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Nonostante i numerosi studi, si parla troppo poco dei rischi
legati alla cottura con il forno a microonde. Intervista al dottor Hans
U. Hertel, uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di
indagare fino in fondo.
«Cucinare col forno a microonde è veloce, semplice e conveniente»:
questo l'irresistibile slogan che ha fatto in modo che un nuovo
elettrodomestico entrasse nelle case di tutto il mondo. E’ possibile però
che questo oggetto miracoloso si riveli un moderno cavallo di Troia, dal
momento che fino ad oggi poco si è detto sul possibili rischi legati ad
una tecnologia assai controversa.
In queste pagine cercheremo di capire meglio come funziona il forno a
microonde, ripercorrendo la storia delle varie ricerche condotte e dando
voce ad uno dei pochi scienziati che ha avuto il coraggio di indagare fino
in fondo.
Cotti per scuotimento
Il meccanismo di funzionamento del forno in questione è
abbastanza semplice: un dispositivo, chiamato magnetron, genera un campo di corrente elettrica alternata. Il
ribaltamento del campo elettrico, che si ripete per più di 2 miliardi di
volte al secondo, produce un effetto di «scuotimento» delle molecole,
specialmente quelle dell'acqua, ma anche di lipidi e proteine. Questa
frizione intermolecolare genera un calore che riscalda il cibo in modo
completamente diverso rispetto al metodo convenzionale: dall'interno verso
l'esterno.
I possibili danni delle microonde sul sistemi biologici sono conosciuti
sin dalla loro prima applicazione nel radar, durante la seconda guerra
mondiale: chi lavorava con questi apparecchi era infatti più soggetto
allo sviluppo di leucemie. Scienziati tedeschi avevano già fatto della
ricerca negli anni '30 sugli effetti delle microonde sul sistema nervoso
umano e degli animali. Questi studi portarono alla definizione di limiti
di sicurezza molto severi che però non furono mai presi sul serio dagli
scienziati statunitensi, tant'è vero che quando negli anni '60 iniziò a
diffondersi il forno a microonde, vennero utilizzati limiti 1000 volte più
alti. I forni a microonde furono invece vietati in Germania a partire dal
'41 e in Unione Sovietica a partire dal 1976; divieto successivamente
abolito dopo la Perestroika.
Negli stessi anni '70 iniziarono a comparire anche in Europa
e Stati Uniti le prime ricerche che mettevano in dubbio la sicurezza dei
cibi cotti a microonde. Studi istologici su broccoli e carote cotti con
microonde rilevarono che la struttura molecolare dei nutrienti veniva
deformata a tal punto da distruggere le pareti cellulari. Da allora fino
al nostri giorni gli studi condotti sono stati diversi (vedi box) e gli
aspetti più controversi che sono stati evidenziati riguardano:
- l'emissione di microonde dagli apparecchi;
- i rischi igienici dovuti ad una cottura non omogenea;
- la migrazione di sostanze tossiche contenute negli involucri all'interno
dei cibi;
- un'alterazione anormale delle sostanze nutritive degli alimenti; -
un'alterazione cancerosa del sangue in seguito al consumo di questi
alimenti.
Nonostante il fatto che nei vari paesi siano stati stabiliti
dei valori limite di esposizione alle microonde, nulla è stato fatto
invece per ammonire l'utilizzatore sui possibili rischi evidenziati da
questi studi. Questi valori limite infatti si riferiscono esclusivamente
alle emissioni di microonde verso l'esterno del forno e non alla quantità
di radiazioni cui sono sottoposti i cibi all'interno dei forni.
Gli effetti sul sangue
Lo studio più significativo sui rischi legati
all'assunzione di cibi cotti a microonde rimane quello del professor Bernard
Blanc dell'Università di Losanna e del dottor Hans
U. Hertel, uno scienziato indipendente con una lunga esperienza
nell'industria alimentare e farmaceutica. Nel 1989 Blanc e Hertel
proposero alla Swiss Natural Fund,
insieme all'Università di Losanna, una ricerca riguardante gli effetti
sull’uomo del cibo cotto con microonde, ma fu rifiutata. La ricerca fu
per questo ridimensionata e condotta con fondi privati.
Furono testati otto volontari, che per alcuni mesi seguirono una dieta
macrobiotica e ai quali ogni 15 giorni vennero somministrati a stomaco
vuoto, alimenti crudi, cotti con metodi convenzionali, scongelati o cotti
in un forno a microonde.
Immediatamente prima dei pasti e poi 15 e 120 minuti dopo, avveniva
prelevi di sangue.
E’ importante sottolineare che i volontari non erano a
conoscenza del metodo di cottura del loro cibo e quindi è da escludere un
condizionamento psicosomatico.
Come si può osservare nel grafici, le analisi rilevarono
differenze significative tra gli effetti sul sangue del cibo cotto a
microonde e quelli del cibo cotto con metodi convenzionale
In particolare venne riscontrata una riduzione significativa
dell’emoglobina e una e un aumento dell’ematocrito, dei leucociti e
del colesterolo. Inoltre, furono evidenziati alterazioni della membrana
cellulare.
