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Che
cos'è il Mothers Act
Sto ricevendo email in cui mi si
chiede di firmare la petizione online contro il "Mothers Act" e anche richieste di
chiarimenti da parte di chi ha ricevuto il messaggio che ho fatto girare. In effetti non ho
trovato granché in italiano e questo articolo dovrebbe dare un'idea adeguata a riguardo.
Letteralmente
in questo contesto Act significa Decreto, Legge, quindi una legge a favore delle madri, nello
specifico delle future e neo mamme e dovrebbe servire a far sì che le istituzioni si prendano
cura di loro durante il periodo della gravidanza, del parto e dopo il parto. Questo perché
alcune donne sono state soggette a disturbi di un tipo o di un altro in concomitanza con la
gravidanza e il parto. Per quanto si potrebbe pensare che il Mothers Act sia un impegno della
comunità nei confronti delle donne nel ruolo di madre, in realtà è stato elaborato dalla
lobby di Big
Pharma, con il solo scopo di trasformare la gravidanza, il parto e la nascita in
una condizione medica in cui si verifica la presenza di malattie mentali da trattare con gli
psicofarmaci.
La Lobby
di Big Pharma
Sono
diversi anni che Big Pharma cerca di far approvare dal Congresso Americano il Mothers Act, ma
non è mai passato perché uno dei due schieramenti si opponeva all'altro che era finanziato
dalla lobby al fine di farlo approvare.
Di
solito le lobbies appoggiano finanziariamente uno o l'altro degli ormai soli due gruppi di
partiti politicamente opposti per fare approvare provvedimenti favorevoli agli interessi che
esse rappresentano o per far cadere quei provvedimenti che invece non sono affatto favorevoli.
Questo
fa sì che un gruppo politico spinga le approvazioni di decreti o leggi nell'interesse dei
loro finanziatori contrastati dagli oppositori che ovviamente portano avanti altri interessi.
Questa situazione conduce spesso a un impasse e a logoranti lotte fino all'ultimo voto che
possono durare intere legislature.
Il
problema è che ora questa proposta ha maggiori probabilità di diventare legge perché Big
Pharma ha cambiato strategia: Ha finanziato alla pari entrambi gli schieramenti politici con
il risultato che sia i Repubblicani che i Democratici voteranno a favore.
Questa
strategia è già stata adottata in Italia per la proposta di legge di vendere farmaci nei
supermercati che è stata bocciata sia dalla maggioranza che dall'opposizione perché
Federfarma, la potente lobby dei proprietari di farmacie, ha dato ai due schieramenti
(centrodestra e centrosinistra) 250 mila euro complessivi, divisi in parti uguali, quindi 125
mila a uno schieramento, e 125 mila all'altro: sono la somma di tanti finanziamenti da 5 mila,
10 mila, 7 mila, 3 mila, 8 mila che di volta in volta sono finiti nelle tasche dei vari
parlamentari, per non fare approvare determinate leggi o farne approvare delle altre che
favoriscono gli interessi di Federfarma.
Cosa
succederà se il Mothers Act verrà approvato?
Negli
Stati Uniti le donne in età fertile verranno sottoposte a screening allo scopo di
identificare malattie mentali pre e post parto per sottoporle, nel caso di riscontri positivi,
a trattamenti psichiatrici farmacologici obbligatori. Ovviamente tali malattie sono più o
meno collezioni di sintomi di cui a volte possono essere affette anche persone in buone
condizioni fisiche e mentali, ma in momenti particolari come la gravidanza o il parto possono
essere fatte passare per veri e propri disturbi mentali che necessitano di trattamento con
psicofarmaci come antidepressivi e antipsicotici.
Il
problema investe anche il feto che rimarrebbe ugualmente drogato dai farmaci assunti dalla
madre, con conseguenti possibili malformazioni fisiche e ottundimento delle capacità mentali,
un futuro irto di difficoltà di apprendimento.
Perché
la cosa dovrebbe riguardarci? Perché riguarda una serie di abusi che Big Pharma e il suo
esercito di psichiatri perpetreranno su delle donne e i loro bambini e ognuno di noi dovrebbe
fare la sua parte per evitarlo, non importa a quale nazione appartengano.
