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"Tosse: meglio il miele dello sciroppo"  

tratto da "www.mieliditalia.it" 8 dicembre 2007

(8 dicembre 2007) La notizia è questa: un cucchiaino di miele aiuta ad alleviare la tosse notturna nei bambini. Tutta la notizia è questa: un cucchiaino di miele aiuta ad alleviare la tosse nei bambini più efficacemente e con meno controindicazioni di quanto possa fare uno sciroppo specifico. A dirlo è un gruppo di ricercatori americani dell’Università della Pensilvania. Gli studiosi hanno eseguito dei test su 105 bambini affetti da disturbi delle alte vie respiratorie, divisi in gruppi. A un gruppo è stato somministrato un farmaco comunemente presente nelle preparazioni da banco (il destrometorfano), un altro gruppo ha ricevuto un placebo e il terzo gruppo una generosa cucchiaiata di miele di castagno.
Il gruppo in cui i miglioramenti sono stati meno evidenti è stato quello dei bambini trattati con il farmaco, mentre il miele è risultato essere piuttosto efficace sia nell’alleviare la tosse sia, di conseguenza, nel migliorare la qualità del sonno di piccoli e adulti.
Il miele è ovviamente noto per le sue proprietà ed utilizzato in moltissimi rimedi casalinghi. Dal punto di vista scientifico, una delle caratteristiche del miele (in particolare di quello usato in questo studio, scuro e fluido) è proprio la sua viscosità che esercita sulle vie respiratorie un’azione meccanica emolliente. Inoltre, ha proprietà antiossidanti e antimicrobiche, tanto che può essere efficacemente utilizzato anche sulle piccole ferite.
Non è, però, indicato per i bambini di età inferiore a un anno, un po’ perché il miele attualmente disponibile in commercio può essere contaminato da vari elementi tossici, un po’ per il rischio botulino, sempre da tenere in considerazione.
Lo studio è interessante perché fa parte di una serie di esperimenti mirati a dare fondamenti scientifici e razionali a tante pratiche curative semplici, ma consolidate in diverse culture, finora guardate con una certa sufficienza, se non addirittura osteggiate, dalla medicina “ufficiale”.
E’ da notare che il farmaco non solo si è dimostrato meno efficace del rimedio naturale, ma addirittura non ha mostrato alcun beneficio rispetto al placebo, ovvero all’assenza totale di intervento, con in più le controindicazioni implicite più o meno in ogni medicina.
Il destrometorfano fa parte, tra l’altro, di tutta quella serie di molecole che la letteratura medica più attuale sta cercando di sradicare dall’uso pediatrico.


COME SI USA IL MIELE

tratto da http://www.apicolturaonline.it

L’ottimo: un cucchiaio al giorno


I
settori che traggono beneficio

Prime vie respiratorie: azione decongestionante e calmante della tosse.

Muscoli: aumento della potenza fisica e della resistenza

Cuore: azione cardiotropa.

Fegato: protezione e disintossicazione.

Apparato digerente: specifica funzione stimolante, regolatrice.

Rene: azione diuretica.

Sangue: apporto antianemico

Ossa: fissazione del calcio-magnesio.

Composizione Media

E’ basata in prevalenza su glucosio e fruttosio (70%), elementi energetici già digeriti dalle api e che passano nel sangue senza pericolose soste; solo il 5% cento di saccarosio; il 20% di utilissima acqua; sostanze residue dall’1 al 5% : proteine e aminoacidi; sali minerali; vitamine; enzimi digestivi; granelli di polline; sostanze aromatiche.

E’ scientificamente offensivo ritenerlo soltanto un mero dolcificante. Secondo la studiosa americana Eva Crane, all’esame gascromatografico, nel miele risultano ben 181 elementi.

"Messi a confronto il potere dolcificante del miele è doppio rispetto allo zucchero nonostante le sue minori calorie. Il miele è ottimo ingrediente per le diete". (Prof.Cannella. Scienza dell’alimentazione alla "Sapienza" Roma. SuperQuark febbraio ‘’96).

Ricorda che non è il miele che fa ingrassare. Anzi: mantenendo un sano metabolismo brucia i lipidi eccessivi!

(per togliere sporco da miele, perchè appunto privo di grassi, basta soltanto l’acqua)

IMPORTANTE! La cristallizzazione (indurimento) del miele deve avvenire sempre, presto o tardi, se il miele è stato lasciato nella sua originaria naturalezza. Per riaverlo liquido basta riscaldare il vasetto a bagnomaria senza superare i 35°. Per non eccedere nel caso specifico bisognerebbe avere un termostato magnetico di precisione. Va ricordato, infatti, che un miele riscaldato male diventa simile ad un fiore passato sia pure momentaneamente in un forno: non profumerà più. Un miele ustionato perderà quasi del tutto ogni attività antibatterica. Svaniranno i suoi enzimi, aminoacidi, proteine.

