|
LONDRA
(11 luglio) - Chi ha molti nei, ed un carattere estroverso, corre un rischio molto minore di
morire per infarto, e invecchia più lentamente. Che i nei possano rendere un viso più sexy
è opinione soggettiva (non siamo tutti come Cindy Crawford), ma che possano anche far vivere
più a lungo lo afferma adesso la scienza. Due distinte ricerche, rimbalzate oggi con risalto
sui quotidiani britannici da autorevoli riviste mediche come Annals of Epidemiology e Cancer
Epidemiology, segnalano infatti che un carattere aperto e le macchie nere sulla pelle
funzionano da elisir di lunga vita.
Quanto sia importante l'estroversione viene sottolineato da un'accurata ricerca fatta
sull'arco di trent'anni alla Northwestern University di Chicago. La conclusione dello
studio è chiara: i timidi (inventariati grazie a questionari compilati quando avevano tra i
40 e i 55 anni) hanno una probabilità del 50% maggiore di finire nella tomba in seguito a
problemi di cuore. Sugli Annals of Epidemiology i ricercatori di Chicago ammettono di
non avere una spiegazione scientifica sul perché i timidi risultino molto più vulnerabili
alle malattie cardiache. Un'ipotesi fatta è che le persone più introverse soffrano di stress
in dose maggiore quando sono esposte a nuove situazioni. Non è comunque la prima volta che il
carattere viene associato strettamente a patologie. Si sa, ad esempio, che il cuore ha una
spiccata tendenza ad ammazzare i febbrili stakanovisti inclini alla rabbia e con poche difese
anti-stress, i pessimisti e le persone abituate a tenersi tutto dentro.
Del tutto sorprendente, invece, la conclusione alla quale è arrivato al King's College
di Londra un gruppo di ricercatori medici con a capo la dottoressa Veronique Bataille: le
persone con molti nei di bellezza rimangono giovani più a lungo, e tendenzialmente muoiono ad
un'età più avanzata malgrado corrano un rischio maggiore di cancro alla pelle. Si difendono
decisamente meglio dagli acciacchi di cuore e da malattie come l'osteoporosi.
Lo studio del King's College è stato fatto con il coinvolgimento di 1.800 gemelli, e
ha permesso di appurare una stupefacente correlazione tra il numero di nei e la lunghezza dei
telomeri, gli «involti protettivi» delle cellule. L'alta presenza di nei (da cento in su, un
uomo di pelle bianca ne ha in media trenta ma può arrivare fino a 400), secondo la ricerca,
è legata a una maggiore lunghezza dei telomeri, che hanno una funzione importante nel
mantenere giovane e vegeta la cellula.
La discrepanza tra chi ha pochi e chi ha tanti nei può comportare fino a sei o sette anni di
differenza nel processo di invecchiamento. Nel caso dei nei c'è ben poco da fare; si tratta
in buona parte di una caratterica ereditaria. È invece possibile far tesoro della ricerca sul
rapporto timidezza-infarto, come ha sottolineato uno dei finanziatori, la casa editrice
Elsevier: «Sembra chiaramente nell'interesse della vostra salute - ha detto un portavoce di
Elsevier - andare al pub, in discoteca e al ristorante con gli amici. Ne può dipendere la
vostra vita!».
|
|