativa calma. E sei il primo a cui scrivo.
Sono passati quindici giorni dall'operazione e la vista comincia un po' a stabilizzarsi.All'inizio
c'era molta oscillazione tra momenti di quasi totale incapacità di vedere e momenti di
chiarezza quasi insopportabile.
Ho
riprovato delle sensazioni di quando ho messo gli occhiali per la prima volta: una sensazione
di "troppo", troppo intenso, una cosa che ti toglie il fiato.
E ho capito che è questa la ragione per cui non ho mai voluto le lenti a contatto: mi dicevo
che mi davano fastidio alla cornea, ma la realtà è che mi sentivo troppo "fuori",
esposto, senza difese. E adesso ho proprio la sensazione di non potere più scappare, di
dovere affrontare il mondo, che mi piaccia o no.
Da
tutto ciò capirai che anche la mia emotività passa attraverso grossi sbalzi: dal sentirmi
sicuro e fiducioso al piombare nell'angoscia.
Comunque, non sono pentito. Solo che sono molte le cose che non ti dicono: per esempio c'è
durante l'operazione un momento in cui diventi totalmente cieco, non vedi neanche la luce, e
ti viene l'ovvia fantasia che il laser.... ti abbia accecato!
E poi gli analgesici che ti danno sono insufficienti: per un paio di giorni non c'è verso di
dormire.
Due mesi dopo
Caro
Maurizio,
sono disponibilissimo a raccontarti quel che mi è successo dopo l'operazione di due mesi fa.
Sono
andato a farmi visitare, da un chirurgo oculista italiano. Dopo una visita sommaria, mi ha
dato del pazzo e mi ha detto che mi avevano rovinato, cosa da verificare ma che temo sia in
parte vera.
Io sono contento di essermi operato perché non uso più gli occhiali, anche se l'operazione
non e' venuta come programmata e mi ha lasciato un - 2,5 di astigmatismo sul dx (che non avevo
essendo solo miope); e un - 2 di miopia sul sx, che pero' peggiora con il buio quando la
pupilla si allarga per effetto dell'oscurità e incontra un velo di detriti!!! lasciato
all'interno della cornea.
Per
cui di sera ho qualche difficoltà visiva soprattutto nella guida.
Nota: i "detriti", cioè tessuto cicatriziale, producono un effetto chiamato
"Haze" corneale: questo è il termine usato dagli specialisti. Lo Haze è comune in
tutte le operazioni fatte con il laser a eccimeri (vedi nella pagina di documentazione in
inglese), meno in quelle fatte con il sistema LASIK.
Tre mesi dopo
Caro
Maurizio,
mi scrivi:
"I problemi di visione notturna ci sono praticamente sempre (ma non te lo dicono
mai) e si attenuano molto ma molto gradualmente nel giro di 6 mesi- due anni. Questo, secondo
la letteratura sull'argomento. L'astigmatismo poi è molto frequente e imprevedibile per il
gioco delle tensioni che si instaura sulla cornea."
Davvero
tutti quelli che si operano hanno problemi di miopia notturna.? Nel mio caso, chi mi ha
visitato dice che c'è come uno strato di polvere (detriti) nella cornea, e per quanto
riguarda l'astigmatismo sono sicuro che si tratta di un errore chirurgico perché sin dai
primi istanti dopo l'operazione, mi sono reso conto che qualcosa non andava nell'occhio destro
e io pensavo che fosse dovuto al trauma con necessità di assestamento.
Al termine del trauma operatorio, non c'è stato nessun miglioramento, anzi aggiungo che sono
sicuro che hanno sbagliato l'intervento e che per correggere la miopia (cosa peraltro
riuscita) mi hanno reso oltre che astigmatico anche presbite da un occhio.
Nota: Dopo i 40 anni si tende a diventare presbiti: il cristallino diventa più rigido e ha
difficoltà a contrarsi per vedere da vicino.
Se si è miopi, il cristallino è già rigido, ed è anche già troppo contratto.
Eliminando totalmente la miopia con l'operazione si crea questa alternativa: o i muscoli ce la
fanno a contrarre ulteriormente il cristallino (con il rischio di una ripresa della miopia),
oppure no e allora non si riesce a leggere, si diventa presbiti.
Seconda testimonianza Marcello Badali è anche lui sulla strada della ricerca della
visione con mezzi naturali.
Devo
anticipare innanzitutto che mi sono sottoposto al laser per la miopia un paio d'anni fa`.
Diciamo che adesso posso girare senza lenti ma di notte ho ancora bisogno degli occhiali per
guidare. A due mesi dall`operazione vedevo spaventosamente bene, ma è durato poco, a mio
avviso per tre motivi.
Il
primo è che ho il tipico occhio secco, una scarsa lacrimazione che si ripercuote sulla vista
(il film lacrimale è considerata una sorta di prima lente, vedi gli esercizi di ammiccamento
del metodo Bates).
Il secondo è che le mie cattive abitudini nel vedere non sono state ovviamente eliminate con
l`operazione e quindi continuo a fissare lo sguardo, soprattutto con l`occhio sinistro, che è
sempre stato il mio punto debole e continua ad esserlo (deve essere un curioso tipo di
masochismo congenito che mi spinge a mettere continuamente alla prova i miei punti deboli, con
il risultato di indebolirli ulteriolmente).
Un`ultima
ragione di carattere squisitamente tecnico è che il laser non cura l`astigmatismo come la
miopia e quel leggero astigmatismo che avevo mi è rimasto ma non mi sembra piu` cosi`
leggero, visto che la miopia è diminuita drasticamente.
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