"Mobilità ciclistica"
tratto da http://sportelloecoequo.comune.firenze.it
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La
mobilità ciclistica è un modo di vivere la città leggero, educato, rispettoso. Lo strumento
fondamentale è la bicicletta. Cominciamo
a dire cosa non è la bicicletta: non è solo un giocattolo, da usare la domenica per fare
qualcosa di diverso; non è solo un attrezzo sportivo, da usare per correre lontano e
misurarsi con il cronometro o sfidarsi tra amici. La
bicicletta, sembra impossibile, è soprattutto un mezzo di trasporto. In molti paesi,
soprattutto del nord Europa, è normale andare in bici al lavoro, a scuola, a fare la spesa.
E' normale anche usare la bici per fare dei veri e propri viaggi. In
Italia, che sarebbe climaticamente più favorevole della Danimarca o dell'Olanda, la
promozione dell'uso della bicicletta da parte delle amministrazioni pubbliche è limitato a
pochissime città, di cui Ferrara è la capofila. La
mobilità ciclistica non è la soluzione alla congestione delle nostre città, ma potrebbe
giocare un ruolo molto importante per la riduzione dell'inquinamento atmosferico e da rumore,
per la riduzione dello stress e anche per migliorare la salute grazie all'attività fisica. E'
razionale andare tutto il giorno in auto o motorino e poi passare un'ora in palestra su una
cyclette? Abituati
come siamo a vivere in una società autocentrica non ce ne rendiamo conto, ma il numero delle
biciclette che percorrono le strade del pianeta è molto più grande di quello delle auto. Se
consideriamo che nel mondo sono in circolazione "solo" 600 milioni di auto, ci
rendiamo conto quanto questo mezzo sia "elitario" e simboleggi lo squilibrio tra
nord e sud del pianeta. Questo stesso pianeta sarebbe in grado di sopportare ad esempio
"solo" altri 300 milioni di auto? Per questo, anche nell'uso dell'auto è importante
un "dimagrimento" da parte nostra, usandola con più responsabilità e parsimonia. Trasferire
una parte dei propri spostamenti dall'auto (o moto) alla bici significa ridurre i consumi di
combustibili fossili, la produzione degli inquinanti, il pericolo per l'incolumità propria e
altrui. Significa
anche aver bisogno di minor spazio per strade e parcheggi, potersi muovere con più serenità,
vivere la città invece di usarla. Alla
fine, possiamo pensare che andare in bici è un modo per costruire la pace, la giustizia e il
rispetto dell'ambiente in modo concreto e partendo dalla propria città. In questa prospettiva
potremo anche pensare quanto il nostro stile di vita così accelerato sia rispettoso della
nostra città e di noi stessi. Le
principali leggi in materia sono due: il codice della strada e il decreto ministeriale 30
novembre 1999, n. 557 "Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche
tecniche delle piste ciclabili". La
bicicletta (tecnicamente chiamata "velocipede") è considerata un veicolo a tutti
gli effetti. Tra le altre cose, è obbligatorio avere montato un campanello, i freni con
funzionamento separato sulle due ruote, un faro anteriore e uno posteriore in caso di utilizzo
con scarsa visibilità. E' ammesso il trasporto di un solo passeggero, fino ad otto anni di età
e su un apposito seggiolino. I
ciclisti devono viaggiare su un'unica fila e mai affiancati in numero superiore a due, (fuori
città solo affiancando un bambino fino a 10 anni). Infine, occorre lasciare sempre almeno una
mano sul manubrio e viaggiare obbligatoriamente sulle piste ciclabili dove presenti. La
bicicletta viene promossa a livello "istituzionale" e a livello
"informale" L'uso
della bicicletta è promosso istituzionalmente, oltre che da associazioni ambientaliste come
il WWF e Legambiente, in modo specifico dalla FIAB, Come
dice la parola, Oltre
a questo tipo di presenza "istituzionale", c'è il livello "informale",
che fa dell'uso della bici un vero e proprio uso "politico", contestando lo
strapotere della cultura dell'automobile e l'inquinamento fisico e mentale causato da questa.
