"Nasce a Padova il MES, Movimento Etico
Solidale"
“alto” e vuole contribuire ad una riflessione seria e coinvolgente la società civile per
aiutarla a tornare ad essere soggetto e non oggetto.
tratto da http://www.movetico.org/
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Non
vi è dubbio che Crediamo
sia necessario da una parte ripensare al ruolo della Politica nella società
civile e dall’altra allo stile dell’azione e del comportamento
politico volto senza pregiudizi o partitismi alla ricerca del bene comune per servire
al meglio l’evoluzione sociale dei tempi presenti. A
tale scopo è suo compito creare uno stato di diritto basato su un corretto
ed equilibrato rapporto tra Persona e Persona stilando delle regole e delle
leggi il più possibili accettate e condivise e fatte proprie da una sana percezione
dell’essere umano che si sente Persona tra Persone facente parte di una
comunità sociale indipendentemente dalle proprie qualità individuali, etniche e dal
proprio ruolo economico. Le
sfide del futuro saranno non solo su tali temi, ma su quelli collettivi sia per
quanto riguarda alcuni aspetti della vita concreta (trasporti, istruzione, vivibilità
ambientale, famiglia, per citarne solo alcuni). C’è quindi bisogno di una forte coesione
sociale, economica e politica che ridia dignità
all’operare di uomini e donne e che però ancora materialmente stenta a crescere. Questo
movimento vuole essere attore di un
serio dibattito che focalizzi la problematica politica in modo “alto” e vuole contribuire
ad una riflessione seria e coinvolgente la società civile per
aiutarla a tornare ad essere soggetto e non oggetto.
Esso si adopererà , quindi, per dare spazio ad un movimento di opinione
capace di governare e non di essere governato da processi
economico/finanziari che hanno portato il nostro pianeta a ciò che è sotto gli occhi di
tutti e per dare voce politica a persone capaci di generare un processo di
cambiamento con una “Politica” che si ponga pienamente al servizio del cittadino. Tali riflessioni sono racchiuse in alcune parole chiave e possibili azioni che esprimono, sebbene in modo non esaustivo, alcuni principi che dovrebbero essere alla base di una vita sociale adatta alla Persona Umana.
I
concetti chiave del MES sono: Essere
portatori di pace Essere
portatori di pace Significa
farsene promotori a livello sociale per evitare possibili conflitti
tra nazioni, popoli, organizzazioni. Ma ciò non è sufficiente, in quanto bisogna
anche portare questo concetto nella vita quotidiana individuale. Lo sforzo
per Sensibilizzare
al bene comune Rispettare
le persone e le cose Bisogna
che la buona politica crei rispetto per la dignità non solo del lavoratore,
ma del cittadino inteso come partecipante alla cosa
pubblica in forza del suo essere persona che in ogni caso porta un
contributo alla società . Gli inevitabili allontanamenti da ciò dati dalla delinquenza,
ecc., sono sintomi ed espressioni patologiche di malattie a lungo trascurate e di
atteggiamenti che non debbono essere tollerati, anche se per estirparli debbono essere prima
capiti a fondo. A seguito di ciò c’è il rispetto delle cose, intese come lavoro
eseguito, Natura, Ambiente e che rappresentano un bene a disposizione
di tutta l’umanità presente e futura. Essere
diffusori di felicità Come
diceva Aristotele, con validità perenne, la società ha diritto alla felicità ,
non solo in termini antropologici, ma anche economico/politici. Il termine felicità comporta
il ben-essere, fiducia nell’altro e nelle Istituzioni, amore per il sapere
che crea benessere collettivo. Tutto ciò comprende la fiducia in sé stessi
che logicamente contiene una grande opportunità per la società ove nessuno/a può essere
escluso/a. Ciò significa anche aiutare i cittadini a confidare nelle istituzioni
pubbliche e diffondere proposte positive sulla vita quotidiana, così da sconfiggere
la paura diffusa e ricreare un clima di fiducia reciproca. Ridare
gusto al pensare e al fare bene che significa ridare spazio all’arte ed alla cultura Oggi
si pensa poco poiché sembra che conti il solo fare e solo alcuni sembrano essere
abilitati, politicamente, al pensare. Ciò sta comportando che, con la fine delle
ideologie, si è orfani di un pensiero/confronto individuale (non individualistico)
che dovrebbe sprigionare idee e teorie in grado di far uscire Avere
la visione di un sistema economico e finanziario nuovo La
crisi che stiamo vivendo sta rivelando l’assenza drammatica di una dottrina
economica in grado di dare risposte all’Uomo del XXI