In
ogni caso anche se volessimo egoisticamente pensare ai fatti nostri, il cartello farmaceutico
non conosce frontiere e quanto avviene oggi negli Stati Uniti viene poi replicato nel resto
del mondo e chi ha pensato che la cosa non lo riguardasse potrebbe invece ritrovarsi con la
moglie, la sorella, la madre o la figlia sottoposte a screening e a trattamento psichiatrico.
Il
Mothers Act attuale che Big Pharma sta spingendo per l'approvazione è noto come "Melanie
Blocker Stokes Mom's Opportunity to Access Health, Education, Research, and Support for
Postpartum Depression Act of 2009" e prende il nome da Melanie Blocker Stokes, una madre
che, dopo aver partorito è stata sottoposta a una serie di trattamenti psichiatrici con
psicofarmaci ed elettroshock e poi si è suicidata. Si sostiene che Melanie si sia suicidata
perché non si è intervenuti preventivamente e quindi il Mothers Act è considerato un
impegno che la comunità deve assumersi al fine di impedire che altre madri facciano la fine
di Melanie e questa è la tesi che Big Pharma sostiene tramite i suoi gruppi di facciata.
Sarebbe
assurdo immaginare che nessuno abbia il minimo sospetto che il suicidio possa essere la
conseguenza del trattamento con gli antidepressivi e gli elettroshock quando "pensieri
tendenti al suicidio" è uno degli effetti collaterali elencati nei foglietti
illustrativi di tali psicofarmaci.
E'
necessario quindi anche il tuo intervento, il minimo che si possa fare è firmare una
petizione online a cui puoi accedere dal link in fondo alla pagina.
Passa
il link di questo mio articolo ai tuoi amici e conoscenti per informarli di questo vero e
proprio pericolo per il futuro dell'Umanità. Ho già inviato questo articolo a più di 2.800
persone. Queste sono briciole, insieme possiamo dare un sostanziale contributo alla lotta
contro i nemici dell'umanità. Se ti sembra che sto esagerando è solo perché i media
anestetizzano la nostra capacità di valutare.
Quello
che segue un articolo che ho tradotto per aggiungere altri dati sull'argomento.
Il
Mothers Act Alimenta un' Industria Multimiliardaria
di
Evelyn Pringle - traduzione di Luciano Gianazza.
La
maternità è diventata preda del cartello psico-farmaceutico. Se una nuova normativa
conosciuta come Mothers Act diventerà legge, il numero dei bambini drogati tramite la propria
madre durante la gravidanza e l'allattamento senza dubbio aumenterà.
Il
Congresso ha giustamente rifiutato di far passare questo disegno di legge per otto anni. Il
titolo ufficiale è attualmente "Melanie Blocker Stokes Mom's Opportunity to Access
Health, Education, Research, and Support for Postpartum Depression Act of 2009".
La
proposta di legge è stata introdotta in Aula durante il 110mo Congresso il 4 gennaio 2007,
dal democratico dell'Illinois Bobby Rush e poi reintrodotta in entrambi gli organismi del
nuovo Congresso, nel gennaio 2009, dopo che il disegno di legge cadde in prescrizione in
Senato l'anno scorso.
Il
senatore democratico Robert Menendez del New Jersey, dove risiedono un gran numero di aziende
farmaceutiche, e Richard Durbin (D-IL) sono i principali sostenitori del progetto di legge al
Senato.
In
un discorso fatto durante l'Assemblea del 30 marzo 2009 dal deputato Rush divenne chiaro
l'obiettivo di questa proposta di legge quando ha affermato che "dal 60 al 80 per cento
delle nuove mamme sperimentano sintomi di depressione post parto, mentre la condizione più
grave, la psicosi post parto, interessa fino al 20 per cento delle donne che hanno partorito
da poco. "
Dopo
che l'Assemblea ha votato per far passare la legge quel giorno, il deputato ha dichiarato:
"La legge AR 20 metterà finalmente a disposizione significative somme di denaro e
attenzione per la ricerca, selezione, trattamento e istruzione delle madri che soffrono di
questa malattia."