Si tratta di esperienze che spesso si intrecciano tra loro e anche con chi aderisce alle
associazioni vere e proprie. Da
qualche anno è arrivato il fenomeno "Critical Mass" (www.criticalmass.it),
definita una "coincidenza organizzata" che si ripete in varie città con cadenza
periodica e sfrutta internet come mezzo di scambio e condivisione delle idee. Critical Mass
non è un'associazione, non è un gruppo ma un insieme di persone che si ritrova e percorre le
strade della propria città per riappropiarsene e per mostrare "agli altri" che
anche i ciclisti "sono" il traffico. Durante
il G8 di Genova, alcuni manifestanti sono arrivati a Genova usando la loro bicicletta, proprio
perché "la bici è un simbolo per dire al movimento: l'altro mondo possibile ha senso se
cambiamo i nostri comportamenti". Da allora, i ciclisti di Bici G8 (così si sono
chiamati, www.bicig8.org)
hanno fatto numerosi viaggi di testimonianza e conoscenza: al Forum Sociale Europeo di
Firenze, nella Sicilia dell'antimafia, al vertice G8 di Evian e altri ancora. Ultime
nate sono le ciclofficine: principalmente in alcuni centri sociali, alcuni locali sono gestiti
da appassionati della bici che, insieme, montano e smontano vecchi rottami ricavandone altre
funzionanti, inventano bici dalle forme fantasiose, insegnano a tutti a fare manutenzione al
proprio mezzo. La
principale obiezione di chi non usa la bicicletta è che non ci sono piste ciclabili e che è
pericoloso. D'altra parte, le amministrazioni pubbliche non sono stimolate a promuovere l'uso
della bicicletta perché non ci sono sufficienti utilizzatori. E' la classica storiella del
cane che si morde la coda, ma da qualche parte si deve cominciare. Comunque,
negli ultimi anni il numero dei ciclisti urbani è notevolmente accresciuto, anche a causa del
costo della benzina, dei parcheggi, dell'aumentata sensibilità ambientale e anche perché
usare la bicicletta è molto semplice e pratico. E
per cominciare, come fare? 1. Quale bicicletta La
prima risposta è: qualsiasi bicicletta va bene. La nostra città è prevalentemente
pianeggiante e di piccole dimensioni, due condizioni ideali per spostarsi velocemente e senza
affanni da una parte all'altra. Per iniziare va benissimo la vecchia bici che teniamo in
cantina. Poi, prendendoci gusto, si può pensare ad un modello più moderno e veloce, magari
con il cambio. Telaio
in acciaio o in alluminio? Anni fa i telai in alluminio erano molto rari, oggi succede quasi
l'opposto, per cui è difficile trovare una bici di buona qualità in acciaio. Su questi due
tipi di materiali ci sono due diverse fazioni di ciclisti, ognuna con la convinzione di aver
scelto il materiale migliore. In due parole, l'alluminio è più leggero dell'acciaio, ma è
più rigido Attenzione
però: prima di acquistare qualche bicicletta in superofferta, verificare sempre che si tratti
di un mezzo di buona qualità, senza farsi trarre in inganno da colori sgargianti e forme
stravaganti. Meglio una bici senza forcella ammortizzata e altri fronzoli, ma con freni e
cambio di buona qualità. Infine, per un uso cittadino in ogni stagione, verificate che la
bici abbia fari, parafanghi e portapacchi. 2. Sicurezza La
prima regola per viaggiare sicuri in bici è quella di essere sicuri e decisi, ma non
spavaldi. Evitare di cambiare traiettoria improvvisamente, anzi, segnalare sempre una svolta
alzando il braccio. Non ascoltare mai musica e altro con cuffiette e auricolari. Cercare
di essere sempre ben visibili, quindi campanello e luci funzionanti. Possono servire anche i
catarifrangenti (bianchi o arancioni) da mettere tra i raggi delle ruote, così come può
essere utile indossare le strisce catarifrangenti o addirittura i gilet ad alta visibilità
usati in auto. Infine,
può essere consigliato l'uso del casco e, se dà più sicurezza, dello specchietto
retrovisore. E'
vietato dal codice della strada, ma se alcuni tratti sono pericolosi, meglio passare sul
marciapiede lasciando la precedenza ai pedoni e ricordando che siamo loro ospiti. 3. Abbigliamento Usando
la bicicletta, la stagione fredda si accorcia di due-tre mesi: il movimento, superati i primi
momenti, permette di usare la bici agevolmente anche con i climi più rigidi. L'abbigliamento
da utilizzare è soggettivo, per cui questi consigli sono da adeguare alla propria capacità
di sopportare le temperature esterne. E'
importante adeguare il proprio abbigliamento a questa nuova attività, senza vestirsi troppo.