«I cibi cotti con microonde –
si legge nello studio – paragonati
a quelli non irradiati, causano cambiamenti nel sangue delle persone
testate, tali da indicare l'inizio di un processo patologico, proprio come
nel caso di un iniziale processo canceroso». Ricorrendo alla
bioluminescenza è stato inoltre registrato il «passaggio
per induzione dall’energia delle microonde dai cibi trattati al corpo
umano»
Raramente una ricerca ha scatenato una simile bufera: il
professor Blanc si dissociò quasi subito dalle conclusioni dello studio,
temendo per la sicurezza della propria famiglia oltre che del suo posto di
lavoro. Poco dopo la FEA ,
associazione dei rivenditori di elettrodomestici a Zurigo, denunciò il
dottor Hertel, e il 19 marzo 1993 la Corte Cantonale di Berna gli vietò
di divulgare le sue conclusioni, pena una sanzione di 5000 franchi
svizzeri; verdetto successivamente ribadito dalla Corte federale a
Losanna. Nel 1998, la Corte europea per i diritti umani di Strasburgo
riconobbe in questo verdetto una grave violazione della libertà di
espressione e condannò la Svizzera a un risarcimento di 40.000 franchi
(un riconoscimento irrisorio rispetto alle spese processuali e ai danni
economici e professionali subiti da Hertel)
Da quel momento la Corte federale stabilì che Hertel poteva sì divulgare
le proprie conclusioni, ma la condizione di dichiararle non
scientificamente provate.
Siamo liberi di
scegliere
Da allora, un’inspiegabile cortina di silenzio è calata
sulla questione dei forni a microonde. Come sempre, quando ci sono grandi
interessi in ballo, la verità diventa difficilissima da trovare, sommersa
com'è da fortissime pressioni che esercitano la loro influenza non solo
sui mass media, ma soprattutto sul mondo scientifico e le istituzioni ad
esso legate. Gli scienziati che hanno l'onestà intellettuale e il
coraggio di scagliarsi contro questa logica si contano sulla punta delle
dita e nella maggior parte dei casi vengono minacciati, denunciati,
diffamati e perseguitati in ogni modo possibile, come dimostra la storia
di Hertel.
Ma finché queste persone avranno modo di parlare, noi avremo modo di
ascoltare.
E di scegliere.
Intervista al Dottor Hertel
Dottor Hertel, perché
ha perso la causa intrapresa contro di lei dai rivenditori di
elettrodomestici, quando i risultati dei suo studio sui pericoli dei cibo
cotto a microonde erano così evidenti?
Non poteva andare
altrimenti dal momento che il professore Michael
Teuber dell'Institute for Food
Science presso la Swiss Federal
Institute of Technology di
Zurigo, che al processo rappresentava la scienza ufficiale, dichiarò che
secondo una ricerca in corso presso il suo istituto, i cibi cotti a
microonde non rappresentavano nessun rischio per i consumatori.
Tuttavia, i risultati
di quella ricerca non sono mai stati resi pubblici. Perché?
Semplicemente perché
le sue conclusioni non erano in linea con quanto dichiarato al processo.
Questo vuol dire che Teuber aveva intenzionalmente mentito davanti alla
corte nel nome dell'industria. Anche alla luce dei risultati finali di
quella tesi, Teuber non ha mai rettificato la sua dichiarazione, e tutt'oggi
neanche la corte ha corretto il proprio verdetto.
Queste cose capitano
spesso quando la ricerca scientifica va contro gli interessi dei grandi
gruppi economici?
Tutta la ricerca
scientifica che non è in linea con gli interessi dell'industria o del
settore bellico non solo non viene sostenuta, ma per quanto possibile
viene soppressa. La ricerca privata, quando mostra risultati che vanno
contro gli interessi dei potenti, viene diffamata e perseguitata in tutti
i modi possibili. Questo succede ormai da almeno un secolo, senza che
l'opinione pubblica ne sappia nulla, anche perché la gente preferisce
avere fiducia nelle autorità, specialmente per quanto riguarda il mondo
scientifico, e credere nell'integrità delle università e delle
organizzazioni statati; non è disposta a credere nella corruzione dei
governi, delle industrie e ancora meno della scienza.
Ma quali sano state le critiche alla sua ricerca sul forni a microonde?
L’industria ha
definito il nostro studio non scientifico perché abbiamo usato solo otto
persone e perché alcuni dei risultati ottenuti non mostravano dei
cambiamenti significativi ma solo delle tendenze, comprese all'interno di
limiti scientificamente accettabili. Secondo la scienza ufficiale i test
devono essere ripetibili per essere scientificamente corretti e quindi
hanno bisogno di risultati statisticamente significativi, condotti
attraverso migliaia di test su animali. Qualunque scienziato che si
rispetti dovrebbe arrivare alla conclusione che questo tipo di procedura
è dei tutto inaccettabile, quanto priva di buon senso.
