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Uno studio indipendente dell’Institute of ecology and evolution della Russian
Accademy of Sciences, in collaborazione con
la National Association
for Gene Security e l’Institute of Ecological and Evolutional Problems, ha riscontrato una
grave deficienza nella capacità riproduttiva su mammiferi alimentati con cibo gm.
Per due anni, i ricercatori guidati dal professor Dr. Alexei Surov, hanno osservato quattro
gruppi di criceti, suddivisi in coppia per ogni gabbietta. Un gruppo è stato nutrito con soia
non gm, reperita con grande difficoltà in Serbia (considerato che il 95% della soia prodotta
al mondo è gm), il secondo solo con soia transgenica, il terzo con un mix equilibrato dei due
prodotti e il quarto per la maggior parte con soia modificata geneticamente.
La prima generazione di criceti non ha subito nessun mutamento, ma già nella seconda il tasso
di crescita è rallentato, così come la maturità sessuale. Il vero problema è stato
registrato nella terza generazione: le cavie alimentate con cibo transgenico hanno perso
completamente la loro capacità riproduttiva. Inoltre le cavie di terza generazione, hanno
sviluppato alcune malformazioni che gli scienziati non sanno ancora spiegare. L’unica
certezza, per ora, è che gli effetti negativi si bloccano solo quando si smette di alimentare
i criceti con cibo geneticamente modificato.
Secondo quanto dichiarato dai ricercatori, è ancora troppo presto per trarre conclusioni
definitive circa i rischi per la salute dell’uomo, ma sono quanto mai necessarie maggiori
ricerche ed esperimenti. Il dottor Surov presenterà il suo studio il 5 giugno in occasione
della chiusura dei Days of defence against environmental hazards iniziati lo scorso 15 aprile.
Michela Marchi
m.marchi@slowfood.it
Fonte:
english.ruvr.ru
ecoblog.it
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