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TRA QUALCHE ANNO molte azioni militari, soprattutto quelle che
richiedono sorpresa e dunque silenzio assoluto, potranno svolgersi senza che alcuno emetta un
parola o un ordine vocale o un segnale con il corpo, che a volte può essere male
interpretato. Ma i militari comunque, si muoveranno con estrema sincronia, come guidati da una
voce invisibile. Nessun comando ad alta voce, dunque, ma gli ordini arriveranno comunque
precisi e chiari alle orecchie dei militari in azione. Non è la descrizione di un corpo
militare da fantascienza, ma quanto si promette
la US Army
per i propri soldati che saranno impegnati in azioni particolarmente pericolose e complesse.
A permettere tutto ciò sarà un sofisticato elmetto in grado di leggere i pensieri delle
persone e trasmetterli via onde radio. Queste, una volta raggiunto gli elmetti dei propri
compagni, verranno "tradotte" in parole udibile e comunicate attraverso un
auricolare.
La US Army
ha dato il via ad una ricerca tecnologica con un budget da 4 milioni di dollari, che è stata
affidata ad un gruppo di università americane (Università della California a Irvine,
l'Università Carnegie Mellon e l'Università del Maryland), per giungere, nell'arco di alcuni
anni, ad uno strumento con queste caratteristiche. I ricercatori sostengono che,
realisticamente, i militari potranno scendere sul campo di battaglia con simili elmetti entro
un decennio, anche se la tecnologia per tutto ciò è già alla portata di mano.
Gli stessi ricercatori, infatti, hanno lavorato a lungo su altre interfacce cervello-computer
che, ad esempio, ha portato alla società "Emotiv System", alla messa a punto di un
sistema basato sulle onde cerebrali per guidare sofisticati videogiochi che entreranno in
commercio a partire dalla prossima estate.
Gli elmetti per i soldati tuttavia, saranno molto più sofisticati
rispetto ai sistemi utilizzati per i videogiochi, perché le comunicazioni dei dati tra
cervello e computer dovrà essere molto più sofisticata. L'elmetto infatti, sarà composto da
128 sensori che saranno in grado di riconoscere frasi chiare e ben definite che già oggi
vengono utilizzate durante le azioni militari. La chiave di tutto ciò sta nel realizzare in
piccolissimo computer in grado di leggere un elettroencefalogramma che sarà diverso per ogni
frase pensata e quando il soldato sarà sul punto di emettere la parola dalla bocca il
computer trasformerà il pensiero in onda radio e la diffonderà.
Ma poiché il cervello è una sofisticatissima macchina, ci vorrà anche da parte dei militari
un training molto sofisticato. Essi infatti, dovranno imparare a "non pensare" le
frasi chiave quando non sono necessarie, mentre le dovranno pensare chiaramente quando saranno
necessarie. E i computer degli elmetti dovranno essere così avanzati da capire quali saranno
le frasi da inviare e quali no. In un primo momento la voce che giungerà ai soldati sarà
robotizzata, ma in un secondo tempo giungerà con la stessa modulazione di colui che l'ha
formulata e inviata.
Ma non c'è il pericolo che ponendo sulla testa di una persona un simile elmetto si riesca a
leggere il suo pensiero? "No - risponde Elmar Schmeisser, un neuroscienziato
dell'esercito americano che segue il progetto - perché le comunicazioni tra cervello e
computer possono sussistere solo se c'è la collaborazione di chi intende comunicare,
altrimenti è impossibile leggere il pensiero di chiunque".
Ovviamente le applicazioni in campo civile, se mai verranno concesse, potranno essere di
grande beneficio, basti pensare al fatto che tali elmetti potranno permette di comunicare con
persone impossibilitate a parlare, con frasi e concetti che con il tempo potranno via via
diventare sempre più complessi.
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