Nei nostri esperimenti non volevamo mettere in pericolo i volontari che si
erano offerti di fare da cavia e quindi li abbiamo sottoposti ad una
singola ingestione alla volta di cibo cotto con microonde, con due
settimane a disposizione per il recupero. In questo contesto, nessun
cambiamento nel sangue potrebbe mai essere «significativo». Tuttavia,
anche una tendenza persistente può dare l'informazione necessaria per
vedere in quale direzione questi effetti si potrebbero sviluppare.
Ci può spiegare qual
è il principio di fondo che rende le microonde così pericolose?
Le microonde generate
tecnologicamente sono in contraddizione con la natura e quindi tossiche:
stiamo parlando di un'energia basata sul principio della corrente
alternata, mentre le energie naturali si basano sulla corrente continua a
impulsi. Il sole irradia la sua luce in modo continuo, creando un flusso
ininterrotto di impulsi che è in grado di portare e sostenere la vita
sulla terra; le microonde invece, in seguito alle continue inversioni di
polarità, creano un effetto di «Scuotimento» e di separazione che
causano nei tessuti biologici ed anche in quelli inorganici un processo di
decadimento. L’effetto di questo è il cancro. Purtroppo le microonde
hanno lo stesso effetto sul cibo, e attraverso questo sul corpo umano. Le
strutture molecolari degli alimenti vengono deformate e quindi alterate
nella loro forma e qualità. Il loro valore energetico, determinato dalla
forma della loro struttura, viene alterato e questo processo rende gli
alimenti tossici; mentre dal punto di vista della composizione chimica, le
molecole sono le stesse e possono essere analiticamente rilevate. Per
questo motivo, gli effetti della cottura di un alimento a microonde non
sono evidenti nell’immediato, ma solo nel lungo periodo, per esempio con
lo sviluppo di una forma cancerosa.
Anche la comunicazione
senza fili, come le trasmissioni su onde corte e la telefonia cellulare,
funzionano con le stesse microonde, indipendentemente dalla loro
frequenza, e quindi in principio hanno gli stessi effetti dei forni.
Queste microonde riscaldano, deformano e distruggono le cellule dei
cervello e del corpo umano, ma anche quelle di animati e vegetali. Oggi
viviamo in un immenso forno a microonde che ci sta cuocendo lentamente.
Cosa possiamo fare
allora?
E’ necessario
investire in tecnologie alternative ecologiche. Questo richiederebbe
tuttavia che la scienza si basasse sulle leggi naturali, invece di cercare
di trasformare i processi naturali a proprio piacimento come sta
succedendo oggi. La natura comunica secondo il principio della corrente
continua senza fare male a nessuno.
Cosa
dice la ricerca
1973.
P. Czerski e W. M. Leach (Usa) dimostrano che le microonde causano
tumori negli animati. (1)
1975.
Studi su broccoli e carote cotti a microonde rilevano la deformazione
detta struttura molecolare dei nutrienti (2)
1987.
Uno studio tedesco dimostra danni irreversibili all'occhio nel caso di una
esposizione prolungata (3)
Fìne anni '80.
Uno studio della American
National Council for radiation protection evidenzia che i figli di
donne che usano forni a microonde hanno una maggiore probabilità di
malformazioni.
1989.
Secondo uno studio condotto a Vienna, cuocere a microonde causa
cambiamenti significativi delle proteine del cibo, e in particolare nel
latte per neonati (4)
1990.
All'Università di Leeds, si evidenzia che la cottura nei forni a
microonde non è igienicamente sicura (5)
1992
- La ricerca
di Blanc e Hertel, condotta con all’Università di Losanna, mostra un
cambiamento significativo nel sangue delle persone che consumano cibo
cotto con microonde (6)
- Uno studio condotto dal pediatra John
A. Kerner dell'Università di Stanford in California, evidenzia che il
riscaldamento del latte materno a microonde a più di
72 °C
causa una sensibile diminuzione di tutti i fattori antiinfettivi testati
(7)
1993.
David Bridgman, chinesiologo con molti anni di esperienza, dichiara
che «il 99,9% dei miei pazienti con varie forme di allergie si mostra
motto sensibile ai cibi cotti a microonde».
1994
- Una ricerca
americana dimostra che l'uso di riscaldare avanzi di cibo nel forno a
microonde è potenzialmente pericoloso in quanto la cottura non omogenea
non garantisce protezione dall’insorgere di salmonella (8)
- Ricerche diverse mostrano che nel latte per neonati riscaldato a
microonde si possono modificare degli aminoacidi, causando in tal modo
tossicità o un’alterazione del valore nutrizionale (9)
1996. Una
ricerca evidenzia la migrazione di particelle di pvc dagli involucri,
utilizzati per coprire il cibo durante la cottura con il microonde, al
cibo stesso. (10)
2000.
La University of California evidenziando la migrazione dagli involucri per
microonde della sostanza cancerogena dietilexiladepate
in una quantità compresa tra i 200 e 500 ppm (il limite della FDA è di
0.05 ppm). Tra le sostanze migrate vengono individuate anche xenoestrogeni, sostanze legate a diminuzione di spermatozoi negli
uomini e tumore al seno nelle donne (11)
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