Anche il giubbotto esterno può essere di questi nuovi materiali impermeabili-traspiranti,
molto pratici e utilizzabili dappertutto. Andando in bicicletta, potrebbe essere inutile
acquistare anche giubbotti imbottiti di piuma o pile. In inverno possono essere molto utili
anche i guanti, un cappello e una sciarpa. Con
la bella stagione sono molto utili gli occhiali da sole. Un
consiglio finale: se possibile, tenere sempre una maglietta di ricambio in ufficio, in un
armadietto o in un cassetto della scrivania. Potrebbe sempre servire. 4. Parcheggiare sicuri Se
non abbiamo modo di tenere la bicicletta in un posto chiuso e sicuro come un garage o una
cantina, è fondamentale acquistare un robusto lucchetto antifurto. Lasciando perdere quelli
colorati "a spirale", che sono quasi inutili, conviene indirizzarsi verso un tipo
con catena e lucchetto oppure di quelli "ad archetto". Purtroppo, maggiore è
l'affidabilità e la sicurezza data da un lucchetto, maggiore è il suo peso. La
soluzione migliore per parcheggiare la propria bici è di legarla ad un sostegno ben stabile,
bloccando sia la ruota che il telaio. Se la bici deve rimanere fuori a lungo, meglio ancora se
si blocca anche l'altra ruota. Se
non è diversamente indicato, secondo il codice stradale la bicicletta può essere
parcheggiata per strada come un qualsiasi altro mezzo. Invece, dove è indicato il parcheggio
per le sole auto (per esempio nella ZCS) o per i soli motocicli non è permesso parcheggiare,
pena la rimozione: in questi casi, i soli luoghi dove è possibile parcheggiare la bicicletta
è la rastrelliera. Attenzione: secondo il codice della strada non è possibile parcheggiare
le biciclette sui marciapiedi, anche se le rastrelliere sono già piene o non ci sono. Anche
se quindi il parcheggio sul marciapiedi viene fatto perché mancano alternative, si rischia la
rimozione. L'enorme
quantità di ciclisti che si muove in città avrebbe quindi bisogno di un maggior numero di
rastrelliere a disposizione, di qualità migliore: quelle attualmente in uso in città non
permettono di legare saldamente ruota e telaio, a meno di usare una catena molto lunga. 5. Portare i bambini I
soli passeggeri che possono essere tarsportati su una bici sono i bambini fino ad otto anni. I
più piccoli possono essere portati sul seggiolino anteriore, mentre i più grandi su quello
posteriore. E'
consigliabile portare, appena possibile, i bambini sul sedile posteriore, perché quello
anteriore rende la pedalata più instabile. Inoltre, legare sempre i bambini con la cintura. Per
entrambi i seggiolini, verificare che abbiano una protezione che impedisca ai piedini di
infilarsi tra i raggi (con conseguente pericolo di caduta), oppure se mancante, di comprarne
una. All'acquisto,
specialmente per i seggiolini posteriori, verificare che il seggiolino sia compatibile con la
propria bicicletta. All'estero
sono molto usati i carrellini da attaccare alla bicicletta. Da noi sono rarissimi, inoltre il
codice della strada non è molto chiaro sulla possibilità di usarli. 6. Se piove E'
possibile andare in bici anche con la pioggia, senza grandi disagi purchè adeguatamente
equipaggiati. Innanzitutto, evitare di andare in bici con l'ombrello, pericoloso e poco
efficace. Il
capo di abbigliamento più utile è senz'altro un poncho impermeabile di misura adeguata, che
permetta di coprire noi e il manubrio, creando una sorta di tenda che ci mantenga al coperto,
ma senza finire tra i raggi. I poncho migliori hanno un inserto trasparente nel cappuccio in
modo da permettere di vedere chi arriva dai lati. Un
buon paio di scarpe dovrebbe poi fare il resto. Anche
in questo caso, è consigliabile, se possibile, tenere in ufficio un cambio per ogni
evenienza: una camicia, un paio di calzini, un paio di pantaloni. Usare
la bici con la pioggia richiede comunque una certa cautela: gli automobilisti sono più