Il miele a giusta umidità, se conservato sotto gli 11° non va incontro ad alcuna fermentazione. Potete tenerlo, comunque, in un armadietto fresco all’oscuro come l’olio d’oliva, alla portata di mano. Non conservatelo in cantina o mansarda. Altrimenti, non visto dagli occhi... lontano dal cuore. Lontano dall’esofago. SI CONSUMI IL MIELE ENTRO DUE ANNI DALLA PRODUZIONE.

Dopo non farà male, ma non servirà alcunché. Avanzare del miele dopo anni dall’acquisto rientra tra i reati psicologicamente gravi ... "perseguibili penalmente". I detentori assomigliano a chi attendesse due anni, prima di degustare le vitaminiche corroboranti affettuosità del proprio partner.

Miele come dolcificante

Spremuta di limone

Miscelare abbondantemente un cucchiaio di miele in un bicchiere d’acqua (non ghiacciata) ed il succo di un quarto di limone. BIBITA.Versare dell’acqua freschissima in una brocca da litro; aggiungere tre cucchiaiate di miele e tre di aceto dopodichè rimescolare il tutto. Questa bevanda dei contadini albanesi risulterà sempre straordinariamente dissetante.

Con la frutta cotta

Due cucchiai di miele dolcificano gradevolmente una porzione di frutta cotta. Il tenue potere lassativo del miele si aggiungerà a quello della frutta.—Con un pò d’acqua calda sciogliere del miele.Versare su mirtilli e lamponi, pompelmo, melone. Successo garantito per la cuoca!

The' freddo

Un abbondante cucchiaio di miele in una tazza di the freddo ed il succo di mezzo limone.

Latte e miele

Incontestabile è l’efficacia del latte e miele contro la tosse, mal di gola, catarri e disturbi similari. Una buona tazza di latte intiepidito, fortemente raddolcito con miele, per tre quattro sere prima di andare a letto, smorzerà benignamente i disturbi predetti. Se il troppo dolce è stomachevole, aromatizzate con alcune gocce di limone o d’arancio.

Dessert

Alla fine dei pasti un cucchiaino di miele su di un biscotto o su un crostino di pane fungerà da ottimo bucolico déssert.

Nelle cure dimagranti

Anche al termine dei pasti ipocalorici lo stesso crostino con un pò di miele smorzerà la fame superstite.

Yogurt al miele

Condire un vasetto di yogurt con un cucchiaio di miele ed un cucchiaio di fragole (mirtilli, ribes o frutta preferita).

Su fette di pane freddo

Seducentissima sarà una crema ottenuta mescolando con la spatola volumi uguali di miele solido con burro freschissimo.

Preferite i mieli scuri

Per l’apicoltore è sempre veramente disarmante trovarsi innanzi a chi è del tutto ignorante in apicoltura perché costui esige sempre solo miele bianco liquido (tipo acacia), ma ogni prodotto bianco assomiglia a certi uomini fascinosi che allorquando aprono bocca palesano subito di essere deficienti, mancanti di molte qualità... I mieli chiari sono validi; noi stessi li stimiamo, ma per serietà va detto che sono ricchi prevalentemente di fruttosio, glucosio. Quelli neri, scuri, invece, oltre i due dolcificanti citati, contengono di solito potassio, cloro, zolfo, calcio, sodio, fosforo, magnesio, silicio, ferro... Col proprio bimbo anemico, se ha poco ferro nel sangue, è, quindi, consigliabile insistere affettuosamente perché consumi miele scuro mineralizzato anche se un po’ amaro...

Miele solido o liquido?

L’acqua se immessa nei cubetti del freezer diventa solida... Se lasciata nella bottiglietta in frigo zona verdura rimane liquida... Solida o liquida, converrete che si tratta, comunque, sempre della stessa acqua.

Perfino le mie anitre che a primavera ancheggiano con piume azzurre, belle, vanitose, d’inverno diventano dimesse, grigie, mimetizzate.

Anche il miele, il medesimo miele, si può presentare allo stato liquido o solido. Il miele liquido ricorda un abbraccio affettuosissimo fatto al proprio grande amore in pieno sole dove di lei, di lui, si possono vedere il colore degli occhi, la trasparenza solare dei capelli, le palpebre semichiuse per l’emozione. (Perbacco!)

Il miele solido-cristallizzato-indurito riporta ad un altro simile abbraccio, ma fatto in piena oscurità; tipico quello d’ogni madre al proprio piccolo dopo che gli ha spento l’abat-jour.

