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LONDRA - Nei prossimi anni i
cellulari potrebbero uccidere molte più persone che il fumo o l’amianto: l’allerta, il più
inquietante mai lanciato sui rischi per la salute derivanti dai telefonini, arriva da Vini
Khurana, neurochirurgo molto noto a livello internazionale. Khurana invita a evitare il più
possibile di usare il cellulare e invita governi e industrie ad agire «nell’immediato» per
ridurre i rischi di esposizione alle radiazioni.
L’uso del cellulare per 10 anni o più può addirittura raddoppiare il rischio di cancro; e
poichè i tumori impiegano almeno un decennio per svilupparsi, non hanno senso gli studi che,
finora, hanno dimostrato che pochissime persone, quasi nessuna, ha avuto un tumore per
l’utilizzo del cellulare, sostiene Khurana dalle pagine del quotidiano britannico “The
independent”.
Il professor Khurana- neurochirurgo che ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali
negli ultimi 16 anni, pubblicando innumerevoli testi scientifici- ha riesaminato oltre 100
studi sugli effetti del cellulare e pubblicato il risultati su un web-site che si occupa
proprio di chirurgia cerebrale. Khurana riconosce che, in particolare situazioni, un cellulare
può salvare una vita, ma osserva che «c’è un significativo e crescente insieme di prove
(che conferma) il legame tra l’utilizzo dei cellulari e alcuni tumori al cervello»; ed è
convinto che questo legame sarà «provato in maniera definitiva» nel prossimo decennio.
Osservando che i tumori maligni al cervello sono «una diagnosi di morte», aggiunge che «se
l’industria e i governo non adottano misure immediate e decisive», l’incidenza dei tumori
maligni al cervello e il conseguente tasso di mortalità crescerà globalmente entro una
decina d’anni. Ma a quel punto sarà troppo tardi per intervenire. Secondo Khurana questo
pericolo «ha ramificazioni ben più vaste che il fumo e l’amianto», come risulta dal fatto
che attualmente sono tre miliardi le persone al mondo che utilizzano i cellulari, tre volte
tanto quelle che fumano.
La scorsa settimana, l’associazione degli operatori di telefonia mobile (Moa, Mobile
Operators Association) ha liquidato lo studio di Khurana come «un’analisi selezionata di
letteratura scientifica, compiuta da un solo individuo». Secondo
la Moa
, il lavoro di Khurana non è «un’analisi bilanciata» del materiale scientifico fin qui
pubblicato, che porta tra l’altro a «conclusioni opposte a quelle dell’Oms e di oltre 30
studi scientifici condotti da esperti indipendenti».
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