Il
vero obiettivo dei promotori di questa legge è quello di trasformare le donne in età fertile
in consumatrici a vita di trattamenti psichiatrici mediante lo screening per tutta una serie
di "disturbi dell'umore" e "ansia" e non semplicemente per la depressione
post parto.
Mai
abbastanza viene detto riguardo alla capacità di chiunque, con un camice bianco addosso e un
titolo medico, di convincere le vulnerabili donne in gravidanza e le neo-madri che i pensieri
e sentimenti che possono provare in un giorno qualsiasi potrebbero essere anormali.
La
costante sorveglianza e il fuoco di fila di domande, tipo sei depressa?, sei preoccupata, hai
cambiamenti di umore?, hai paura della maternità?, dormi bene?, ci sono cambiamenti nella tue
abitudini alimentari?, è prevedibile che sortiranno senza ombra di dubbio l'effetto di
convincere molte donne che normali pensieri ed emozioni sono segno di disturbi mentali.
In
un articolo del 13 marzo 2008, "Etichettare
la Gravidanza
come Malattia Mentale", Byron Richards scrive nel NewsWithViews:
"Il
Mothers Act ha il netto effetto di riclassificare il processo naturale della gravidanza e
della nascita, come un disturbo mentale che richiede l'utilizzo di farmaci psicotropi non
verificati ed estremamente pericolosi (che possono facilmente danneggiare il bambino). Il
progetto di legge è stato ovviamente scritto dalla lobby di Big Pharma e la sua conversione
in legge sarebbe considerata ridicola, se non stesse accadendo davvero."
Mentre
manie, psicosi, agitazione, ostilità, ansia, confusione, depressione e tendenze suicide sono
spesso citate come "sintomi" della malattia mentale, molti degli stessi esatti
"sintomi" sono elencati come effetti collaterali sulle etichette di avvertimento per
gli antidepressivi, antipsicotici e anticonvulsivanti .
Tutti
questi farmaci sono attualmente prescritti per trattare "cambiamenti di umore" e
"ansia", disturbi per i quali alle donne verrà fatto lo screening se la proposta
diventerà legge. Nel caso di donne in gravidanza, nessun farmaco psichiatrico è stato
approvato dalla FDA come di uso sicuro.
Le
nuove clienti acquisite saranno stigmatizzata per tutta la vita con le etichette delle più
gravi forme di malattia mentale, semplicemente perché sono abbastanza sfortunate di essere
rimaste in gravidanza negli Stati Uniti, dove gravi disturbi procurano grandi profitti a chi
prescrive sostanze psicotrope di ogni genere.
Nel
Medical News Today del 1° settembre 2008 compare un titolo riguardante uno studio che
dichiara: "Gli americani Mostrano Poca Tolleranza per
la Malattia Mentale
nonostante sia in aumento la credenza che la causa sia genetica". Lo studio del
professore di sociologia Jason Schnittker dell'Università della Pennsylvania, ha messo in
evidenza che mentre gli americani credono che la malattia mentale abbia cause genetiche, il
paese non è più tollerante nei confronti del malato di mente di quanto lo fosse 10 anni fa.
Lo
studio ha esaminato la tolleranza in termini di indisponibilità a vivere accanto a una
persona malata di mente, con una casa famiglia per malati di mente nel quartiere, trascorrendo
una serata a socializzare con una persona malata di mente, lavorando a stretto contatto con
tale persona sul posto di lavoro, facendo amicizia con una persona con una malattia mentale o
rimanere sposato una persona malata di mente in famiglia.
L'industria
multimiliardaria
In
un articolo per AlterNet del 18 giugno 2008, il dottor Bruce Levine, autore del libro,
"Sopravvivere all'Epidemia di Depressione dell'America" (Surviving America's
Depression Epidemic), spiega come funziona il cartello psico-farmaceutico. "Il
trattamento della salute mentale negli Stati Uniti è ormai un'industria da miliardi di
dollari", riferisce ", e ad essa vengono applicate tutte le regole tipiche di
qualsiasi industria".