Chi è affettivamente maturo, anche se non vede il partner, sa stimare ugualmente ogni suo gesto. Il miele solido, aliis verbis, ai consumatori intelligenti offre pure una esaustiva degustazione, nonostante la " piena oscurità", la mancata attuale colorazione del miele.

Miele millefiori mineralmente polivalente

Se la partner femminile fosse sensualmente calda da lasciare perfino "segni d’ustione" sul coniuge ma risultasse, poi, del tutto inefficiente o quasi davanti a normali ugelli della cucina a gas...Alla lunga, quella sua plebealmente invidiata virtù kamasutriana diventerebbe obnubilata alquanto.

Ci sono dei raffinati mieli di arancio, di limone, di castagno puro, di melata, di lavanda che eccellono in specifiche qualità ma rischiano di cadere nella ironica tipologia perfettistica della moglie pirofora descritta.

Il miele Millefiori, costituito da nettare prelevato su svariatissimi fiori si presenta, invece, globalmente capace di venire incontro alle innumerevoli (a noi quasi sempre ignote!) esigenze riguardo a minerali, aminoacidi, enzimi, ecc.. Perfino circa la quantità, le percentuali in aminoacidi dei protidi e dei lipidi nella pappa reale, prodotti dalle api su fioriture da varie essenze, dati scientifici parlano di un 24% in più che non in quella monoflora. Con un prato a millefiori sempre " la Reale "si avvantaggia di almeno cinque aminoacidi essenziali. La sua vitamina B1 ( tiamina) supera ancora la concorrente monotematica con addirittura il 104 per cento. Onore, quindi, a questo miele millefiori Milite Ignoto, nonostante spesso presenti colori non invidiabili; anche se il suo sapore non è specificamente d’arancio ma solo un mixage di menta piperita, di timo serpillo, di tiglio, di rosmarino, ecc. (E ci pare poco?)

Lo scienziato Pasteur ci ha regalato la "pasteurizzazione".

Ogni genere alimentare ha un preciso tempo per maturare, fermentare, marcire; purtroppo proprio come nell’uomo. Con la pastorizzazione bassa, rapida, o al lampo della omogeneizzazione a 140° per un secondo, per i cinque miliardi di popolazione attuale si riesce a far sì che molti ingredienti (carne, latte, verdura...) fermino la loro marcia di scomposizione per nostri precisi momenti di necessità .. Ogni miele è ricco di fermenti, lieviti sensibilissimi. Se tenuti a provocatorie temperature il calore estivo scatenerà reazioni deleterie... (Anche i mariti più virtuosi, del resto, se sottoposti a ripetute tentazioni epidermiche femminili rischiano termici turbamenti endocrini). A causa del calore eccessivo, proprio sotto al coperchio d’un miele lasciato al naturale, si ammasserà anidride carbonica. Aprendo il vasetto si sentirà un preciso schiocco. E’ la stessa anidride che ci investirà sbuffante dicendo: "Oh! Finalmente torno a casa mia, nell’atmosfera!".

Il grosso industriale non può permettersi il lusso di avere miele che nei periodi estivi diventi avariato. Ricorre allora giustamente alla pastorizzazione, prassi legale riconosciuta. Solo il singolo piccolo apicoltore grazie a locali adombrati può gestire del miele così com’é perché sa che nell’annata tutto il suo prodotto verrà consumato; sfuggirà alle ripetute provocazioni caloriche delle stagioni..Il miele qualora non subisca pastorizzazione, presto o tardi, diventa cristallizzato. Se un apicoltore vi presenterà questo tipo di miele solido siatene subito visivamente rassicurati. Vi supporti la romantica immagine dei baci travolgenti nonostante il buio.

Nel miele solido, infatti, varia solo lo stato visivo, come l’acqua solidificata, o le piume grigie delle mie anitre durante l’inverno, come i grani di frumento che da grandi diventano panini. Molti apicoltori attrezzati, oggigiorno, pur rispettosi delle esigenze del miele che non tollera temperature superiori ai 35 gradi, ma giustamente anche comprensivi di coloro che vogliono vedere il reale colore, o l’attualizzazione del profumo, pure in pieno inverno, grazie ad impeccabili termostati magnetici, possono offrire miele ancora liquido. Anche voi, su scala ridotta, potete fare altrettanto con un semplice cucchiaio di miele solido riscaldato a bagnomaria. Come le nonne ci mostrano le loro foto dicendo: "Guarda come ero splendida", anche il miele dal cucchiaio ci parlerà impettito: "Osserva che bel colorito avevo! E’ sempre con queste mescole che ogni primavera nel miele amo abbellire le guance molecolari proteiche dei carboidrati e loro amici intimi (enzimi salivari, aminoacidi-mattonelle del pavimento della vita) ora qui, chimicamente non più mimetizzati, ma di nuovo resi visibili appositamente per te!" Perbacco bis!