"Oche: una vita di dolore"
indicibile: quello delle oche, delle anatre spennate vive e senza anestesia.
tratto da http://www.promiseland.it
del
1 ottobre 2010 a firma di Annalisa Ruffo
|
Non
tutti sanno quanta sofferenza si nasconde dietro un piumino d’oca; la soffice imbottitura
cela un dolore indicibile: quello delle oche, delle anatre spennate vive e senza anestesia. Le piume vengono
strappate, dalla pelle di questi animali molto sensibili, più volte nel corso della loro
vita, tra sofferenze così atroci che alcuni di loro muoiono addirittura di crepacuore perché
la paura e il dolore fisico sono tali da provocare loro addirittura un infarto. In seguito, le oche, così
traumatizzate e spogliate, vengono ributtate nel recinto (già la vita, tipica degli
allevamenti intensivi, in grandi capannoni al chiuso, è causa di stress per gli animali); lì
giaceranno a terra tremanti, per ore, in uno stato di apatia e di vero shock, sofferenti per
il freddo e per le ferite aperte provocate dalla violenza dello strappo durante lo spiumaggio. La piuma è una
produzione cornea dell’epidermide di tutti gli uccelli: costituisce il rivestimento contro
il freddo ed ha finalità di termoregolazione per cui assolve a funzioni fisiologiche
fondamentali. Per questo motivo, oltre al momento, terribile, dello spiumaggio, questi animali
risentono del fatto di rimanere sprovvisti del loro manto nel periodo successivo, per cui
possono morire, oltre che per lo stress cui vengono sottoposti, anche per il freddo che devono
poi sopportare. Dopo due mesi questa
operazione verrà ripetuta, e poi per altre 2 volte. A circa 8 mesi di vita, quando la qualità
delle piume comincia a risentire dei ripetuti ‘strappi’, per alcune oche, le più
fortunate, il calvario finirà, in maniera cruenta, ma comunque finirà. Le altre invece
andranno incontro all’ingozzamento forzato per la produzione di fegato grasso d’oca; poi
saranno uccise. La natura di questi
animali è di trascorrere gran parte della loro esistenza in acqua. In questi allevamenti,
molti volatili vengono tenuti in capannoni, o in gabbie dove si feriscono le zampe che
poggiano su una serie di fili metallici. Le gabbie sono così piccole che gli animali non
possono nemmeno girarsi su loro stessi, assumere una posizione eretta o battere le ali. A
molti di quelli che sopravvivono fino al macello si spezzano le ossa durante il trasporto o
mentre vengono maneggiati. La polemica scaturita
tempo fa, in seguito ad un servizio televisivo messo in onda dalla TV svedese sulla raccolta
del piumaggio da animale vivo, ha fatto sì che l’associazione europea EDFA, che raggruppa
le aziende operanti nell’UE nel settore della piuma e del piumino, abbia messo in atto una
sorta di controinformazione sull’argomento, dichiarando che in tutta l’Europa il 98% del
piumaggio da imbottitura proviene come sottoprodotto dell’industria di macellazione di oche
e anatre per l’alimentazione umana; esiste, specifica l’EDFA, come materia prima, in
quantità marginali, del piumaggio raccolto da animali vivi, ma questo viene strettamente
regolamentato da “Standing Committee of the European Convention for the Protection of Animal
kept for Farming purposes”, che prevede la raccolta di piuma e piumino derivante dalla muta
naturale degli animali, allevati appositamente allo scopo e per la riproduzione. L’animale
allevato per la riproduzione ha, infatti, delle mute stagionali (causate da un processo
ormonale) che comportano la perdita di piuma e piumino da sostituirsi con quello nuovo; è in
questa fase, afferma l’EDFA, che avviene la raccolta. Tuttavia, tra i paesi
produttori di piumino d’oca, quali l’Islanda, Ovviamente le alternative
alla piuma esistono e sono validissime, tanto che già hanno conquistato parte del mercato dei
prodotti imbottiti. Le piume d’oca possono oggi essere facilmente sostituite con imbottiture
sintetiche, come ad esempio l’ovatta di poliestere, già largamente utilizzata nei divani,
ma anche nei giacconi e nei piumoni da letto. Inoltre si possono acquistare prodotti fatti con
Hollifill, Fibrefil o Myform. Oltre alla sofferenza
dello spiumaggio, l’oca subisce l’ingozzamento forzato per la produzione di fegato grasso,
il foie gras, che altro non è che il fegato malato di un’oca o di un’anatra torturata,
sovralimentata forzatamente, più volte al giorno, per mezzo di un tubo metallico, lungo 20- Gli animali più deboli
sono già moribondi al momento dell’arrivo nella stanza da macello, mentre molti altri non
