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E' il seminario, organizzato da Veneto agricoltura,
che si è svolto il 6 aprile presso
la Corte Benedettina
a Legnaro, in provincia di Padova. Secondo gli studiosi presenti all'incontro un approccio
omeopatico al trattamento di fondo degli allevamenti bovini riduce dell'80% le patologie.
Il "benessere" degli animali è uno dei
principi fondamentali da osservare negli allevamenti zootecnici biologici. Tuttavia, per
quanto venga assicurata un'attenzione particolare alla loro salute, vietando ad esempio l'uso
preventivo e sistematico di antibiotici e altri farmaci veterinari sugli animali allevati
secondo il metodo biologico, questi non sono immuni dalle comuni patologie come le parassitosi
e le mastiti, che colpiscono soprattutto i bovini da latte.
Veneto Agricoltura, nell'ambito del "Piano regionale di intervento per il rafforzamento e
lo sviluppo dell'agricoltura biologica" ha organizzato il 6 aprile presso
la Corte Benedettina
a Legnaro, in provincia di Padova, un seminario intitolato "Patologie bovine e cure
omeopatiche". Gli esperti dell'Azienda regionale, dell'Università di Padova e un gruppo
di veterinari, hanno presentato i primi risultati dell'indagine parassitaria condotta sugli
allevamenti bovini biologici del Veneto.
Il risultati a cui gli studiosi sono giunti è che un approccio omeopatico al trattamento di
fondo degli allevamenti bovini riduce dell'80% le patologie.
Dall'indagine parassitologica, svolta su 14 allevamenti biologici distribuiti in diverse
Province (
7 in
provincia di Belluno,
3 in
provincia di Vicenza,
2 in
provincia di Verona,
1 in
provincia di Padova,
1 in
provincia di Treviso), i primi dati rilevano che la maggior parte degli animali ha evidenziato
la presenza di infestazioni multiple e che, in generale, la positività per parassiti è
risultata piuttosto elevata anche se si sono evidenziate cariche parassitarie piuttosto basse.
Un patologia che si presta alle cure omeopatiche è, ad esempio, la mastite bovina. La mastite
è il processo infiammatorio che colpisce l'apparato mammario arrecando alterazioni
quanti-qualitative
del latte.
Durante il seminario sono state più volte ribadite le differenze tra un approccio
farmacologico convenzionale e uno omeopatico. Nella medicina allopatica, infatti, la patologia
viene eliminata per un intervento palliativo estemporaneo che inibisce le cause (batteri) e
limita gli effetti (sintomi). Ne consegue che la predisposizione ad ammalarsi viene mantenuta,
se non accentuata, per l'inibizione indotta alla manifestazione clinica della malattia
(soppressione).
In omeopatia, essendo una medicina energetica, invece, si stimola l'organismo ad esprimere al
massimo i suoi meccanismi di reazione ottenendo una reale capacità di difesa e di guarigione.
In definitiva si ottiene il recupero dello stato di salute più elevato possibile.
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