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Si tratta del mais Mon810 (Monsanto), il Bt11 (Syngenta), il 1507 (Pioneer-Dow)
e la barbabietola H7-1 tollerante all’erbicida glifosato, prodotta invece dalla tedesca Kws
Saat Ag in associazione con
la Monsanto. La
decisione è stata adottata dopo il giudizio positivo dell’Agenzia europea per la sicurezza
alimentare (Efsa) che nel suo report di 27 pagine afferma che sostanzialmente fino ad oggi non
sono state prodotte prove sufficienti a dimostrare che i 3 mais OGM siano dannosi per la
salute animale e umana.
Le autorizzazioni riguardano l’importazione, la commercializzazione e la trasformazione ma
non la coltivazione sul suolo dell’UE per tutte e due le colture geneticamente modificate.
In particolare per i tre tipi di mais la richiesta d’autorizzazione riguarda alimentazione
umana, animale e trasformazione industriale, mentre la barbabietola transgenica sarà
destinata esclusivamente alla produzione industriale di zucchero e sciroppi. Il nuovo mais OGM
è stato sviluppato congiuntamente da Monsanto, Pioneer Hi-Brend, un business di DuPont e da
Dow Agroscience LLC, una sussidiaria completamente controllata da Dow Chemical Company. Così
di conseguenza anche i prodotti di mais OGM contenenti le caratteristiche di protezione
Herculex RW insieme al Roundup Ready Corn 2 (conosciuto come 59122/NK603) sono stati
autorizzati per l’importazione nell’Unione Europea.
Rispetto agli OGM
Bt11 e 1507 lo stop era stato imposto già dal commissario all’ambiente
Stavros Dimas, che aveva presentato all’EFSA
11 nuovi studi che ponevano in luce gli effetti negativi di questi due mais
OGM sull’ ecosistema. Ma secondo l’EFSA
gli studi proposti da Dimas non riportano novità tali da giustificare ancora un parere
negativo. Già autorizzati in otto paesi nel mondo , i nuovi "modelli" di mais
OGM saranno anche inclusi nell’etichettatura e tracciabilità dei prodotti e
dei loro derivati.
Il fatto è che ora
la Commissione Europea
potrebbe chiedere ai suoi Stati membri, ad esempio, alla Francia di ritirare il divieto di
coltivazione del Mon810, anche se la maggioranza qualificata può sempre rifiutarsi di
accogliere l’indicazione della Commissione e far si che in Francia continui a sussistere il
divieto per gli OGM.
Dal 2004, quando è decaduta la "moratoria de facto" sulle nuove colture
OGM (applicata dall’autunno 1998),
la Commissione Europea
ha approvato 15 prodotti OGM
(quasi sempre varietà di mais),
tutti per l’importazione e nessuno, finora, da coltivare su territorio UE.
Fatto alquanto curioso è che in nessuno di questi 15 casi c’è stata la maggioranza
qualificata favorevole dei diversi Stati membri. Secondo il sistema di tracciabilità della
legislazione europea, tutti i prodotti contenenti materiale
geneticamente modificato devono indicarlo chiaramente sull’etichetta, accanto
alla lista degli ingredienti e con caratteri delle stesse dimensioni. A questo sistema
sfuggono all’obbligo di etichettatura i prodotti contaminati accidentalmente con OGM
fino allo 0,9% del loro contenuto. Ad oggi la maggior parte dei prodotti
OGM importati in Europa riguardano mangimi per animali, di cui deve essere
indicata comunque in etichetta l’origine transgenica. Tuttavia, ogni singolo prodotto di
origine animale (come carni, uova, latte e latticini) provenienti da questo bestiame
alimentato con colture
OGM non deve essere sottoposto ad alcun obbligo di etichettatura. La notizia è
stata diffusa da www.genitronsviluppo.com.
I consumatori ora sono accerchiati.
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