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Pubblicati i risultati di un nuovo studio in USA finanziato dalla
FDA: c’è correlazione tra l’uso di psicofarmaci per i bambini iperattivi (usati anche in
Italia) e morti “improvvise ed inspiegabili”.
La Food
and Drug Administration (FDA)
ed il National Institute of Mental Health hanno finanziato un nuovo studio sugli effetti
avversi derivanti dalla somministrazione ai bambini degli psicofarmaci utilizzati per sedare
l'iperattività.
I risultati sono stati resi noti in America: la ricerca, coordinata da Madelyn Gould,
Professore di epidemiologia e Psichiatria pediatrica alla Columbia University, ha analizzato
564 casi di decessi di minori trattati per l'ADHD nel decennio tra il 1985 e il 1996, e
l'esito è quello di un possibile legame esistente tra l'assunzione di medicinali contro
la Sindrome
da Deficit dell'Attenzione e Iperattività (ADHD, ovvero bambini troppo agitati e distratti)
ed il rischio di "morte improvvisa". “Gli eventi rilevati sono ancora da
approfondire e comunque rari”, ha dichiarato il coordinatore della ricerca, “meno di un
bambino ogni
10.000”
, e peraltro attualmente
la Food
and Drug Administration (l’FDA, il massimo organismo di controllo sanitario in USA) non
prevede di modificare le linee guida sull'impiego di questi prodotti, autorizzati all’uso
anche in Italia. “Questo studio rileva una significativa associazione, o un segnale di
correlazione, tra decessi improvvisi ed inspiegabili e l’assunzione di farmaci per l’ADHD -
sottolineano gli autori della ricerca - in particolare per quanto riguarda la terapia a base
di metilfenidato” (Ritalin e prodotti simili). Ed aggiungono: “I risultati di questa
ricerca invitano a puntare l'attenzione sui possibili rischi per bambini e adolescenti
derivanti dall’assunzione di medicinali stimolanti”.
L'invito degli specialisti ai genitori preoccupati è di discutere delle eventuali perplessità
con il medico, evitando di sospendere di propria iniziativa la terapia ai loro figli, anche
per evitare gli effetti avversi tipici della repentina interruzione dell'assunzione di queste
droghe. Luca Poma - giornalista e portavoce di Giù le Mani dai Bambini, il comitato
italiano per la farmacovigilanza pediatrica - ha dichiarato: “è
l'ennesimo campanello d'allarme sui pericoli derivanti dall'assunzione di questi psicofarmaci
in tenera età. È sconcertante poi l'ipocrisia:
qui di ‘inspiegabile’ non c'è proprio nulla, questi bambini muoiono in diretta relazione
con l'assunzione di queste metanfetamine, ma i poteri forti influenzano l'FDA in USA, che trae
sostentamento finanziario dalle multinazionali farmaceutiche che dovrebbe controllare, ed
anche l'Agenzia del Farmaco e l'Istituto Superiore di Sanità, che seguono le ‘mode’
prescrittive americane: questi enti che dovrebbero vegliare sulla sicurezza dei nostri figli
fanno come gli struzzi e nascondono la testa sotto la sabbia. D'altra parte, se ci sono gravi
complicazioni solo per 1 bambino ogni 10.000 non c'è mica da preoccuparsi, dicono loro, perchè
mai applicare restrizioni più prudenti?".
Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva, ha dichiarato al
riguardo: “Il problema è che gli psicofarmaci hanno pregi e difetti, ma perché esporre a
pericolo di morte dei bambini che non avrebbero alcun bisogno di esporsi a questo rischio?
Questi farmaci sono proprio necessari, dato che molti mettono addirittura in dubbio
l’esistenza stessa della sindrome ‘ADHD’, che è considerata sempre più una ‘sindrome
fantasma’, una moda prescrittiva del XX secolo com’era all’epoca l’isteria
femminile?”.
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