secolo. Sono, di fatto, quasi tutte fallite ed inapplicabili le teorie economiche costruite in
circa tre secoli. Occorre pensare diversamente. La bramosia che si è celata
dietro correnti economiche che hanno costretto all’uomo merce, hanno anche cambiato
il senso dello Stato e della Democrazia. Oggi bisogna riscrivere queste
pagine con delle nuove e iniziare a (ri)discutere su teorie sociali/politiche/economiche
innovative, ma che abbiano il rispetto della tradizione storica d’ogni popolo. La realtà
della divisione del lavoro di fatto fa che ognuno lavori per l’altro: comprendere i veri
bisogni dell’altro diventa perciò la base di un sano agire economico. Comprendere, ancora,
che l’azione economica non può che essere altruistica, in senso economico e non morale, è
la base per costruire un nuovo sistema che superi il dogma dell’egoismo economico. In tale
sistema confronti associativi tra i vari attori della vita economica, compresi i consumatori,
dovrebbero coscientemente sostituire la “mano invisibile” di Adam Smith che non è più in
grado, in un mondo di risorse limitate, di regolare i prezzi e la corretta ripartizione delle
risorse tra i vari attori e settori della vita economica. Una base per tale azione è
l’agire in Economia e nel Diritto per ridare nuova valenza al denaro come mezzo
e non come fine. In una finanza
etica le istituzioni finanziarie dovrebbero essere in grado quindi di far fluire il
denaro prodotto dall’economia verso imprese e persone in grado di gestirlo e di renderlo
attivo per il bene di tutti. Dovrebbero essere pensate e create istituzioni che facciano
fluire il denaro nella vita culturale ed artistica, nell’educazione e nella ricerca in modo
da creare nuove idee, nuove tecnologie e nuovi talenti umani per il futuro stesso
dell’economia e di tutta la società civile. Sensibilizzare
all’ambiente e alle sue politiche Oggi
la situazione ambientale è fortemente a rischio e i dati sul futuro sono allarmanti.
Occorre che la politica venga incontro delle esigenze sollevate sia dagli ecologisti
e dagli scienziati ambientali e sia degli economisti che temono,
alle volte in maniera preconcetta, che dare spazio alle politiche ambientali porti danno ad
un’economia che fa andare avanti il mondo. Non dev’essere più così. Condividere
la ricchezza prodotta Ai
nostri giorni le asimmetrie di reddito presenti nella società sono assurde e
immorali. Non c’è solo il rapporto Nord/Sud con le sue prevaricazioni, ma
anche nel nostro occidente con l’aumento delle povertà relative. Ciò è anche per
una pratica economica che agisce solo sulla creazione di ricchezza e non sulla condivisione
della stessa. Così si dà spazio a quella cattiva pratica che vede l’Economia come governo
di tutto, a scapito della Politica, in nome della ricchezza che produce. Non dev’essere
così: la ricchezza va condivisa, non in modo collettivistico,
e dev’essere una risorsa sociale per tutti con l’affermazione fondante
della persona umana come amministratore e non come proprietario assoluto. Essere
cooperativi Noi
lavoriamo sempre con gli altri, per gli altri. Il lavorare è essere
insieme, per lo stesso fine: creare le condizioni di vivibilità per le
esigenze e le necessità di tutti. Vuol dire affermare quell’I Care
che è il simbolo dell’inclusione non solo umana, ma anche culturale. Vuol dire
lavorare col senso del lavoro e fare con il senso del pensiero,
lavorare imparando ed imparare lavorando. Il fare rete, ossia lavorare insieme e
in modo solidale e sussidiario, comporta il riconoscimento di tutti e l’aiuto di/per tutti.
La valorizzazione delle capacità individuale nel lavorare insieme dovrebbero sostituire
l’individualismo. Anche a chi non può lavorare o non ha un lavoro andrebbe garantito un
salario minimo di sussistenza per salvaguardarne la dignità come Persona Umana ed il suo
diritto all’esistenza limitando in tal modo anche i problemi sociali conseguenti. Essere
trasparenti Essere
aperti, puliti, essere mezzo e non fine: questo è quanto
richiesto da molti cittadini. Ciò comporta, di fatto, che la stessa democrazia e
la sua politica debbono essere limpidi nel proprio
essere e nel proprio fare. Occorre che tutti siano solidali con gli altri. Ciò
significa anche cambiare lo stile della vita e dell’azione politica,
limitare le tensioni ed i litigi, guardare sempre al bene comune
indipendentemente dal fatto che un idea, quando è buona e valida, sia dell’una o
dell’altra fazione politica. Il
Decalogo
Movimento
Etico Solidale http://www.movetico.org/dove-siamo/ |
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