imbranati e la bici ha i freni bagnati: moderare la velocità e tenere sempre gli occhi
aperti. 7. Portare oggetti Usando
la bici, a volte potrebbe essere necessario portare qualcosa: un giornale, qualche acquisto e
così via. La scelta più semplice è quella di usare una borsa o un normale zainetto: utile
per portare poche cose per brevi percorsi, ma che diventa scomoda allungando il percorso. Esistono
anche degli zainetti particolari per ciclisti, con uno speciale telaio che tiene staccato lo
zaino dalla schiena e quindi diminuendo la possibilità di sudare sulla schiena. La
soluzione migliore è quella delle borse da mettere sul portapacchi posteriore: è possibile
trovarne di varie forme e prezzi e permettono di portare molte cose, compresa la
"spesa" quotidiana. E'
possibile, ma è difficile, trovare anche dei carrelli da attaccare alla bicicletta, ma, come
per i carrelli porta-bambini, il codice della strada non è chiaro sulla loro conformità. 8. Manutenzione La
semplicità costruttiva della bicicletta permette di fare una piccola manutenzione del mezzo
con poca spesa. I materiali che si usurano di più sono gli zoccolini dei freni, poi i
copertoni. Per il resto, la bicicletta è praticamente eterna o quasi. In pratica, si possono
percorrere L'inconveniente
più ricorrente è la foratura: se si ha l'accortezza di portarsi dietro un kit di riparazione
(camera d'aria, levafascioni e pompa), si può sostituire la camera d'aria bucata e ripartire
in una decina di minuti. E' possibile ridurre il rischio di foratura sostituendo i copertoni
della bici quando cominciano ad usurarsi e, soprattutto, acquistando modelli di buona qualità.
Per
il resto, è sufficiente oliare la catena ogni tanto (in special modo quando comincia a
cigolare). Se la bicicletta rimane spesso alle intemperie, è necessario oliare catena e
cambio un po' più spesso. Fare
attenzione a non ungere il cerchione: i freni potrebbero slittare e quindi non essere in grado
di frenare. 9. Treno più bici Da
alcuni anni, con alterne vicende, è possibile trasportare la bicicletta sui treni. E'
possibile farlo portando direttamente la bicicletta, pagando uno speciale biglietto per la
bici, sui treni che hanno indicato sull'orario il simbolo della bicicletta. Il biglietto ha
validità di 24 ore dalla convalida. Si tratta generalmente di treni regionali, ma è
possibile farlo anche su alcuni treni internazionali. Smontando
la bici e trasportandola in un apposita sacca-valigia è possibile portarla come bagaglio su
tutti i treni e senza pagare alcun supplemento. 10. Internet Non
sorprenda il collegamento tra la bicicletta e internet: gli utilizzatori più appassionati
della bicicletta utilizzano internet per diffondere consigli, segnalare problemi, spiegare la
manutenzione, raccontare viaggi ed esperienze. Tramite internet è possibile scoprire che cosa
sta succedendo alla Critical massi di San Francisco (dove è nata), come viene gestita la
mobilità ciclistica a Ferrara, Monaco, Copenaghen e persino come riuscire ad andare in bici
sulla neve. Sembra
sciocco a dirlo, ma un forum su internet di ciclisti della stessa città può essere una
miniera di informazioni. e anche l'occasione di conoscere altre persone appassionate. 11. Azione politica Chi
comincia ad andare in bici, si scontra ben presto con la situazione caotica del traffico delle
nostre città: poche piste ciclabili, poche rastrelliere, poca attenzione per i cilcisti
quando vengono aperti dei cantieri. Non
solo: tutta la mobilità cittadina è studiata unicamente per chi si muove in auto o moto,
basti pensare alla quantità di sensi unici presenti in città che costringono i ciclisti a
fare giri più lunghi su strade trafficate. Inoltre, per favorire la mobilità ciclistica
sarebbe importante, oltre alla costruzione delle piste ciclabili, avere degli interventi di
"moderazione del traffico", cioè pensare a strade, specialmente nelle zone
