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Immaginate
di essere di essere allergici all'olio dell'albero giapponese
della lacca, così allergici che il solo contatto di una foglia
sulla vostra pelle provoca un infiammato rash cutaneo. Supponete
che uno scienziato, dopo avervi messo una benda sugli occhi, vi
comunichi che si accinge a strofinare il vostro braccio destro
con una foglia dell'albero giapponese della lacca, e il sinistro
con un'innocua foglia di castagno. L'operazione ha inizio e
prima ancora che il braccio destro si vada coprendo di chiazze,
comincia il prurito, mentre il sinistro non dà problema alcuno.
Niente di strano, vero? Almeno finché venite a sapere che è il
braccio sinistro - e non il destro, come vi era stato detto - ad
essere stato strofinato con la foglia dell'albero cui siete
allergici. Immaginate adesso che il morbo di Parkinson abbia
ridotto la vostra andatura a un barcollante passo strascicato e
che la mano sinistra tremi così tanto da non poter neppure
impugnare una penna. Vi rivolgete a uno studio medico nel quale
vi sottopongono a un trattamento chirurgico sperimentale, dopo
il quale sia la vostra andatura che la vostra presa migliorano
in maniera sbalorditiva. Voi siete già pronti a gridare al
miracolo, quand'ecco che scoprite che l'operazione è stata
simulata: il chirurgo si è limitato a trapanarvi un piccolo
foro nel cranio per poi richiuderlo. Che i pensieri e le
emozioni possano influire sulla nostra salute non è certo una
novità, ma ora la relazione tra mente e corpo si sta rivelando
sempre più interessante, molto più importante e complesso di
quanto ciascuno di noi avrebbe potuto supporre. Analizzati con
la lente del XXI secolo, l'ansia, l'alienazione e la depressione
non sono soltanto stati d'animo, come del resto non sono
soltanto emozioni l'amore, la serenità e l'ottimismo. Tutte
queste sono condizioni psicologiche che influenzano la nostra
salute tanto quanto l'obesità o la perfetta forma fisica. Il
cervello, fonte di stati d'animo simili, offre un possibile
accesso a innumerevoli altri tessuti e organi: dal cuore
all'apparato circolatorio, dal sistema digerente a quello
immunitario. La sfida consiste nel delineare la mappa dei
sentieri che collegano le condizioni mentali a quelle mediche e
nell'imparare a viaggiarci liberamente. La ricerca è in pieno
sviluppo: il quinquennale Integrated Neural Immune Program del
governo federale degli Stati Uniti l'anno prossimo investirà 16
milioni di dollari nella ricerca psicosomatica, e le fondazioni
private ne spenderanno molti altri. L'"Hip" Usa è una
delle principali organizzazioni di assistenza medica che hanno
già iniziato a rimborsare i costi sostenuti per le terapie
psicosomatiche e "Medicare" rimborsa determinate
tecniche di rilassamento praticate dagli psicologi. Gli
ospedali, dal canto loro, stanno aprendo cliniche specializzate
nella cura contemporanea del corpo e del cervello. Secondo un
recente sondaggio del governo, quasi la metà degli americani
nel 2002 ha fatto ricorso a qualche terapia psicosomatica
associata. Circa 90 anni fa Walter Cannon, psicologo di Harvard,
già ipotizzava che il corpo umano, quando viene sottoposto a
una minaccia reagisce con un innalzamento della pressione
sanguigna, del battito cardiaco, della tensione muscolare e del
ritmo della respirazione. Oggi sappiamo che questa fisiologica
"reazione allo stress" coinvolge gli ormoni e alcune
sostanze chimiche ad azione infiammatoria che, come sono
benefiche in dosi adeguate, così si rivelano pericolosissime in
"overdose", potendo scatenare sia un semplice mal di
testa che l'infarto del miocardio. Oggi gli esperti ritengono
che dal 60 al 90 per cento dei casi tutte le visite mediche
interessino sintomi da mettere in relazione allo stress. Dalle
malattie, dunque, alle cure. L'"effetto placebo" è
riconosciuto dagli anni Cinquanta, quando il dottor Henry
Beecher di Harvard descrisse questo fenomeno per al prima volta.
