"Morire per una mozzarella"
dopo uno o due giorni alla madre e lasciati morire nelle campagne, gettati nei canali o nei
fossi,
soffocati con la paglia o anche seppelliti ancora vivi.
tratto da http://www.agireora.org
del 12 marzo 2010
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Bufalini ammazzati e i cadaveri abbandonati
nelle campagne di Caserta. Secondo il responsabile della Forestale
"si tratta di un fenomeno diffuso, i bufalini appena nati vengono strappati dopo uno o
due giorni alla madre e lasciati morire nelle campagne, gettati nei canali o nei fossi,
soffocati con la paglia o anche seppelliti ancora vivi. Sarebbero stati dunque gli allevatori,
proprio perché i bufali maschi, al contrario delle bufale, non danno il latte alla base della
mozzarella e non sono richiesti per la commercializzazione delle carni, a usare uno dei
laghetti della pineta di Castel Volturno come cimitero dei bufali". Gli allevatori, autori di questo scempio, si
sono macchiati di reati perseguibili dalla legge, ma la fine dei bufalini è sostanzialmente
la stessa anche seguendo tutte le procedure di legge. Sono maschi, non danno latte e la loro
carne non è commercializzabile. La differenza è tra lo smaltimento legale e quello illegale.
Fossero vitelli, verrebbero uccisi comunque, ma dopo 6 mesi di allevamento intensivo, perché
le loro carni sì, hanno mercato, quindi come sottoprodotto del latte di mucca questi animali
diventano "carne bianca". E' una notizia che nella sua crudezza deve far
pensare sopratutto i latto-ovo-vegetariani. Scegliere di non mangiare carne è il primo passo,
ma una volta fatto quello occorre capire che anche l'utilizzo di tutti gli ingredienti di
origine animale uccidono animali per la loro produzione. Mangiare la carne di un animale
significa ucciderlo, è lapalissiano. Invece il latte, le uova, la lana, la mozzarella sulla
pizza non rimandano alla morte dell'animale, nella nostra testa sono legati semmai ad un
concetto di sfruttamento, non di morte. Allora parliamo di galline allevate a terra, di mucche
lasciate pascolare e non stabulate nei capannoni, di abolizione della pratica feroce del
mulesing(*) come altrettanti provvedimenti, che attenuano il livello di sfruttamento. Si è portati a pensare che poiché si sfrutta
il lavoro umano e quello minorile, un certo grado di sfruttamento degli animali possa essere
accettabile. A parte che, no, non può essere accettabile, nessun grado di sfruttamento e
associata sofferenza si può accettare per il gusto di mangiare una certa cosa piuttosto che
un'altra. Ma oltre a questo c'è il fatto che così non è, non è "solo"
sfruttamento. E' anche uccisione. I vitelli e le mucche da latte, le galline e le pecore
vengono mandate al macello, i bufalini buttati a marcire in "discariche" illegali.
Lo sfruttamento, per quanto feroce, esclude l'uccisione degli sfruttati. Lo sfruttamento degli
animali è invece, e sempre, di qualsiasi genere di allevamento si parli
(intensivo o meno), sinonimo di uccisione: vale per il latte, le uova, la lana. Uccisione
differita di mesi o di qualche anno, ma sempre uccisione è, e non può essere altrimenti. Non facciamo un mezzo passo verso la salvezza
degli animali, facciamolo intero: ordiniamo una pizza vegan. Note: Fonte |
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