"Non
solo Big Pharma ha influenti psichiatri sul suo libro paga, quasi ogni istituto della salute
mentale da cui i medici, la stampa e il pubblico ricevono le informazioni sulla salute mentale
è finanziariamente interconnesso con Big Pharma".
"L'American
Psychiatric Association, l'organizzazione professionale della psichiatria, dipende fortemente
dalle sovvenzioni da parte delle case farmaceutiche e questo vale anche per Alleanza Nazionale
per i Malati Mentali e le altre cosiddette organizzazioni dei consumatori."
"Il
dipartimento di psichiatria di Harvard e di altre prestigiose università prendono milioni di
dollari da società farmaceutiche, e l'Istituto Nazionale della Salute Mentale da fondi a
ricercatori che sono finanziariamente connessi con le aziende farmaceutiche".
Sono
più i Democratici che i Repubblicani che spingono il Mothers Act. L'aumento dei finanziamenti
per la campagna elettorale dei Democratici può spiegare questa svolta degli eventi. Nelle
ultime otto campagne elettorali l'industria farmaceutica ha dato molti più fondi ai
Repubblicani che ai Democratici. Nel 2006, la percentuale era pari al 28% per i Democratici e
il 70% per i Repubblicani, secondo il Center for Responsive Politics, un gruppo no-profit che
esegue il monitoraggio dei finanziamenti politici.
Ma
per la campagna del 2008 i Democratici hanno avuto quasi gli stessi soldi dati ai Repubblicani
con $5.099.942 rispetto ai $5.680.871 dati ai repubblicani, e questo è probabilmente il
motivo per cui i democratici permetterebbero che tale palese schema di marketing di farmaci
venga attuato.
"Il
Mothers Act, mentre sembra un atto di benevolenza, è una misura inutile e pericolosa che si
tradurrà in un ulteriore eccesso di prescrizione di farmaci che sono già esageratamente
prescritti in modo grottesco.", spiega Kate Gillespie, uno dei legali di punta che stanno
portando avanti le cause legali per i difetti di nascita causati dagli SSRI e per i casi di
suicidio legati al Paxil, di stanza a Los Angeles presso lo studio legale Baum, Hedlund,
Aristei & Goldman.
"La
proposta di legge è una sentiero pericoloso", ammonisce, "verso la prescrizione
forzata alle donne in età fertile di psicofarmaci di dubbia efficacia e con gravi problemi di
sicurezza per le madri ed i loro bambini innocenti - farmaci che possono causare terribili
effetti collaterali, tra cui, comportamenti con tendenza al suicidio, violenza e devastanti
difetti di nascita."
Naturalmente,
le madri che veramente non riescono a cavarsela da sole dovrebbero essere aiutate", dice
la Sig.ra Gillespie
, "ma abbiamo davvero bisogno di una legge che preveda che le madri debbano essere
esaminate e drogate?"
"Togli
la politica e Big Pharma, e la pressione per fare approvare questa legge non avrebbe più
senso".
Secondo
il Dottor Levine, per politici un impegno molto meno disastroso, piuttosto che fare il push di
farmaci per le madri in gravidanza, sarebbe quello di promuovere l'espansione delle cure
mediche per la depressione post parto".
Il
Dott. Levine afferma che il Mothers Act" omette delle verità" riguardo a Melanie
Blocker-Stokes, la donna da cui poi il disegno di legge ha preso nome, e le seguenti
informazioni riguardanti il suo suicidio dovrebbero essere rese note:
"Melanie
Blocker-Stokes ha di fatto ricevuto estesi trattamenti psichiatrici. E' stata ricoverata in
ospedale per tre volte in sette settimane, le sono state date quattro combinazioni di farmaci
antipsicotici, ansiolitici e antidepressivi, è stata sottoposta a terapia
elettroconvulsivante (elettroshock). Ma, nonostante il trattamento psichiatrico - o a causa di
esso - Melanie Blocker-Stokes si uccise gettandosi dal dodicesimo piano di un hotel di
Chicago".