Fino a poco tempo fa, però, gran parte degli esperti lo
liquidava come un trionfo dell'auto- suggestione, grazie alla
quale gente che continuava ad essere malata (o che non lo era
mai stata) di fatto si convinceva di stare meglio. Ora si è
invece scoperto che le aspettative personali possono alterare in
maniera diretta e sostanziale il decorso della malattia. Si
consideri l'esempio del paziente affetto da Parkinson che si è
sottoposto a una finta operazione chirurgica: i ricercatori per
mezzo della Pet hanno messo a confronto il suo cervello con
quello dei pazienti che avevano ricevuto un trattamento
effettivo. Come previsto, l'intervento effettivo ha determinato
un significativo aumento di dopamina, il neurotrasmettitore di
cui è sprovvisto il comune paziente affetto da Parkinson. Anche
i pazienti migliorati grazie al placebo, però, sono andati
incontro a un simile aumento di dopamina. Ma i placebo sono
soltanto l'inizio: sempre più accertamenti lasciano intuire che
qualsiasi tipo di esperienza emotiva tranquillizzante è in
grado di migliorare la salute del nostro fisico. Presso la Duke
University, i ricercatori hanno scoperto che l'osservanza dei
precetti religiosi è associabile a più bassi indici di
malattia e di ospedalizzazione. Negli studi condotti su pazienti
maschi positivi all'Hiv, i ricercatori dell'Ucla hanno
evidenziato che l'ottimismo è associato a un funzionamento più
valido delle cellule immunitarie. Infine, una ricerca condotta
ad Harvard indica che la "reazione di rilassamento",
quella profonda sensazione di calma che ci pervade quando
facciamo yoga, preghiamo o pratichiamo semplici esercizi di
respirazione profonda, può aiutare a contrastare positivamente
gli effetti dello stress cronico. Possiamo dunque imparare a
stare meglio? Questo il quesito fondamentale della medicina
psicosomatica, la cui risposta non è un sì incondizionato. Le
circostanze stressanti della vita sono talvolta inevitabili e
l'eredità e il temperamento fanno sì che alcuni siano più
portati allo stress di altri. Ovviamente la preghiera in sè non
può sostituire la penicilina o un'adeguata alimentazione.
Nonostante tutto ciò, le tecniche psicosomatiche possono
migliorare la vita di chiunque. La meditazione non cura il
cancro, ma alleviando la paura e mitigando gli effetti
collaterali delle terapie, sicuramente fa sì che molti pazienti
si sentano meno oppressi. Le malattie indotte dallo stress
spesso mettono a dura prova i rimedi convenzionali e quando
persistiamo ad assumere pillole hi-tech o a sottoporci a terapie
sofisticate, spesso il loro costo può facilmente arrivare a
superare i benefici arrecatici. Quali che siano i suoi limiti,
la medicina psicosomatica ha comunque il vantaggio di non fare
male. |
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CERVELLO |
| I depressi sentono di
più il dolore e le persone che soffrono sono ad alto rischio di
depressione. Dolore fisico ed emotivo sono governati dallo stesso
neurotrasmettitore ed elaborati nella stessa area del cervello |
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CUORE |
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La rabbia provoca
stress, fa aumentare la pressione sanguigna e causano cambiamenti
ormonali dannosi per il cuore, la memoria e il sistema immunitarioI |
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POLMONI |
| Il
rilassamento è uno stato di calma mentale durante il quale la pressione
del sangue diminuisce, il ritmo cardiaco e respiratorio rallenta e i
muscoli diventano meno tesi |
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COLON |
| L'ipnosi,
una forma di attenzione altamente focalizzata, può servire a curare la
sindrome del colon irritabile, la diarrea cronica e altre patologie
gastrointestinali |
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VENE |
| Il
rilassamento può aiutare a tenere il diabete sotto controllo. Al
contrario, lo stress fa aumentare i livelli di cortisolo ed epinefrina
e, di conseguenza, la quantità di glucosio nel sangue |
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STOMACO |
| Una tecnica di
meditazione basata sull'attenzione insegna a combattere persino gli
effetti collaterali delle cure anti-cancro |
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INTESTINO |
| Cervello e intestino
comunicano attraverso una complessa rete di ormoni, peptidi e
neurotrasmettitori. Quando si verifica uno stress emotivo,
l'intestino va incontro a un affaticamento |
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FERTILITA' |
| Studi dimostrano che
lo stress è un ostacolo alla fecondazione, mentre la meditazione
e lo yoga, migliorando la qualità della vita, fanno aumentare le
possibilità di concepire un figlio |
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