residenziali, dove è fisicamente impossibile andare a velocità elevate. Per
ottenere tutto questo, a volte è necessario segnalare agli amministratori e ai tecnici
comunali quello che non va: può essere fatto singolarmente, come gruppo o con l'appoggio di
un'associazione, anche se non è detto che la richiesta venga esaudita. Cicloturismo
Molto
amato nei paesi del nord Europa, lentamente anche da noi sta prendendo piede il cicloturismo,
una forma eccellente di turismo sostenibile. In
paesi come Si
possono fare viaggi di una giornata, magari usando anche il treno, o persino di più giorni. Rispetto
all'uso cittadino della bici, per fare il cicloturismo è necessario avere un minimo di
preparazione fisica anche se non è necessario aver fatto chissà cosa. Tutto sarà comunque
proporzionato al viaggio che si ha intenzione di fare, perché è diverso viaggiare tra i
passi alpini o nella campagna toscana. Per
le gite di una giornata basta portare con sé acqua, qualcosa da mangiare e, se serve, una
cartina. La
preparazione di un viaggio vero e proprio comincia dallo studio dei percorsi e dalla
valutazione delle capacità fisiche proprie e del gruppo: la lunghezza delle tappe,
l'altimetria del percorso, la possibilità di usare il treno per fare tratti di percorso più
difficoltosi o meno significativi. Il
viaggio sarà diverso a seconda del tipo di "indipendenza"che vogliamo: se dormire
sempre in albergo (e quindi il bagaglio è ridotto), se dormire in tenda e, infine, se dormire
in tenda ed essere indipendenti anche per i pasti, il che aumenta notevolmente il bagaglio da
trasportare. Il
cicloturismo permette al ciclista-turista di calarsi davvero nel paese che sta percorrendo,
guardando da vicino le persone che lo abitano e gustando i cambiamenti del paesaggio man mano
che scorrono i chilometri. L'elenco sopracitato non è da ritenersi
esaustivo, ma è suscettibile di integrazioni: si ringraziano cittadini ed utenti che vorranno
comunicarci ulteriori indirizzi di enti ed associazioni operanti secondo i canoni della
sostenibilità nella tematica in questione. Libri di filosofia ciclistica, consigli, esperienze Autori
vari Gianni
Catania Sabina
Morandi Travis
Hugh Culley (a
cura di) C. Carlsson Emilio
Rigatti Didier
Tronchet Documentazione Commissione
europea - Direzione ambiente Manuale
per l'uso della bicicletta Cicloturismo e viaggi Luigi
Bairo: Aldo
Maroso, Alberto Fiorin Guillaume
Prébois Paolo
Rumiz, Francesco Altan: Emilio
Rigatti: Questi
ultimi due libri sono il resoconto del viaggio in bicicletta che i tre amici hanno fatto da
Trieste a Istanbul. Eccezionali (specialmente quello di Rigatti) per entrare davvero nella
filosofia del viaggio fatto con la bici. Matteo
Scarabelli Zenone
Sovilla Associazioni -
Fiab www.fiab-onlus.it -
Associazione città ciclabile www.firenzecittaciclabile.org
-
Firenzeinbici Onlus www.firenzeinbici.net
Forum di discussione: -
Firenzeinbici www.firenzeinbici.net
-
Critical mass https://www.inventati.org/mailman/listinfo/cm-firenze
Altri gruppi di interesse -
Critical mass www.criticalmass.it
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Ciclofficina Brugola rossa http://www.inventati.org/brugolarossa
-
Critical mass (sito internazionale) http://www.critical-mass.org/
Pensatori e poeti pedalatori -
Arte in bici www.hypertextile.net/arteinbici/index.htm
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Movimento fisso www.movimentofisso.it/ -
Ciclistica www.ciclistica.it -
I patiti della ruota fissa http://204.73.203.34/fisso/
-
Bicicrazia www.bicicrazia.it
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Raccolta di consigli tecnici http://www3.autistici.org/criticalmass/wiki/doku.php?id=tec:technicume
Cicloturismo -
Trento bike pages www.trentobike.org http://www.bulgaria-italia.com/bg/info/viaggi/emilio.asp |
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