"Non
vi è alcuna prova che l'uso di antidepressivi da parte di madri depresse abbassi il rischio
di suicidio", dice il dottor Levine, "mentre vi è una grande quantità di evidenze
che l'uso di antidepressivi può rendere alcune persone maniacali, agitate, e violente".
Promotori
per soldi del Mothers Act
Katherine
Stone gestisce un sito internet chiamato "Postpartum Progress" e inserisce dei post
nel blog ogni giorno. Presta la sua opera anche nel consiglio di amministrazione del
Postpartum Progress Internazionale come Presidente delle relazioni pubbliche. La sua biografia
dice che "è riconosciuta a livello nazionale, premiata sostenitrice delle donne con
disturbi dell'umore ed ansia perinatali."
"Katherine
sul suo sito web riferisce che nel 2001, dopo la nascita del suo primo figlio ha sofferto di
disturbo ossessivo compulsivo post parto. La sensazione di isolamento e di vergogna l'ha
subito ispirata a creare Postpartum Progress, che è diventato il blog più letto negli Stati
Uniti sulla depressione post parto, depressione pre parto, psicosi post parto e altri disturbi
relativi a prima, dopo e durante il parto."
In
un'altra pagina intitolata "L'Arte della Cura Psichiatrica", Katherine dice alle
donne di cambiare farmaco se non funziona, perché per la sua diagnosi di Disturbo Ossessivo
Compulsivo, afferma:
"Ho
preso molti farmaci, compresi Effexor, Celexa, Seroquel, Risperdal, Wellbutrin, Luvox,
Cymbalta, ecc. Usandoli tutti quanti sono guarita. Alcuni semplicemente hanno funzionato
meglio di altri nella cura dei miei sintomi."
Termina
il suo commento dicendo alle donne: "Troverai il farmaco che va bene per te e
migliorerai."
La
prescrizione di sette farmaci, tra cui due antipsicotici e cinque antidepressivi, per il
trattamento dell'OCD (Disturbo Ossessivo Compulsivo) è un tipico esempio di medicalizzazione
orientata al profitto che le donne arpionate dal Mothers Act dovranno affrontare, ma la
descrizione che Katherine ha fornito si discosta molto dal comparativamente minore trattamento
che ha ricevuto, come ha affermato nella pubblicazione del 7 giugno 2004 di Newsweek "Nel
mio caso si è trattato di prendere un antidepressivo e di fare una seduta di terapia alla
settimana."
A
parte tutti i gravi rischi per la salute ormai noti per essere associati a questi farmaci, la
maggior parte delle donne non potrebbe permettersi la"cura" dei sette farmaci che
Katherine ingerito. Secondo DrugStore.com, da un conteggio del dicembre 2008, dal primo
all'ultimo, per una fornitura di una dose media di 30 giorni, i farmaci avrebbero questi
costi: Effexor $197.86, Celexa $279.92, Seroquel $388.38, Risperdal $652.07, Wellbutrin XI
$202.08, Luvox CR $135.99, and Cymbalta $366.62. Il costo del "ecc." è impossibile
da calcolare, senza sapere quanti altri farmaci ha preso.
Come
Postpartum Progress ci sono altri siti finanziati da chi ha interesse che vengano
somministrati farmaci. (Le cifre sopra sono riportate sono quelle che spenderebbe una singola
persona per la "cura" di un messe e danno un'idea dell'entita del business della
"Depressione Post Parto" - n.d.t).
Evelyn
Pringle scrive editoriali per Scoop Independent News, è una giornalista investigativa
focalizzata sull'esporre la corruzione nel governo e delle corporazioni Americane. Articolo
sponsorizzato dallo studio legale Baum, Hedlund, Aristei & Goldman.
L'intero
articolo in lingua originale è visibile su: Mothers
Act Fuels Multibillion Dollar Industry
Altri
link:
Video: Melanie's Voice (MOTHERS Act/Antidepressants/PPD/psychosis)
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