arriveranno neanche a quel momento: nel periodo di alimentazione forzata, il tasso di mortalità
delle anatre è da dieci a venti volte superiore al normale. L’OIPA insieme a molte
altre associazioni animaliste internazionali e privati cittadini, ha sottoscritto il Manifesto
per l’abolizione del foie gras, che è ancora possibile firmare, proposto
dall’associazione francese Stop Gavage per chiedere l’abolizione definitiva
dell’alimentazione forzata di anatre e oche per la produzione del foie gras, in quanto
questa procedura viola le regolamentazioni europee sulla protezione degli animali
d’allevamento: “Gli alimenti o i liquidi sono somministrati agli animali in modo da non
causare loro inutili sofferenze o lesioni e non contengono sostanze che possano causare
inutili sofferenze o lesioni” (Direttiva 98/58/CE del Consiglio del 20 luglio 1998) e,
inoltre: “Non sono ammessi metodi di alimentazione e additivi alimentari che possano causare
stress, lesioni o malattie alle anatre o che comportino lo sviluppo di condizioni fisiche e
psicologiche nocive alla loro salute e al loro benessere.” (Norma CE del 22 giugno 1999
sull’ utilizzo di anatre per la produzione di foie gras). L’alimentazione forzata
è già stata bandita nella maggior parte dei Paesi della Comunità Europea. E’ stata
bandita in Polonia a partire dall’1 gennaio 1999 ed è da poco stata interdetta in Italia,
Israele e California. Tuttavia ogni anno 30 milioni di animali vengono utilizzati per il foie
gras, soprattutto in Francia, dove l’associazione GAIA ha immesso sul mercato il ‘faux
gras’ (‘finto grasso’) che si propone come alternativa vegetariana al crudele ‘foie
gras’. L’anno scorso il prodotto è stato lanciato nei negozi bio e da quest’anno è
presente anche nei supermercati Carrefour e Lidl del Belgio. Tutto il faux gras distribuito,
30.000 confezioni, è stato venduto! Se altri supermercati aderiranno, per l’anno prossimo
il faux gras sarà distribuito in modo molto più massiccio; più ne verrà distribuito più
ne verrà venduto, e più quindi si imporrà sul mercato come valida alternativa
all’orribile foie gras. Le oche, le anatre, come
tutti gli animali, sono esseri senzienti che, come noi, provano dolore e angoscia, che ci
conoscono e capiscono. Racconta Carlo
Peroni: «Una volta mia madre comprò due piccole oche che pensò di mettere nel cortile per
farle ingrassare. Io stavo molto spesso assieme a queste oche e le vedevo crescere a vista
d’occhio. Loro mi amavano e si lasciavano fare tutto quello che volevo, ma i miei amici non
potevano avvicinarsi, altrimenti correvano loro incontro per beccarli. Io avevo costruito con
il cemento una specie di piscina dove mettevo sempre dell’acqua per le oche che si
divertivano molto a farci il bagno. Ogni tanto facevo loro anche la doccia e le oche si erano
abituate a tirare su le ali per farsi bagnare anche lì. Avevo allenato le oche ad eseguire i
miei ordini con dei fischi: erano una serie di motivetti e ciascuno significava un ordine. Le
oche impararono subito quella specie di linguaggio ed obbedivano. Quando facevo ritorno da
scuola io eseguivo il mio solito fischio da lontano e le due oche mi sentivano e cominciavano
a corrermi incontro facendo un baccano incredibile; solo che c’era il muro del quale ho
parlato prima e dovevano attendere che entrassi da una porticina e loro venivano a farmi le
feste. Io le ricompensavo dando loro qualcosa da mangiare. Per me erano delle vere amiche e ci
parlavo anche spesso e loro sembrava che mi capissero. Mi piace chiudere
questa bella realtà con le parole che mi ha scritto la mamma umana di Chupito “Come tutti
gli animali, credo sia un tramite fra noi e qualcosa di più grande e che quindi riesca a
unire gli esseri umani attraverso un linguaggio non verbale, che è quello della natura,
dell’amore universale”». http://www.vaol.it/it/notizie/stefania-sbarra-c2abil-linguaggio-dell-amore-unisce-uomini-e-animalic2bb.html http://www.ambientespa.it/mater-bi/index.htm E’ possibile chiedere
a Carrefour di distribuire il “faux gras” anche in Francia oltre che in
Belgio http://www.carrefour.fr/contact/question (nel
punto 1 compilate i soli campi con l’asterisco; nel punto 2 selezionate ‘les produits
Carrefour’, poi direttamente al punto 3, dove potete copiare questo testo: “Je suis
fortement défavorable à la pratique du gavage des canards pour le foie gras, parce qu’il
est cruel et immoral; donc je voudrai que vous offriez l’alternative végétarienne, c’est-à-dire
le ‘faux gras’, en France aussi. |
|
||||||||||